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archetipi e subliminale

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piero nessuno

unread,
Dec 20, 2009, 10:38:37 AM12/20/09
to
in che modo i messaggi che agiscono a livello subliminale utilizzano
gli archetipi?

Vincenzo Del Piano

unread,
Dec 22, 2009, 3:50:48 AM12/22/09
to

"piero nessuno" <pier...@gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:da8d1f91-dde3-4eed...@b32g2000yqd.googlegroups.com...

>
> in che modo i messaggi che agiscono a livello subliminale utilizzano
> gli archetipi?

I messaggi che agiscono a livello subliminare non hanno le parole, come
veicolo, ma immagini.
Ci� perch� -a livello subliminare- non c'� "attivit� linguistica" (che �
riservata al livello della sola coscienza!) e la "circolazione delle
informazioni" avviene -diciamo cos�- per "pressione" o emotiva, o
figurativa.
Si potrebbe dire che le immagini archetipiche siano immagini come tutte le
altre, se non fosse (ma non � certo poco!) che sono omo-significanti per
tutti gli individui di un determinato gruppo, e quindi -all'interno di
*quel* gruppo- acquistano la capacit� di "operare pressioni emotive" (che
corrispondono a qualcosa come un messaggio) delle quali � difficile
diventare coscienti.

Peraltro, per come proponi la domanda, sembra che tu ritenga che ci sia un
soggetto intrapsichico che "vuole" utilizzare gli archetipi per messaggiare
:-)) ... il che non �.
Le immagini archetipiche vengono *o* "subite" da uno o pi� individui dello
stesso gruppo, *o* utilizzate (pi� o meno inconsapevolmente) da uno del
gruppo nei confronti degli altri ... che ne subiscono la pressione per
suggestione.
E' anche possibile -come sostengono gli Antropologi- che ci siano situazioni
prodotte ad-hoc nelle quali un gruppo di Uomini si espone alla pressione
emotiva di qualche immagine archetipica (come per. es. un palo conficcato
verticalmente nella terra), perch� "sente" che quella pressione �
omo-significante per l'intero gruppo (che nello specifico di questo esempio
sarebbe una pressione emotiva di tipo fallico). In questi casi -che si
generino emozioni di tipo sessuale o di altro genere- ci sarebbe comunque la
"sensazione" condivisa dall'intero gruppo di essere "opportunamente
facilitato" (suggestivamente, subliminarmente) in qualche attivit�.
Infatti, immagini che possono essere ritenute archetipiche (per quanto
riguarda la omo-significanza e la capacit� di generare pressoni emotive
specifiche) sono sempre prodotte nei riti "primitivi", allo scopo di
propriziare il buon andamento di qualche attivit� o evento.

:-)
--
Vincenzo


piero nessuno

unread,
Dec 23, 2009, 5:56:12 AM12/23/09
to
On 22 Dic, 09:50, "Vincenzo Del Piano" <vince...@hyle.it> wrote:

> Le immagini archetipiche vengono *o* "subite" da uno o pi� individui dello
> stesso gruppo, *o* utilizzate (pi� o meno inconsapevolmente) da uno del
> gruppo nei confronti degli altri ... che ne subiscono la pressione per
> suggestione.

quale � la relazione tra attivit� immaginativa e mente inconscia?
cio�, l'attivit� immaginativa presuppone sempre un dialogo importante
con le espressioni dell'inconscio?

Vincenzo Del Piano

unread,
Dec 23, 2009, 2:02:37 PM12/23/09
to

"piero nessuno" <pier...@gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:c51f34b9-0001-42bd...@j4g2000yqe.googlegroups.com...

>
> quale � la relazione tra attivit� immaginativa e mente inconscia?
> cio�, l'attivit� immaginativa presuppone sempre un dialogo importante
> con le espressioni dell'inconscio?

L'atttivit� immaginativa � propria sia della sfera inconscia che di quella
cosciente, anche se � possibile "guidare" intenzionalmente solo la seconda.
Per quanto riguarda l'attivit� immaginativa prodotta a livello inconscio,
essa condiziona certamente quella cosciente che risulta -perci�- "guidata"
anche da quella, per quanto ci� avvenga senza piena consapevolezza.
N� � una novit�, mi pare :-))

Inoltre (e un po' "pedantemente" :-)) non parlerei di DIA-logo tra
l'inconscio e la coscienza, ma "solo" di rapporto-duale di comunicazione.
Infatti, *mi* pare che il termine DIA-logo presupponga (o alluda a) una
differenza/distanza che "pedantemente" � difficile da attribuire a quel
rapporto-duale, nel quale vigono piuttosto una continuit� e contiguit� che
si esprimono nella reciproca *funzionalit�* e nella -questa SI'-
comunicazione.
Le Neuroscienze "tendono a interpretare" che ci� che *altri* chiamano
"Inconscio" sia l'insieme di funzioni psichiche sostanzialmente determinate
geneticamente, in nulla dissimile ("l'Inconscio") da ci� che � la totalit�
dell'apparato psichico delle altre creature. Come dire che una scimmia �
tutta inconscia ... e l'Uomo � *anche* cosciente. Ci� nonostante, "per�",
l'Uomo conttinua ad avere la mente inconscia (geneticamente determinata ed
evoluzionisticamente "ereditata" e eccetera...), che continua ad operare
come se la componente cosciente fosse una "aggiunta" (quale in effetti �,
evoluzionisticamente intesa!) ... e -proprio come coarta le altre creature a
fare ci� che � risultato giusto evoluzionisticamente (e per questo �
appannaggio delle creature sopravvissute! e a cui abbiamo dato il nome di
"Istinti")- essa componente inconscia cos� tenta di coartare anche la
Creatura Uomo.
E nemmeno questa mi pare una novit� :-))

Ci� posto ... imho NON E' CHE l'inconscio DIA-loghi con la componente
cosciente: "si limita" a comunicare -per via di emozioni! all'intero
apparato psichico (componente inconscia e neurovegetativa compresa!)- qual �
la cosa di tempo in tempo pi� opportuna da fare, in base alle determinanti
genetiche che si esprimo anche (anche!) a livello psichico.
E' esperienza comune (?) che da parte della componente cosciente sia
possibile intervenire su quella inconscia ... a patto di conoscere come
hanno operato le determinanti psichiche che -nella propria soggettivit�!-
essa componente inconscia ha utilizzato per conoscere il Mondo e progettare
risposte "giuste" di circostanza in circostanza.
Tuttavia ... anche nella direzione dalla coscienza all'inconscio, non mi
pare che ci sia DIA-logo ... ma "solo" comunicazione; nello specifico di un
intento modificativo, si tratta di una comunicazione *funzionale* a
sostituire il processso decisionale dovuto alle determinanti genetiche (che
appare come "inconscio"), con un processo decisionale basato sui dati
coscienti.
...
... imho si tratta della "grande avventura" che -una volta ipotizzata come
possibile solo dalla Psicoanalisi- � ora prospettata dalle Neuroscienze e
dalla Filosofia della Mente contemporanea: la "avventura" del comunicare a
un inconscio (che � sempre meno misterioso, per quanto attiene alla sua
sostanza e funzione!) qual � il Mondo letto con la Ragione e la Coscienza.


:-))
--
Vincenzo

piero nessuno

unread,
Dec 26, 2009, 12:57:17 PM12/26/09
to
On 23 Dic, 20:02, "Vincenzo Del Piano" <vince...@hyle.it> wrote:

> E' esperienza comune (?) che da parte della componente cosciente sia
> possibile intervenire su quella inconscia ... a patto di conoscere come
> hanno operato le determinanti psichiche che -nella propria soggettivit�!-
> essa componente inconscia ha utilizzato per conoscere il Mondo e progettare
> risposte "giuste" di circostanza in circostanza.

cio� con l'impianto di nuovi archetipi oppure con tecniche di
immaginazione attiva?

piero nessuno

unread,
Dec 26, 2009, 11:50:23 AM12/26/09
to
quando ci si immerge in una attivit� immaginativa sembra aumentare il
grado di suggestionabilit�. Si � pi� esposti all'azione simbolica
degli archetipi e alle forze generate dalla loro pressione emotiva.
Sembra cambiare il rapporto dell'attivit� dell'inconscio sulla
gestione cosciente rispetto alla normale attivit�. Si passa
dall'esperienza del reale all'esperienza dell'azione immaginativa che
continua ad agire sulla risposta istintuale.
Se � vero che in questo caso aumenta la suggestionabilit�, ci possiamo
chiedere: cos'� che determina il cambiamento del grado
suggestionabilit� e del processo immaginativo? una situazione di
estrema novit�? lo stupore? l'incapacit� di riconoscere il fenomeno
percepito e la conseguente ricerca di modelli interpretativi? uno
shock? l'induzione di uno stato di trance? paura? regressione?...

Vincenzo Del Piano

unread,
Dec 28, 2009, 5:06:50 AM12/28/09
to

"piero nessuno" <pier...@gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:a20cbc23-1448-4add...@r5g2000yqb.googlegroups.com...

>
>On 23 Dic, 20:02, "Vincenzo Del Piano" <vince...@hyle.it> wrote:
>
> > E' esperienza comune (?) che da parte della componente cosciente sia
> > possibile intervenire su quella inconscia
>
> cio� con l'impianto di nuovi archetipi oppure con tecniche di
> immaginazione attiva?

No; pi� semplicemente operando in base a dati reali ed elaborazioni
razionali (anzich� in base a quelli "natural-etologici" utilizzati dalla
funzione deliberativa inconscia), ed ottenendo *cos�* buoni risultati.
Il raggiungimento di buoni risultati non-pu�-non essere tenuto in
considerazione dalla componente inconscia che *si* modifica cos� in base a
quella dei buoni risultati ottenuti; infatti, i buoni risultati ottenuti
sono -da parte dell'inconscio- "solo e sostanzialmente" una tra le tante
esperienze in base alle quali esso *si* struttura per quanto pertiene al
"come si fa"; si potrebbe dire che l'inconscio fa l'esperienza che "si pu�
fare" anche diversamente da come esso stesso riteneva ... e "smettere" di
produrre spinte all'azione orientate in senso natural-etologico.

C'� la difficolt� (iniziale) che -poich� la funzione deliberativa inconscia
opera in base a determinanti *sue*- � necessario conoscere quali sono quelle
determinanti per evitare che anche la componente conscia le utilizzi ...
senza manco sapere di stare facendolo. E' *questo*, che "si fa" in una
Psicoterapia: conoscere quali sono le determinanti inconsce (e perch� sono
proprio quelle, e come operano, eccetera): una volta fatto questo ... la
componente conscia "sa" di quali spinte all'azione non ha da tener conto
(perch� sono quelle inconsce/natural-etologiche), e pu� *cos�* operare in
base a dati reali e elaborazioni razionali.
Dicevo, infatti, che l'intervento della componente cosciente nei confronti
di quella inconsca � possibile


> > ... a patto di conoscere come hanno operato
> > le determinanti psichiche che -nella propria soggettivit�!-
> > essa componente inconscia ha utilizzato per conoscere il Mondo e
> > progettare risposte "giuste" di circostanza in circostanza.

Le risposte "giuste" (nevrotiche e orientate natural-etologicamente) possono
essere modificate all'interno dell'inconscio stesso (!!) da esperienze di
buoni risultati ottenuti in base a dati reali ed elaborazioni coscienti.
... :-)) ... l'inconscio "non sa" da dove derivino quei buoni risultati, ma
"li piglia" per esperienze delle quali tener conto *innovativamente* e non
propone pi� "soluzioni vecchie".

:-))
--
Vincenzo

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