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Svenimento, emotività e sala parto

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Vale

unread,
Oct 14, 2009, 6:12:37 AM10/14/09
to
Buongiorno, ho 38 anni e da sempre sono uno di quelli che il prelievo
del sangue causa un principio di collasso. Una volta sono svenuto di
botto dopo un semplice esame per l'allergia.

Sono anche abbastanza emotivo. Due persone che litigano vicino a me mi
provocano immediata tachicardia e affanno.

Per il resto, in altre circostanze, riesco a padroneggiarmi: ad
esempio mesi fa, dopo un incidente con la macchina ho gestito l'arrivo
dell'ambulanza e dei vigili con una certa freddezza.

Mi pongo il problema se � il caso o no di entrare in sala parto quando
nascer� mio figlio. Pu� essere, come si legge in giro, che
l'adrenalina sar� tale che al momento opportuno non ci penser� due
volte.
Ma d'altronde non vorrei sottovalutare queste mie caratteristiche
emotive. Associare la nascita di mio figlio ad uno svenimento e al
cazziatone del ginecologo non sarebbe il massimo.

Qualche idea ?
Grazie

may

unread,
Oct 14, 2009, 2:25:17 PM10/14/09
to
"Vale" <mestri...@gmail.com>

> Ma d'altronde non vorrei sottovalutare queste mie caratteristiche
> emotive. Associare la nascita di mio figlio ad uno svenimento e al
> cazziatone del ginecologo non sarebbe il massimo.
>
> Qualche idea ?

dove partorisce la neo mamma e quando � la DPP?
Perch� se la DPP � fra due giorni abbiamo ben poco da parlare...

In bocca al lupo cmq!


Pippo

unread,
Oct 14, 2009, 7:20:18 PM10/14/09
to

"Vale" <mestri...@gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:b67ff048-9d38-421a...@v25g2000yqk.googlegroups.com...

> Ma d'altronde non vorrei sottovalutare queste mie caratteristiche
> emotive. Associare la nascita di mio figlio ad uno svenimento e al
> cazziatone del ginecologo non sarebbe il massimo.

io penso che se anche accadesse la tua gioia per il lieto evento coprir� la
memoria negativa di quel che � accaduto, ma in effetti il caziatone non te
lo leva nessuno, poi devono assistere ad un parto e tu gli crei un urgenza
extra magari battendo la testa e ti devono soccorere?
almeno stai seduto...e comodo, da non rischiare di cadere anche!
un mio amico che sviene quando gli prelevano il sangue, dopo la priami
capocciata con rianimazione (ed � pure alto quasi 2 metri) ora si mette
direttamente steso sul lettino, che fa prima!
ciao.

silvia p

unread,
Oct 15, 2009, 4:58:02 AM10/15/09
to

"Vale" <mestri...@gmail.com> ha scritto

> Ma d'altronde non vorrei sottovalutare queste mie caratteristiche
> emotive. Associare la nascita di mio figlio ad uno svenimento e al
> cazziatone del ginecologo non sarebbe il massimo.

La tua compagna che ne dice? Pi� del cazziatone del ginecologo mi
preoccuperei della sua "furia" :)

Amelia

unread,
Oct 15, 2009, 3:37:50 AM10/15/09
to

"Vale" <mestri...@gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:b67ff048-9d38-421a...@v25g2000yqk.googlegroups.com...

> Ma d'altronde non vorrei sottovalutare queste mie caratteristiche


> emotive. Associare la nascita di mio figlio ad uno svenimento e al
> cazziatone del ginecologo non sarebbe il massimo.

bah.

imho il parto non e' roba "da uomini".
a meno di essere a) un ginecologo, b) un infermiere, c) un uomo
particolarissimamente refrattario alle emozioni negative prodotte dal vedere
soffrire.

qualche uomo, vedendo soffrire la propria compagna (nonche' assistendo agli
aspetti pratici poco edificanti), ha avuto qualche difficolta' a riprendere
rapporti regolari, non riuscendo a superare il trauma.

diverso e' "stare vicini" prima e dopo, assistere e far compagnia fino alle
soglie della sala parto ed esserci attivamente dopo la sala parto.

ma durante .......................... brrrrrrrrrrrrrrrr... io non avrei
voluto *mai*.

'sta fissa di dover spettacolarizzare tutto... a me personalmente pare
proprio "una fissa".


Amelia

Vincenzo Del Piano

unread,
Oct 15, 2009, 5:42:22 AM10/15/09
to

"Vale" <mestri...@gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:b67ff048-9d38-421a...@v25g2000yqk.googlegroups.com...
>
> [cut] Mi pongo il problema se � il caso o no di entrare in sala parto
> quando nascer� mio figlio. (...)

>Associare la nascita di mio figlio ad uno svenimento e al
> cazziatone del ginecologo non sarebbe il massimo.
> Qualche idea ?

Meglio non andarci: non per l'ipotetico cazziatone, ma perch� si suppone che
tua moglie avr� gi� di che occuparsi e pare brutto imporle una possibile
aggiunta di stress.
Peraltro ... perch� volersi sfidare, forzando una tua caratteristica
emotiva? Tanto pi� che -come riferisci tu stesso- non ti � di grande
disturbo in altre occasioni?

Fa' come fanno tutti: se sei fumatore ... vai a fumare nervosamente nel
cortile dell'Ospedale ... ed aspetta!
Senn� ... st�ttene nel corridoio davanti alla Sala Parto ... e aspetta.
Vedrai che, anche solo aspettare ... sar� una bella sfida! :-))

... auguri! :-))
--
Vincenzo

repo

unread,
Oct 16, 2009, 7:35:00 AM10/16/09
to
"Amelia" ha scritto:

> 'sta fissa di dover spettacolarizzare tutto... a me personalmente pare
> proprio "una fissa".

Pensa che ho conosciuto uno che, tutto giulivo, mi ha raccontato che mentre
la moglie partoriva lui filmava tutto con la telecamera :-(((

Repo

Solvejg

unread,
Oct 16, 2009, 4:23:57 PM10/16/09
to
"Vale" <mestri...@gmail.com> ha scritto nel messaggio:

> Mi pongo il problema se � il caso o no di entrare in sala parto
> quando nascer� mio figlio.

> Qualche idea ?

Questo genere di "eventi emozionanti", nascite, matrimoni etc... non si
possono mai prevedere prima, non sono mai come ce li aspettiamo, quindi
tutto pu� accadere dentro di noi.

Io mio consiglio �: aspetta fuori senza troppi problemi.
Certamente prima parlane con tua moglie e spiegale che se rimani fuori �
proprio per non infastidirla... per il resto fregatene di quello che ti
dicono di fare gli altri.
Quello che � meglio per te lo sai tu, non ci sono regole generali valide per
tutti.
Tanti auguri! :-)

--
Solvejg

may

unread,
Oct 16, 2009, 1:36:35 PM10/16/09
to
"Vincenzo Del Piano" <vinc...@hyle.it> ha scritto nel messaggio
news:7jo9ltF...@mid.individual.net...

> Meglio non andarci: non per l'ipotetico cazziatone, ma perch� si suppone
> che
> tua moglie avr� gi� di che occuparsi e pare brutto imporle una possibile
> aggiunta di stress.
> Peraltro ... perch� volersi sfidare, forzando una tua caratteristica
> emotiva? Tanto pi� che -come riferisci tu stesso- non ti � di grande
> disturbo in altre occasioni?

scusa, sono esterefatta: immagino che qui abbia risposto Vincenzo uomo e non
Vincenzo psicologo.

cio�, una persona viene a chiederti un aiuto, un consiglio e tu gli
rispondi: lascia perdere.

Magari mi spieghi cosa � successo a te, per arrivare a dare una risposta
simile.

Perch� sfidarsi? Mah, a volte semplicemente perch� si scopre di avere
potenzialit� che non si conoscevano... perch� chi non risica non rosica...
perch� se una persona sente dentro quel prurito della sfida significa che
"qualcosa deve fare/cambiare/imparare/provare"

> Fa' come fanno tutti: se sei fumatore ... vai a fumare nervosamente nel
> cortile dell'Ospedale ... ed aspetta!

ottimo..................... pi� o meno la stessa cosa direi.

> Senn� ... st�ttene nel corridoio davanti alla Sala Parto ... e aspetta.
> Vedrai che, anche solo aspettare ... sar� una bella sfida! :-))

ah certo, come fare un cinque od un sei al superenalotto: uguale.

:-PR.

may

unread,
Oct 16, 2009, 1:25:09 PM10/16/09
to
"Amelia" <aml...@tin.it>

> imho il parto non e' roba "da uomini".

cio�?
ah ok, non pensavo di avere sposato un multigenere :-)
uomini e donne... non male come classificazione, in un tempo dove abbiamo
finalmente scoperto di essere tanti generi al di la del nostro sesso... ;-)

> a meno di essere a) un ginecologo, b) un infermiere, c) un uomo
> particolarissimamente refrattario alle emozioni negative prodotte dal
> vedere soffrire.

ci sono anche i commericialisti "mancati ostetrici"... come fai a saperlo?
rifiuti a priori?

> qualche uomo, vedendo soffrire la propria compagna (nonche' assistendo
> agli aspetti pratici poco edificanti), ha avuto qualche difficolta' a
> riprendere rapporti regolari, non riuscendo a superare il trauma.

questo non c'entra, stai tirando acqua alla tua opinione; se un padre �
convinto ad assistere non subir� certo questo destino... se lo subisce
significa che forse, come purtroppo succede, � stato convinto a farlo
controvoglia...

> diverso e' "stare vicini" prima e dopo, assistere e far compagnia fino
> alle soglie della sala parto ed esserci attivamente dopo la sala parto.

che sia diverso, molto diverso, non ci piove

> ma durante .......................... brrrrrrrrrrrrrrrr... io non avrei
> voluto *mai*.

se tu e tuo marito eravate d'accordo, buon per voi
anzi, mi auguro che due persone che vogliono un figlio possano facilmente
mettersi d'accordo su queste cose!

per� mi interesserebbe sapere perch� brrrr.
Perch� non avresti voluto che il padre di tuo figlio assistesse alla sua
nascita?
E, soprattutto, non avresti voluto o non hai voluto?

> 'sta fissa di dover spettacolarizzare tutto... a me personalmente pare
> proprio "una fissa".

penso invece che sia diritto di un padre poterlo diventare (padre) in un
momento speciale, se lo desidera.
E penso che il vietare agli uomini di capire cosa avviene "li dentro" per
millenni, sia stata una grande mancanza, nella nostra storia.

L

unread,
Oct 17, 2009, 7:39:14 AM10/17/09
to

"Vincenzo Del Piano" <vinc...@hyle.it> ha scritto nel messaggio

> > Meglio non andarci: non per l'ipotetico cazziatone, ma perch� si suppone


> > che
> > tua moglie avr� gi� di che occuparsi e pare brutto imporle una possibile
> > aggiunta di stress.
> > Peraltro ... perch� volersi sfidare, forzando una tua caratteristica
> > emotiva? Tanto pi� che -come riferisci tu stesso- non ti � di grande
> > disturbo in altre occasioni?

may wrote:

> scusa, sono esterefatta: immagino che qui abbia risposto Vincenzo uomo e non
> Vincenzo psicologo.
>
> cio�, una persona viene a chiederti un aiuto, un consiglio e tu gli
> rispondi: lascia perdere.
>
> Magari mi spieghi cosa � successo a te, per arrivare a dare una risposta
> simile.
>
> Perch� sfidarsi? Mah, a volte semplicemente perch� si scopre di avere
> potenzialit� che non si conoscevano... perch� chi non risica non rosica...
> perch� se una persona sente dentro quel prurito della sfida significa che
> "qualcosa deve fare/cambiare/imparare/provare"

Se fosse in gioco solo una sfida personale, che non coinvolgesse anche
la moglie ed il futuro figlio avresti ragione.

Anche se le nostre scelte, a rifletterci bene, coinvolgono sempre gli
altri.

Per� se fosse una esperienza che decidiamo di vivere da soli -> potrebbe
darsi che non imponiamo un ulteriore difficolt� a situazioni/persone che
potrebbero trarre un danno dal nostro comportamento.

Per quanto mi riguarda la risposta di Vincenzo la condivido, nello
specifico di una situazione di andare ad aggiungere problemi ad una
situazione gi� problematica.

Infine non � detto che una persona che avesse i problemi esposti non
possa cercare di superarli e farsi assistere da uno
psicologo/psicoterapeuta.

Ma non penso che un prfessionista della psiche consigli di andare a
problematicizzare una situazione problematica che diverrebbe ancora pi�
ingarbugliata e a rischio.

Capisco anche il tuo desiderio di vedere l'amore allo pstudio della
psicologia come un arma che apre tutte le porte con le opportune
cautele.

Il fatto � che per i miracoli gli psicologi non sono ancora attrezzati
...

: - )

Per introdurre dei miglioramenti necessita un tempo che non si sa di che
lunghezza sia necessario.

"Il lascia perdere" non � per chi vuole iscriversi ad un campo di
sopravvivenza assistito da un istruttore.

E' per chi -non essendo assistito- dovrebbe essere lui a dare coraggio
alla moglie, ma rischia di dovere essere assistito al posto della
moglie.

Una situazione umiliante se si dovesse verificare, mentre la saggezza di
conoscere i propri limiti � una grandezza da guardare con ammirazione.

Tutti noi abbiamo dei limiti.

Ti racconto un episodio:

Avevo circa 10 anni.

Avevano scavato (vicino a dove abitavo io) delle trincee larghe circa un
metro e profonde tre metri con gli escavatori per delle fognature da
mettere in posa.

Dopo le 5 del pomeriggio gli operai erano andati via e noi bambini
eravamo andati a curiosare ..

Il capo del gruppo saltava da un bordo all'altro degli scavi e ci
sfidava a fare lo stesso .. perch� -secondo lui- non eravamo capaci,
anzi avevamo paura.

Quasi tutti saltarono, per� io no.

Sicuramente sarei riuscito a farlo anch'io ma mi chiedevo: "perch�
dovrei farlo? per dimostrare ch�?"

Che gli altri potevano pensare che io fossi un vigliacco non era per me
rilevante e avrei dato prova di me solo se ce ne fosse una ragione vera.

Cos� si costruisce una personalit�.

Senza fare le cose per apparire, ma per essere.
(Tra l'altro anche il nostro amico -se ben ricordo il suo racconto- in
caso di reale necessit� se la sa cavare).

: - )


Ciao,

L

Vincenzo Del Piano

unread,
Oct 17, 2009, 7:43:22 AM10/17/09
to

"may" <mayb...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:hbaav3$oh$1...@nnrp.linuxfan.it...

>
> "Vincenzo Del Piano" <vinc...@hyle.it> ha scritto nel messaggio
> news:7jo9ltF...@mid.individual.net...
>
> > Meglio non andarci: non per l'ipotetico cazziatone, ma perch� si suppone
> > che tua moglie avr� gi� di che occuparsi e pare brutto imporle una
> > possibile aggiunta di stress.
> > Peraltro ... perch� volersi sfidare [se] -come riferisci tu stesso- non

ti � di
> > grande disturbo in altre occasioni?
>
> scusa, sono esterefatta: immagino che qui abbia risposto Vincenzo uomo e
> non Vincenzo psicologo.

... mai riuscito a schizofrenizzarmi! :-))
Ad ogni modo ... lo "uomo" tiene in conto i punti di rottura ai quali "non �
bene" avvicinarsi troppo.
Lo Psicologo ... gli d� ragione! :-)

> cio�, una persona viene a chiederti un aiuto, un consiglio e tu gli
> rispondi: lascia perdere.

I punti di rottura (personali e soggettivissimi) esistono.
Se non serve "tirare la corda" .. perch� mai uno se lo dovrebbe proporre?

> Magari mi spieghi cosa � successo a te, per arrivare a dare una risposta
> simile.

Troppo personale ... e non voglio "tirare la corda" nemmeno con la MOD. :-))
Comunque ... vale ci� che ho detto circa i punti di rottura.
Non ignorerai che persino ne "la pi� spietata" Tecnica Comportamentista, si
sta sempre ben attenti a non tirarla mai troppo "la corda": meno che mai
senza assoluta necessit�!

> Perch� sfidarsi? Mah, a volte semplicemente perch� si scopre di avere
> potenzialit� che non si conoscevano... perch� chi non risica non rosica...
> perch� se una persona sente dentro quel prurito della sfida significa che
> "qualcosa deve fare/cambiare/imparare/provare"

Questo � un obiettivo di carattere generale: per una finalit� cos� ... vale
la pena di tirare la corda!
Sempre con attenzione ... ma ne vale la pena.

> > Vedrai che, anche solo aspettare ... sar� una bella sfida! :-))
>
> ah certo, come fare un cinque od un sei al superenalotto: uguale.

Non colgo il nesso :-)
Comunque ... per "uno" che abbia difficolt� di tipo ansioso ... l'attesa
(fumosa o no ...) � davvero un bell'esercizio.
Psicoterapico ad ogni effetto! E ... dico sul serio! :-)

--
Vincenzo

Solvejg

unread,
Oct 17, 2009, 6:32:52 PM10/17/09
to
"may" <mayb...@libero.it> ha scritto nel messaggio:


> Perch� sfidarsi? Mah, a volte semplicemente perch� si scopre di avere
> potenzialit� che non si conoscevano... perch� chi non risica non rosica...
> perch� se una persona sente dentro quel prurito della sfida significa che
> "qualcosa deve fare/cambiare/imparare/provare"

May per� sarai d'accordo che qui non si tratta solo di una persona... visto
che sarebbe meglio pensare alla moglie e a come esserle di aiuto magari �
pi� saggio che le prove di resistenza emotiva le faccia un'altra volta...
;-)
E poi non mi � sembrato che lui fosse desideroso di mettersi alla prova...
cosa per cui, in ogni caso, ci sono momenti e momenti.
Ciao!

--
Solvejg

Solvejg

unread,
Oct 17, 2009, 6:21:48 PM10/17/09
to
"repo" <re...@carcerato.it> ha scritto nel messaggio:

....e magari poi hanno visto il filmino con amici e parenti... che roba
RACCAPRICCIANTE!

--
Solvejg

Fabio C.

unread,
Oct 18, 2009, 11:19:43 AM10/18/09
to
Vale <mestri...@gmail.com> ha scritto:

>Qualche idea ?

1) Cerca di capire cosa farebbe piacere a tua moglie; conoscendoti, nel
suo giudizio terr� gi� conto del tuo carattere ansioso
2) Cerca di capire cosa farebbe piacere a te
3) Non pensare a priorio che non ce la farai, se no � chiaro che non ce
la farai...
4) In ogni caso svenire quando ti fanno il prelievo non credo sia la
stessa cosa che assistere al parto
5) Fatti una idea di quello che succede in sala parto, guardandoti
qualche puntata di "Reparto Maternit�" su Sky o simili
6) Vai a seguire qualche lezione del corso preparto con tua moglie; ti
renderai conto che durante quei momenti le puoi dare un grande supporto,
oltre che morale anche pratico
7) Il primo vagito del tuo bimbo/a ti cambier� la vita e te lo
ricorderai per sempre... pensaci

Ciao!
---
Fabio
from China

psicheroma

unread,
Oct 18, 2009, 5:25:02 AM10/18/09
to

"Vale" <mestri...@gmail.com> ha scritto nel messaggio
> Buongiorno, ho 38 anni e da sempre sono uno di quelli che il prelievo
> del sangue causa un principio di collasso. Una volta sono svenuto di
> botto dopo un semplice esame per l'allergia.CUT> Qualche idea ?
> Grazie

Salve, quando feci il tirocinio in consultorio, praticamente tutti i
ginecologi ed ostetrici dicevano che quando il pap� assiste al parto,
vedendo le trasformazioni della vagina (anche se in genere si mette dietro),
ha poi difficolt� a riprendere i rapporti sessuali. Dunque, sarebbe una
sorta di "fattore di rischio" per una successiva crisi di coppia. Oppure, si
sente impotente nel vedere la neomamma soffrire senza poter fare niente per
aiutarla. Per�, alla fine � tutto molto soggettivo, si tratta di una
statistica interna che avevano fatto "a braccio" attraverso l'esperienza, ma
non � detto che sia valida per tutti, ciascuno ha le sue reazioni e le sue
risorse.

Fabio C.

unread,
Oct 18, 2009, 7:49:57 PM10/18/09
to
"psicheroma" <psico...@alice.it> ha scritto:

>ginecologi ed ostetrici dicevano che quando il pap� assiste al parto,
>vedendo le trasformazioni della vagina (anche se in genere si mette dietro),
>ha poi difficolt� a riprendere i rapporti sessuali

UHAHUAUHAU :-))) Mai sentito.
Cio� voglio dire... potr� anche capitare... ma non alla "maggior parte"
:-)

Secondo me quei ginecologi o vedevano la questione molto all'antica, o
non volevano nessuno a intralciare in sala parto, altroch�.
E non � nemmeno vero che il pap� si deve mettere dietro... e perch� mai?
Bah

Fabio C.

unread,
Oct 18, 2009, 7:49:58 PM10/18/09
to
Fabio C. <carmojj_r...@libero.it.invalid> ha scritto:

>4) In ogni caso svenire quando ti fanno il prelievo non credo sia la
>stessa cosa che assistere al parto

Mi spiego meglio: vedere che ti fanno un prelievo non � detto ti faccia
lo stesso effetto che vedere partorire
---
Fabio
from China

may

unread,
Oct 19, 2009, 4:49:02 AM10/19/09
to
L schrieb:

> Se fosse in gioco solo una sfida personale, che non coinvolgesse anche
> la moglie ed il futuro figlio avresti ragione.
>
> Anche se le nostre scelte, a rifletterci bene, coinvolgono sempre gli
> altri.


Infatti io non ho detto che deve entrare in sala parto.
Se lui mi avesse risposto che la DPP � in novembre, con queste premesse
gli avrei solo consigliato di decidere la cosa dove si sente pi� sicuro
e basta.
Ma se il bimbo deve nascere a giugno pu� partecipare a dei corsi, andare
a visitare la sala parto, parlare con le ostetriche, leggere dei
libri... Ci sono i corsi di preparazione al parto con la respirazione, i
massaggi e tante altre cose che potrebbe fare insieme alla moglie e
sentire insieme alla moglie il parere degli esperti in modo che anche la
moglie sia pi� "tranquillamente rassegnata" se consigliano al neo padre
di non entrare.

Ma decidere una cosa cosi in un post.............................. .

> Capisco anche il tuo desiderio di vedere l'amore allo pstudio della
> psicologia come un arma che apre tutte le porte con le opportune
> cautele.

o forse l'amore per un figlio, chi lo sa.

> Il fatto � che per i miracoli gli psicologi non sono ancora attrezzati
> ...

ah, ma i figli si eccome!

> Per introdurre dei miglioramenti necessita un tempo che non si sa di che
> lunghezza sia necessario.

questo sicuramente, e dove avete capito voi che tempo non ce n'�?

> E' per chi -non essendo assistito- dovrebbe essere lui a dare coraggio
> alla moglie, ma rischia di dovere essere assistito al posto della
> moglie.

Coraggio alla moglie? Ah ecco. E' questa l'incomprensione purtroppo
molto in voga.
Premesso che i mariti in sala parto danno solo fastidio, io il neo padre
in sala parto non lo vedo proprio per incoraggiare la moglie. Penso che
sia diritto di un uomo assistere alla nascita di suo figlio. Tutto qui.

Per quanto riguarda i mariti servono solo a lanciare improperi e calzini
dato che all'ostretica nel momento del travaglio non si pu� lanciare
niente ;-)

Io parlavo del padre, non del marito insomma.

> Una situazione umiliante se si dovesse verificare, mentre la saggezza di
> conoscere i propri limiti � una grandezza da guardare con ammirazione

Povero Uomo umiliato............ che guaio eh! Cio�, pensa ad un uomo
che sviene in sala parto!
Il divorzio � assicurato, sar� omosessuale no?
Se mi dici che "disturba" vabb�, sarei d'accordo, ma l'umiliazione, dopo
a come si riduce la donna che partorisce.... davvero questa parola la
lascerei a casa.

> Tutti noi abbiamo dei limiti.

Se tutte le nostre paure fossero realmente i nostri limiti.... stiamo
fregati.

> Senza fare le cose per apparire, ma per essere.
> (Tra l'altro anche il nostro amico -se ben ricordo il suo racconto- in
> caso di reale necessit� se la sa cavare).

Ecco, appunto!

may

unread,
Oct 19, 2009, 4:36:51 AM10/19/09
to
Vincenzo Del Piano schrieb:

> I punti di rottura (personali e soggettivissimi) esistono.

> Se non serve "tirare la corda" .. perchᅵ mai uno se lo dovrebbe proporre?

ho capito ma Vale ha scritto un post pieno di dubbi: se lo ha scritto
significa che vuole sondare la situazione, capire e ----> poi decidere!
Per questo gli ho chiesto quando ᅵ la data presunta parto: se ci sono
otto mesi di tempo sai quanto percorso interiore puᅵ fare una persona?
Non serve tirare la corda? In base a cosa non serve tirare la corda? Non
ᅵ importante assistere alla nascita di un figlio? Per un figlio si tira
altro che una corda da quando nasce e per tutta la vita: sarebbe meglio
capirlo da subito, cari papᅵ.
*Li dentro non nasce solo un figlio ma nasce anche un padre*. Ed io
proverei con tutto me stesso ad affrontare la situazione e non mi
tirerei indietro al primo dubbio.

> Troppo personale ... e non voglio "tirare la corda" nemmeno con la MOD. :-))

> Comunque ... vale ciᅵ che ho detto circa i punti di rottura.
> Non ignorerai che persino ne "la piᅵ spietata" Tecnica Comportamentista, si


> sta sempre ben attenti a non tirarla mai troppo "la corda": meno che mai

> senza assoluta necessitᅵ!

ma in base a cosa ritieni che la corda sia giᅵ tirata al massimo?
Ha scritto che ᅵ emotivo, che sviene alla vista del sangue ma si pone il
dubbio se entrare in sala parto.
Se si pone il dubbio significa che la corda non ᅵ tirata al massimo,
altrimenti non si sarebbe posto nessun dubbio.

> Non colgo il nesso :-)

> Comunque ... per "uno" che abbia difficoltᅵ di tipo ansioso ... l'attesa
> (fumosa o no ...) ᅵ davvero un bell'esercizio.


> Psicoterapico ad ogni effetto! E ... dico sul serio! :-)

intendevo, stare fuori dalla porta o assistere ad un parto non ᅵ proprio
la stessa cosa.
Che poi uno debba accettare i suoi limiti, saper fare delle scelte e
tutto quello che vuoi ma accettiamo anche che sono due cose diverse, ᅵ
come dire: vado in cima all'Everest o mi fermo al campo tenda.

Vincenzo Del Piano

unread,
Oct 19, 2009, 1:52:02 PM10/19/09
to

"may" <mayb...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:hbh8ea$v1t$1...@aioe.org...

>
> Vincenzo Del Piano schrieb:
>
> > I punti di rottura (personali e soggettivissimi) esistono.
> > Se non serve "tirare la corda" .. perch� mai uno se lo dovrebbe

proporre?
>
> ho capito ma Vale ha scritto un post pieno di dubbi: se lo ha scritto
> significa che vuole sondare la situazione, capire e ----> poi decidere!
> Per questo gli ho chiesto quando � la data presunta parto: se ci sono
> otto mesi di tempo sai quanto percorso interiore pu� fare una persona?

Tu sei cauta; e allora sai che ... la cautela non � mai troppa. :-))

> ma in base a cosa ritieni che la corda sia gi� tirata al massimo?
> Ha scritto che � emotivo, che sviene alla vista del sangue ma si pone il


> dubbio se entrare in sala parto.

... poco non �!

> Se si pone il dubbio significa che la corda non � tirata al massimo,


> altrimenti non si sarebbe posto nessun dubbio.

Va bene.
Tuttavia ... "perch�" porre (deterministicamente ai fini di una decisione
preventiva!) l'attenzione su una *ipotetica* voglia di farcela, e non sul
dubbio, di potercela fare?
Se il dubbio esiste ... esiste la cosa della quale si dubita, mica solo il
dubbio!

Comunque ... va da s� che se Vale "ce la fa" ne sar� senz'altro contento (e
orgoglioso :-))
E sua moglie e -a suo tempo quando glielo racconter�- il nascituro, anche!

> � come dire: vado in cima all'Everest o mi fermo al campo tenda.

E' stata cronaca di qualche tempo fa che questo tipo di "rinuncia" ha
salvato la pelle a una decina di persone.
Che erano arrivate a cinquanta metri (!) dalla vetta; se non avessero
"rinunciato" ... fine della corsa.

Ciao, May! :-)
--
Vincenzo


may

unread,
Oct 20, 2009, 5:36:40 AM10/20/09
to
Vincenzo Del Piano schrieb:

> Va bene.
> Tuttavia ... "perchᅵ" porre (deterministicamente ai fini di una decisione


> preventiva!) l'attenzione su una *ipotetica* voglia di farcela, e non sul
> dubbio, di potercela fare?

vabbᅵ, penso che questa domanda possiamo porcela tutti e due (ma tu non
mi hai voluto rispondere!):
io ipotizzo il potercela fare perchᅵ tifo per i padri che assistono alla
nascita del loro figlio
tu ipotizzi il pericolo del non potercela fare perchᅵ tifi per i padri
che attendono fuori...

penso dipenda da ciᅵ in cui crediamo, no?

> Se il dubbio esiste ... esiste la cosa della quale si dubita, mica solo il
> dubbio!

ma certo, nessuno dice che sia una passeggiata, per questo proponevo un
percorso con degli esperti che aiutassero, consigliassero il padre.
Ma ovviamente ᅵ piᅵ facile stare sul divano a guardare la partita, se si
ritiene che non ne vale la pena, tutta sta fatica!

> E' stata cronaca di qualche tempo fa che questo tipo di "rinuncia" ha
> salvato la pelle a una decina di persone.
> Che erano arrivate a cinquanta metri (!) dalla vetta; se non avessero
> "rinunciato" ... fine della corsa.

Almeno ci hanno provato, ᅵ diverso che rinunciare a priori.
E' diverso entrare in sala parto e dopo mezz'ora di travaglio uscire che
rimanere sulle poltroncine.
E' diverso sempre e comunque *averci voluto provare*.
Da parte mia ᅵ ammirevole il volerci provare "nonostante"... ovvio che ᅵ
solo un metro di valutazione mio.

Ma davvero non capisco una cosa:

ma come fai (in questo caso tu o L) a non volere capire come siete
venuti al mondo?

> Ciao, May! :-)

ciao Vincenzo!

Vale

unread,
Oct 20, 2009, 6:52:57 AM10/20/09
to
Grazie a tutti per le risposte.

La data del parto � prevista per maggio. C'� quindi tempo per
sondarmi.

ieri ho avuto la conferma che � meglio stare ad aspettare fuori ! :-)
Ho accompagnato la mia lei a fare un esame ginecologico in cui era
presente un esame del sangue.

Ho capito il mio problema ! E' l'odore dell'alcol in un contesto
"medico" che mi provoca un quasi immediato principio di svenimento.
Mi son dovuto sedere in sala d'attesa, bianco come un cencio....
Ovviamente poi non si sprecavano le battutine del ginecologo nei miei
confronti....

Certo la mia autostima non ne giova tantissimo. Vorrei capire se sono
processi del mio corpo verso i quali non posso fare nulla oppure no.
Psicoterapia ?

may

unread,
Oct 21, 2009, 3:02:17 AM10/21/09
to
Vale schrieb:

> Grazie a tutti per le risposte.
>
> La data del parto � prevista per maggio. C'� quindi tempo per
> sondarmi.

guarda, dal mio punto di vista (che non sono nessuno) � gi� lodevole il
fatto che tu ti ponga certe domande!

> ieri ho avuto la conferma che � meglio stare ad aspettare fuori ! :-)
> Ho accompagnato la mia lei a fare un esame ginecologico in cui era
> presente un esame del sangue.
>
> Ho capito il mio problema ! E' l'odore dell'alcol in un contesto
> "medico" che mi provoca un quasi immediato principio di svenimento.

problema risolto, durante un parto non si usa assolutamente l'alcool...
se tutto va bene ovviamente :-)
(ci sono gli stessi odori di un ambulatorio ginecologico praticamente...
ci sei mai entrato per fare una eco con tua moglie? e come � andata?)

> Mi son dovuto sedere in sala d'attesa, bianco come un cencio....
> Ovviamente poi non si sprecavano le battutine del ginecologo nei miei
> confronti....

vabb�, fai due battutine anche te, preparatele fin d'ora cosi puoi
"affinarle"

> Certo la mia autostima non ne giova tantissimo. Vorrei capire se sono
> processi del mio corpo verso i quali non posso fare nulla oppure no.
> Psicoterapia ?

forse hai avuto dei brutti episodi nel contesto medico e l'odore
dell'alcool fa riaffiorare sensazioni che non vorresti ricordare?

L

unread,
Oct 21, 2009, 5:12:54 AM10/21/09
to

Vale wrote:

> Vorrei capire se sono
> processi del mio corpo verso i quali non posso fare nulla oppure no.
> Psicoterapia ?

C'� da ricostruire perch� fai certe associazioni, ma non si pu� farlo
sul ng.

Per esempio con l'esame del materiale onirico (i sogni), un bravo
psicoterapeuta pu� ricostruire la dinamica di cosa sia stato a causare
le associazioni che fai.

Per intanto � norma prudenziale non mettersi in situazioni in cui ti sia
noto che sei in difficolt�.

Se poi tali situazioni si dovessero presentare incidentalmente � gi�
diverso: visto che non hai cercato volontariamente la crisi, ma anzi
stai cercando di stabilizzare o superare i tuoi problemi.

Auguri,

L

L

unread,
Oct 21, 2009, 7:30:39 AM10/21/09
to

may wrote:

> Ma davvero non capisco una cosa:
>
> ma come fai (in questo caso tu o L) a non volere capire come siete
> venuti al mondo?

Nel mio esame io non sottovalutavo il desiderio di conoscenza.

Dicevo che ci sono pi� di una strategia di fronte ad una difficolt�.

Non si sta dicendo che se c'� una difficolt� -> allora -> si rinuncia.

Si sta dicendo "se il gioco vale la candela".

Parlo per me: se avessi anche solo il dubbio di potere mettere a rischio
un parto, desisterei.

Magari mi attrezzerei se volessi fare di professione l'ostetrico ..

: - )

Ma finch� non fossi convinto di essere "all'altezza" -> non considererei
un gioco di "vada come vada", la seriet� di dare le migliori condizioni
per fare partorire una donna.

Cos� come se c'� da assistere una persona che ha un malore -> si
previlegia l'assistenza di un medico.

Saluti felicit�,

L

Amelia

unread,
Oct 21, 2009, 10:21:29 AM10/21/09
to

"L" <parmeni...@yahoo.it> ha scritto nel messaggio
news:4ADEF121...@yahoo.it...

>
> Ma finch� non fossi convinto di essere "all'altezza" -> non considererei
> un gioco di "vada come vada", la seriet� di dare le migliori condizioni
> per fare partorire una donna.

ti posso fare un applauso? :-)

o uno sa di non mettere a rischio nulla (e/o rovinare l'altrui esperienza),
oppure e' meglio - in uno spirito di sereno altruismo - lasciare che l'altro
faccia l'esperienza da solo/a.

mio marito non avrebbe potuto assistere (cesareo) e, dopo approfonditi
ragionamenti fatti quando ancora non si sapeva che sarebbe stato cesareo,
non avrebbe neppure voluto.

visto che non voleva ... e' ovvio che non avrei assolutamente voluto neppure
io.

ma e' andata benissimo cosi': lui era (per quanto possibile) sereno fuori
dalla sala parto e aspettava il bambino nella sala in cui lo avrebbero
lavato; io ho goduto dell'esperienza, da sveglia e presente, ed in modo
totalmente scevro da qualunque preoccupazione, compresa quella di cosa
poteva sentire/pensare lui in quel momento.

sono sincera: mi avrebbe disturbata molto, se avesse deciso/potuto
assistere, l'accorgermi (o il temere) che invece di essere li' a supportarmi
ed accogliere il bambino ... fosse li' per soddisfare una sua curiosita'.

eccheccavolo! stava nascendo un bambino, mica era uno spettacolo di cabaret!
e neppure una puntata di Quark/Piero Angela.

Amelia

may

unread,
Oct 21, 2009, 2:54:29 PM10/21/09
to
"L" <parmeni...@yahoo.it> ha scritto nel messaggio
news:4ADEF121...@yahoo.it...

> Nel mio esame io non sottovalutavo il desiderio di conoscenza.
>
> Dicevo che ci sono pi� di una strategia di fronte ad una difficolt�.
>
> Non si sta dicendo che se c'� una difficolt� -> allora -> si rinuncia.
>
> Si sta dicendo "se il gioco vale la candela".
>
> Parlo per me: se avessi anche solo il dubbio di potere mettere a rischio
> un parto, desisterei.

ma questo lo puoi decidere dopo aver fatto un determinato percorso o dopo
non averlo fatto, � molto diverso decidere se desistere dopo aver fatto il
percorso che io ho proposto o decidere a priori... non so se cogli la...
netta differenza!

> Ma finch� non fossi convinto di essere "all'altezza" -> non considererei
> un gioco di "vada come vada", la seriet� di dare le migliori condizioni
> per fare partorire una donna.

e chi lo ha detto "vada come vada"?
anzi, direi di aver detto proprio il contrario.

Ma come faccio a sapere se potrei imparare l'arabo se non faccio neanche un
misero corsetto di dieci lezioni?
Ah, forse perch� non ne ho la minima voglia e mi interessa men che meno.
Capisco.

Insomma, con la conoscenza che avete voi uomini in proposito (di nascite,
non di arabo) proprio perch� vi mancano millenni di esperienza alle spalle,
� proprio una decisione nella completa ignoranza, fatta cosi.
Prima ci si informa, si studia, si osserva, si coglie il tutto, si entra nel
contesto, si legge, si parla con esperti.

Dopo si sceglie. E' il minimo che posso fare nell'attesa di diventare padre.

may

unread,
Oct 21, 2009, 2:51:01 PM10/21/09
to
"Amelia" <aml...@tin.it>

> sono sincera: mi avrebbe disturbata molto, se avesse deciso/potuto
> assistere, l'accorgermi (o il temere) che invece di essere li' a
> supportarmi ed accogliere il bambino ... fosse li' per soddisfare una sua
> curiosita'.

Perch�? Cosa � la curiosit� pura se non sete di conoscenza?
E' grazie alla curiosit� che ci sentiamo vivi, che siamo stimolati, che
sentiamo l'adrenalina.

Ma quella curiosit� sincera che hanno i bimbi davanti alle cose che non sono
abitudine, che non sono banale quotidianit� come lo sono diventate per noi,
quella curiosit� che ti fa brillare e spalancare gli occhi... ma cosa c'� di
pi� bello che sentirsi curiosi della vita?

> eccheccavolo! stava nascendo un bambino, mica era uno spettacolo di
> cabaret! e neppure una puntata di Quark/Piero Angela.

se pensi che tuo marito poteva prenderla cosi, come un tuo qualsiasi vicino
di casa, hai fatto benissimo a lasciarlo fuori, eccome!

Amelia

unread,
Oct 22, 2009, 5:53:50 AM10/22/09
to

"may" <mayb...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:hbnl6l$hau$1...@nnrp.linuxfan.it...

> se pensi che tuo marito poteva prenderla cosi, come un tuo qualsiasi
> vicino di casa, hai fatto benissimo a lasciarlo fuori, eccome!

non mi fare dire cose che non ho detto :-PPPPPP ....

Amelia

Solvejg

unread,
Oct 22, 2009, 5:42:29 AM10/22/09
to
"may" <mayb...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:hbnld6$her$1...@nnrp.linuxfan.it...

> Ma come faccio a sapere se potrei imparare l'arabo se non faccio neanche
> un misero corsetto di dieci lezioni?
> Ah, forse perch� non ne ho la minima voglia e mi interessa men che meno.
> Capisco.
>
> Insomma, con la conoscenza che avete voi uomini in proposito (di nascite,
> non di arabo) proprio perch� vi mancano millenni di esperienza alle
> spalle, � proprio una decisione nella completa ignoranza, fatta cosi.
> Prima ci si informa, si studia, si osserva, si coglie il tutto, si entra
> nel contesto, si legge, si parla con esperti.
>
> Dopo si sceglie. E' il minimo che posso fare nell'attesa di diventare
> padre.

Mah, io invece non sono cos� convinta che per essere bravi padri serva
essere esperti di parto... legittimamente pu� non interessare il "fenomeno
parto" ma non per questo si partecipa meno alla nascita.
Io per prima credo che non assisterei (a meno che non me lo si chiedesse
come favore personale!) a quello di una evetuale sorella o amica se ne
avessi la possibilit� solo per la curiosit� di vedere come funziona. Mi fa
troppa impressione sinceramente, lo ammetto!
Questo per dire che l'impressionabilit� o l'emotivit� in questo contesto al
femminile non � una cosa che riguarda solo gli uomini...

Ciao

--
Solvejg

may

unread,
Oct 22, 2009, 7:44:41 AM10/22/09
to
Amelia schrieb:

>> se pensi che tuo marito poteva prenderla cosi, come un tuo qualsiasi
>> vicino di casa, hai fatto benissimo a lasciarlo fuori, eccome!
>
> non mi fare dire cose che non ho detto :-PPPPPP ....

grazie al cielo hai messo tu qualche faccina anche per me, che me ne
sono dimenticata :-)

may

unread,
Oct 22, 2009, 7:44:03 AM10/22/09
to
Solvejg schrieb:

> Mah, io invece non sono cosᅵ convinta che per essere bravi padri serva
> essere esperti di parto... legittimamente puᅵ non interessare il "fenomeno

> parto" ma non per questo si partecipa meno alla nascita.

ma come no???
se una brava madre non deve volere l'epidurale un bravo padre deve
MINIMO assistere ad un parto no?
non fa una grinza! ;-)

> Io per prima credo che non assisterei (a meno che non me lo si chiedesse
> come favore personale!) a quello di una evetuale sorella o amica se ne

> avessi la possibilitᅵ solo per la curiositᅵ di vedere come funziona. Mi fa

> troppa impressione sinceramente, lo ammetto!

infatti, questa impressione, il dolore, la fatica si supera solo per un
figlio se si supera

> Questo per dire che l'impressionabilitᅵ o l'emotivitᅵ in questo contesto al
> femminile non ᅵ una cosa che riguarda solo gli uomini...

assolutamente no, anche io avrei zero voglia di assistere al dolore di
una qualsiasi altra donna e sentirmi impotente oltretutto!
ma ammetto che farei lo sforzo per una persona a cui tengo.

cmq rispetto e capisco (solo in parte, ci mancherebbe ;-)) le titubanze
storiche degli uomini: ponevo solo l'accento che nel dubbio, imho,
occorre sondare prima di dire NO (che mi pare un po comodo ecco).

La cosa importante poi ᅵ trovare il compagno giusto: il vero guaio nasce
quando donne pudiche trovano un marito che esige di vedere come nasce
suo figlio o neomadri che pretendono di avere compagnia in questa
avventura! Questi sono i veri dilemmi, alla fin fine!

Solvejg

unread,
Oct 22, 2009, 2:15:13 PM10/22/09
to
"may" <mayb...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:hbpgh9$79r$1...@aioe.org...

> ma come no???
> se una brava madre non deve volere l'epidurale un bravo padre deve MINIMO
> assistere ad un parto no?
> non fa una grinza! ;-)

Eh gi�... me l'aspettavo infatti! Chiude il cerchio! ;-p

> infatti, questa impressione, il dolore, la fatica si supera solo per un
> figlio se si supera

Allora aspetter� il mio turno e vedremo!
Nel mio caso ho un'altra "piccola" fobia da superare: ho il terrore degli
aghi.
Non li sopporto fisicamente.
Certo mettermi a bucarmi per farmela passare non � la soluzione... e quando
mi capita di dover fare una puntura (o peggio!) un prelievo � una
tragedia... :-///
Qualche idea per superare la cosa?

> La cosa importante poi � trovare il compagno giusto: il vero guaio nasce

> quando donne pudiche trovano un marito che esige di vedere come nasce suo
> figlio o neomadri che pretendono di avere compagnia in questa avventura!
> Questi sono i veri dilemmi, alla fin fine!

Non per femminismo... ma credo che l� si debba privilegiare e far sentire a
proprio agio chi fa maggiore fatica, cio� la donna!

Ciao!

--
Solvejg

Newbie

unread,
Oct 23, 2009, 5:55:50 AM10/23/09
to
"Vale" ha scritto nel messaggio
news:d219d23e-1dc1-4c96...@o36g2000vbl.googlegroups.com...

>
> Ho capito il mio problema ! E' l'odore dell'alcol in un contesto
> "medico" che mi provoca un quasi immediato principio di svenimento.
> Mi son dovuto sedere in sala d'attesa, bianco come un cencio....
>

Chiamasi attacco di panico.
A meno che non vogliate fare una decina di figli e quindi il costo/beneficio
di intraprendere qualche sorta di "cura" per fare in modo che non si
inneschi l'attacco pu� valerne la pena, io mi metterei dalla parte di quelli
che hanno consigliato di aspettare fuori...
Avvoglia di impegno che devi metterci dopo per fare il papa', mica finisce
tutto con il solo parto. Io la vedo cos�.

Fabio C.

unread,
Oct 23, 2009, 4:04:59 PM10/23/09
to
may <mayb...@libero.it> ha scritto:

>cmq rispetto e capisco (solo in parte, ci mancherebbe ;-)) le titubanze
>storiche degli uomini

Boh...
E' chiaro che se parli di over 50-60 o pi� � un discorso (=i nostri
genitori), ma io tutte queste titubanze (perlomeno sotto gli under 30)
non le vedo.
---
Fabio
back to Italy

may

unread,
Oct 23, 2009, 12:14:01 PM10/23/09
to
"Solvejg" <solvejg...@libero.it>

> Allora aspetter� il mio turno e vedremo!
> Nel mio caso ho un'altra "piccola" fobia da superare: ho il terrore degli
> aghi.
> Non li sopporto fisicamente.

Ossignor.
A volte tendo a pensare che queste fobie vengano a chi sta troppo bene :-).
(me compresa!)

> Certo mettermi a bucarmi per farmela passare non � la soluzione... e
> quando mi capita di dover fare una puntura (o peggio!) un prelievo � una
> tragedia... :-///

Faccio fatica a pensare che chi faccia "seriamente" degli esami del
sangue si impunti a pensare all'ago e non al risultato dell'esame...
Dipender� sicuramente dal proprio vissuto.

> Qualche idea per superare la cosa?

Razionalizzare. E' la parolina magica no?

> Non per femminismo... ma credo che l� si debba privilegiare e far sentire
> a proprio agio chi fa maggiore fatica, cio� la donna!

Mah, allora ci mordiamo la coda: che io sappia la donna (a parte Amalia ;-))
ci tiene
particolarmente ad essere sostenuta in quel momento (a credere di poter
essere sostenuta) e spesso l'uomo si
sente obbligato a partecipare senza aver trovato uno scopo personale.
A queste condizioni non ho ancora capito se l'uomo in sala parto sia pi�
d'aiuto che di impiccio.

Il "mio, di pap�" sembrava avesse altre priorit� (tipo tagliare il cordone
ombelicale, vedere per primo gli occhioni della bimba e cose di questo
tipo), solamente poi mentre io ero in travaglio ha fatto il galletto con una
carinissima ostetrica siciliana, e dunque il mio dubbio persiste... ma
questa � un'altra storia ;-D.

may

unread,
Oct 23, 2009, 12:11:23 PM10/23/09
to
"Newbie" <new...@unv.org>

> Chiamasi attacco di panico.

Eccoci alla diagnosi su usenet. Ottimo!
(Vale, con un paio di post ti sei messo la coscienza a posto!

Ma beato te! :-)

Quando chiedo io qualcosa per post ne vengo fuori pi� incasinata di prima, a
te � andata di lusso!

Sei riuscito a capire che � solo l'alcool e non il sangue, hai ricevuto la
diagnosi e pure la soluzione.)

Sto schiattando d'invidia!

> A meno che non vogliate fare una decina di figli e quindi il
> costo/beneficio di intraprendere qualche sorta di "cura" per fare in modo
> che non si inneschi l'attacco pu� valerne la pena, io mi metterei dalla
> parte di quelli che hanno consigliato di aspettare fuori...

Scusa ma l'attacco di panico che hai diagnosticato non viene provocato
dall'odore di alcool?
E oltre a fare una decina di figli forse un cerottino qualche volta a questi
dieci piccoli capiter� di doverlo mettere?

> Avvoglia di impegno che devi metterci dopo per fare il papa', mica finisce
> tutto con il solo parto. Io la vedo cos�.

Ma infatti! Perch� fare oggi quello che si pu� comodamente fare domani! ;-)

Newbie

unread,
Oct 24, 2009, 4:08:34 PM10/24/09
to
"may" ha scritto nel messaggio news:hbskj4$81c$1...@nnrp.linuxfan.it...

> "Newbie" <new...@unv.org>
>
>> Chiamasi attacco di panico.
>
> Eccoci alla diagnosi su usenet. Ottimo!
>

Prego? Che sia un attacco di panico mi pare evidente.
E lo dico perch� li conosco.

>
> Scusa ma l'attacco di panico che hai diagnosticato non viene provocato
> dall'odore di alcool?
>

E che ne so io da cosa gli viene scatenato, ma i sintomi che descrive sono
inequivocabili.

> E oltre a fare una decina di figli forse un cerottino qualche volta a
> questi dieci piccoli capiter� di doverlo mettere?
>

Quindi?

>> Avvoglia di impegno che devi metterci dopo per fare il papa', mica
>> finisce tutto con il solo parto. Io la vedo cos�.
>
> Ma infatti! Perch� fare oggi quello che si pu� comodamente fare domani!
> ;-)
>

Non mi pare che lui lavori come ostretico, quindi non vedo perch� debba
torturarsi per nulla quando c'ha tutta una vita dopo per fare il padre. Poi
io e te non siamo lui quindi... io ho solo dato il mio punto di vista, punto
di vista che viene da uno che ha avuto problemi di attacchi di panico e ha
capito che a volte � inutile andare a cercare apposta un muro, prendere la
rincorsa e darci una bella craniata per sperimentare quando la testa sia
dura.

may

unread,
Oct 24, 2009, 1:23:24 PM10/24/09
to
"Fabio C." <carmojj_r...@libero.it.invalid>

> Boh...
> E' chiaro che se parli di over 50-60 o pi� � un discorso (=i nostri
> genitori), ma io tutte queste titubanze (perlomeno sotto gli under 30)
> non le vedo.

tu sei parte di quel 6% di padri che scrive su iadi, direi che non
rappresenti il padre medio italiano!
;-)

Fabio C.

unread,
Oct 25, 2009, 1:38:19 PM10/25/09
to
"may" <mayb...@libero.it> ha scritto:

>tu sei parte di quel 6% di padri che scrive su iadi, direi che non
>rappresenti il padre medio italiano!

Ti giuro non sono informato su quanti padri vogliano andare dentro o
fuori dalla sala parto... pero' pensavo che fossero la maggioranza...

may

unread,
Oct 25, 2009, 1:09:54 PM10/25/09
to
"Newbie" <new...@unv.org>

> Prego? Che sia un attacco di panico mi pare evidente.
> E lo dico perch� li conosco.

anch'io ne ho avuti attacchi di panico

> E che ne so io da cosa gli viene scatenato, ma i sintomi che descrive sono
> inequivocabili.

e allora? perch� sono S.Attacchi di Panico ce li teniamo? a maggior ragione!

>> E oltre a fare una decina di figli forse un cerottino qualche volta a
>> questi dieci piccoli capiter� di doverlo mettere?
>>
>
> Quindi?

e quindi? sar� proprio arrivato il momento di affrontarli ti pare?

> Non mi pare che lui lavori come ostretico, quindi non vedo perch� debba
> torturarsi per nulla quando c'ha tutta una vita dopo per fare il padre.

tutta una vita? ma a te la vita pare davvero cosi tanta e lunga da
prendersela con comodo?

> Poi io e te non siamo lui quindi... io ho solo dato il mio punto di vista,
> punto di vista che viene da uno che ha avuto problemi di attacchi di
> panico e ha capito che a volte � inutile andare a cercare apposta un muro,
> prendere la rincorsa e darci una bella craniata per sperimentare quando la
> testa sia dura.

ed io ho dato il mio punto di vista da una che ha avuto ansia ed attacchi di
panico :-)
fuggire da ci� che li provoca non mi pare il massimo come soluzione...
oltretutto che con dei figli chiss� quante volte dovr� andare al pronto
soccorso...... perfetto no, svenire con un figlio di un anno in braccio.

Secondo me � proprio la volta buona di darsi da fare. Altro che tutta la
vita (che poi ha gi� 38 anni, ma lo sai come ti passa?), o adesso o mai pi�!

elleci

unread,
Oct 26, 2009, 5:42:59 AM10/26/09
to
On 22 Ott, 12:44, may <maybel...@libero.it> wrote:

> assolutamente no, anche io avrei zero voglia di assistere al dolore di
> una qualsiasi altra donna e sentirmi impotente oltretutto!

Io credo che, per esempio, assisterei al parto di una mia figlia - o
di una cara amica - se per lei fosse importante. Mi vedrei in funzione
di "garante", ecco, e cos� penserei al ruolo di un padre presente al
parto: una specie di "controllo" affinch� tutti facciano del loro
meglio.

Elle

Vincenzo Del Piano

unread,
Oct 26, 2009, 8:26:18 AM10/26/09
to

"may" <mayb...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:hc20p2$sdh$1...@nnrp.linuxfan.it...
>
> [cut] ho dato il mio punto di vista da una che ha avuto ansia ed attacchi

> di panico :-)
> fuggire da ci� che li provoca non mi pare il massimo come soluzione...

... "per�" � soluzione intermedia; molto utile per cominciare -per es.- a
evitare che il p�nico dilaghi da una situazione all'altra.
Ed � anche cauto evitare di cacciarsi in situazioni che si sa da prima
innescano l'attacco di p�nico.

> oltretutto che con dei figli chiss� quante volte dovr� andare al pronto
> soccorso...... perfetto no, svenire con un figlio di un anno in braccio.

Vero; infatti ... non va bene "tenerselo", il DAP.
... "per�" non va bene nemmeno -o va bene molto meno!- far finta di non
avercelo.
E' per questo che imho ... non c'� a sputarci sopra, alle soluzioni
intermedie per quanto non immediatamente ottimali.

> Secondo me � proprio la volta buona di darsi da fare. Altro che tutta la
> vita (che poi ha gi� 38 anni, ma lo sai come ti passa?), o adesso o mai
> pi�!

Darsi da fare ... significa fare qualcosa per *curarlo*, il DAP; non certo
per mettersi nelle condizioni di produrSEne un altro.

Ciao, may! :-)
--
Vincenzo


Newbie

unread,
Oct 26, 2009, 8:07:44 AM10/26/09
to
"may" ha scritto nel messaggio news:hc20p2$sdh$1...@nnrp.linuxfan.it...

>
> anch'io ne ho avuti attacchi di panico
>

Ok, e allora perch� tutto questa scena perch� io ho detto che sono attacchi
di panico?
Fa brutto chiamarli con il nome che hanno?

>
> e quindi? sar� proprio arrivato il momento di affrontarli ti pare?
>

*A me* non mi pare il caso di scomodare *ora* dindi/tempo/impegno per poter
essere capace di stare in sala parto senza svenire.

>
> tutta una vita? ma a te la vita pare davvero cosi tanta e lunga da
> prendersela con comodo?
>

Oh, vediamo di non partire per la tangente... Il parto � una cosa e ha un
suo tempo ben preciso, il resto della vita � mooooolto pi� lungo e necessita
di un impegno "diverso". Se Vale non tiene botta al sangue/alcool/altro
*oggi*, perch� deve martoriarsi per cercare di riuscirci *oggi*? Leggi il
seguito e capirai che intendo dire.

> oltretutto che con dei figli chiss� quante volte dovr� andare al pronto
> soccorso...... perfetto no, svenire con un figlio di un anno in braccio.
>

Che c'entra, il contesto di un figlio che deve essere assistito/medicato �
moooolto diverso dal contesto di *oggi*.
Pu� benissimo essere che in quel frangente le motivazioni che sono nate nel
suo essere padre spazzino via i suoi problemi di panico.
A me per esempio, anche se per contesti diversi � capitato.

> Secondo me � proprio la volta buona di darsi da fare. Altro che tutta la
> vita (che poi ha gi� 38 anni, ma lo sai come ti passa?), o adesso o mai
> pi�!

Ma per piacere... io sono un informatico e il mantra che dice
"l'ottimizzazione prematura � l'origine di tutti i mali" lo condivido in
pieno.

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Vale

unread,
Oct 26, 2009, 12:51:54 PM10/26/09
to
Rispondo a chi diceva che il mio era un attacco di panico.

Poich� ne ho sofferto per un periodo verso i 19 anni, posso assicurare
che un principio di svenimento � ben diverso dall'attacco di panico.

L'attacco di panico � panico ! Per chi l'ha provato: � trovarsi nella
disperazione e non riuscire a dare un oggetto a questo sentimento. Il
che ti rende il panico " a spirale". Si auto alimenta finch� non si
riesce a far passare con qualche rito. (io masticavo gomme :-) .

Il principio di svenimento � un improvviso calo della pressione
sanguigna. Il cervello rimane ad assistere il corpo che non risponde
pi� ma non ne � coinvolto.

Solvejg

unread,
Oct 26, 2009, 12:07:58 PM10/26/09
to
"elledi" <elle...@yahoo.it> ha scritto nel messaggio
news:4ae5bb33$0$2023$eb27...@reader.linuxfan.it...

> E quanto � romantico il rumore del tessuto umano che si strappa?

Eh??? Ommioddio... il tessuto umano si "strappa"!? E fa anche rumore...
:-(((
Ditemi voi poi come si fa a stare tranquille sentendo cose del genere...
May, altro che epidurale, io voglio il cesareo direttamente!

--
Solvejg

Amelia

unread,
Oct 26, 2009, 12:18:02 PM10/26/09
to

"Vincenzo Del Piano" <vinc...@hyle.it> ha scritto nel messaggio
news:7kljduF...@mid.individual.net...

>
> Darsi da fare ... significa fare qualcosa per *curarlo*, il DAP; non certo
> per mettersi nelle condizioni di produrSEne un altro.

che pero' ... darsi da fare per *non* produrselo nel frangente ... era cio'
che prefigurava May quando, nel suo post iniziale, chiedeva quanto tempo a
disposizione aveva Vale prima del parto ;-)

inzommina va ... :-)) abbiamo tutti torto e tutti ragione :-P

Amelia versione "pezzara doc".

may

unread,
Oct 27, 2009, 3:59:50 AM10/27/09
to
Fabio C. schrieb:

> Ti giuro non sono informato su quanti padri vogliano andare dentro o
> fuori dalla sala parto... pero' pensavo che fossero la maggioranza...

per mia esperienza lo sono... per� la minoranza c'�.
Il marito di una amica alla quale era stato prospettato il cesareo in
alternativa di un ulteriore "attesa" con parto naturale ha risposto: "io
non ho voglia di vederti soffrire, preferirei il cesareo".

Un'altro padre che conosco aveva delle titubanze ma poi ha assistito,
certo non da una posizione in prima linea, stando un po dietro e tenendo
la mano alla moglie, ma non se ne � pentito assolutamente.

Questi sono i due unici casi che conosco io :-)

may

unread,
Oct 27, 2009, 4:19:37 AM10/27/09
to
elledi schrieb:

> Mi attacco qui ma c'entra poco e potrei da qualsiasi parte.
> Per dire che vedo molto volare d'immaginario, con santini e
> fiorellini o sulla base della propria esperienza ma una sala parto ᅵ
> un posto non solo di aghi e disinfettanti ma di sangue e feci e
> urina. perchᅵ non sempre si arriva a svuotare l'intestino e allora
> non ᅵ romantico.
> Come non ᅵ romantico il personale: capita gente che lavora a catena
> di montaggio sul "pezzo", gente che intanto discute del parcheggio e
> degli scatti d'anzianitᅵ, gente che si inc... xᅵ non c'ᅵ lo
> strumento o perchᅵ il parto ᅵ lungo e ha finito il turno...
> E quanto ᅵ romantico il rumore del tessuto umano che si strappa?
> E quanto ᅵ romantico il dolore che a qualcuna fa rifiutare il
> neonato? E via discorrendo..
> in sostanza quanto tutta questa "intimitᅵ" ᅵ possibile darla e
> accettarla? Moooolto soggettivo. ma soprattutto molto denso di
> imprevisti reattivi. Quindi, come Amelia, mi sto sulle mie :-))

Ma certo, ovviamente dipende tutto dalla struttura e dalla cultura :-)

Un conto ᅵ una sala operatoria come l'hai descritta tu, con i letti in
ferro, il carrello con gli strumenti di lavoro su un telo verde scuro
ecc... che giᅵ mi dice tutto della considerazione che avrᅵ come
partoriente e mio figlio come neonato....

Un conto ᅵ andare all'ottavo mese di gravidanza con un gruppo di mamme e
papᅵ e ostetrica a visitare le sale parto dell'ospedale dove partorirai
e trovare tre sale colorate, l'arancione, l'azzurra e la gialla (tende
colorate, mobili in legno chiaro) e fare le battute su quale vorresti!
Un conto ᅵ vedere le vasche e pensare che forse potrai partorire li. Un
conto ᅵ sentire le infermiere consigliarti di portarti il CD che
preferisci e gli aromi. Vedere la palla, il tappetto, lo sgabello....

Se questo non c'ᅵ e questa mancanza deve compromettere la scelta dei
genitori di come sarᅵ la nascita del proprio figlio io non ci penserei
due volte a scegliere la struttura giusta.

Ma non ᅵ solo questione di farfalline e cuoricini sulle tende come
tenderebbe a pensare l'ignorante. Una struttura rappresenta Come farᅵ
nascere mio figlio. L'inizio della sua Vita. Quanto rispetterᅵ il mio
dolore. Quanta dignitᅵ merito come donna che partorisce. Quanta
attenzione merita un neonato che esce allo scoperto pieno di terrore. Se
verrᅵ preso per i piedi o messo delicatamente subito sul ventre della
madre....
Come deve nascere un figlio non ᅵ un appendicite.

Il caro vecchio F. Leboyer insegna. E non ᅵ certo del duemila.

Elledi, il parto che hai descritto tu mi pare quello di mia nonna.

Io sto parlando con un padre che si pone il dubbio se entrare in sala
parto: le sue parole mi indicano stabilitᅵ affettiva, un figlio voluto,
buone relazioni, buona cultura.

Non sto parlando con un profugo (che perᅵ ha il pc!!) la cui donna
incinta ᅵ stata violentata in mare ed ora deve partorire ma ᅵ senza
permesso di soggiorno e tessera sanitaria e probabilmente partorirᅵ in
un vicolo ecc ecc.

Non so chi viaggia piᅵ di fantasia e santini e fiorellini, in relazione
al post originale, tra me e te!

Newbie

unread,
Oct 27, 2009, 6:27:00 AM10/27/09
to
"Vale" ha scritto nel messaggio
news:8d23fc74-499b-4b51...@h40g2000prf.googlegroups.com...

> Rispondo a chi diceva che il mio era un attacco di panico.
>
> Poich� ne ho sofferto per un periodo verso i 19 anni, posso assicurare
> che un principio di svenimento � ben diverso dall'attacco di panico.
>

Allora ai tempi ti sei documentato poco... :-)
Il panico si manifesta in molti modi, anche in base al livello dell'attacco.
E il principio di svenimento, oppure la sensazione di confusione, di
assenza, di leggerezza mentale sono tra questi.
Come c'� anche il senso di sentirsi derealizzati, quasi assenti, non pi� se
stessi.

> L'attacco di panico � panico ! Per chi l'ha provato: � trovarsi nella
> disperazione e non riuscire a dare un oggetto a questo sentimento.
>

Questo � un altro modo ancora con cui un attacco si manifesta, forse il modo
pi� "scenografico" e pesante per chi lo subisce.
Modestamente credo di aver sperimentato tutte le varie modalit�... :-D

> Il principio di svenimento � un improvviso calo della pressione
> sanguigna. Il cervello rimane ad assistere il corpo che non risponde
> pi� ma non ne � coinvolto.
>

Appunto, un attacco di panico... :-)
Basta che chiedi al tuo medico di fiducia e vedrai che ti dice.

may

unread,
Oct 27, 2009, 5:06:57 AM10/27/09
to
Newbie schrieb:

> Ok, e allora perch� tutto questa scena perch� io ho detto che sono
> attacchi di panico?
> Fa brutto chiamarli con il nome che hanno?

no, ma neanche "trattarlo" come se davanti a loro si fosse impotenti

> *A me* non mi pare il caso di scomodare *ora* dindi/tempo/impegno per
> poter essere capace di stare in sala parto senza svenire.

Vabb�, a questo punto l'obiettivo non � pi� quello. Intanto si parte, si
fa un percorso. A due settimane dal parto si valuta di nuovo. Come sto
ripetendo da venti post, non mi pare bello decidere ora cosa fare fra
sette mesi. Si pu� iniziare a lavorare no?

> Oh, vediamo di non partire per la tangente... Il parto � una cosa e ha
> un suo tempo ben preciso, il resto della vita � mooooolto pi� lungo e
> necessita di un impegno "diverso". Se Vale non tiene botta al
> sangue/alcool/altro *oggi*, perch� deve martoriarsi per cercare di
> riuscirci *oggi*? Leggi il seguito e capirai che intendo dire.

Ma chi ha detto oggi? Se il mio primo post parlava proprio di tempistica?

> Che c'entra, il contesto di un figlio che deve essere assistito/medicato
> � moooolto diverso dal contesto di *oggi*.
> Pu� benissimo essere che in quel frangente le motivazioni che sono nate
> nel suo essere padre spazzino via i suoi problemi di panico.
> A me per esempio, anche se per contesti diversi � capitato.

Ti dir�... per mia esperienza il potere della paternit�/maternit� �
forte agli opposti.
Con un figlio ammalato tra le braccia potresti impazzire o sentirti Rambo.
Ma non vorrei aspettare l'occasione per saperlo, come sar�.

> Ma per piacere... io sono un informatico e il mantra che dice
> "l'ottimizzazione prematura � l'origine di tutti i mali" lo condivido in
> pieno.

informatico e mantra?
ottimizzazione prematura?
una buona scusa per non lavorare insomma!

may

unread,
Oct 27, 2009, 5:53:30 AM10/27/09
to
Solvejg schrieb:

> Eh??? Ommioddio... il tessuto umano si "strappa"!? E fa anche rumore...
> :-(((

ma LOL!

> Ditemi voi poi come si fa a stare tranquille sentendo cose del genere...

si fa dovresti "sentire" solo quello che vuoi tu

> May, altro che epidurale, io voglio il cesareo direttamente!

eccicredo! con queste premesse!
ma almeno hai una certezza, verrᅵ a tenerti la manina!
;-DDD

Amelia

unread,
Oct 27, 2009, 5:25:07 AM10/27/09
to

"may" <mayb...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:hc6adq$l1f$1...@aioe.org...

> Elledi, il parto che hai descritto tu mi pare quello di mia nonna.

purtroppo ci sono intere aree del Paese che si trovano ancora in quella
realta' li'.

niente sale di preparazione al parto colorate.
niente vasche per il parto in acqua.

li' il parto, tanto per accorciare i tempi della sanita' (nonche'
appesantire il bilancio), e' spesso "medicalizzato".

mi rendo conto che possiamo sembrare "incivili" noi che viviamo in quella
realta' li', ma non credo che sia questione di non-amore per i propri figli.

forse e' questione di ignoranza (nel senso di ignorare) e di
inconsapevolezza, ma non mi sentirei di tirare in ballo la stabilita'
affettiva, o il desiderio di un figlio, o le buone relazioni.

> Non so chi viaggia pi� di fantasia e santini e fiorellini, in relazione al

> post originale, tra me e te!

diciamo che ognuno viaggia per i film suoi, come sempre ;-)

Amelia

may

unread,
Oct 27, 2009, 4:56:36 AM10/27/09
to
Vincenzo Del Piano schrieb:

> ... "perᅵ" ᅵ soluzione intermedia; molto utile per cominciare -per es.- a
> evitare che il pᅵnico dilaghi da una situazione all'altra.
> Ed ᅵ anche cauto evitare di cacciarsi in situazioni che si sa da prima
> innescano l'attacco di pᅵnico.

infatti mancano sette mesi al parto...

> Vero; infatti ... non va bene "tenerselo", il DAP.

> ... "perᅵ" non va bene nemmeno -o va bene molto meno!- far finta di non
> avercelo.

infatti, ma Vale non lo sapeva di avercelo. E non pensi che "gli
esperti" di cui ho accennato fin dai primi post non avrebbero potuto
aiutarlo?

> E' per questo che imho ... non c'ᅵ a sputarci sopra, alle soluzioni


> intermedie per quanto non immediatamente ottimali.

Ma qui dobbiamo ripartire da capo, scusa. E cmq ripeto sette mesi non
sono pochi, con una motivazione simile poi.

> Darsi da fare ... significa fare qualcosa per *curarlo*, il DAP; non certo
> per mettersi nelle condizioni di produrSEne un altro.

Vincenzo, hai fatto la battuta!

Nessuno ha detto di andare in sala parto in queste condizioni.
Io ho detto di prepararsi all'evento con degli esperti e tu hai detto di
lasciare perdere. Ricordi?

E chissᅵ che proprio il vivere l'ambiente ospedaliero finalmente in una
occasione BELLA non gli dia la forza di affrontare il problema nel modo
migliore!

La vita ci presenta sempre delle occasioni. Bisogna saperle cogliere... :-).

Ciao!

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Solvejg

unread,
Oct 27, 2009, 3:07:18 PM10/27/09
to
"Newbie" <new...@unv.org> ha scritto nel messaggio
news:hc6htn$q6o$1...@tdi.cu.mi.it...

>> "Vale" ha scritto nel messaggio:

>> Rispondo a chi diceva che il mio era un attacco di panico.
>>
>> Poich� ne ho sofferto per un periodo verso i 19 anni, posso assicurare
>> che un principio di svenimento � ben diverso dall'attacco di >>panico.
>
>
> Allora ai tempi ti sei documentato poco... :-)
> Il panico si manifesta in molti modi, anche in base al livello
> dell'attacco.
> E il principio di svenimento, oppure la sensazione di confusione, di
> assenza, di leggerezza mentale sono tra questi.
> Come c'� anche il senso di sentirsi derealizzati, quasi assenti, non pi�
> se stessi.


Scusate se mi intrometto, ma qui si sta uscendo un po' dal seminato mi pare!
Non si pu� dire a uno che non si conosce e tramite un forum: hai il DAP,
convincitene!
Per di pi� a uno che l'ha gi� avuto... :-(
Non metto in dubbio la vostra esperienza di attacchi di panico per� il fatto
che la sintomatologia possa corrispondere non significa n� diagnosi
certificata, n� disconferma della ipotesi.
Ma non � questo il punto!
Se lo scrivente afferma: "posso assicurare che un principio di svenimento �
ben diverso dall'attacco di panico." perch� contraddirlo??
E a che pro poi tutti questi furori diagnostici!?
Io vorrei sottolineare che la percezione del disagio psicologico �
innanzitutto squisatamente soggettiva!
Se Vale non sente questo come un disagio o un problema da risolvere per la
sua salute (ma solo ed esclusivamente per un evento singolo) evidentemente
per lui non lo �, anche se si rivelasse "nominalisticamente" un attacco di
panico.

Vale ha chiesto un consiglio sull'atteggiamente da mantenere in sala parto
nell'occasione della nascita di suo figlio... bene!
Gli sono state fornite varie risposte mi pare:
1) Se questo non � un problema e nella tua vita vivi benissimo anche senza
allora stai fuori e non creare scompiglio in sala e preoccupazione a tua
moglie.
2) Visto che ti si presenta il momento di affrontare la tua paura allora
cogli l'occasione buona e prendi due piccioni con una fava: goditi la
nascita di tuo figlio e fatti passare questa paura.

Sinceramente mi sembrano entrambe legittime... tutto dipende - ancora una
volta! - da quello verso cui Vale si sente pi� predisposto a fare.
Ciao a tutti e ancora in bocca al lupo a Vale.

--
Solvejg

Solvejg

unread,
Oct 27, 2009, 2:40:28 PM10/27/09
to
"may" <mayb...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:hc6ftr$rau$1...@aioe.org...

>> Ditemi voi poi come si fa a stare tranquille sentendo cose del genere...
>
> si fa dovresti "sentire" solo quello che vuoi tu

Meglio che mi tappi le orecchie va....

>> May, altro che epidurale, io voglio il cesareo direttamente!
>
> eccicredo! con queste premesse!

> ma almeno hai una certezza, verr� a tenerti la manina!
> ;-DDD

LOL! Ora s� che sto meglio! ;-))))))

--
Solvejg

Vincenzo Del Piano

unread,
Oct 27, 2009, 7:38:04 PM10/27/09
to

"may" <mayb...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:hc6cj6$nl5$1...@aioe.org...
>
> Vincenzo Del Piano schrieb:
>
>> � cauto evitare di cacciarsi in situazioni che si sa da prima
>> innescano l'attacco di p�nico.

>
> infatti mancano sette mesi al parto...

Questo ... lo si � venuto a sapere dopo; da ci� che inizialmente ha detto
Vale, (mi) pareva che la cosa fosse imminente.
.


>> ... non va bene "tenerselo", il DAP.

>> ... "per�" non va bene nemmeno -o va bene molto meno!- far finta di non


>> avercelo.
>
> infatti, ma Vale non lo sapeva di avercelo.

... io "dubito" che si sia potuta fare una diagnosi appena appena
verosimile.
E comunque ... il DAP "funziona" anche se non gli si d� quel nome.

> E non pensi che "gli esperti" di cui ho accennato fin dai primi post non
> avrebbero potuto aiutarlo?

Non tanto prontamente.
E ... senza scoraggiare nessuno ... sento di poter dire che anche sette mesi
possono essere pochi. Soprattutto se -come pare nel caso di Vale- non � che
egli ci tenga tanto a curarsene.

> Ma qui dobbiamo ripartire da capo, scusa. E cmq ripeto sette mesi non sono
> pochi, con una motivazione simile poi.

Vale mi scuser� se -non io per primo, almeno :-))) - mi permetto entrare
nelle "cose sue".
Vale ... non mi sembra affatto tanto motivato; se lo fosse (stato) ...
avrebbe pensato DA SE' a darsi da fare; poich� invece (e legittimamente!)
non ritiene fondamentale l'essere presente al parto ... "dubito assai" che
quand'anche addivenisse all'idea di fare qualcosa, "farebbe in tempo"; ci�,
soprattutto se si trattasse effettivamente di DAP (del che "dubito").
Il DAP ... non � una "banale fobia"; anche quando si crede (si crede e
basta) di avere individuato l'elemento che lo innesca, � possibile che esso
sia "derivato" da qualche altro oggetto innescante; per arrivare al "vero e
originario" oggetto innescante, � possibile che ci voglia molto tempo.

> Io ho detto di prepararsi all'evento con degli esperti e tu hai detto di
> lasciare perdere. Ricordi?

Certamente.
E confermo che se non c'� un'effettiva forte motivazione ... Vale pu�
tranquillamente "tenersi" quelle *ordinarie* reazioni al sangue; agli aghi;
all'odore di disinfettanti; eccetera.
Reazioni ordinarie e diffusissime ... che NON SONO DAP.

> La vita ci presenta sempre delle occasioni. Bisogna saperle cogliere...
> :-).

... :-)) ... tu devi esssere una che cerca rogne! :-))

--
Vincenzo


Newbie

unread,
Oct 28, 2009, 6:00:43 AM10/28/09
to
"Vincenzo Del Piano" ha scritto nel messaggio
news:7kpej2F...@mid.individual.net...

> Vale pu�
> tranquillamente "tenersi" quelle *ordinarie* reazioni al sangue; agli
> aghi;
> all'odore di disinfettanti; eccetera.
> Reazioni ordinarie e diffusissime ... che NON SONO DAP.
>

Non per il gusto di fare il pignolo, ma visto l'argomento e dato che la
"diagnosi" dell'attacco di panico (e non di DAP) l'ho tirata fuori io...
Volevo far presente che dire DAP e dire attacco di panico non � la stessa
cosa, quelle che tu chiami reazioni ordinarie sono attacchi di panico belli
e buoni, non della classe tragica, ma sempre attacchi di panico. Il fatto �
che se quelle reazioni rimangono cos� tanto ben confinate non c'� DAP
(disurbo da attacco di panico), visto che il DAP si tira fuori come diagnosi
quando uno gli attacchi di panico ce li ha con una frequenza e intensit�
tali da bloccargli la vita in un senso molto ampio, e come risposta uno
cerca di barricarsi proprio per non subire altri attacchi.
Era per quello che io dicevo nell'altro post che visto il fatto che Vale non
deve fare l'infermiere/ostetrico per me non deve star li tanto a
preoccuparsene, visto che gli attacchi sono molto isolati e non gli danno di
conseguenza un gran fastidio, insomma non gli rovinano di certo la vita.
Se invece dovesse fare l'infermiere, vedi te se il tutto non esonda di
sicuro verso un DAP, e di conseguenza diventerebbe sicuramente necessario
prendere provvedimenti... :-)

Vincenzo Del Piano

unread,
Oct 28, 2009, 8:08:51 AM10/28/09
to

"Amelia" <aml...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:hc4i3s$lg3$1...@nnrp.linuxfan.it...

>
> "Vincenzo Del Piano" <vinc...@hyle.it> ha scritto nel messaggio
> news:7kljduF...@mid.individual.net...
> >
> > Darsi da fare ... significa fare qualcosa per *curarlo*, il DAP; non
> > certo per mettersi nelle condizioni di produrSEne un altro.
>
> che pero' ... darsi da fare per *non* produrselo nel frangente ... era
> cio' che prefigurava May quando, nel suo post iniziale, chiedeva
> quanto tempo a disposizione aveva Vale prima del parto ;-)

Il fattore tempo � senz'altro determinante; pi� ancora, "per�", lo � la
motivazione a "curarsi".
Motivazione della quale *pare* che Vale sia insufficientemente fornito :-))
... senza che ci� sia peraltro una critica a lui.
Infatti ... sempre "ben sensata" Amelia :-))) ... se si dovesse partire da
un assunto per il quale "bisogna curarsi" da tutto ci� che pu� essere
riconosiuto quale proprio "disturbo", gli Studi di Psicoterapia
straboccherebbero di persone che "sono disturbate" da aghi e sangue; dai
topi; dai serpenti (!); da tuoni e fulmini; da ... il vicino di casa che
"porta sfiga" :-) ; eccetera.
Tutti questi "disturbi" (che a volte sono effettivamente ostativi di un
quieto vivere ordinario) sono ordinariamente "trascurati" dalla stessa
persona che NON ne soffre pi� di tanto ... e quindi non ha la motivazione
*comunque* necessaria per mettere mano (e tempo e soldi e impegno
psico-affettivo) alla cura del "disturbo",
E ... nonostante mi piacerebbe (ma -a ridosso della cessazione
dell'Attivit�- devo ormai dire "mi sarebbe piaciuto" :-)) avere lo Studio
straboccante di "ordinari fobici" ... non me la sento di partire
dall'assunto che banali fobie (che non producono dolore o danno) debbano
essere curate per forza.

Dico "incidentalmente" che non mi sento nemmeno di appioppare a Vale n� una
diagnosi di DAP, n� di "banale fobia".

Per converso ... voglio dire che la differenza tra le due patologie � una
cosa seria, nonostante pare che ci� "sfugga".
Tra le due, SE c'� un elemento comune, esso pu� essere individuato nella
tendenza ad estendere (dilagantemente!) una dinamica di attribuzione di
significativit� a molti oggetti ... l'uno dopo l'altro, con un effetto
*coprente* di ciascuno dei successivi nei confronti del rispettivo
precedente. E' la "banale dinamica fobica" estensiva ed attributiva della
paura che va -per es.- dai rasoi ai barbieri ai dopobarba ai profumi ... e
che comporta che il Paziente "non ricordi" di avere (avuta) paura dei rasoi
... e che si tenga ben stretta la *coprente* paura dei profumi!
Ora ... per far s� che "si scoprano" a ritroso le paure successivamente
coprentiSI ... e si vada quindi dai profumi ai dopobarba ai barbieri ai
rasoi (!!!) ce ne vuole. N� finirebbe qui: resterebbe da capire perch� la
paura dei rasoi ...
Per questo ... sempre ben sensata Amelia :-)) ... se la paura dei profumi
non comporta qualche invalidit� ... pu� essere forse e persino di
comprensibile buon senso "tenersela".
... "tenersela" SE NON comporta invalidit� che -quando si tratta
effettivamente di DAP ...- sono sempre dietro l'angolo.
E ... quando si tratta di DAP (conclamato e invalidante) ... la motivazione
viene, eccome!


> Amelia versione "pezzara doc".

... "sempre ben sensata", vorrai dire! :-)
--
Vincenzo


may

unread,
Oct 28, 2009, 5:51:16 AM10/28/09
to
Vincenzo Del Piano schrieb:

> Non tanto prontamente.
> E ... senza scoraggiare nessuno ... sento di poter dire che anche sette mesi

> possono essere pochi. Soprattutto se -come pare nel caso di Vale- non ᅵ che


> egli ci tenga tanto a curarsene.

aaaaah! ecco l'inghippo!!!

> Vale mi scuserᅵ se -non io per primo, almeno :-))) - mi permetto entrare


> nelle "cose sue".
> Vale ... non mi sembra affatto tanto motivato; se lo fosse (stato) ...

> avrebbe pensato DA SE' a darsi da fare; poichᅵ invece (e legittimamente!)


> non ritiene fondamentale l'essere presente al parto ... "dubito assai" che

> quand'anche addivenisse all'idea di fare qualcosa, "farebbe in tempo"; ciᅵ,


> soprattutto se si trattasse effettivamente di DAP (del che "dubito").

> Il DAP ... non ᅵ una "banale fobia"; anche quando si crede (si crede e
> basta) di avere individuato l'elemento che lo innesca, ᅵ possibile che esso


> sia "derivato" da qualche altro oggetto innescante; per arrivare al "vero e

> originario" oggetto innescante, ᅵ possibile che ci voglia molto tempo.

anche io ne ho dubitato, della diagnosi usenettara ;-)

> Certamente.
> E confermo che se non c'ᅵ un'effettiva forte motivazione ... Vale puᅵ


> tranquillamente "tenersi" quelle *ordinarie* reazioni al sangue; agli aghi;
> all'odore di disinfettanti; eccetera.
> Reazioni ordinarie e diffusissime ... che NON SONO DAP.
>
>> La vita ci presenta sempre delle occasioni. Bisogna saperle cogliere...
>> :-).
>
> ... :-)) ... tu devi esssere una che cerca rogne! :-))

LOL :-D
no, sono solo una del Piave :-)

Vincenzo Del Piano

unread,
Oct 28, 2009, 4:42:40 PM10/28/09
to

"Newbie" <new...@unv.org> ha scritto nel messaggio
news:hc94of$r2g$1...@tdi.cu.mi.it...

>
> "Vincenzo Del Piano" ha scritto nel messaggio
> news:7kpej2F...@mid.individual.net...
>
> > quelle *ordinarie* reazioni al sangue; agli aghi;
> > all'odore di disinfettanti; eccetera.
> > Reazioni ordinarie e diffusissime ... che NON SONO DAP.
>
> Non per il gusto di fare il pignolo, ma visto l'argomento e dato che la
> "diagnosi" dell'attacco di panico (e non di DAP) l'ho tirata fuori io...

Manco ci ho fatto caso ... e comunque, non muovevo certo rimproveri a
nessuno.

> Volevo far presente che dire DAP e dire attacco di panico non � la stessa
> cosa, quelle che tu chiami reazioni ordinarie sono attacchi di panico
> belli e buoni, non della classe tragica, ma sempre attacchi di panico.

E no! :-))
Il DAP ... � DAP non perch� sia una fobia pi� grossa o frequente!
Il DAP � *qualitativamente* una altra cosa da una fobia, per grossa e
frequente che essa sia.
...
... e "peraltro" se uno ha gli attacchi di panico ... "ha" il DAP.
Se, invece, ci� che gli c�pita � una insopportazione grossa e forte di
qualcosa (che comporta una forte paura di quel qualcosa), non si dice che
"ha gli attacchi di panico", ma che ha una fobia innescata da quel qualcosa.
Confermo che non � un rimprovero ... .-)) ... "ma" c'� una (brutta)
differenza tra DAP e Fobia; per fare la distinzione tra i quali DUE disturbi
diversi ... esistono protocolli formali da seguire: si fa la
_Diagnosi_Differenziale_ che serve "tra l'altro" per progettare la Terapia
che � *diversa* a seconda che ci si trovi di fronte a DAP *oppure* a Fobia.

> il DAP si tira fuori come diagnosi
> quando uno gli attacchi di panico ce li ha con una frequenza e intensit�
> tali da bloccargli la vita in un senso molto ampio, e come risposta uno
> cerca di barricarsi proprio per non subire altri attacchi.

E no! :-))

> Se invece dovesse fare l'infermiere, vedi te se il tutto non esonda di
> sicuro verso un DAP, e di conseguenza diventerebbe sicuramente
> necessario prendere provvedimenti... :-)

Una fobia NON PUO' "esondare" in DAP.
N� -ahiloro ...- le persone che ne soffrono (di DAP) possono "rimettere in
alveo" il DAP ... e derubricarlo a fobia grossa e frequente.
Sono DUE patologie diverse ... che rendono necessarie DUE tipi di Terapia
diverse.

Ciao! :-)
--
Vincenzo


Newbie

unread,
Oct 30, 2009, 8:27:27 AM10/30/09
to
"Vincenzo Del Piano" ha scritto nel messaggio
news:7krp8sF...@mid.individual.net...

> ... e "peraltro" se uno ha gli attacchi di panico ... "ha" il DAP.
> Se, invece, ci� che gli c�pita � una insopportazione grossa e forte di
> qualcosa (che comporta una forte paura di quel qualcosa), non si dice che
> "ha gli attacchi di panico", ma che ha una fobia innescata da quel
> qualcosa.
>

Bho, a me me l'hanno "raccontata" in modo diverso.
Ma a te risulta che una fobia si manifesti con sintomi di principio di
svenimento?
Perch� forte paura e forte ansia come sintomi sono ben diversi da svenire.

Gianfranco

unread,
Oct 30, 2009, 11:59:03 AM10/30/09
to
On Fri, 30 Oct 2009 13:27:27 +0100, Newbie wrote:

Ciao,

>> qualcosa (che comporta una forte paura di quel qualcosa), non si dice che
>> "ha gli attacchi di panico", ma che ha una fobia innescata da quel
>> qualcosa.

> Bho, a me me l'hanno "raccontata" in modo diverso.

Puoi dire cosa ti hanno detto? Solo per curiosita', eh? Anche a me
risulta vero quel che dice Vincenzo... ;-)


Saluti,

--
Gianfranco Bertozzi
Linux User #183585

Vincenzo Del Piano

unread,
Oct 30, 2009, 4:14:45 PM10/30/09
to

"Newbie" <new...@unv.org> ha scritto nel messaggio
news:hcem3j$frs$1...@tdi.cu.mi.it...

> "Vincenzo Del Piano" ha scritto nel messaggio
> news:7krp8sF...@mid.individual.net...
>
>> ... e "peraltro" se uno ha gli attacchi di panico ... "ha" il DAP.
>> Se, invece, ci� che gli c�pita � una insopportazione grossa e forte di
>> qualcosa si dice che ha una fobia innescata da quel qualcosa.

>
> Ma a te risulta che una fobia si manifesti con sintomi di principio di
> svenimento?

Una claustrofobia "seria" produce *sempre* la sensazione di stare per
svenire.
Ed � solo un esempio, perch� anche le altre fobie (se e quando sono "serie")
si accompagnano alla sensazione (nella stragrande maggioranza dei casi
*fallace*!) di poter perdere i sensi da un momento all'altro, in conseguenza
della esposizione allo stimolo fobico .
Peraltro -e poich� mi pare questo "il nocciolo" della argomentazione- tra
Fobie e DAP c'� la differenza che ogni fobico SA BENE cos'� che teme; la
persona "che ha il DAP" ... NON LO SA. Sa solo (fallacemente!) che sta per
morire ... senza cavarsi manco il gusto di sapere di cosa.
Per questo -non poche volte!- la persona che soffre di DAP ... teme "solo"
di poter uscire di senno; e definisce questa paura (irrazionale) come
"paura di perdere il controllo"; l'auto-controllo.

> Perch� forte paura e forte ansia come sintomi sono ben diversi da svenire.

Si pu� svenire sia di Fobia, sia di DAP. E in entrambi i casi *pare* che si
svenga perch� da una piccola ansia si � passati a una grossa ansia, e poi a
una paura incontrollabile.
Un claustrofobo che resti bloccato nell'ascensore ... pu� svenire sapendo
che sviene per quello.
Una persona che soffre di DAP pu� svenire nell'ascensore ... senza essere
claustrofobica; sviene ... e non sa "di cosa"; obiettivamente (nel senso di
"organicamente") sviene per una accelerazione parossistica del Sistema
Neurovegetativo ... ma per sapere *cosa* ha prodotto l'accelerazione ci
vuole una Psicoterapia; anche solo per saperlo!
... non mi sembrano due situazioni uguali.

Inoltre -e dicendo questo spero di non originare un putiferio di "polemiche
tecniche" ...- IMHO (rigorosamente IMHO e basta!), che Fobie e DAP siano due
patologie diverse � avvalorato (?) dal fatto che le Terapie Comportamentali
(addirittura preferenziali per le Fobie) si dimostrano inefficaci nei casi
di DAP.
Infatti -e riprendndo l'esempio dello svenire in ascensore- il
claustrofobico (che SA di temere l'ascensore) pu� bene essere
"desensibilizzato" alle situazioni di chiusura/impedimento/blocco ... e
riuscire cos� bellamente a prendere poi ogni ascensore; nel caso di DAP,
invece ... poich� la persona NON SA cosa abbia attivato l'Attacco di
Panico -che pur si era manifestato nell'ascensore- DA COSA potrebbe/dovrebbe
utilmente desensibilizzarsi?

--
Vincenzo


Newbie

unread,
Oct 30, 2009, 12:43:06 PM10/30/09
to
"Gianfranco" ha scritto nel messaggio
news:slrnhem35f.h...@vaio.local...

>
> Puoi dire cosa ti hanno detto? Solo per curiosita', eh? Anche a me
> risulta vero quel che dice Vincenzo... ;-)
>

Il mio medico di famiglia mi ha detto che il sintomo di svenimento che
capita quando uno � li che si fa il prelievo del sangue, piuttosto che una
flebo, piuttosto ancora quando uno � costretto a star dentro la stanza di
un'ospedale in mezzo a gente con macchinari vari appiccicati, indica un
attacco di panico.
Ok, ho parlato di medico di famiglia, ma penso che su questi termini il
dizionario sia comune, almeno spero.
Qualcuno mi dettaglia meglio la differenza tra attacco di panico e fobia? E
che sintomi hanno?

Gianfranco

unread,
Oct 31, 2009, 7:58:44 AM10/31/09
to
On Fri, 30 Oct 2009 17:43:06 +0100, Newbie wrote:

Ciao,


> Il mio medico di famiglia mi ha detto che il sintomo di svenimento che

> capita quando uno è li che si fa il prelievo del sangue, piuttosto che una
> flebo, piuttosto ancora quando uno è costretto a star dentro la stanza di

> un'ospedale in mezzo a gente con macchinari vari appiccicati, indica un
> attacco di panico.

Mi sa che il tuo medico ti ha fatto un minestrone... ;-)

Allora: se ti fai il prelievo o, se sei sensibile, vedi il sangue
o una schifezza simile, succede che ti si abbassa la pressione, ti
senti svenire, vedi delle macchie davanti agli occhi, ti gira la testa,
diventi bianco e sudaticcio e se proprio ti va male finisci davvero per
terra, magari pure con qualche scossetta. A quel punto ti sdraiano, pian
piano ti ripigli, poi te ne torni a casa con le tue gambe. Questa cosa
si chiamava "attacco vaso-vagale", ora "presincope" secondo le nuove
tendenze, ed e' legata ad un riflesso vagale (appunto) che ti abbassa la
pressione. E' come il giramento di testa che capita quando ci si alza
bruscamente ma portato all'estremo. Nessuna componente d'ansia se non
successiva, e spesso proprio non ce n'e'.

L'attacco di panico e' completamente un'altra cosa: e' una sindrome
(un complesso di sintomi insomma) che si presenta con attacchi
ricorrenti e inaspettati di ansia, durante quali puoi sentire varie cose
ma piu' spesso una forte paura (di morire o di impazzire), tremori,
vertigini, sensazione di cuore che batte forte, difficolta' a respirare,
nodo allo stomaco, nodo alla gola e chi piu' ne ha piu' ne metta, basta
googlare un po' e trovi mille descrizioni. Spesso si associano altri
sintomi come la paura di andare in certi posti (isolati o affollati), di
prendere mezzi pubblici (o la macchina), di allontanarsi da casa per la
paura di avere altri attacchi (di risentirsi male, insomma). Spesso chi
soffre di attacchi di panico evita i posti affollati e se deve sposatrsi
si porta dietro l'accompagnatore, perche' da solo ha paura.

La fobia (ti parlo della fobia specifica) e' una paura, mettiamo caso
dei piccioni: se pensi ad un piccione stai male, e tanto piu' se lo vedi
da lontano. Man mano che ti avvicini, poi, la paura aumenta e se per
sbaglio (brrrr!) un piccione inaspettatamente dovesse appollaiartisi
sulla testa, potresti avere anche fenomeni violenti e imbarazzanti tipo
grida, sbracciamenti o comportamenti di fuga vociante. Allontanato il
piccione, la paura passa: c'e' un ben preciso motivo scatenante, senza
altri cortei come nel panico (i cui attacchi, almeno inizialmente, sono
quasi sempre inaspettati e senza causa evidente). Sempre base ansiosa
e', ma con caratteristiche e cause ben diverse.

Queste, grosso modo, le definizioni dei tre termini. Approfondimenti
psicologici dagli esperti, please. =8-)

Newbie

unread,
Oct 31, 2009, 2:30:10 PM10/31/09
to
"Vincenzo Del Piano" ha scritto nel messaggio
news:7l0vpqF...@mid.individual.net...
> [...]
>

Ok, ringrazio te e Gianfranco per avermi chiarito meglio il tutto.
Da newbie appunto l'avevo fatta troppo facile basandomi sulla mia esperienza
(non proprio appagante a dirre il vero) e su quello elemosinato chiedendo in
giro.
A a sto punto dovr� cazziare il mio medico che mi ha attribuito attacchi di
panico ad "minchiam" :-)

Amelia

unread,
Nov 2, 2009, 6:12:58 AM11/2/09
to

"Vincenzo Del Piano" <vinc...@hyle.it> ha scritto nel messaggio
news:7krp8sF...@mid.individual.net...

>
> ... e "peraltro" se uno ha gli attacchi di panico ... "ha" il DAP.

e se uno ha *un* attacco di panico? :-PPPPPPPPPPPPPPPP

io ho avuto, un paio di domeniche fa, *un* attacco di panico.

quell'angelo con le corna di mio figlio, due anni, e' sparito sotto i miei
occhi... mentre eravamo in fila al supermercato.

dopo i primi 30 secondi che non lo vedevo e, pur girando come una trottola
impazzita, non riuscivo a trovarlo ... ho pensato <<oohmaaammaaaaaaaaaaaaaa
... sto svenendoooooooooo!!! mi sento maaaaaaaaaaaaaaleeeeeeeeeeeeeeee!>>

panico assoluto.
respirazione finita.
tachicardia pre-infartuale.
vista annebbiata.

poi ...nel brevissimo lasso di tempo pre- svenimento ... mi ha fulminata il
pensiero che, se svenivo, smettevo necessariamente di cercarlo (e magari una
intera frotta di ruba-bambini lo avrebbero fatto arrivare in qualche altra
galassia, nel mentre io stavo li' come un sacco di patate) .... ed allora ho
avuto una delle mie solite reazioni alla "Rossella O'Hara di Via col Vento"
... e mi sono detta che era meglio rimandare le sceneggiate e gli svenimenti
alla fine dell'emergenza.

l'ho ritrovato che correva saltellando, felice e beato, nel reparto
salumeria 5 minuti dopo.

sono stati tra i 5 minuti, *300* secondi, piu' lunghi della mia vita.

mi ci sono volute almeno 4 o 5 *ore* per smaltire i postumi del panico: la
tachicardia, le gambe molli, le mani tremolanti, ecc.ecc.

e non venitemi a dire che non era "panico" :-PPPP


> Se, invece, ci� che gli c�pita � una insopportazione grossa e forte di
> qualcosa (che comporta una forte paura di quel qualcosa), non si dice che
> "ha gli attacchi di panico", ma che ha una fobia innescata da quel
> qualcosa.

ma certamente!!! pero' adesso, tanto per non farmi mancare gnente, m'e'
venuta la fobia di portare quella peste di mio figlio al supermercato: e se
quello approfitta di qualche fila e sparisce di nuovo?

noooooooooooooooooooooooooooo!
penso che potrei morire per sincope!!!!
gia' m'e' andata bene una volta ;-) e sono sopravvissuta ... ma sfidare la
sorte nooooooooo....

boh ... cmq.... .... al massimo compro un guinzaglio come quello per i cani,
con la cordicella che si ritira schiacciando un pulsante ...

.......... sigh! come si dice qui: "'u iabbo arriva ... e la jast�ma no"
.... io ero/sono una di quelle che critica(va) i genitori che *non*
lasciavano liberi i figli, ma li imprigionavano nei carrelli e/o nei
passeggini

mi sa che mi verra' una nevrosi per dirimere la questione: lo lego s� - lo
lego no!

:-)) ciao Vince', e ciao a tutti

Amelia - e l'occasione di sfogarsi

may

unread,
Nov 2, 2009, 8:03:26 AM11/2/09
to
Amelia schrieb:

> sono stati tra i 5 minuti, *300* secondi, piu' lunghi della mia vita.
>
> mi ci sono volute almeno 4 o 5 *ore* per smaltire i postumi del panico: la
> tachicardia, le gambe molli, le mani tremolanti, ecc.ecc.
>
> e non venitemi a dire che non era "panico" :-PPPP

io ho *perso* mia figlia due volte: una volta era con la nonna e la
nonna siccome era offesa per un qualcosa ci ha risposto al telefono "non
ᅵ con me" (cretina). Io correvo per la piazza a Lazise, correvo a
destra, a sinistra, dentro e fuori i negozi urlando il nome di mia
figlia con il cellulare pronto su 118, bastava premere.

la seconda volta la piccola dopo avermi chiesto di andare a destra ᅵ
partita verso la direzione opposta, dietro a papᅵ. Io ovviamente non lo
sapevo e pure li, in spiaggia a Cervia (sempre in posti affollatti eh!),
ho avuto Paura. Sudore. Tremore. Ecc. Il cellulare del papᅵ ovviamente
era nella mia borsa!!

Ma gli attacchi di panico, imho, sono diversi.
I miei attacchi di panico almeno su una cosa sostanziale sono diversi:
sono "inventati" dalla mia mente.

Perdere una figlia come ᅵ successo a te e me ᅵ Paura vera.

Per me sono state due sensazioni diverse. Simili nell'emozione, brutte
sempre e cmq ma diverse alla base.

Chissᅵ, che proprio quella Paura reale abbia dato uno scossone al mio
cervello fantasioso e mi abbia fatto passare il panico "inventato"! I
tempi potrebbero coincidere :-)

ciao Amelia!

Vincenzo Del Piano

unread,
Nov 2, 2009, 1:40:40 PM11/2/09
to

"Amelia" <aml...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:hcmers$3mg$1...@nnrp.linuxfan.it...

>
> "Vincenzo Del Piano" <vinc...@hyle.it> ha scritto nel messaggio
> news:7krp8sF...@mid.individual.net...
> >
> > ... e "peraltro" se uno ha gli attacchi di panico ... "ha" il DAP.
>
> e se uno ha *un* attacco di panico? :-PPPPPPPPPPPPPPPP
> io ho avuto, un paio di domeniche fa, *un* attacco di panico.

... si � trattato di "ordinario (grosso) spavento" :-)

> ... e mi sono detta che era meglio rimandare le sceneggiate e gli
> svenimenti alla fine dell'emergenza.

Trattasi di "ordinario coraggio"!
(... impossibile da praticarsi da chi soffre di DAP)

> e non venitemi a dire che non era "panico" :-PPPP

Nominalisticamente SI'.
Diagnosticamente NO; niente affatto.

> ma certamente!!! pero' adesso, tanto per non farmi mancare gnente, m'e'
> venuta la fobia di portare quella peste di mio figlio al supermercato: e
> se quello approfitta di qualche fila e sparisce di nuovo?

... ahi ahi :-)) ... potrebbe trattarsi -proprio come ben sai tu stessa!- di
"buon motivo" per coltivare una fobia da supermercato affollato.

> noooooooooooooooooooooooooooo!
> penso che potrei morire per sincope!!!!
> gia' m'e' andata bene una volta ;-) e sono sopravvissuta ... ma sfidare la
> sorte nooooooooo....

Bisogna accettarle, quelle sfide che senn� diventano una fobia.

> boh ... cmq.... .... al massimo compro un guinzaglio come quello per i
> cani, con la cordicella che si ritira schiacciando un pulsante ...

... :-))) ... poi, giacch� ti trovi al supermercato, potrai anche comprare
un po' di cibo per cani!
:-))))))))))))))))))

> mi sa che mi verra' una nevrosi per dirimere la questione: lo lego s� - lo
> lego no!

Opto decisamente per il NO.
Basta ... tenerlo d'ochio (con continuit�), il pupo!

> Amelia - e l'occasione di sfogarsi

--
Vincenzo ... che c'ha avuta una figlia che si arrampicava dappertutto.
:-((((((((((((((((((


Amelia

unread,
Nov 3, 2009, 6:29:43 AM11/3/09
to

"Vincenzo Del Piano" <vinc...@hyle.it> ha scritto nel messaggio
news:7l8o0mF...@mid.individual.net...

>
>> e non venitemi a dire che non era "panico" :-PPPP
>
> Nominalisticamente SI'.

era li' che volevo arrivare! :-))))
al "nominalisticamente s�".

che', mi pare, ormai "panico" e' parola che non si puo' usare ... senza che
si pensi al Dap.

>> mi sa che mi verra' una nevrosi per dirimere la questione: lo lego s� -
>> lo
>> lego no!
>
> Opto decisamente per il NO.

anche io opto per il "no".
'sti bambini legati mi fanno un'impressione...........
cosi' come i seienni portati sul passeggino e rimbecilliti dal viodeogioco
...

moooooooolto comodo per la mamma che, certamente, non rischia un infarto ad
ogni pie' sospinto .... ma *terribbbbbbbile*, imho, per la crescita sana del
bambino.


> Basta ... tenerlo d'ochio (con continuit�), il pupo!

seeeeeeeeeeeeeeee ... tenerlo d'occhio con continuita' ....... quello e':
a) un furetto
b) un mago della dissolvenza
c) un curioso di prima categoria
d) un esploratore nato

.... uno dei pochi modi che conosco per tenerlo sotto controllo e' "far fare
*a lui* la spesa", lasciandogli portare il cestino ... e lasciandolo
riempire di tutto quello che vede.

a due anni ... ancora non si accorge che la mamma, dietro di lui, svuota il
cestino e posa tutto quello che non serve.

.... :-/ chissa' quanto dura la fase in cui non si accorge ancora .......

che' gia' e' cominciata (giusto ieri sera) quella in cui mi dice
<<maaaccheeediciiiiiiiiiiii?!>> con l'aria di quello che pensa "la mamma e'
rimbambitella!".

vabbe' .... io ricordo benissimo che a 4/5 anni mi sentivo "grandissima" ed
anche in dovere di proteggere quei due scapestrati dei miei genitori!

figuriamoci se il pupo non avra' preso questa tara da me!

> Vincenzo ... che c'ha avuta una figlia che si arrampicava dappertutto.
> :-((((((((((((((((((

echemmidici! :-)) noi non ci facciamo mancare neppure quello!

pero', ragazzi, :-))) anche con tutti 'sti trambusti ....sono sempre
grandissimi gioie :-))

Amelia - ot

Vincenzo Del Piano

unread,
Nov 3, 2009, 2:16:01 PM11/3/09
to

"Amelia" <aml...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:hcp47a$3cg$1...@nnrp.linuxfan.it...

>
> "Vincenzo Del Piano" <vinc...@hyle.it> ha scritto nel messaggio
> news:7l8o0mF...@mid.individual.net...
>>
>>> e non venitemi a dire che non era "panico" :-PPPP
>>
>> Nominalisticamente SI'.
>
> era li' che volevo arrivare! :-)))) al "nominalisticamente s�".
> che', mi pare, ormai "panico" e' parola che non si puo' usare ... senza
> che si pensi al Dap.

Certamente.
E' "solo" che non si pu� dire che avere avuto uno (o pochi e isolati)
momenti di panico ... significhi soffrire di DAP.
Non � la *quantit�* di paura che si esprime, a "fare DAP": � la *qualit�* di
quella paura.
Una "qualit�" ... che � IN-individuazione del cosa � che fa paura;
IN-individuazione del come potersene difendere; certezza di morirne;
sensazioni psico-fisiche che non c'entrano con la paura; aspettativa che
c�piti di nuovo; eccetera.

>> Basta ... tenerlo d'ochio (con continuit�), il pupo!
>
> seeeeeeeeeeeeeeee ... tenerlo d'occhio con continuita' ....... quello e':
> a) un furetto
> b) un mago della dissolvenza
> c) un curioso di prima categoria
> d) un esploratore nato

Tu lo sai che ... va bene cos� (!) , Amelia :-))

> a due anni ... ancora non si accorge che la mamma, dietro di lui, svuota
> il cestino e posa tutto quello che non serve.
> .... :-/ chissa' quanto dura la fase in cui non si accorge ancora .......

... chiss� quanto durer� la ingenuit� della madre, che *crede* che il pupo
non se ne sia accorto da un pezzo.
Quello l� ... GIOCA CON TE ... e si diverte un mondo! :-))

> vabbe' .... io ricordo benissimo che a 4/5 anni mi sentivo "grandissima"
> ed anche in dovere di proteggere quei due scapestrati dei miei genitori!
> figuriamoci se il pupo non avra' preso questa tara da me!

Auguri�mocelo!

>> Vincenzo ... che c'ha avuta una figlia che si arrampicava dappertutto.
>

> echemmidici! :-)) noi non ci facciamo mancare neppure quello!

Una volta s'� arrampicata scimmiescamente sulle mensole della libreria.
Io ... che non vedendola a gattonare (!) sul pavimento andai a vedere dal
balcone se era spiaccicata quattro piani pi� sotto ... LA VIDI a tre metri
d'altezza, ridente del potersi "abbandonare" al mio agguantarla a volo ...
Poi dice perch� uno aveva i capelli bianchi gi� a trent'anni! :-))

> pero', ragazzi, :-))) anche con tutti 'sti trambusti ....sono sempre
> grandissimi gioie :-))

Certo: uno si tiene i capelli bianchi ... e si sente felice! :-)

--
Vincenzo


Amelia

unread,
Nov 4, 2009, 8:06:13 AM11/4/09
to

"Vincenzo Del Piano" <vinc...@hyle.it> ha scritto nel messaggio
news:7lbdrlF...@mid.individual.net...

> Certo: uno si tiene i capelli bianchi ... e si sente felice! :-)

gia' .... :-))

imho si impara anche a rasentare le situazioni pericolose senza farci piu'
troppo caso.

per esempio ... so che sono criticabilissima e sconsiderata ... ma non
riesco a trovare il sistema di impedirgli di salire sopra tutti i tavoli che
incontra.

e visto che ha cominciato (e mai finito) da piccolissimo, ormai mi sono
rassegnata (e in qualche misura anche rassicurata delle sue capacita' di
scendere da solo).

se ci penso a mente fredda ... penso di essere una pazza criminale!
ma quando lo trovo li' sopra ... invece di rimproverarlo a morte ... l'unica
cosa che riesco a dirgli e' di farmi vedere come fa a scendere, senza il mio
aiuto, ovvio ....

e siccome scende "bene", usando le sedie che si e' auto-posizionato prima di
salire ........ che gli devo dire??? <<guai a te non lo fare!>>??

ma figuriamoci ....
come diceva quello: "mai chiedere cose impossibili. il buon governante da'
solo gli ordini che sa gia' che verranno eseguiti."

ed e' impossibile che rinunci a quelle scalate.
sono troppo belle.
ed e' troppo bello ammirare tutto da quella altezza.

ma, ovviamente, 'sta cosa del lasciarlo fare ... ;-) solo io e l'altro pazzo
di suo padre.

gli altri, tutti quelli che lo vedono appollaiato e/o che si sta
avventurando, corrono gridando a fermarlo.

boh.
io preferisco che impari a scendere, senza farsi male, piuttosto che impari
ad obbedire al divieto di salire (che' tanto, prima o poi, sempre accadra'
che mi fara' fessa ... e allora meglio che sappia scendere *da solo*).

vabbe' ........ io ... sempre piu' ot-ot-ot-ot
ma promesso, giurin-giuretta, dopo questo basta ;-))

Amelia

Vincenzo Del Piano

unread,
Nov 4, 2009, 7:17:13 AM11/4/09
to

"Newbie" <new...@unv.org> ha scritto nel messaggio
news:hchvnn$uef$1...@tdi.cu.mi.it...

>
> A a sto punto dovr� cazziare il mio medico che mi ha attribuito attacchi
> di panico ad "minchiam" :-)

... tu, gli attacchi di panico li hai avuti davvero (e questo � certo
spiacevole!).
Ci� che NON HAI (o perlomeno � da vedere se!) � il DAP.
Come dicevo ad Amelia, non � la dimensione della paura a "fare DAP", ma la
qualit� di quella paura: se io temo i serpenti tanto da svenire se ne vedo
uno ... non ho il DAP nemmeno se svengo tutte le volte che ne vedo uno; "ho"
la fobia dei serpenti; ce l'ho tanto forte da svenirne; ma non ho il DAP ...
perch� SO che sono quei ripugnanti esseri viscidi e striscianti a farmi
l'effetto p�nico.
Se invece ... svengo -senza sapere perch�!- tutte le volte che passo davanti
allo Zoo o a un negozio di animali, o quando mi raccontano di Adamo e Eva;
se credo che finir� per morire; se non so come evitare svenimenti e morte;
se comincio a segregarmi (e mi avvio bellamente a una sorta di invalidit�
permanente) ... "� capace" che soffro di DAP.

... si chiama "diagnosi differenziale", questa attenzione alle differenze!
:-))

Ciao! :-)))
--
Vincenzo


may

unread,
Nov 11, 2009, 4:41:24 PM11/11/09
to

"elledi" <elle...@yahoo.it>

ah, eccomi di ritorno da una bella influenza!
meglio, perch� nel frattempo ho scoperto che....
vediamo se passa!

> mi sa che una cosa � parlare da Bolzano e una cosa � parlare del
> resto d'Italia. Che poi, siamo onesti, anche a Bolzano devi andare
> dalle suore su al Marieenklinik, mica al civile.

no, io ho partorito all'ospedale regionale :-)
alla Marienklink costa 1200 ca un parto (un tot viene rimborsato) :-)

> A Milano ci saranno 2 posti effettivi per il parto in acqua. Gli
> altri son sulla carta o c'� una vasca e 25 partorienti..
> Fai 30 km fuori, chess� a Mortara e l'ospedale � un ex sanatorio.

ho appena letto di un parto sul blog all'ospedale di Piacenza: sala parto
azzurra (gi� vista ed annotata tra i preferiti durante il corso preparto) e
disegnetti di pini sulle pareti + vasca in ristrutturazione (tre anni fa, ci
auguriamo sia finita)!

> Detto questo una sala parto � sempre e comunque il luogo dell'
> imprevisto e di quanto ho detto: il sangue � sangue, il dolore
> dolore anche se ha i cuoricini, le vaschette, gli aromi e i CD.
> E la domanda ultima � "sono io disposto/a a offrire/ricevere un
> imprevisto che pu� anche essere fatto cos� o cos� con relative
> conseguenze?"

ad una mamma paranoica succeder� sicuramente qualcosa, cmq, la mezza via �
sempre quella pi� virtuosa no?
ciao!

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