> Secondo voi, periodi di depressione molto lunghi e logoranti che
> cambiano radicalmente una persona, quando finiscono possono farla
> tornare "quella di un tempo" oppure no?
Il nostro IO "cambia" e si alimenta di ogni esperienza, bella e brutta
che sia.
Anche la depressione penso che non faccia eccezione alla regola: difatti
quando � finit� il soggetto sar� sempre se stesso ma pi� matutr e
consapevole di quanto fosse prima di avere tale esperienza.
Si potrebbe obiettare che per� sarebbero preferibili solo esperienze
positive perch� le negative rappresentano solo precedenti che creano
sfiducia negli altri e nel futuro.
Io penso invece che siano soprattutto le esperienze negative e dolorose
che fanno maturare e crescere una persona.
Da questo non deriva certo che si debba andare a cercarsele perch� non
ce n'� proprio bisogno: la "vita" si preoccuper� di non farcene mancare
nessuna.
Ciao Giovanni
si dice che l'acqua di un fiume non sia mai la stessa.
il fiume rimane cio' che e' : un fiume.
ma l'acqua non e' la stessa.
e questo fatto, imho, e' veramente positivo: ogni giorno ho la tutta-nuova
possibilita' di compiere cio' che ieri non sono stata in grado di fare.
e posso fare questo ... senza tormentarmi per il passato ... che e'
*passato* e, come tale, non c'e' piu'.
e senza angosciarmi neppure per il presente o per il futuro.
ogni giorno e' un giorno nuovo e basta (ed avanza) a ciascun giorno il suo
affanno.
Amelia
>Secondo voi, periodi di depressione molto lunghi e logoranti che
>cambiano radicalmente una persona, quando finiscono possono farla
>tornare "quella di un tempo" oppure no?
A che serve tornare ad essere quelli di prima, se l'essere quelli di
prima ha portato a vivere "periodi di depressioni molto lunghi e
logoranti"?
--
Fernando Bellizzi
L'uomo dice che il tempo passa; il tempo dice che l'uomo passa
Non guardare al passato con rabbia o al futuro con ansia,
ma guardati intorno con attenzione
Nello specifico (!) della depressione, "oltre" a essere una patologia, essa
� "anche" stimolo a ripensare alla propria collocazione dinamica e
relazionale nella propria realt�. Messa cos� ... la depressione potrebbe
persino essere interpretata come opportuna occasione di produrre opportuni
cambiamenti in s�.
Pi� in generale ... imho nessuno pu� accorgersi di cambiare di momento in
momento; il proprio cambiamento � avvertibile solo quando avviene in maniera
traumatica, cio� a causa di un fatto grave e improvviso, oppure per un
evento che pu� essere creduto (!) patologia. Ci� non impedisce che a volte
gli altri, invece, se ne accorgano, eccome! Anche se il cambiamento � tanto
lento e graduale da risultare impercepito dalla stessa persona che "cambia".
...
... Ri-diventare quelli di prima � (un po') un assurdo; se il RI-diventare
significa uscire dalla fase di ipoteticamente dolorosa trasformazione di s�
... OK.
Se invece si intende che "abbiamo scherzato" e che siamo tale e quale a
quello "di prima" ... credo che non sia nemmeno possibile, una tale
"stabilit�".
--
Vincenzo
[****]
Ciao... mahh.. vedo che l'argomento prende una strada basata sulla
depressione... credevo si parlasse in modo generico e leggendo alcune
affermazioni sono sinceramte perplesso...:-)
Vorrei chiedere a tutti voi che idea avete di una depressione perche
spesso sento dire _io sono guarito_;_Dalla depressione si guarisce_
e stronzate varie. [beati coloro che ricevono questa grazia!!]
OK forse E'anche vero... behh... se qualcuno puo' dimostrarmelo gle ne
sarei grato eternamente... Io so che si guarisce da qualcosa che non ha
nulla a che fare con la depressione... forse, se si tratta di un momento
di vita difficile per problemi momentanei come accade spesso, che da un
accumulo di stress e cavolata varie si riesce a salvare capra e cavoli,
pᅵer il resto inviterei ad andarci cauti....
Di fatto rimane che io non ci riesco anche se con tutta la forza e la
volonta' che ho concentrato su me stesso per vincere quella forza cosi
distruggente dove ero riuscito ad ottenere quel cambiamento radicale e
improvviso, dove era impossibile non notare, e' stato cosi forte che
inizialmente ho avuto paura ma, giuro che mi sentivo davvero una persona
diversa.. amavo finalmente una mia identita...la vita.
Capirla non era semplice ne viverla, ne seguirla che ogni cosa e ogni
attimo daveva essere valutata con attenzione ma era un arrivo
conquistato, e, consapevole di continuare a lavorarci su per alimentare
quasta cosa e non farla mai appannare.. mai svanire..
Behhhhh facile a dirsi ma poi accade... e dopo qualche anno ecco che
riaffiorano dei sintomi distruttivi... quelli?.. li senti subito specie
se avanzano giorno per giorno mentre li combatti ma loro sono piu' forti
perche noi siamo gia fregati-lesi da prima, le ferite non si rimargino
mai e pian piano quella porta si riapre come davanti il solito sempre
abisso e appare spontaneo quasi un salvarsi buttarsi dentro...... vabbe'
non trascendiamo.
Raccondo qualcosa che conosco come a dire che un cambiamento anche
semplice possiamo notarlo in noi, se non siamo troppo distratti, se
siamo capaci di guardare in noi, accettare giorno per giorno la nostra
realta e cio che ci circonda si, sappiamo anche accorgerci di come si
cambia nel pensare, nell'essere, nell'essere razionale.. giudicarsi e
sapersi valutare consapevoli del percorsio di vita che facciamo.. dalla
importazza che diamo a noi stessi alle cose che possediamo, dell'amore
che proviamo verso i nostri cari e sopratutto di come sappiamo capire e
perdonare... credo che si maturi, si cresce nei sentimenti, nel
pensiero si matura o si diveta scemi del tutto.. ehhh come si fa a non
notarlo?
-Per quel che conta-
ciao
(Riflessione a voce ridotta)
M@rc