"JD" ha scritto:
> Ma in entrambi i casi, non c'è sotto uno stato di agitazione?
>
> Nel senso: ho necessità di una soddisfazione "masturbatoria" in quanto
> sono agitato...
Sinceramente io vedo molta più agitazione in chi cerca di attribuire un
sintomo "a prescindere".
Forse una foga (masturbatoria mentalmente) di diagnosi ad ogni costo. :-))
Ascoltavo la scorsa settimana andando al lavoro, quindi con la scarsa
attenzione che si ha alle 7 del mattino guidando, una bella intervista a
nonmiricordochi, che spiegava come i comportamenti quotidiani di noi tutti,
portati in un'istituzione manicomiale si presterebbero benissimo a essere
trasformati in sintomi e, di lì a breve, in patologia.
Chi non ha mai camminato evitando le giunture delle piastrelle o messo in
atto qualche altro comportamento tanto bizzarro quanto innocuo?
Eppure nel momento in cui quell'innocuo comportamento si trasforma da fatto
privato a elemento di indagine di un'istituzione psichatrica (o più
banalmente di un NG di psicologia) il rischio che si debba a tutti i costi
trovare una patologia, o quantomeno un disturbo, capace di spiegarlo, si fa
decisamente elevato.
Non voglio fare dell'antipsichiatria spicciola, che avrebbe lo stesso valore
della psicoanalisi d'accatto citata da Vincenzo, ma semplicemente porre
l'accento sul fatto che non tutto è sintomo e che il sintomo stesso è
indizio, non prova.
Mi viene in mente il racconto di un amico medico, relativo alle sue prime
esperienze di lavoro come guardia medica.
Chiamato in una notte d'inverno da un 45enne fumatore e sovreppeso che
lamentava un forte dolore al braccio sinistro, gli aveva già diagnosticato
un infarto, quando vide una grancassa in anticamera. Solo allora si rese
conto che il dolore al braccio era stato causato del giro natalizio che il
paziente aveva fatto con la banda, portando l'ingombrante strumento con una
tracolla che avvolgeva - guarda a caso - proprio il braccio sinistro :-))
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