massivan <
nst...@tin.it> ha scritto:
Diventano diffamabili, invece, i fessi come te, che in buona o mala fede,
cercano da anni e anni di gettarmi addosso fango con quelle cazzate...:-)
1) Durante, prima o dopo il periodo di mia presidenza dell' Associazione
Culturale, Storica e Filosofica "Graal", non ho MAI TRATTENUTO A SCOPO
PERSONALE ALCUNA SOMMA DI DENARO proveniente dagli associati i quali
accettarono invece di condividere le spese associative ed ideali sulla
base di precisi accordi da tutti condivisi.
2) Le somme versate mensilmente e secondo le soggettive disponibilità e
scelte, venivano raccolte con procedimento simbolico-rituale ed utilizzate
per gli scopi comuni relativi alla sistemazione del maso che era la sede
associativa ed una costruenda azienda turistica di tipo Bed&Brekfast, che
sarebbe stata affidata in proprietà e gestione alla "Socia A"
3) Ogni spesa, anche la più ordinaria, veniva decisa in comunità se
inerente le strutture e le dotazioni del maso. In determinati casi,
conformemente ad una fede comune, si provava ad interpellare la nostra
Guida Spirituale affinchè ci consigliasse le scelte da compiere ai fini di
risparmio e convenienza.
4) Nessuna scelta è stata fatta per un mio vantaggio personale e, del
resto, basterebbe considerare e verificare con attenzione le spese
effettuate con i soldi raccolti nelle libere offerte del gruppo per
constatare quanto esse fossero di ben poco interesse per il sottoscritto.
5) Non esiste nè mai è esistita in mio possesso una somma quale quella
contestatami dagli accusatori che, in MALA FEDE, hanno cercato di
rovinarmi per chiari e verificabili motivi di rancore e vendetta frutto di
perversa frustrazione.
6) Allo scoppiare del caso, quasi tutti gli associati, o meglio le
associate, sono "fuggite" da qualsiasi responsabilità di chiarimento o
coscienziosa volontà di precisazione. Questo per timore di guai famigliari
e lavorativi, vista la loro posizione professionale pubblica.
7) Col proseguire delle indagini del 2006 è tuttavia emersa chiaramente la
natura VOLONTARIA di tutto quanto da esse fatto ed accettato, sia in
merito alla parte finanziaria che "rituale" personale che ben sappiamo.
8) Il maso Agnellini è restato al sig. A.B. (non Antonio Bruno) il quale,
insieme a me e con accordi personali del tutto liberi, lo postano avanti
nello spirito dell' ideale originario. Fra il sig. A.B. e me esiste un
preciso accordo che mi rende fruitore a vita del maso intero e delle sue
attività, in collaborazione con il proprietario legittimo al quale
fornisco in vari modi aiuto e prestazioni lavorative nel maso.
9) IL famoso patteggiamento del 2006 fu causato dalla mia decisione di
uscire dalla prigione in cui mi trovavo pur senza alcun giudizio per
ragioni strettamente personali e gravi: il mio stato di salute e la
possibile perdita, in senso paterno, psicologico e interpersonale, di mia
figlia, vittima in quel periodo di una grave depressione ed esprimente in
modo ripetuto la necessità di vedermi e parlarmi.
10) Sto lavorando in concerto con i miei legali per la revisione di quel
patteggiamento, poichè ora l' attività al Maso e la qualità della mia vita
hanno ripreso in serenità e chiarezza, senza ambiguità, ad operare per
ideali comuni e la loro diffusione a tutte le persone che ne sono
interessate. Pertanto, ritengo giunto il momento di cancellare una macchia
di per sè già cancellata, dopo sei anni, ma comunque espressione di una
ingiustizia palese, POICHE' SONO EMERSE NEL FRATTEMPO PROVE INEQUIVOCABILI
(CHE QUI NON DIRò DI CERTO) DELLA MACCHINAZIONE DI CUI FUI VITTIMA.
Sulla RICETTAZIONE :
Quanto alla famosa "ricettazione" del 1996, forse non tutti sanno che mi
fu applicata "automaticamente" per il fatto di aver dichiarato di aver
comprato qualche punta di freccia medievale in un mercatino di bancarelle
di Verona, in una fiera dell' antiquariato. Il ricettatore era il
venditore, ma per la nostra strana legge, lo è anche chi acquista da lui
sebbene in perfetta ignoranza.
Buffone VIGLIACCO E DIFFAMATORE