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Chi decide l'approccio?

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Desdemona

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Apr 27, 2012, 4:59:07 PM4/27/12
to
Posto che esistono svariati approcci terapeutici ( analisi freudiana,
gestalt, cognitivo comportamentale, cognitivo strutturalista, etc etc
etc) e posto che io paziente ipotetico non sono laureato in psicologia
e posso non conoscere l'esistenza dei suddetti approcci, quando arrivo
dal terapeuta, chi decide cosa è meglio per me?

In medicina si va dal medico curante il quale ti indirizza dallo
specialista del caso, ma in psicologia come funziona?

Vincenzo Del Piano

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Apr 30, 2012, 4:30:12 AM4/30/12
to

"Desdemona" <desde...@gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:427fc9df-13da-442e...@e15g2000vbt.googlegroups.com...
>
> In medicina si va dal medico curante il quale ti indirizza dallo
> specialista del caso, ma in psicologia come funziona?

Potrebbe funzionare allo stesso modo.
Se non ci si facesse pudore (?) di chiedere al Medico di Medicina Generale
SE è opportuno un trattamento psicologico (... e se il Medico non ritenesse
la Psicoterapia una panzana), gli si potrebbe chiedere anche QUALE modalità
appare più conveniente.

Peraltro -e checchè se ne pensi "da fuori"- "da dentro" la Professione ogni
Psicoterapeuta SA adattare il proprio metodo di intervento alle esigenze
specifiche.

--
Vincenzo

Massimo Soricetti

unread,
Apr 30, 2012, 7:12:58 AM4/30/12
to
Il 27/04/2012 22:59, Desdemona ha scritto:
> In medicina si va dal medico curante il quale ti indirizza dallo
> specialista del caso, ma in psicologia come funziona?

Già ti disse Vincenzo.

Aggiungo io che è facoltà del paziente di passare ad altro terapeuta se
le cose non vanno (per qualunque motivo): lo stesso psi lo consiglia, se
è serio, quando vede che lui con i suoi mezzi non è in grado di aiutare
quel particolare paziente.

A margine, mi sorge una domanda: in medicina si fanno a volte terapie
con più medici a consulto, ma in psicologia? E' possibile (o anche solo
ipotizzabile) una terapia con DUE psicologi invece di uno?

Desdemona

unread,
Apr 30, 2012, 9:51:57 AM4/30/12
to
On 30 Apr, 10:30, "Vincenzo Del Piano" <vince...@hyle.it> wrote:


>
> Potrebbe funzionare allo stesso modo.
> Se non ci si facesse pudore (?) di chiedere al Medico di Medicina Generale
> SE è opportuno un trattamento psicologico (... e se il Medico non ritenesse
> la Psicoterapia una panzana), gli si potrebbe chiedere anche QUALE modalità
> appare più conveniente.


noto un certo pregiudizio verso i medici....
parliamo in termini generali.
Tu credi davvero possibile che il medico curante sappia la differenza
tra tutti i tipi di approccio esistenti? :-0
Tu sai come la penso io a riguardo: per me la visita medica deve
esserci *sempre* prima dell'inizio o durante la psicoterapia.
Ma da qui a dire che ogni medico conosca la psicologia ce ne corre...

>
> Peraltro -e checchè se ne pensi "da fuori"- "da dentro" la Professione ogni
> Psicoterapeuta SA adattare il proprio metodo di intervento alle esigenze
> specifiche.


sicuramente.
Sicuramente pero', se ne esistono dumilacinquecentoventinove diversi
( di approcci) un motivo ci sarà.... o no?

Desdemona

unread,
Apr 30, 2012, 9:56:27 AM4/30/12
to
On 30 Apr, 13:12, Massimo Soricetti <max...@libero.it> wrote:

> Aggiungo io che è facoltà del paziente di passare ad altro terapeuta se
> le cose non vanno (per qualunque motivo):


Per il pz potrebbe non andare per un problema che egli imputa al
terapeuta, ma che in realtà è suo.
Nn trovo neanche molto igienico cambiare terapista fino a che non si
trova quello giusto.
Non sono io paziente che devo "sapere" ma il terapista .

>
> A margine, mi sorge una domanda: in medicina si fanno a volte terapie
> con più medici a consulto, ma in psicologia? E' possibile (o anche solo
> ipotizzabile) una terapia con DUE psicologi invece di un

quando si parla di psicologia infantile, si'. C'e' sempre un
neuropsichiatra, un logopedista, un psicomotorio, uno psicologo etc
etc.
addirittura pare che alcune sindromi di disturbo da apprendimento
siano collegate in qualche modo con la celiachia.
Quindi uno psicologo da solo non basta.

Massimo Soricetti

unread,
Apr 30, 2012, 11:25:50 AM4/30/12
to
Il 30/04/2012 15:56, Desdemona ha scritto:
>
> quando si parla di psicologia infantile, si'. C'e' sempre un
> neuropsichiatra, un logopedista, un psicomotorio, uno psicologo etc
> etc.

Sì, ma tu stai già parlando di medici "altri" che comunque lavorano con
*uno* psicologo: io mi chiedevo se due psicologi possono lavorare con lo
stesso paziente, per disturbi solo psicologici...

Vincenzo Del Piano

unread,
Apr 30, 2012, 12:43:47 PM4/30/12
to

"Desdemona" <desde...@gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:d7da81d5-46d8-4b60...@21g2000vbh.googlegroups.com...
>
> [cut] Quindi uno psicologo da solo non basta.

Ci tenevi a dirlo ... e l'hai detto.
Contenta, ora?

--
Vincenzo

Vincenzo Del Piano

unread,
Apr 30, 2012, 2:18:07 PM4/30/12
to

"Massimo Soricetti" <max...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:4f9e73bf$0$1386$4faf...@reader1.news.tin.it...
>
> A margine, mi sorge una domanda: in medicina si fanno a volte terapie
> con più medici a consulto, ma in psicologia? E' possibile (o anche solo
> ipotizzabile) una terapia con DUE psicologi invece di uno?

Due Psicologi permanentemente *e* in contemporanea NO. Imho :-))
Per converso, è senzaltro possibile che nel corso di una Psicoterapia
(qualechesia) si palesi la necessità di -per es.- alcuni esercizi di
Training Autogeno; oppure di applicare qualche tecnica particolare (come il
sogno guidato, ed altro).
Nulla vieta (!) che -in una auspicata collaborazione tra Professionisti che
si riconoscono reciprocamente capaci- le prestazioni di uno si alternino o
si sovrappongano *temporaneamente* con quelle di un altro.

A mo' di esempio riferisco che a un Collega impegnato in una Psicoterapia
condotta su una persona che aveva dovuto "tirare giù" sua madre che si era
impiccata, emerse una difficoltà legata specificamente alla immagine (!) che
il Paziente conservava della vittima trovata in quella condizione. Si rese
evidente che se non si fosse eluso *specificamente* la conseguenza -diciamo
così- "perturbante" data da quella immagine in sè (!), la Psicoterapia
(diretta a trattare altre cose relative al rapporto figlio/madre) non
sarebbe potuta neanche solo proseguire. Il temporaneo affidamento del
Paziente a una Collega specificamente preparata a trattare Immagini Mentali
(perturbanti) risolse ... un potenziale inciampo. Poi, la Psicoterapia seguì
"il suo corso".

--
Vincenzo

Desdemona

unread,
May 1, 2012, 9:09:19 AM5/1/12
to
On 30 Apr, 18:43, "Vincenzo Del Piano" <vince...@hyle.it> wrote:
>
>
>
> > [cut] Quindi uno psicologo da solo non basta.
>
> Ci tenevi a dirlo ... e l'hai detto.
> Contenta, ora?
>
> --

anche no, visto che parlavo di casi particolari, nello specifico di
disturbi dell'apprendimento dove, come ben saprai, le determinanti
fisiche sono principi rispetto alle conseguenze psicologiche che
sicuramente ci sono e sicuramente lo psicologo e l'educatore sono
figure importantissime.
Ma il 3ed non era su questo argomento.
:-0

ribadisco il concetto:
posto che il paziente ipotetico abbia un problema meramente
psicologico e che quindi non ci sia necessità alcuna della figura
medica
posto che non sappia una cippa lippa di psicologia ( il pz)
posto che non trovo igienico fare il giro dei terapeuti alla ricerca
di quello giusto
posto che di approcci ce ne sono mille

come si fa?
:-0

avevo sentito parlare di una specie di "colloquio di orientamento"
all'uopo ideato, ma non credo sia una prassi... :-0
o si'?

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