*[Flinders] Petrie (...) non fu in grado di spiegare che
tipo di strumento fosse stato utilizzato per incidere i
geroglifici sulle numerose coppe di diorite munite di
iscrizioni della IV dinastia che trovò a Giza: "I
geroglifici sono incisi con una punta ad altissima
lavorabilità; non sono né raschiati, né molati, bensì sono
scavati nella diorite, con un tratto dai bordi grezzi..."
Questo fatto sconcertò il razionale Petrie, poichè sapeva
che la diorite era una delle pietre più dure del mondo,
addirittura molto più del ferro. Eppure, nell'antico Egitto
la si tagliava con una forza e una precisione incredibili
con qualche strumento non ancora identificato:
"Poichè i tratti sono larghi appena 0,16 millimetri, è
evidente che la punta da taglio doveva essere molto più dura
del quarzo, e abbastanza resistente da non rompersi quando
veniva impiegato uno spigolo tanto sottile, probabilmente di
appena 0,12 millimetri. Tratti paralleli sono incisi ad
appena 0,84 millimetri dai rispettivi centri."
In altre parole, Petrie immaginava uno strumento con una
punta aghiforme di eccezionale, inaudita durezza, capace di
perforare e scavare senza difficoltà la diorite, e anche di
sopportare l'enorme pressione necessaria durante tutta
l'operazione. Che genere di strumento era? Come si poteva
mantenere la precisione sufficiente per praticare linee
parallele a intervalli di appena 0,84 millimetri?
Se non altro, si poteva evocare una immagine mentale delle
trivelle circolari dai denti di pietre dure che secondo
Petrie dovevano essere state utilizzate per svuotare il
sarcofago della Camera del Re. Tuttavia, mi sembra meno
semplice fare lo stesso con l'ignoto strumento che riusciva
ad incidere geroglifici nella Diorite nel 2500 a.C., o
almeno, non senza presumere l'esistenza di un livello di
tecnologia molto più alto di quello che gli egittologi erano
disposti a prendere in considerazione.
Nè si trattava solo di qualche geroglifico o di qualche
coppa di diorite. Durante i miei viaggi in Egitto avevo
esaminato molti recipienti di pietra -in alcuni casi
risalenti a tempi predinastici- che erano stati
misteriosamente ricavati da una gamma di materiali come la
diorite, il basalto, il cristallo di quarzo e lo scisto
metamorfico.
Per esempio, oltre 3000 recipienti del genere erano stati
rinvenuti a Saqqara nelle camere sottostanti la Piramide a
Gradini di Zoser/Djoser, della III dinastia. Ciò significava
che risalivano almeno ai tempi dello stesso Zoser (ossia al
2650 a.C.). In teoria, avrebbero potuto essere ancora più
antichi, in quanto recipienti identici sono stati ritrovati
in strati predinastici risalenti al 4000 a.C. e a epoche
anteriori, e la pratica di tramandare cimeli preziosi da una
generazione all'altra era profondamente radicata
nell'antico Egitto da tempi immemorabili.
Sia che fossero stati realizzati nel 2500 a.C. oppure nel
4000 a.C. o addirittura prima, i recipienti di pietra della
Piramide a Gradini erano di un eccezionale fattura che,
anche in questo caso, sembrava il risultato dell'impiego di
qualche strumento non ancora concepito (e, invero, quasi
inconcepibile).
Perchè inconcepibile? Perchè molti recipienti erano vasi
alti con lunghi colli esili ed eleganti e interni molto
svasati, la cui parte superiore era spesso completamente
svuotata. Nessuno strumento inventato finora era capace di
scolpire vasi di quelle formein quanto avrebbe dovuto essere
abbastanza stretto da passare attraverso i colli e
abbastanza resistente (e della forma giusta) per svuotare le
parti superiori e gli interni arrotondati. E come sarebbe
stato possibile generare ed esercitare una pressione verso
l'alto e verso l'esterno dei vasi per ottenere questi
risultati?
I vasi alti non erano assolutamente gli unici recipienti
enigmatici disseppelliti dalla Piramide di Zoser e da
numerose altre località antiche. C'erano urne monolitiche
con delicati manici ornamentali lasciati attaccati
esterbamente dagli intagliatori. C'erano coppe, anch'esse
con colli estremamente stretti come i vasi, e con interni
molto svasati e panciuti. C'erano anche coppe aperte, fiale
quasi microscopiche, e sparuti oggetti a forma di ruota
ricavatio da scisto metamorfico, con i bordi avvolti verso
l'interno limati con tanta perfezione da essere quasi
trasparenti.
In tutti i casi ciò che lasciava veramente perplessi era la
precisione con cui gli interni e gli esterni di quei
recipienti corrispondevano -a una curva corrispondeva un
altra curva- su superfici assolutamente levigate, lucide,
senza alcun segno visibile di strumenti.
Non si conosceva alcuna tecnologia accessibile agli egizi in
grado di raggiungere risultati simili. Né, in quanto a ciò,
nessuno scalpellino di oggi sarebbe in grado di uguagliarli,
nemmeno se adoperasse i migliori strumenti di carburo di
tungsteno. Perciò, si è indotti a pensare che nell'antico
Egitto fosse in uso una tecnologia ignota o segreta."
GRAHAM HANCOCK
[NOTA di stanz: Come vedete, Hancock NON parla della
consistenza geologica della DIORITE. Quindi smettiamo di
dare ad Hancock in questo campo dell'ignorante, e
verifichiamo FINALMENTE come veniva lavorata questa
benedetta pietraccia. ]
Roberto
>pag. 419 di "Impronte degli Dči" (non cito le note)
>
<cut>
>
>[NOTA di stanz: Come vedete, Hancock NON parla della
>consistenza geologica della DIORITE. Quindi smettiamo di
>dare ad Hancock in questo campo dell'ignorante, e
>verifichiamo FINALMENTE come veniva lavorata questa
>benedetta pietraccia. ]
>
E cosi' questi simpaticoni di Egizi tagliavano , scavavano , scolpivano ,
modellavano ,incidevano la diorite come fosse burro e non ci hanno tramandato
ne' gli strumenti ne' le tecniche per farlo ; ottimo esempio di segreto
professionale, oppure strumenti e tecniche erano cosi' banali e comuni , alla
portata e noti a tutti che non sono stati ritenuti cosi' importanti da essere
documentati . Ma veniamo al problema in questione , da profano posso
avanzare delle ipotesi su cosa sia stato usato :
1) Pasta abrasiva
2) Sottilissimo getto d'acqua in pressione
3) Acidi corrosivi
4) Ultrasuoni
Ritengo comunque che un buon passo per iniziare sia quello di conoscere
strumenti e tecniche usate oggi.
Alfio
Alfio