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Psicologia dei "leccaculi"

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Pasquale Antonacci

unread,
Feb 27, 2003, 7:44:33 AM2/27/03
to
Desidererei delle riflessioni sugli aspetti psicologici inerenti ai
comportamenti servili e agli atteggiamenti da "leccaculo" che si
osservano sempre piu' spesso negli ambienti di lavoro.
Vi ringrazio anticipatamente.
Linus


--
Posted via Mailgate.ORG Server - http://www.Mailgate.ORG

pinedo

unread,
Feb 27, 2003, 1:01:56 PM2/27/03
to

"Pasquale Antonacci" <p.ant...@tno.it> ha scritto nel messaggio
news:e6a8351bdaf411a65c...@mygate.mailgate.org...

Se si osservano sempre più spesso è perché ci sono MENO leccaculo di prima.
E' abbastanza ovvio.

soleluna

unread,
Feb 27, 2003, 2:37:57 PM2/27/03
to
> Meno?.... Cominciando da bambini... ricordi all'asilo quelli che portavano
i fiori alla maestra? E alle elementari il materiale per le ricerche, ecc...
un finto interesse! E man mano con i professori, alle medie e alle
superiori... sempre quell'aria di falso servilismo! Bene, poi gli stessi
soggetti te li ritrovi a fianco in un'ufficio e si "lavorano" i capi. A
questo punto non è questione di essercene meno o più, rispetto a quale
esperienza? Ma basta inquadrarli, isolarli e non lasciargli fare i loro
giochini... che arrivano a delle vere e proprie cattiverie e prepotenze,
tanto è che negli ambienti di lavoro si parla di "mobbing". Per mia
esperienza, arrivo a dire che se un collega o un capo non è gratificato sul
lavoro, o si sopravvaluta, spesso le sue frustrazioni si manifestano
pesantemente non rispettando gli altri... Incontrare questi soggetti non è
decisamente bello... anche se alla lunga, mi fanno tanta pena!!!!!
Poverini!!!! Ciao a tutti SOLELUNA

--------------------------------
Inviato via http://usenet.libero.it

Nicole

unread,
Feb 28, 2003, 6:05:14 AM2/28/03
to

"Pasquale Antonacci" <p.ant...@tno.it> ha scritto nel messaggio
> Desidererei delle riflessioni sugli aspetti psicologici inerenti ai
> comportamenti servili e agli atteggiamenti da "leccaculo" che si
> osservano sempre piu' spesso negli ambienti di lavoro.
> Vi ringrazio anticipatamente.
> Linus


''Hanno capito come gira il mondo'', come mi disse un collega, scaltrito da
qualche anno di esperienza più di me.

Secondo me, il lecchinismo non è neppure finalizzato ad ottenere un
''innalzamento di grado'', perché questo aumenterebbe il carico di lavoro e
di responsabilità. Gli atteggiamenti da lacchè appartengono più ai lavativi
che agli ambiziosi.
La fase in cui compare il lecchinismo è una fase di calo di interesse verso
il lavoro stesso, di pigrizia, di rilassamento. Non si è più disposti a
sacrificarsi troppo, si vuole sbrigarsela con meno fatica possibile. Il
feeling tra il ''capo'' e il lecchino si crea perché il lecchino non è più
un lavoratore creativo, originale, con nuove idee, non è più pieno di
iniziative, ma è un esecutore di ordini, diligente e paziente, senza più un
vero spirito critico e trasformatore. Il ''capo'' e il lecchino in fondo
condividono l'attaccamento al vecchio, al piattume rassicurante,
all'esecutività senza discussioni.
L'affettazione con i propri ''superiori'' rientra in questo programma di
risparmio di energia.

Ai tempi del mio primo lavoro serio, da tipica ventenne ingenua ed
entusiasta, ero disposta a trattenermi oltre l'orario stabilito, ad
accettare i turni più scomodi, a sobbarcarmi qualche onere in più, a
sbrigare anche mansioni di minor ''calibro'', cosa che suscitava una
tenera compassione nei più ''svezzati''. In un momento di frustrazione, mi
sfogai con un collega più anziano osservando come nell'ambiente lavorativo
pareva che contasse di più essere accondiscendenti, obbedienti, ossequienti,
piuttosto che creativi, efficienti, sempre aggiornati. E lui mi rispose:
''non hai ancora capito come gira il mondo''.

La meccanicità che ai tempi del primo sindacalismo era
demonizzata come causa di alienazione e svilimento dell'essere umano, sono
volutamente cercate e persino ambite.
A lungo andare, si tende volutamente a routinizzare la propria attività, ad
avere meno iniziative, a frequentare svogliatamente corsi di aggiornamento,
a liquidare con sufficienza e fastidio gli eventuali problemi che insorgono,
non si vuole discutere su niente, si diventa chiusi a nuove teorie,
sostanzialmente si muore e si vuole fortissimamente morire.

nonlosobo

unread,
Feb 28, 2003, 1:47:26 PM2/28/03
to

> > Posted via Mailgate.ORG Server - http://www.Mailgate.ORG
>
> Se si osservano sempre più spesso è perché ci sono MENO leccaculo di
prima.
> E' abbastanza ovvio.
>

ti senti osservato spesso pinedo?! :o)

Sabbie d'Olonne

unread,
Feb 28, 2003, 2:13:23 PM2/28/03
to

"Pasquale Antonacci" <p.ant...@tno.it> ha scritto nel messaggio
news:e6a8351bdaf411a65c...@mygate.mailgate.org...

> Desidererei delle riflessioni sugli aspetti psicologici inerenti ai
> comportamenti servili e agli atteggiamenti da "leccaculo" che si
> osservano sempre piu' spesso negli ambienti di lavoro.
> Vi ringrazio anticipatamente.
> Linus
>
Quella servile è certamente una strategia che funziona spesso, ma non
proprio sempre. Per effetto del fenomeno dell'inversione delle polarità, si
può dire che un servile, laddove si trovi di fronte un accusatorio, più sarà
servile, più sarà peggio per lui. Essere servili implica tutta una serie di
micromovimenti, di toni di voce e di altri gesti lamentosi che, in
determinate occasioni, possono fare scoppiare il finimondo dei collerici
accusatori. Se trovi qualche libro di Virginia Satir puoi fartene un'idea.
Il servile è uno dei tipi dell'uomo quando questo è sotto stress. Ma,
ripeto, il servilismo paga solo qualche volta, anche perchè quelli che
leccano prima o poi *se le beccano!* Ciao
-- Sables


Dragon

unread,
Mar 1, 2003, 4:24:24 PM3/1/03
to
On Thu, 27 Feb 2003 12:44:33 +0000 (UTC), "Pasquale Antonacci"
<p.ant...@tno.it> wrote:

>Desidererei delle riflessioni sugli aspetti psicologici inerenti ai
>comportamenti servili e agli atteggiamenti da "leccaculo" che si
>osservano sempre piu' spesso negli ambienti di lavoro.
>Vi ringrazio anticipatamente

Servilismo e lecchinaggio trovano terreno fertile laddove si tende ad
attribuire poco valore all'iniziativa e dove non si premia la
competenza ma la fedelta'.
Durante la mia carriera lavorativa ho spesso sentito da parte di
dirigenti frasi del tipo 'nel nostro settore non c'e piu nulla da
inventare, ci sono solo procedure da seguire secondo le disposizioni
che ricevete' oppure 'in questa ditta non servono grandi menti ma
persone mediocri che lavorino con umilta'' , e' chiaro che in un tale
ambito lavorativo viene penalizzata la professionalita' a vantaggio
del servilismo e del lecchinaggio, il superiore diretto viene visto
non come elemento di congiunzione con l'azienda ma come datore di
lavoro, ogni decisione sara' atta a soddisfare le necessita' del
superiore senza domandarsi se cio e' nell'interesse dell'azienda, il
reparto non e' piu un tassello che compone la ditta ma e' la ditta
nella ditta e le relazioni tra responsabili di reparti non hanno come
fine l'interesse aziendale ma uno scambio di favori e coperture.
In aziende di questo tipo la competenza e' ben poco di aiuto e il
lecchinaggio diventa una pratica ricorrente, ci sono fondamentalmente
due tipi di lecchini: il lecchino rampante o lecchino attivo, colui
che desideroso di promozioni lecca o perche' ha capito che la
professionalita' da sola gli sara' di poco aiuto o perche ne e' privo,
c'e poi il lecchino stanco o lecchino passivo gia descritto in modo
esauriente da Nicole.
Il lecchino stanco puo divenire tale dopo molti anni di lavoro senza
necessariamente essere stato un lecchino rampante, anzi,
statisticamente sono le persone con piu avversita' al lecchinaggio che
dopo molti anni diventano lecchini stanchi, in questo caso parliamo di
servilismo causato dalla perdita di ogni stimolo.

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