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> Il 07/03/2012 20:48, Vincenzo Del Piano ha scritto:
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> > non ne fai una questione di "muta della pelle", ma di una
> > vera e propria metamorfosi.
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> In effetti è una delle cose che non so: è ovvio che uno ha memoria di
> ciò che era, e che nel cambio ha guadagnato qualcosa e perso
> qualcos'altro... secondo me la farfalla a volte ha nostalgia di
> quand'era bruco, anche se allora era meno di ciò che è adesso.
> SE nel cambio ha solo guadagnato, allora buon per lei :-)
Bisognerebbe verificare se la farfalla ha ancora un Sistema Nervoso che
mantenga il modo di pensare da bruco.
E -per quel che conta- io credo proprio di NO.
Nè la farfalla ha una sede della Memoria! :-))
Non c'entra granchè con le ipotetiche metamorfosi umane, ma anche il Sistema
Nervoso dell'Uomo si modifica via via che si producono evoluzioni biologiche
soggettive, e produce modi di pensare diversi di tempo in tempo.
Voglio dire che -è pur vero che l'Uomo ha Memoria di ciò che è stato e non è
più- ma non ha più nemmeno il (freudiano) Apparato Psichico di quel suo
essere un uomo singolare che c'era e non c'è più!
Lo Apparato Psichico, "nuovo" di tempo in tempo, è adatto a ciò che si è
contingentemente, di tempo in tempo.
E propone motivazioni e avversioni adatte a ciò che si è di tempo in tempo.
Possono esserci SI' anche esperienza negative, che sembrano "togliere"
qualcosa a ciò che si era, ma è un altro (?) discorso, che riguarda le
limitazioni che esperenzialmente ci rendono più "cauti". O francamente
rinunciatari, pur egosintonicamente.
Ma sempre di egosintonia si tratta: uno è contento anche delle limtazioni
che *si* dà.
> Per quanto riguarda l'esigenza di continuità è ovvio che uno ce l'abbia,
> ma non so se sia così forte da portare a negare di essere cambiati
> davvero. Certo che fa comodo a sé stessi pensarsi ancora ragazzi/e, ma è
> una tendenza che va combattuta se uno vuole mantenere una certa dignità,
> andando in là con gli anni :-D
> Era per questo che mi ponevo il dubbio. Uno cambia davvero, col tempo,
> ma si rende conto di quanto? E come se ne rende conto?
Ho l'esperienza :-)) che il processo di invecchiamento è "molesto".
I cambiamenti non sono solo psichici (ahimè!) e sono soprattutto quegli
altri, ad essere molesti.
PERO', dal punto di vista strettamente psichico, non (mi) pare un danno
grave più di tanto.
Ciò -imho- proprio perchè l'Apparato Psichico cambia e invecchia
(relativamente a motivazioni ed avversioni) in maniera "consona" al processo
in atto.
Quella che tu (giustamente) chiami "dignità" ... si salva proprio perchè -a
meno di non avere soggettivamente qualcosa che non va!- le motivazioni e le
avversioni risultano adatte alla nuova condizione.
Risultano adatt(at)e in automatico.
E -sebbene ci si ricordi perfettamene, eccome!- che un tempo era diverso,
ciò e come si è attualmente di tempo di tempo, va bene.
> Osservo pure che (almeno secondo me) il passaggio dalla gioventù alla
> maturità ha molto a che fare con il fatto di rendersi conto che il
> futuro non ti appartiene, mentre prima pensavi di sì. Questa perdita,
> questa sconfitta esistenziale, provoca un cambio di mentalità profondo.
> Ma non so se sia la stessa cosa di cui parlavo prima: non viene da un
> evento nel mondo esterno ma da una presa di coscienza interna, è un
> cambiamento interiore non indotto da fatti esterni, mentre io di quello
> parlavo.
Il cambiamento interiore corrisponde alla consapevolezza che è finita (!)
una fase di crescita ed espansione.
E' senz'altro bene che quella consapevolezza sia egosintonica. Sennò ...
C'E' qualcosa che non va!
Ed ho anche esperienza :-)) che la "contrazione" di motivazioni e
prospettive è facilitata da qualche dinamica intrapsichca (che si maifesta
automatica) che rende addirittura "faticoso" anche solo il pensiero di dover
ulteriormente crescere ed espandersi.
Credo :-)) che l'ultimo pensiero della "farfalla umana" possa essere pure
relativo a qualche nostalgia di quando s'era bruco o farfalla svolazzante e
piena di energia, ma certo NO a qualche gran voglia di volare ancora più in
alto e ancora più in là.
... va tutto bene, Massimo; anche da vecchietti! :-)
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Vincenzo