Grazie.
Daniel NA wrote:
>
> ieri pomeriggio il vicino di casa ci ha bussato chiedendo di poter
> usare il nostro computer. Io ho risposto di no e lui, ovviamente, ha
> detto "e perch�?".
> Ero tenuto io a giustificarmi? Penso di no.
> Analogamente quando telefonano per la pubblicit�. Alcuni salutano
> gentilmente e la cosa finisce l�. Altri cominciano dire "come? Lei non
> vuole risparmiare?".
> Sono tenuto io a giustificarmi?
> O, se preferite, cosa consigliate di rispondere? ... senza essere
> volgari, mi raccomando :-p
>
> Grazie.
Motivi di sicurezza.
Questo potrebbe essere opposto a chi pensa che gli puoi imprestare il
computer (personal che significa?)
In alternativa: se ad esempio -la persona che chiede soccorso- ha bisgno
di cercare una farmacia o una particolare informazione di grande
necessit� .. si possono raccogliere gli estremi e effettuare la ricerca
per interposta persona.
Ossia sar� il titolare del computer a cercare le info e trasmetterle
all'utente.
Puoi inoltre fare presente che il semplice collegarsi a un sito o aprire
un allegato pu� distruggere il computer.
Infine fai presente che con circa 500 euro si pu� trovare un buon
personal e la spesa maggiore � saperlo usare provando a studiare ( e ci�
costa tempo e denaro).
I rudimenti di base -per�- dovrebbero fare parte del bagaglio minimo di
ogni persona esattamente come si impar� a usare ad accendere una tv o
usare una lavatrice per il bucato, o il telefono (appena fu inventato).
Sapere usare un pc ti fa risparmiare soldi e denaro.
Spesso non � necessario spostarsi fisicamente per avere informazioni e
inviare o trasmettere dati e documenti, e -gi� oggi- molte operazioni
bancarie si possono efettuare da casa, compreso pagare i bollettini
delle utenze come luce, gas, etc.
Non far� il nome dell'istituto ma ci� crea un digital gap.
Il tasso normalmente riconosciuto su un conto corrente bancario se ci si
reca di persona alla banca � di molto inferiore a quello on line.
Stiamo parlando di una differenza tra 0,02% e 2%: ossia 100 volte pi�
basso perch� non conosci l'informatica (infatti basterebbe fare una
ricerca su internet e si troverebbero offerte anche pi� convenienti di
quelle da me indicate, anche se -magari- con rischi di insolvenza
maggiori).
: - )
Saluti felicit�,
L
B�h, qui ci sarebbero alcuni elementi da considerare, prima di
"giudicarti"! ;-)
P. es.: in che rapporti sei con questo vicino?
Perch�, se � vero che, per permetterci una costruttiva e abbastanza
pacifica convivenza (s�, proprio convivenza....), � opportuno
collaborare con ( quasi) tutti, � vero anche che nei rapporti di
vicinato tutto cio' risulta particolarmente difficile. Nel rapporto
con estranei a noi fisicamente vicini vengono spesso fuori alcuni
nostri lati poco "malleabili", e, insomma, spesso siamo dei veri
"orsi". La cosa naturalmente � reciproca, in modo che � raro che due
vicini abbiano un rapporto chiaro e disteso.
Se si aggiunge la maleducazione diffusa- oggi come ieri, come ieri l'
altro e dopodomani-, il risultato pu� essere solo la chiusura si una
parte e l' invadenza /arroganza/ prepotenza dell' altra.
Imho la richiesta del tuo vicino � stata maleducata, perch� fa
immaginare- almeno a me- che si tratti di una persona che "si
appoggia" fidando nella cortesia altrui (ossia "sfrutta"): se � cos�,
il tuo "irrigidimento" � stato inevitabile, e cos� pure la mancata
motivazione del tuo rifiuto. Infatti, come avresti potuto spiegargli
questo (e probabilmente altro), senza rischiare la "scenata"? :-)
> Analogamente quando telefonano per la pubblicit�. Alcuni salutano
> gentilmente e la cosa finisce l�. Altri cominciano dire "come? Lei non
> vuole risparmiare?".
> Sono tenuto io a giustificarmi?
> O, se preferite, cosa consigliate di rispondere? ...
Purtroppo i poveretti che telefonano son pagati (anche?) in base al
numero di contratti che riportano conclusi... A me fanno davvero pena,
anche se li trovo fastidiosi e importuni.
Ricevevo spesso telefonate "pubblicitarie": io lasciavo che
illustrassero le mirabolanti vit� del loro indispensabile (PP)
prodotto, dopodich� molto tranquillamente dicevo: "Grazie, ma non mi
interessa. Eviti di richiamare", e chiudevo la telefonata. Sar� un
caso, ma da mesi e mesi non mi disturbano pi�. :-)
> senza essere
> volgari, mi raccomando :-p
ROTFL!
----
Shirin3006
No, certo. Perᅵ il rifiuto ᅵ piᅵ persuasivo, se viene addotta una
ragione. Non importa tanto che sia valida, ma che ce ne sia una.
Dopotutto ᅵ quello che ti ha chiesto lui con "e perchᅵ?": perchᅵ non mi
fai usare il tuo computer? Se avessi addotto una ragione al tuo rifiuto
avresti prevenuto la domanda. Magari te ne avrebbe fatte altre, ma
avrebbe dovuto "fare la figura di quello che insiste" e magari non gli
sarebbe andato, se il motivo non era davvero urgente.
In genere ᅵ molto piᅵ facile rifiutare qualcosa (per me almeno lo ᅵ) se
si dice anche perchᅵ si rifiuta: alla ragione dell'altro (mi serve il
tuo computer) oppongo una ragione mia (non sai navigare su internet e me
lo riempi di virus) e magari pure una soluzione alternativa (l'internet
point qui all'angolo). Cosᅵ alla ragione dell'altro non oppongo un
rifiuto arbitrario e "cattivo" ma volgo tutto in chiave positiva, piᅵ o
meno... cosᅵ ᅵ molto meglio.
> ieri pomeriggio il vicino di casa ci ha bussato chiedendo di poter
> usare il nostro computer. Io ho risposto di no e lui, ovviamente, ha detto
> "e perch�?".
> Ero tenuto io a giustificarmi? Penso di no.
Dipende molto dal tipo di rapporto che hai con il tuo vicino.
Se � un perfetto sconosciuto � un conto, se vi � un rapporto di amicizia le
cose sono un pochino diverse.
> Analogamente quando telefonano per la pubblicit�. Alcuni salutano
> gentilmente e la cosa finisce l�. Altri cominciano dire "come? Lei non
> vuole risparmiare?".
Quelli di Tele2, scommetto.
> Sono tenuto io a giustificarmi?
No, o almeno non in termini assoluti.
Volendo potresti anche coprirli di insulti, il problema � come starai TU
dopo averlo fatto. :-))
Se sei una persona educata e civile probabilmente la cosa non ti darebbe
alcuna soddisfazione, anzi, ti sentiresti in colpa.
> O, se preferite, cosa consigliate di rispondere? ... senza essere volgari,
> mi raccomando :-p
Faccio una piccola premessa, in genere questi poveri disgraziati dei call
center sono pagati in questo modo:
se riescono a chiudere un contratto beccano X euro, se fanno una telefonata
senza chiudere il contratto ricevono Y centesimi, ma solo se la telefonata
dura un tot di secondi (20/30/40 a seconda dei casi).
Quindi spesso la domanda "ma lei non vuole risparmiare" non serve a
convincerti, ma solo a prendere tempo per ragranellare qualche cent.
Io se ho fretta attacco subito appena capisco di cosa si tratta, se non ho
fretta, o se la voce � simpatica, mi metto a giocare, io mi diverto e
l'altro porta a casaqualche briciola di pagnotta.
Alla domanda "ma lei non vuole risparmiare" a seconda dell'umore rispondo:
"Mi hanno appena dato due settimane di aspettativa di vita, crede che mi
freghi qualcosa di risparmiare??"
"No, in una congiuntura deflattiva come quella attuale una contrazione delle
spese di consumo sarebbe deleteria per il paese, l'ha detto anche il
presidente del consiglio, lei vorr� mica mandarmi a picco la nazione??!!"
"ieri sera ho perso la casa e la macchina a poker, non credo che due lire
risparmiate sulla bolletta possano cambiarmi di tanto la vita"
"Non ho pi� di questi problemi, domani sposer� una donna ricchissima"
e via dicendo.
Se non si vuole fare troppa fatica basta dire che si � prossimi a un
trasferimenti in un'altra nazione, risulta pi� credibile e taglia la testa
al toro.
Ciao
Repo
Non lo penso neanch'io, per quel che conta.
.... :-)) ... soprattutto, non so perch� mai uno si debba preoccupare di
"persuadere" l'altro che "� uscito dal seminato".
Ci sono cose -come i limiti del seminato- incomunicabili: se uno non lo sa
gi� da s� ... tentare di spiegarglielo � una perdita di tempo.
> O, se preferite, cosa consigliate di rispondere? ... senza essere
> volgari, mi raccomando :-p
... un NO ... basta.
Senza altre forme di persuasione!
Saluti meno ancora che laconici! :-))
--
Vincenzo
>In genere � molto pi� facile rifiutare qualcosa (per me almeno lo �) se
>si dice anche perch� si rifiuta: alla ragione dell'altro
E mentre stai passeggiando e ti fermano quei ragazzi per venderti le
biro o altre cose, che hanno quei banchetti, che dicono di essere usciti
dalle comunit� anti-droga (che in realt� non ho mai capito veramente chi
siano), ect. etc, ed a un tuo rifiuto rispondono "ma lei quindi non
vuole aiutare i giovani ad uscire dalla droga?"... come si risponde?
--
Fabio C.
Per rispondermi via email rimuovi _removethis_ e .invalid dall'indirizzo
ormai � un "classico" ma io ogni volta puntualmente (che sia telefono o
porta a porta), sospiro e dico: "no, non voglio risparmiare" e poi aggiungo:
"capisco che vi avete avuto istruzioni sulle frasi da usare ma potreste
riferire a chi di dovere che questa � una di quelle che mi irritano di pi�?
Anche se mi sfiorasse l'idea di ascoltarvi, dopo che sento una cosa del
genere sono mal disposto nei suoi confronti, mi dispiace.... saluti"
cmq io credo che in linea di massima si debba dare una spiegazione ma
dipende dai casi, all'operatore telefonico non credo interessi pi� di tanto
(anche se credo che gli farebbe bene perch� potrebbe imparare molto di pi�
da un "rifiuto" che da un ascoltatore passivo)
Saluti
Gianluca
>"No, in una congiuntura deflattiva come quella attuale una contrazione delle
>spese di consumo sarebbe deleteria per il paese, l'ha detto anche il
>presidente del consiglio, lei vorr� mica mandarmi a picco la nazione??!!"
Questa � meravigliosa: non ci avevo pensato!!! :)
--
Fernando Bellizzi
L'uomo dice che il tempo passa; il tempo dice che l'uomo passa
Non guardare al passato con rabbia o al futuro con ansia,
ma guardati intorno con attenzione
>Ero tenuto io a giustificarmi? Penso di no.
Forse giustificarti no, ma rispondere con cortesia si, dato che le
liti tra vicini sono frequenti...
L'aggiungere qualcosa oltre al "NO" contestualizza e definisce meglio
il perch� della risposta, ed eviti che l'altro ci metta di suo.
Ti dico di no perch� non mi piace che altri usino il mio pc.
Se dici no e basta, la spiegazione la mette l'altro: mi puzza l'alito,
stava vedendo siti poco raccomandabili e si vergogna, aveva la stanza
in disordine, etc etc...
>Analogamente quando telefonano per la pubblicit�. Alcuni salutano
>gentilmente e la cosa finisce l�. Altri cominciano dire "come? Lei non
>vuole risparmiare?".
A me invece piacciono molto quelli delle agenzie immobiliari che
dicono di sapere che c'� un appartamento in vendita, e mi chiedono se
sono informato: vendo sempre un attico su due piani da 560 mq... :) a
5 milioni di euro
>E mentre stai passeggiando e ti fermano quei ragazzi per venderti le
>biro o altre cose, che hanno quei banchetti, che dicono di essere usciti
>dalle comunit� anti-droga (che in realt� non ho mai capito veramente chi
>siano), ect. etc, ed a un tuo rifiuto rispondono "ma lei quindi non
>vuole aiutare i giovani ad uscire dalla droga?"... come si risponde?
Gli puoi rispondere:
1) certo, ma lo faccio attraverso associazioni che conosco.
2) scherzi, pap� fa lo spacciatore: mi vuoi far morire di fame?
Le persone hanno sempre bisogno di dare
senso alla realt�, detto in altre parole si tratta
del bisogno di descrivere, spiegare e prevedere il comportamento
proprio e degli altri.
> Ero tenuto io a giustificarmi? Penso di no.
Lui ti chiesto il motivo del tuo "no", poich� tu non hai rispettato
una pratica sociale. Nella nostra societ� esistono norme, riti e pratiche
che regolano la vita sociale degli individui...si tratta di cose implicite.
Una di queste � la richiesta di un favore: Mario esprime la richiesta
di un favore a Gianni, quest'ultimo pu� accettare o rifiutare.
In caso egli rifiuti, � tenuto a dare una spiegazione ad un comportamento
che � socialmente negativo (il rifiuto), poich� impedisce a Mario
di raggiungere il suo scopo. La spiegazione di Gianni ha la funzione di
far accetttare a Mario il mancato raggiungimento del suo scopo.
Dunque significa permettere a Mario di dare senso all'esito negativo
della sua richiesta, comunicandogli una spiegazione = un'attribuzione di
causa
(causa attribuita a fattori esterni, es. "scusami Mario, ma ora il pc lo sta
usando mia moglie ..."
o fattori interni es."scusami Mario, ma mi stai sulle palle, il pc non te lo
prester� mai").
Se non venisse data la spiegazione (come nel tuo caso) Mario potrebbe
dare un significato sbagliato alla risposta di Gianni, attribuendo la causa
ad un fattore rispetto che a un altro e delulendo la sua aspettativa legata
alla norma sociale ("se una persona rifiuta la mia richiesta, mi aspetto
che mi dia una spiegazione").
Psicologicamente parlando, dare spiegazioni (motivare le proprie azioni)
consente di non far compiere alle altre persone inferenze errate.
> Analogamente quando telefonano per la pubblicit�. Alcuni salutano
> gentilmente e la cosa finisce l�. Altri cominciano dire "come? Lei non
> vuole risparmiare?".
> Sono tenuto io a giustificarmi?
> O, se preferite, cosa consigliate di rispondere? ... senza essere volgari,
> mi raccomando :-p
Risposta analoga a prima.
Se dai una spiegazione il tuo interlocutore comprende il significato
del tuo rifiuto; al contrario, se ometti la ragione del tuo comportamento
lasci l'interlocutore "abbandonato" a pensare qualsiasi cosa.
Concludendo, si tratta di uno schema sociale condiviso che consente
di mantenere saldi i rapporti sociali tra le persone
(se � la centralista forse non te ne frega niente, ma se � il tuo vicino
di casa forse � pi� ragionevole mantere un rapporto sereno, no?).
A proposito di spiegazione, spero di aver spiegato bene :-)
Comunque, se vuoi approfondire l'argomento, le key words sono:
"psicologia sociale (norme sociali)", "analisi delle conversazioni",
"psicologia della comunicazione (comunicazione efficace)".
> Analogamente quando telefonano per la pubblicit�. Alcuni salutano
> gentilmente e la cosa finisce l�. Altri cominciano dire "come? Lei non
> vuole risparmiare?".
Questa � facile.
Si risponde gentilmente " No grazie, non sono interessato" e subito
dopo si riattacca.
> Lui ti chiesto il motivo del tuo "no", poich� tu non hai rispettato
> una pratica sociale. Nella nostra societ� esistono norme, riti e pratiche
> che regolano la vita sociale degli individui...si tratta di cose
> implicite.
Esatto, ma tali norme non valgono sempre e comunque.
Se adesso io suonassi al campanello della mia vicina e con tutta la
gentilezza del mondo le domandassi "scusa, mi potresti fare un pompino?"
sarebbe considerato normale rispondere con una porta sbattuta piuttosto che
dire "adesso non posso, lo sto facendo al mio ragazzo" :-)))
Quindi in una societ� dalle dinamiche in continua e rapida evoluzione la
comprensione di cosa sia implicitamente lecito domandare finisce col variare
da soggetto a soggetto, ed � proprio questo che pu� causare disagio, ovvero
il non riuscire a capire se il nostro -legittimissomo- rifiuto, stia o meno
all'interno del "patto sociale".
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