Il faraone egiziano Menkaure, meglio noto come Micerino, fu il sesto
sovrano della Quarta Dinastia, ma soprattutto una delle figure piu' note
della storia egizia, a causa della piramide a lui dedicata (la piu'
piccola delle 3 famose piramidi di Giza).
Ma una storia a parte la merita il suo sarcofago, "protagonista" di una
tragedia nautica del passato.
Per capire meglio gli eventi bisogna andare per ordine: nel 1837 il
colonnello britannico Richard William Howard Vyse riusci' a scoprire la
stanza in cui era conservato, con la bara in pietra che in tanti avevano
cercato invano.
Il contenuto della stanza fu quindi caricato su una nave mercantile, la
goletta Beatrice, che avrebbe dovuto consegnare il suo prezioso carico
al British Museum di Londra.
Dalle cronache dell'epoca risulta che nella stiva della nave
viaggiavano, oltre al sarcofago, anche altri reperti provenienti dalla
piramide di Micerino, consistenti in oltre 200 casse.
La Beatrice, pero', non arrivo' mai nella capitale inglese: ne furono
perse la tracce nei pressi di Alicante (la tratta prevista comprendeva i
porti di Malta e Gibilterra), durante una terribile tempesta che
(probabilmente) ne causo' l'affondamento e, da allora, sono oltre
centosettanta anni che si sta provando a localizzare il luogo della sua
ultima dimora.
Eppure, nonostante la tecnologia moderna, ancora non si ᅵ riusciti a
raggiungere nessun traguardo importante.
Uno degli ostacoli alla ricerca e' che una operazione come questa si
prospetterebbe come un'avventura molto dispendiosa, dal momento che non
si hanno notizie certe sulla posizione del relitto e, non ultimo, il
fatto che non risulta esserci a bordo nessun tesoro di grande valore,
cosa che ne giustificherebbe le spese.
Di diverso parere e' un archeologo, il professor Ivan Neguerela: egli
infatti riferi' cronisti del quotidiano spagnolo La Verdad di avere
ragione di credere che il sarcofago fosse solo uno dei tanti tesori che,
in realtᅵ, sarebbero stati celati proprio nelle oltre duecento casse che
lo accompagnavano.
Il 4 giugno del 2008 l'allora segretario del Consiglio Nazionale per le
Antichita' Egiziane, Zahi Hawass, dichiaro' a dei giornalisti spagnoli
di aver preso contatti con il team di National Geographic per
organizzare una spedizione di recupero in grande stile in cui sarebbe
stato coinvolto anche Robert Ballard, il discusso protagonista del
ritrovamento del Titanic.
Le ipotesi piᅵ accreditate indicavano come piu' probabile sito dove
cercare la nave in un punto non lontano da Cartagena, in acque spagnole
(anche se sicurezze vere e proprie non ce n'erano): in quella occasione,
perᅵ, nonostante il dispendio di risorse, i risultati da mostrare al
mondo furono scarsi e ancora adesso (2013) il sarcofago e' perduto
laggiu', da qualche parte, celato alla vista dei mortali proprio come
era intenzione di coloro che lo costruirono, circa 4000 anni fa.
Il bello e' che, se anche un giorno venisse riportato alla luce, i
problemi per quell'illustre (e sfortunato) reperto non sarebbero ancora
finiti: il suo ritrovamento aprirebbe probabilmente nuove dispute
internazionali, considerando il fatto che si tratterebbe di un tesoro
EGIZIO su una nave INGLESE in acque SPAGNOLE...
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dj Aracno
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