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requisiti formali e sfere d'azione nella pratica psicoanalitica

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Solvejg

unread,
Dec 17, 2009, 1:44:46 PM12/17/09
to
Nelle lezioni raccolte in "Introduzione alla psicoanalisi" Freud, non mi
ricordo pi� in quale lezione, afferma che per affrontare una terapia
analitica � indispensabile una seppur minima intelligenza da parte del
paziente.
Sempre nell'opera sopra citata si trova una definizione dei pazienti
nevrotici come " fiori dell'umanit�"... persone riccamente dotate sia a
livello emotivo che intellettuale, le quali dovevano anche (non solo
ovviamente) la loro infelicit� ad una "energia pulsionale" mista a doti
intellettuali sopra la media.
Freud lavorava con i nevrotici e ha sempre escluso le psicosi dal raggio di
azione della psicoanalisi...

Dopo di lui J. Lacan ha affermato che l'analisi pu� essere invece d'aiuto
anche agli psicotici se l'Analista riesce ad operare la "castrazione
simbolica", che permetterebbe al soggetto di nascere come "soggetto diviso",
secondo quella che � la terminologia lacanina, e lo iscriverebbe nel campo
del simbolico, ovvero la modalit� cui cui si manifesta il reale.

Vorrei approfondire questi spunti nell'intento di capire meglio CHI � e cosa
deve avere (o non avere) il soggetto-paziente-oggetto della analisi.

Un saluto a tutti e un ringraziamente anticipato a chi vorr� contribuire
alla tematica che ho proposto. :-)

--
Solvejg

Vincenzo Del Piano

unread,
Dec 18, 2009, 1:00:29 PM12/18/09
to

"Solvejg" <solvejg...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:y_uWm.110386$9f6.1...@twister1.libero.it...
>
> [cut] Vorrei capire meglio CHI � e cosa deve avere

> (o non avere) il soggetto-paziente-oggetto della analisi.

> Nelle lezioni raccolte in "Introduzione alla psicoanalisi" Freud


> afferma che per affrontare una terapia analitica � indispensabile
> una seppur minima intelligenza da parte del paziente.

... � senz'altro necessaria -se non un'intelligenza "brillante" ...- almeno
una buona capacit� astrattiva.
Se non c'� questa ... le figure metaforiche (intra ed extra psichiche) alle
quali la Psicoanalisi ricorre abbondantemente ... possono persino rischiare
di apparire (rispettivamente) "figure minacciose o invasive" ... dotate di
sostanza (non sapendosi pensarle astrattamente!) dalle quali ci si deve
"quindi" salvare.
Inoltre -se non c'� almeno una buona capacit� astrattiva ...- la
com-presenza delle figure intrapsichiche pu� essere vissuta come "assetto
schizofrenico" della propria personalit� ... e doverne "poi" operare una
ricucita.
In termini pi� generali -e come opinato pi� volte ...- IMHO, la specifica
Psiconalisi � "poco adatta" a chi vuole farla corta o facile. E' "poco
adatta" a chi ha una -legittima!- preferenza per l'empir�a e il "realismo
positivistico".
... "inoltre" ... credo che sia indispensabile una buona capacit� verbale,
sia attiva che passiva: se un Paziente ha un repertorio linguistico
effettivamente povero ... non si va molto avanti :-(
Non con la specifica Psicoanalisi, "almeno".

> Sempre nell'opera sopra citata si trova una definizione dei pazienti
> nevrotici come " fiori dell'umanit�"... persone riccamente dotate sia a
> livello emotivo che intellettuale, le quali dovevano anche (non solo
> ovviamente) la loro infelicit� ad una "energia pulsionale" mista a doti
> intellettuali sopra la media.

Credo che questa opinione di Freud gli derivasse dal fatto che ... egli
"praticava scarsamente" persone semplici e di scolarizzazione modesta. Credo
di poter dire che se egli "avesse praticato" il tipo di Pazienti/Clienti che
c�pitano oggigiorno negli Studi di Psicoterapia, avrebbe rivisto questa
valutazione.
... una nevrosi ... non � appannaggio n� di "classi elevate", n� di "strati
intellettuali"; per converso ... � evidente che -laddove (e in chi) le
"energie pulsionali" appaiono "ridotte" per il fatto che sono
prevalentemente dirette alla operativit� quotidiana corrente (eufemismo)- �
difficile che possano generare conflitti intra-psichici di rilevanza tale da
"meritare" in nome di nevrosi.
Credo sia esperienza comune di ogni Psicoterapeuta aver osservato che un
Paziente, "per poter*si* produrre" un disturbo grave (qual � la Depressione
Maggiore, o l'Anoressia, o il DAP ...) ... � necessario che "abbia a
disposizione" grosse quantit� di energia psichica; che la si chiami o no
"libido" -oppure la si intraveda solo come origine di "carattere forte" e
volitivo ...- � solo chi ne ha molta a disposizione, che pu� "utilizzarla"
nel conflitto tra s� e s� che determina la patologia.
Credo infatti/inoltre che sia esperienza comune di ogni Psicoterapeuta aver
osservato che chi soffre di quei disturbi gravi ... non � mai (stato) "una
mezza calzetta" per quanto riguarda la *volont�* di farsi valere; basta
scavare nelle modalit� d'essere del "prima della patologia" per verificare
sistematicamente che quelle stesse persone, "prima", avevano grandi capacit�
di "farsi valere" ... e infatti imho continuano! "solo" che solo state
costrette a continuare ... attuando la strategia dello ammalarsi!
E dico sul serio.

> Freud lavorava con i nevrotici e ha sempre escluso le psicosi dal raggio
> di azione della psicoanalisi...
> Dopo di lui J. Lacan ha affermato che l'analisi pu� essere invece d'aiuto
> anche agli psicotici se l'Analista riesce ad operare la "castrazione
> simbolica", che permetterebbe al soggetto di nascere come "soggetto
> diviso", secondo quella che � la terminologia lacanina, e lo iscriverebbe
> nel campo del simbolico, ovvero la modalit� cui cui si manifesta il reale.

Lo "approccio" di Lacan alla Psiconalisi IMHO lo rende (... in buona
sostanza) inconfrontabile con Freud :-(( ... e ogni discorso "comparativo" �
assai difficile, se non addirittura temerario.
Tuttavia ... :-)) ... e detto con consapevole approssimazione ...

IMHO ... Freud, nonostante "ci fosse andato vicino" (nella attribuzione di
importanza al lapsus, per es.) non ha mai dato alla parola una importanza
pi� che di "significante". Per questo -e nel senso freudiano- la
sostituzione (per lapsus) della parola MAMMA alla parola BABBO significava
"solo" che -nel particolare pensiero in corso (!)- l'Analizzato "faceva
tutt'uno" di Mamma e Babbo (e infatti Freud -quando nell'analisi dei sogni
esamina il corrispondente onirico dei lapsus linguistici- parla di
"condensazione").
Invece ... nella concezione di Lacan ... se si dice MAMMA invece di BABBO
... vuol dire che nel campo del simbolico (che � *la* modalit� con la quale
*quello* Analizzato manifesta il *suo* "Reale"!) ... la Mamma
_ha_preso_il_posto_ del Babbo; lo ha preso tout-court (!) ... e non si
pu�/deve dire nemmeno che questo accade "come se": nossignori: per *quello*
Analizzato ... � avvenuta una sostituzione reale del Babbo da parte della
Mamma.
Per *quello* Analizzato, la Mamma *�* il Babbo ... per "psicotica" che sia
la sostituzione. Ci�, perch� -per Lacan- la Realt� � il modo di dir"la"; per
Lacan, la parola non designa n� significa: la parola � la Realt�
intrapsichica dell'Analizzato, per "psicotica" che sia la costruzione che ne
deriva.
Ci� non pu� non comportare (?!) che "basti" che si tenga in considerazione
che si tratta di "ordinaria costruzione di Realt�" ... e non c'� alcuna
difficolt� a procedere alla Psicoanalisi anche degli "ordinari" psicotici.
Tuttavia ... la "riuscita" di un intervento psicoanalitico non pu�
prescindere dalla "modifica" dei contenuti psicotici (!) ... e se essi sono
addirittura i contenuti e gli ordinamenti "ordinariamente" dati alla
"Realt�" ... "cosa ha da succedere" all'Analizzato se non che "quantomeno"
emerga in lui una qualit� (egoica!) "altra da se stesso" (un "soggetto
diviso"!) ... tale da poter*si* costruire contenuti e ordinamenti
"ordinariamente altri" da quelli psicotici?
Confesso di non sapere perch� venga definito "castrazione simbolica" il
processo di "affiancamento" di un nuovo "soggetto diviso" (distinto e
separato dal precedente!): *credo* di sapere che il processo comporti la
realizzazione del "soggetto diviso"; realizzazione nel senso lacaniano per
il quale le parole sono elementi costitutivi *e* costruttivi della Realt�
(!), per cui "basta" che il nuovo soggetto sia "detto" (e parli ...) ed esso
C'E'.
C'E' ... potenzialmente non pi� psicotico.

Saluti ... raffazzonati :-((
--
Vincenzo


L

unread,
Dec 19, 2009, 9:49:31 AM12/19/09
to

Vincenzo Del Piano wrote:

> ... � senz'altro necessaria -se non un'intelligenza "brillante" ...- almeno
> una buona capacit� astrattiva.
> Se non c'� questa ... le figure metaforiche (intra ed extra psichiche) alle
> quali la Psicoanalisi ricorre abbondantemente ... possono persino rischiare
> di apparire (rispettivamente) "figure minacciose o invasive" ... dotate di
> sostanza (non sapendosi pensarle astrattamente!) dalle quali ci si deve
> "quindi" salvare.

A mio modo di vedere, caro Vincenzo, se � pur vero che necessita
intelligenza per rifare la strada all'indietro -dalla follia alla
ragione- c'� un problema che andrebbe evidenziato: Non esiste -anche a
me risulta- una linea di confine precisa tra fenomeni di nevrosi e
psico-patologie, ma una qualche diversit� � rilevante.

A mio avviso -anzitutto- necessita dire che Lacan era un psichiatra e
-per quanto conoscesse la psicoanalisi- era pi� un medico che uno
psicanalista.

L'approccio medico -inoltre- � un approccio fattuale, sintetico, pi� che
analitico.

La pretesa quindi di Lacan di potere confinare la sintesi come un
approccio nuovo grazie alla linguistica � la tesi di Lacan.

Del resto come fa un medico a rendersi conto della classificabilit� di
un malato di mente?

Da ci� che dice, da come si comporta, quindi da una fenomenologia.

Il problema � che l'analisi non � la sintesi, anche se la analisi �
indispensabile alla sintesi come cognizione di base.

Se ne facessimo solo un problema di linguistica saremmo nella PNL.

Ma la key, la chiave di decodificazione, del perch� vi � una certa
deformazione dal normale relazionarsi non � solo fare cambiare
linguaggio alla persona sofferente.

Necessiterebbe anzitutto capire -psicoanaliticamente- del perch� � stata
introdotta la deformazione.

Poi se -nel suo mondo- il paziente sia pi� in grado di comunicare e come
con chi -dall'esterno- gli parla, cercano di comunicare.

Per la mia esperienza ti dico che � come volere entrare in un sogno in
cui gli attori (se stanno deformando il reale) sono convinti che quella
che vivono � la realt� (ma � un sogno ad occhi aperti), ma la loro
realt� non corrisponde al reale (di chi non introduce eccessive
deformazioni a ci� che percepisce, come potrebbe essere il caso di una
persona sufficientemente equilibrata).

Per� anche chi sia equilibrato, per parlare con uno psicotico,
comunicando, deve vedere quello che lo psicotico vede, altrimenti la
semplice rassicurazione far� passare per matto il medico o lo
psicanalista, poich� la persona sofferente � in buona fede che la realt�
alterata � vera cos� come la vede lui -> per tutti.

E' quindi necessario un armamentario non banale:

1) capire di che tipo di deformazione altera il quadro percettivo e
ideativo del paziente
2) immergersi in quel quadro -senza andare fuori di testa- e -con
gradualit�- smontare non solo la deformazione, ma giustificare perch� la
deformazione non � necessaria (perch� la deformazione � -in genere- un
mezzo di difesa dal reale e il paziente non ha nessuna intenzione di
toglierla).
3) quale sarebbe l'alternativa di sintesi con cui affrontare i mostri
dell'igmo. (igmo � il termine usato nel film di fantascienza il pianeta
proibito per indicare i mostri prodotti dalla nostra stessa mente).

Vincenzo:

> Inoltre -se non c'� almeno una buona capacit� astrattiva ...- la
> com-presenza delle figure intrapsichiche pu� essere vissuta come "assetto
> schizofrenico" della propria personalit� ... e doverne "poi" operare una
> ricucita.
> In termini pi� generali -e come opinato pi� volte ...- IMHO, la specifica
> Psiconalisi � "poco adatta" a chi vuole farla corta o facile. E' "poco
> adatta" a chi ha una -legittima!- preferenza per l'empir�a e il "realismo
> positivistico".
> ... "inoltre" ... credo che sia indispensabile una buona capacit� verbale,
> sia attiva che passiva: se un Paziente ha un repertorio linguistico
> effettivamente povero ... non si va molto avanti :-(
> Non con la specifica Psicoanalisi, "almeno".

Solvejg:



> > Sempre nell'opera sopra citata si trova una definizione dei pazienti
> > nevrotici come " fiori dell'umanit�"... persone riccamente dotate sia a
> > livello emotivo che intellettuale, le quali dovevano anche (non solo
> > ovviamente) la loro infelicit� ad una "energia pulsionale" mista a doti
> > intellettuali sopra la media.

Vincenzo:

Solvejg:



> > Freud lavorava con i nevrotici e ha sempre escluso le psicosi dal raggio
> > di azione della psicoanalisi...
> > Dopo di lui J. Lacan ha affermato che l'analisi pu� essere invece d'aiuto
> > anche agli psicotici se l'Analista riesce ad operare la "castrazione
> > simbolica", che permetterebbe al soggetto di nascere come "soggetto
> > diviso", secondo quella che � la terminologia lacanina, e lo iscriverebbe
> > nel campo del simbolico, ovvero la modalit� cui cui si manifesta il reale.

Vincenzo:

Mi sembra -allora- che siamo daccordo che l'analisi (la psicanalisi) non
ci dice quale sia la sintesi.

Paragonerei l'analisi al concetto di "stato" nella teoria dei sistemi.

Sapere quale sia s(t0), ossia lo stato di un sistema al tempo t0, non ci
dice quale sia lo stato successivo s(t1).

con t1 > t0 (ossia in cui t1 � un istante successivo a t0).

La y(t) = f(s(t), x(t))

Ossia le "uscite" y del sistema dipenderanno

sia dallo stato, s(t)

sia dagli ingressi, x(t)

ma anche dalla forma della f,

ossia da come il sistema, o il soggetto, organizza, sintetizza,
l'afflusso dei dati di stato e di input.

Il come li organizza non � standard, ma soggettivo.

Ecco perch� non � automatico agire solo sugli input, che siano di stato
o di ingresso percettivo.

Perch� � necessaria una "ri-programmazione" se vogliamo che il "ciclo di
lavaggio e asciugatura del bucato muti da come era stato programmato
dalla casa costruttrice".

: - )

Ciao, grazie a tutti voi dell'argomento,

L

Solvejg

unread,
Dec 20, 2009, 2:09:13 PM12/20/09
to
"Vincenzo Del Piano" <vinc...@hyle.it> ha scritto nel messaggio
news:7p1vi6...@mid.individual.net...

>> Sempre nell'opera sopra citata si trova una definizione dei pazienti
>> nevrotici come " fiori dell'umanit�"...
>

> ... una nevrosi ... non � appannaggio n� di "classi elevate", n� di
> "strati
> intellettuali"; per converso ... � evidente che -laddove (e in chi) le
> "energie pulsionali" appaiono "ridotte" per il fatto che sono
> prevalentemente dirette alla operativit� quotidiana corrente (eufemismo)-
> �
> difficile che possano generare conflitti intra-psichici di rilevanza tale
> da
> "meritare" in nome di nevrosi.

Non penso per� che Frued intendesse (ihmo giustamente) con "fiori
dell'umanit�" n� classi elevati n� fini intellettuali.
Almeno, per come avevo inteso io questa definizione...
Mi sembra plausibile pensare sia che persone di bassa estrazione sociale
siano piene di talento immaginativo e di grande sensibilit� emotiva... sia
che fini intellettuali siano in realt� dotati solo di intelligenza
logico-razionale e privi, o scarsamente dotati, di emotivit�.
Le caratteristiche qui in gioco quindi ihmo sono intelligenza emotiva, forza
di volont� e capacit� di astrazione, al di l� di inquadramenti
socio-culurali.
E mi pare in effetti che siano proprio quei "requisiti" che tu hai esposto
qui.


> Tuttavia ... :-)) ... e detto con consapevole approssimazione ...
>
> IMHO ... Freud, nonostante "ci fosse andato vicino" (nella attribuzione di
> importanza al lapsus, per es.) non ha mai dato alla parola una importanza
> pi� che di "significante". Per questo -e nel senso freudiano- la
> sostituzione (per lapsus) della parola MAMMA alla parola BABBO significava
> "solo" che -nel particolare pensiero in corso (!)- l'Analizzato "faceva
> tutt'uno" di Mamma e Babbo (e infatti Freud -quando nell'analisi dei sogni
> esamina il corrispondente onirico dei lapsus linguistici- parla di
> "condensazione").

E Freud d� anche una bella spiegazione filogenetica di questo suo
procedimento.
Lacan lo vuole sconfessare su questo punto quando dice che Edipo � "il sogno
di Freud" o che l'origine egiziana di Mos� � improponibile, proprio perch�,
secondo lui, non � possibile vedere nel linguaggio simbolico incoscio e
onirico la complessa evoluzione di meccanismo propri delle societ� arcaiche
e tribali.

Ma gli antropologi cosa ne dicono? Forse sarebbe interessante e utile
avvicinarsi a loro per una spiegazione pi� precisa.
E "i professionisti moderni" come la pensano su questo punto?

> Invece ... nella concezione di Lacan ... se si dice MAMMA invece di BABBO
> ... vuol dire che nel campo del simbolico (che � *la* modalit� con la
> quale
> *quello* Analizzato manifesta il *suo* "Reale"!) ... la Mamma
> _ha_preso_il_posto_ del Babbo; lo ha preso tout-court (!) ... e non si
> pu�/deve dire nemmeno che questo accade "come se": nossignori: per
> *quello*
> Analizzato ... � avvenuta una sostituzione reale del Babbo da parte della
> Mamma.
> Per *quello* Analizzato, la Mamma *�* il Babbo ... per "psicotica" che sia
> la sostituzione.

Chiarissimo, come sempre... ma, se posso, come si colloca in tutto questo il
fatto che il nevrotico per Lacan sta comunque al di qua della castrazione e
quindi � immerso nei significanti simbolici... e lo psicotico invece no?


> Ci� non pu� non comportare (?!) che "basti" che si tenga in considerazione
> che si tratta di "ordinaria costruzione di Realt�" ... e non c'� alcuna
> difficolt� a procedere alla Psicoanalisi anche degli "ordinari" psicotici.
> Tuttavia ... la "riuscita" di un intervento psicoanalitico non pu�
> prescindere dalla "modifica" dei contenuti psicotici (!) ... e se essi
> sono
> addirittura i contenuti e gli ordinamenti "ordinariamente" dati alla
> "Realt�" ... "cosa ha da succedere" all'Analizzato se non che "quantomeno"
> emerga in lui una qualit� (egoica!) "altra da se stesso" (un "soggetto
> diviso"!) ... tale da poter*si* costruire contenuti e ordinamenti
> "ordinariamente altri" da quelli psicotici?


Ma non � mica una cosa facile, immagino!!!
Che innovazioni "tecniche" usa un lacaniano per fare questo?
Io so solo che si introduce il colloquio "a tempo determinato", quello per
cui Lacan � stato "scomunicato"... altro?

> Saluti ... raffazzonati :-((

Raffazzonati nemmeno tanto... :-) l'esempio che hai fatto mi � stato molto
utile per concretizzare cose di cui so vagamente solo la teoria.
E chiedo scusa se ho riproposto la solita valaga di domande... ma con un
tale interlocutore proprio non posso trattenermi! :-))
Grazie ancora!
Ciao

--
Solvejg

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