"Archaeopteryx" <
ar...@ptero.it> ha scritto nel messaggio
news:jj8kf5$eud$1...@speranza.aioe.org...
>
> Supponiamo che A faccia qualcosa che dà o potrebbe dare
> fastidio a B, per esempio A fa pesare di poter esercitare
> un potere su B o lo esercita di fatto. Oppure, A dice
> qualcosa di sgradevole a B. Vorrei sapere se sono state
> studiate le reazioni con qualche tipo di scala, non dico
> oggettiva ma almeno sufficiente a capire quali sono le
> reazioni di B che potrebbero "mettere a disagio" A.
Le reazioni di A che possono mettere a disagio B sono quelle che
disconfermano la posizione (reciproca) di uno relativa all'altro.
Infatti è in forza di una relazione specifica che lega entrambi
(reciprocamente), che B può riuscire a infastidire A. Ed è per questo, che è
sufficiente che il contenuto (modalità) relazionale sia disconfermato, per
togliere mordente al "fastidio".
Tu fai l'esempio di una relazione di potere, nella quale questo viene
esercitato nei confronti di B (infastidito subalterno) da A (fastidioso
dominante); hai ragione, perchè la realzione alla quale ti riferisci è
quella più comunemente all'origine di difficoltà.
Tuttavia, nei temini generali nei quali ti rispondo, è bene tenere presente
che è persino ininfluente (!) che la relazione di A rispetto a B veda
subordinato l'uno oppure l'altro! Se B vuole eliminare un fastidio che gli
viene propinato da A, ciò che deve essere modificato è la posizione
che -qualunque sia!- è stata di fatto concordata (seppur forse solo
surrettiziamente!) essere in atto tra A e B.
Voglio dire ... :-) ... non è impossibile che un ipotetico B (figlio, per
es.) infastidisca molto A (padre); il ruolo dominante di A-padre (concordato
con B) non basta a salvarlo da qualche ipotetico fastidio propinatogli da
B-figlio in barba al rapporto di potere standardemente riconosciuto da
entrambi e reciprocamente.
[ Voglio anche dire, in anticipata risposta a qualche contestazione :-)) ,
che non è sempre vero che è il ruolo del fastidioso a coincidere con la
posizione dominante. Oppure che se uno riesce a infastidire vuol dire che il
dominante è lui. Ci sono persone effettivamente subordinate che
infastidiscono il dominante proprio da quella posizione di effettiva
debolezza. E di assoluta mancanza di voglia di rovesciare quel rapporto di
forza. ]
In questo caso, il padre-A (infastidito e dominante) dovrà disconfermare la
posizione (infastidente e subordinata) di B-figlio. Né ci saranno
alternative, perchè (e SE!) la producibilità del "fastidio" si regge su
quel contenuto (modalità) di relazione, O si cambia quel contenuto OPPURE
il fastidio sarà destinato a continuare a prodursi.
Taglio gli esempi di comportamenti reattivi che aggiungi, perchè vanno tutti
bene! :-))
--
Vincenzo