All'Istituto di Igiene dell'Universita' di Padova sta per
iniziare un corso di bioarchitettura che prevede l'insegnamento di
alcune discipline totalmente prive di fondamento scientifico.
L'Universita' apre cosi' le porte alla superstizione. Il CICAP
protesta con il rettore.
Gli scienziati aderenti al CICAP (Comitato Italiano per il
Controllo delle Affermazioni sul Paranormale), di cui fanno parte tra
gli altri i fisici Tullio Regge, Adalberto Piazzoli e Giuliano Toraldo
di Francia, il farmacologo Silvio Garattini, l'astrofisica Margherita
Hack e i premi Nobel Rita Levi Montalcini e Carlo Rubbia, sono rimasti
allibiti nell'apprendere che dal mese di ottobre l'Università di
Padova ospitera' un corso di bioarchitettura in cui, mescolate a serie
ricerche sul binomio ambiente-architettura, verranno spacciate per
scientifiche delle assurdita' quali i ''nodi di Hartmann'', le
''geopatie'' e il ''Feng-Shui'', tre invenzioni del tutto prive di
credibilita' scientifica.
''La rilevazione dei cosiddetti nodi di Hartmann'', spiega il
fisico Roberto Vanzetto, ''sembra possa essere effettuata tramite le
millantate capacita' sensitive di un "rabdomante": nessun altro
strumento scientifico, infatti, e' in grado di rilevare tali ''nodi''.
Tuttavia, tale rilevazione sarebbe necessaria perché, a dire dei
rabdomanti, la sosta prolungata sopra uno di questi nodi provocherebbe
una serie di malattie gravissime. Il Feng-Shui, invece, è l'arte di
arredare tenendo conto delle ''energie positive e negative'' che
sprigionerebbero dalla mobilia: secondo Stewart Park (un luminare del
Feng-Shui) una scrivania ''disturbata'' porta a ''problemi di lavoro e
disaccordi familiari''. Le prove dell'esistenza dei nodi di Hartmann,
delle geopatie e degli influssi dei mobili, tuttavia, sono del tutto
inesistenti. Dal punto di vista epistemologico queste trovate hanno
la stessa dignita' di una discussione sulla pericolosita' degli stormi
di mucche volanti''.
''Una delle cose più negative del corso, che vanta la
collaborazione dell'Università di Padova'', continua il dr. Vanzetto,
''e' che queste credenze pseudoscientifiche e irrazionali vengono
propinate assieme a temi di tutt'altra caratura, tenuti da professori
e ricercatori universitari che probabilmente nulla sanno dei moduli
didattici adiacenti ai propri. Il rischio che si corre mettendo sullo
stesso piano i nodi di Hartmann e il piombo nell'aria, il Feng-Shui e
la radioattività del radon, è quello da una parte di legittimare le
pseudoscienze (ponendole a livello delle scienze) e dall'altra di
delegittimare le scienze (mescolandole con fantasie e superstizioni
assurde). Oltre a ciò si spingono le associazioni ambientaliste (e i
cittadini) a spendere denaro ed energie a causa di allarmismi
insensati, distogliendo così l'attenzione da reali problemi di
inquinamento e da reali pericoli per la salute''.
Il CICAP ha gia' inoltrato una protesta ufficiale presso il
magnifico Rettore dell'Universita' di Padova, presso il direttore
dell'Istituto di Igiene e presso il Preside della facolta' di
medicina.
I BIORABDOMANTI INSEGNANO A PADOVA!
di Roberto Vanzetto e Romina Bisato
Una sera di settembre, durante un incontro del gruppo veneto del
Cicap, veniamo a conoscenza di una conferenza stampa dove si presenta
e si pubblicizza un nuovo corso di studi sulla bioarchitettura. Per
accedere al corso non serve titolo di studio; con una spesa di circa
600 mila lire e 100 ore di lezione si diventa dei veri e propri
bioarchitetti. Questa iniziativa, patrocinata dal comune di Padova e
dalla facolta' di biologia dell'Universita' di Padova, desta il nostro
stupore per il carattere pseudoscientifico di alcuni dei suoi
postulati che vanno a sconfinare nell'ambito della magia. Secondo i
bioarchitetti (almeno quelli che abbiamo conosciuto noi, o dei quali
abbiamo letto degli scritti) la Terra e' attraversata dalle reti di
Hartmann (dal nome dell'inventore), una griglia di linee (la cui
natura non viene specificata) distanziate due metri l'una
dall'altra, ritenute responsabili delle cosiddette geopatologie; il
compito del bioarchitetto sarebbe anche di progettare spazi abitati
tenendo conto della pericolosa presenza di queste reti (in particolare
dei nodi), in modo che, ad esempio, il letto o altri punti di
permanenza prolungata siano collocati fuori dal loro "dall'influsso
negativo". Per la rilevazione di queste linee il bioarchitetto si
avvale delle presunte capacita' sensitive di un rabdomante munito di
bacchetta. Decidiamo allora di prendere contatti con gli organizzatori
per partecipare alla conferenza di sabato 5 ottobre 1996 all'oratorio
di S. Rocco, a Padova, per sentire se nel programma del loro corso e'
inclusa anche questa parte paranormale. Massimo Albertin nel frattempo
riesce a trovare del materiale sulla bioarchitettura in un testo
intitolato "Enciclopedia pratica per costruire e progettare; Neufer,
edizione Hoepli". Si tratta di un manuale ben noto fra gli architetti,
che nella parte dedicata alla "biologia architettonica" fornisce molte
informazioni a dir poco interessanti. Vi trascriviamo fedelmente qui
sotto undici perle (la sintassi italiana, la fisica, la chimica, le
formule eccetera, sono loro):
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1) "Disponendo su tutta la sfera terrestre una cosiddetta griglia
globale costituita da onde verticali si provocano azioni geologiche
apparentemente come quelle provocate dal sole, ma la loro regolarita'
anche secondo "Hartmann" potrebbe far pensare ad un irraggiamento
terrestre, proveniente dall'interno del globo che si dispone come una
griglia a rete per effetto dei cristalli esistenti nella crosta
terrestre. Le griglie sono orientate magneticamente in strisce di
circa 20 cm di larghezza dal polo Magnetico nord al polo sud. Dette
strisce si sono rivelate sperimentalmente nocive sul piano
fisiologico, specialmente nei punti di incrocio in caso di permanenza
prolungata e ripetuta (caso di letti)."
2) "Tuttavia detti punti di incrocio della griglia globale diventano
veramente patogeni quando essi coincidono con disturbi geologici, come
vene d'acqua, faglie del terreno o fratture."
3) "Ad ogni settima striscia della griglia si ha un'azione piu'
intensa pari a un multiplo della prima come un cosiddetto secondo
ordine: quindi alla distanza di 28 ovvero 35 m e 35 ovvero 42 m."
4) "... le zone di disturbo sono localizzate con bacchetta da
rabdomante ovvero radioapparecchi."
5) "... i danni principali di tali zone patogene sono
devitalizzazione, cioe' debolezza, disturbi di cuore, di reni, di
circolazione, di respirazione, di stomaco, di ricambio fino a gravi
sofferenze croniche come il cancro."
6) "... gli atomi ovvero le molecole, che formano la materia, non sono
fermi ma in continuo movimento. Nel metallo, per esempio, essi si
muovono agevolmente attorno ad un punto di equilibrio. In
riscaldamento accelera il movimento
[...] per effetto di un ulteriore riscaldamento gli atomi si staccano
gli uni dagli altri fino allo stato gassoso. Per contro alla
temperatura zero assoluto (0 K = 273,15 °C) ogni movimento degli atomi
ovvero delle molecole viene a cessare, come del resto nel vuoto. Gli
esempi sopraindicati relativi ai metalli non sono pero' tipici per
altre sostanze. Nel caso del vetro, per esempio, il calore non provoca
cambiamento sulla posizione degli atomi gia' disposti in modo
disordinato."
7) "Il legno viene considerato come un condensato di luce e calore e
come elemento vitale nei materiali da costruzione. [...] Il legno
reagisce fortemente sugli odori: trattiene i buoni e degrada i
cattivi. [...] fare attenzione alle vecchie regole: tagliare il
legname solamente in inverno, con luna calante, lasciare macerare per
un anno in fossa argillosa prima della segazione (molto costoso)."
8) "Il vetro sottoforma di vetro normale per finestre ovvero cristallo
risulta neutro anche sottoforma di stratificato. Di questi vengono
preferiti quelli fusi in vetreria rispetto a quelli con telaio
metallico ovvero di materia plastica. Contro i vetri colorati si e'
ancora scettici. Viene comunque raccomandato il vetro di quarzo ovvero
il vetro biologico che lascia filtrare la luce ultravioletta per circa
il 70-80%."
9) "Lo stagno e' piu' apprezzato e anche il piombo. [...] L'amianto
dovrebbe essere impiegato con cautela [...] le plastiche generalmente
non vengono rifiutate. Si calcola che circa il 10% sono sostanze
naturali, senza effetti secondari nocivi."
10) "Il dottor Hartmann guariva subito le impressioni generali di
disturbo facendo disinserire la spina dal paziente prima di andare a
dormire e rendendo cosi', privo di corrente, il cavo passante in
prossimita' della sua testa. [...] cavi liberi sono particolarmente
preoccupanti in quanto provocano sindromi da campo alternato alla
frequenza di 50 Hz. [...] a quanto sopra si devono aggiungere le
correnti vaganti."
11) "La polarizzazione, cioe' il piu' verso il meno cioe'
l'alloggiamento delle cariche e cessione corrisponde a ordine."
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Ci rechiamo in sei all'oratorio S. Rocco, oltre a noi (Romina e
Roberto) ci sono Francesco, Massimo A., Roberto M. e Laura. A
presentare la conferenza stampa ci sono tre persone: la signora Basso,
presidente di un ordine di bioarchitetti, Sergio Lironi, presidente
regionale di Legambiente e l'assessore provinciale alla cultura Pier
Luigi Fantelli. Fra il pubblico ci sono una quarantina di persone: la
stragrande maggioranza sono giovani interessati ad iscriversi al
corso, non riusciamo ad individuare alcun giornalista.
La signora Basso comincia col definire cos'e' la bioarchitettura: "E'
un'utopia, un sogno, un modo di vivere". Avverte che in questi tempi
moderni si richiede una ridefinizione del "produttore di habitat",
poiche' serve interdisciplinarieta', quella interdisciplinarieta' che
"era nota nei tempi antichi, era nota al popolo Romano". Il corso si
pone l'obiettivo di informare soprattutto le categorie di
professionisti che gia' operano nell'ambito dell'architettura, come ad
esempio gli architetti, i geometri e la stessa legislatura, affinche'
sia di aiuto e non di freno alla salvaguardia dell'ambiente.
La parola quindi passa al presidente di Legambinte, Sergio Lironi, il
quale ricorda che il suo movimento si occupa anche di ecologia urbana
e percio' e' lieto che si cominci a sensibilizzare l'opinione pubblica
anche sull'ecologia delle abitazioni private. Citando uno studio
condotto nel comune di Padova, per rivelare la quantita' di benzene
presente nell'aria, Sergio Lironi ricorda che oltre a trovare l'aria
delle vie cittadine ad un livello di inquinamento sopra la soglia di
pericolo, detto studio aveva anche rivelato come l'aria interna delle
abitazioni fosse ancora piu' inquinata di quella esterna esposta al
traffico. Questo perche' "le tinture moderne non fanno traspirare i
muri delle abitazioni" e finiscono cosi' per raccogliere e amplificare
l'inquinamento. Poi cita il problema delle vernici tossiche che
rilasciano formaldeide ed altri prodotti patogeni nell'aria.
Non dimentica, il presidente di Legambiente, di rendere noto il fatto
che nella bioarchittettura, cosi' nuova come concezione, "ci sono
aspetti che sconfinano nella parascienza, come l'astrologia, aspetti e
teorie che non sono ancora verificate o non sono verificabili". Sergio
Lironi ricorda anche che il problema ambiente e' multidisciplinare,
percio' in ogni intervento e' bene tener presenti le possibili
ripercussioni, come ad esempio nel caso dei miglioramenti apportati
all'isolamento delle abitazioni (interventi che ebbero un vero boom
negli anni '70) e portarono si' al 30% di risparmio energetico, ma
ebbero anche degli effetti collaterali dovuti all'impermeabilita'. Il
problema principale e' quello dei costi, conclude Lironi, "i materiali
piu' vicini a quelli naturali costano di piu'; ma se dovesse aumentare
il loro impiego, per la legge del mercato il loro prezzo si
abbasserebbe. Per ultimo interviene l'assessore Pier Luigi Fantelli,
che parla soprattutto del problema degli appalti che favoriscono i
prevetivi piu' economici, danneggiando percio' le piu' costose
costruzioni progettate dalla bioarchitettura.
Fino a questo punto i tre relatori non hanno nominato le geopatologie,
che stanno alla base della bioarchitettura secondo Neufert. Stiamo
quasi per pensare che sia un corso serio, quando Massimo si gira verso
di me e Romina e ci passa il programma del corso, dicendoci
preoccupato: "Ecco, ci sono anche le righe di Hartmann purtroppo...
guardate qui." Diamo una rapida occhiata e vediamo che negli otto
moduli di lezioni previsti, il modulo numero sei e' interamente
dedicato alla bioelettrologia, ai cosiddetti nodi di Hartmann e
alle conseguenti geopatologie che scaturirebbero dalle falde acquifere
o dalle faglie (chiamate dai credenti anomalie geologiche) che si
trovassero sopra uno dei nodi della rete di Hartmann. Tali nodi,
ricordiamo, non sono mai stati rilevati con alcun strumento
scientifico: per localizzarli e' necessario utilizzare un rabdomante
con relativa bacchetta. A questo punto, nello spazio per le domande,
alzo la mano per dire: "Vorrei entrare nel merito del programma del
corso: al punto sei si trovano le lezioni relative ai nodi di Hartmann
e alle geopatologie. Vorrei sapere cosa si intende per nodi di
Hartmann..." La signora Basso mi guarda con fare tra il divertito e il
commiserevole, e risponde: "Ah, i nodi di Hartmann! Per spiegarle cosa
sono in dettaglio ci vorrebbe una lezione di due ore. In cinque minuti
non e' possibile affrontare l'argomento."
"Mi scusi, a me interessava soltanto sapere se la rete e i nodi di
Hartmann vengono rivelati per mezzo di un rabdomante."
La signora Basso tace imbarazzata. Dice no, ma poi, visibilmente
confusa, cerca gli sguardi dei colleghi bioarchitetti per avere un
aiuto. Alcune persone alla nostra destra intervengono dicendo "certo,
ovvio, e' cosi'", e anche dalla fila dietro di noi (dove siedono molti
giovani aspiranti corsisti) si sentono commenti a favore del
necessario uso del rabdomante. La signora Basso allora
dice "si', si'", quasi controvoglia, ammettendo che rilevare le righe
di Hartmann e' molto difficile e percio' serve la sensibilita' di
alcuni soggetti particolarmente dotati. "Guardi pero' che puo' farlo
anche lei, perche' tutti siamo in grado di fare i rabdomanti, infatti
nel nostro corpo ci sono sei piccoli magneti, due situati nella testa,
due vicino alle spalle qui e altri due qua, comunque questa
sensibilita' e' molto soggettiva." La interrompo sorpreso: "Piccoli
magneti? Be' senta, vorrei premettere che sono contento che la
sensibilita' per l'ambiente e per la salute nelle abitazioni aumenti
grazie al vostri encomiabili sforzi. Il vostro programma e' molto
vario e interessante, ma, mi perdoni la polemica, il punto che
riguarda le geopatologie e' paranormale. Infatti se i nodi di Hartmann
si possono individuare solo con i metodi dei rabdomanti, allora questi
nodi non esistono. Questo perche' i rabdomanti, una volta messi alla
prova, cioe' sotto un serio controllo, non si sono mai dimostrati
capaci di trovare l'acqua, ne' i fantomatici nodi. Il fatto che i
rabdomanti siano o no in buona fede dal punto di vista scientifico e'
irrilevante: semplicemente non funzionano, ed esiste addirittura un
premio di ben 600.000 dollari posto in palio per chiunque dimostri
sotto controllo di avere la dote del rabdomante.
Sono passati molti anni, ma il premio non e' mai stato vinto. I
rabdomanti non funzionano!"
La platea e' scossa e i tre presentatori della conferenza sono
visibilmente seccati (a parte Sergio Lironi, che sogghigna come se se
lo fosse asptettato).
a signora Basso riprende: "Non vedo perche' dobbiamo stare qui a
discutere di un singolo punto, quando il corso e' ricco di moltissime
lezioni. E poi il fatto che non si riesca a capire oggi cosa sono di
preciso i nodi di Hartmann non >vuol dire che bisogna essere
chiusi..." "Guardi che il saper spiegare un fenomeno e il dimostrare
che esiste sono ue concetti diversi. Le ripeto che ai nodi di Hartmann
manca la dimostrazione dell'esistenza, perche' i rabdomanti, che sono
gli unici che li possono trovare, una volta messi davvero alla prova
dimostrano di non essere in grado di trovare nemmeno l'acqua. C'e' un
premio di un miliardo di lire per il primo che dimostra di saper
trovare l'acqua in un esperimento sotto controllo."
"E allora? Questo non significa niente. Adesso siamo nel duemila. E'
finita l'epoca del pensiero cartesiano, e' finita l'epoca di Piero
Angela. Il mondo non puo' essere ridotto ad un laboratorio, l'uomo e'
un complesso interagire di forze, di energie che sono irriproducibili.
Non per questo si puo' dire che non esistono. Gli Ufo, per esempio, ci
sono delle persone che vedono questi oggetti inspiegabili, ma si puo'
forse dire che quelle persone non esistono?"
La voce di uno scettico viene percepita evidentemente come una nota
stonata che rovina la poesia delle tesi paranormali recitate dalla
loro presidentessa. Mi si chiede dunque di smettere, quando dalla
fila davanti alla mia si alza in piedi un signore dall'aria distinta.
E' un editore di testi di "scienza olistica". Comincia: "Sono
d'accordo con il giovane qui, i rabdomanti non servono a niente, lo
sanno tutti! Ma solo quelli di una volta con la bacchetta. Adesso ci
sono degli strumenti che si chiamano radioapparecchi che vengono usati
moltissimo in Germania e in Svizzera, se vuole - rivolto verso di me -
le faccio avere i cataloghi delle ditte che fanno queste
apparecchiature, mi lasci il suo indirizzo..."
Protesto: "Ma Hartmann i nodi li trovava con la bacchetta, e comunque
il premio di 600.000 dollari vale anche per i rabdomanti con i
radioapparecchi." Un giovane biondino seduto nella fila dietro la
nostra mi sibila inviperito che e' la terza volta che parlo del premio
in denaro e desidera che la smetta immediatamente.
Interviene l'assessore Fantelli, anche lui vuole rispondere alla mia
domanda: "A Roma hanno pagato fior di quattrini un rabdomante perche'
trovasse l'acqua, le pare che la rabdomanzia non esista?"
"Certo che esiste, pero' non funziona, e il fatto che i rabdomanti
siano pagati non dimostra nulla: anche la RAI paga gli astrologi, ma
l'astrologia e' comunque una superstizione."
"E allora? Anche a Galileo non credeva
volerlo mandare al rogo... come adesso per l'astrologia e per la
abdomanzia..."
"Galileo portava le prove di quello che diceva! In ogni caso se lei
considera i nodi di Hartmann come l'astrologia, allora siamo
perfettamente d'accordo."
Fantelli probabilmente non sente bene le mie ultime parole, perche'
risponde seccato: "Certo che leggo l'oroscopo e mi diverte anche! E
fanno piu' male molti pseudo-scienziati che non sono aperti alla
conoscenza delle cose nuove piuttosto che i ricercatori dei nodi di
Harmann, i quali come Galileo..."
Grande applauso del pubblico. Fantelli si alza in piedi, parla e
sorride felice. A questo punto mi sento un po' male: non tanto per
essermi preso (seppur indirettamente) dello pseudoscienziato che
rovina il mondo, ma soprattutto per la lezione che Pier Luigi Fantelli
(assessore alla cultura) sta cialtronescamente imbastendo sulla figura
e il pensiero di Galileo Galilei, dando sfoggio della sua notevole
ignoranza.
Il pubblico in sala ormai rumoreggia. Nessuno ha domande da porre
riguardo ai contenuti del corso, probabilmente non c'e' davvero nessun
giornalista: un aspirante corsista chiede a che ora iniziano le
lezioni. Dopo la breve risposta, un cameriere si avvicina al palco e
interrompe l'assemblea per avvertire che il rinfresco offerto dagli
organizzatori e' pronto. Tutti si alzano in piedi e si avviano alle
cibarie, mentre Romina, Francesco e Massimo si mettono a
discutere a quattrocchi con alcune delle persone presenti alla
conferenza per continuare il discorso critico. Forse loro riescono ad
assaggiare qualcosa... io invece, tampinato dall'editore olistico che
vuole vendermi i suoi manuali olistici, e con lo stomaco ancora
sottosopra per l'incredibile lezione su Galilei dell'assessore
Fantelli, non riesco proprio a mandar giu' nulla.
I NODI DI HARTMANN E LE GEOPATIE: IL BIOARCHITETTO BUSSA ALLA PORTA
di Roberto Vanzetto
In questi ultimi anni va sempre più di moda la parola "bio" come
prefisso per ogni genere di prodotto al quale serva una rispolverata
di salubrità.
Molti autorevoli quotidiani italiani, fra cui il Corriere della Sera e
Repubblica, seguendo questa scia hanno iniziato da un po' di tempo a
dare spazio ad articoli incentrati sul concetto di "abitare in una
casa sana", "abitare in una casa ecologica", eccetera. Fra le figure
più attive nella divulgazione di questo nuovo modo di intendere
l'abitazione e nella fabbricazione di strutture "ecologicamente
corrette" e "biocompatibili", vi sono i cosiddetti bioarchitetti, un
gruppo dei quali nel 1988 ha fondato l'INBAR (Istituto Nazionale di
Bioarchitettura), registrando quale marchio il termine
"BioARchitettura". Molti, in uno spirito genericamente
naturalista, sono gli entusiasti che si stanno impegnando in questa
nuova frontiera dell'architettura e numerosissimi sono i nuovi
prodotti per la casa (tutti rigorosamente certificati e testati dai
produttori) messi in commercio con questa tendenza. I promotori della
bioarchitettura (registrata e non) e i movimenti affini trovano
comunque svilente il venire considerati soltanto una nuova nicchia
commerciale: la loro aspirazione è infatti che la bioarchitettura
divenga ben presto una disciplina vera e propria, riconosciuta dalla
comunità scientifica ed insegnata nei corsi universitari e
post-universitari. Da questo punto di vista, le affermazioni e gli
scritti di questi nuovi architetti, nonché i programmi dei corsi di
bioarchitettura, rivestono per forza un interesse particolare per chi
si occupa di divulgazione o di ricerca scientifica. Fra le idee
innovative che stanno alla base della bioarchitettura c'è la
disciplina definita geobiologia, fondata all'inizio degli anni
Cinquanta dal dottor Ernst Hartmann (1915-1992). Ad essa si rifanno,
seppur con qualche variazione, praticamente tutti i gruppi che si
occupano di geobiologia, bioarchitettura o architettura
biocompatibile. Non solo: anche i classici manuali di architettura,
per motivi di completezza, non mancano di citare i lavori e le
teorie di Hartmann, seppur superficialmente.
Secondo la geobiologia la Terra sarebbe attraversata da un sistema di
linee a forma di rete e i punti di incrocio di tali linee, chiamati
"nodi radianti" o "nodi di Hartmann", sarebbero nocivi per l'organismo
in quanto provocherebbero le cosiddette geopatie. Ad esempio il corso
di bioarchitettura® 1997/98 attivato a Padova dall'INBAR (che si sta
tenendo nelle aule dell'Istituto di Igiene dell'Università di Padova
ed ha ottenuto il patrocinio dell'Ordine degli Ingegneri e dell'Ordine
degli Architetti), prevede esplicitamente, fra i vari moduli
didattici, anche l'insegnamento della Geobiologia; nel programma vi è
infatti la lezione: "Reticoli magnetici: la rete di Hartmann e le
geopatie". Queste idee, che prendono l'avvio da ricerche svolte con
metodi di rabdomanzia, sono in netta contraddizione con le proprietà
della Terra e con le leggi dell'elettromagnetismo conosciute dalla
scienza moderna.
Genericamente la rete di Hartmann viene definita (da coloro che
ritengono esista) una griglia di passo 2 m per 2.5 m ricoprente
l'intero pianeta Terra e uscente radialmente da esso. Le geopatie, in
questa visione del mondo, sarebbero le malattie causate dallo
stazionamento sopra le zone di incrocio della rete di Hartmann, dove
si hanno i cosiddetti "nodi di Hartmann" (chiamati anche "nodi
radianti" o "punti cancro"). Secondo gli esperti bioarchitetti il
sostare per lunghi periodi sopra uno di tali nodi potrebbe essere
estremamente dannoso per la salute, soprattutto se sotto al nodo
(anche a profondità di centinaia di metri) ci dovessero essere falde
acquifere oppure faglie, che sono ritenute in grado di intensificare
le «radiazioni nocive» sviluppate dal nodo. Di qui la necessità di
correre ai ripari progettando abitazioni in luoghi non radianti, e,
dove vi sia già la costruzione, eseguendo mappature dettagliate della
posizione dei nodi di Hartmann più patogeni al fine o di spostare i
letti e le scrivanie al di fuori delle zone a rischio, o di schermare
i punti cancro per mezzo di tappetini di sughero e rame od altri
apparecchi brevettati, garantiti allo scopo.
Vediamo come definì lo stesso Hartmann la griglia che da lui prese il
nome. Nel libro Krankheit als Standortproblem (malattia come problema
dovuto al luogo), che raccoglie una serie di articoli scritti in più
di trent'anni, egli scrisse (1951): «Secondo le osservazioni che ho
fatto sussiste una legame fra l'irraggiamento terrestre e la malattia.
I raggi della Terra
provocano un effetto patogeno soltanto su strisce strette (larghe
circa 5-10 cm) che si manifestano come zona di stimolo, ovvero di
reazione del rabdomante.» Hartmann fece queste osservazioni in
prossimità di corsi d'acqua, basandosi sulle capacità di percezione
rabdomantica che era convinto di avere. Non specificò cosa intendesse
per "raggi della Terra", lasciando solo intendere che tali raggi
potevano essere trovati con metodi rabdomantici. Scrisse anche, sempre
nel 1951: «Queste strisce hanno un certo ritmo e dipendono poco dal
sottosuolo: tanto più è profondo il corso d'acqua e tanto più emergono
strisce ritmiche parallele.» Hartmann scrisse inoltre di riuscire ad
individuare le strisce, oltre che con la bacchetta da rabdomante,
anche attraverso i sensi del tatto e della vista. Egli sentiva
infatti una «forte sensazione di calore sulle mani» e anche una
«sensazione di intenso prurito.» È doveroso però notare che queste due
sensazioni fisiche dipendevano anche dalle condizioni meteorologiche
in cui si trovava ad operare. Secondo Hartmann infatti «la sensazione
di prurito poteva perdere d'intensità, fino a scomparire» e poteva
insorgere «persino la sensazione di freddo.» Riguardo alla vista,
Hartmann scrive: «Se sussiste una forte sensazione di prurito sulle
mani e c'è una certa penombra, queste strisce ritmiche sono coglibili
anche con l'occhio. Su queste strisce compare un fumo simile a nebbia
su cui si possono osservare diverse cose.» Riguardo agli effetti sulla
salute Hartmann effettua quelle che egli stesso definisce
«osservazioni sconvolgenti»; scrive infatti: «Eccetto pochissime
malattie, come l'influenza, il morbillo, il raffreddore, eccetera, ci
sono poche malattie che non siano causate da una striscia stretta.»
Alcuni anni dopo, nel 1968, Hartmann parla invece di "griglia a rete
globale", che è cosa diversa dalle strisce descritte nel 1951. La
griglia a rete globale non interessa infatti soltanto il suolo in
prossimità di corsi d'acqua sotterranei, ma ricoprirebbe l'intero
pianeta. Inoltre, al posto dei raggi della Terra (che riteneva
scaturire da falde e faglie), egli comincia a parlare di raggi cosmici
(senza comunque specificare cosa intenda con tale
termine) i quali diffonderebbero la rete in tutti i luoghi. Scrive
infatti Hartmann: «è presumibilmente una struttura di griglia a rete
di determinati raggi cosmici che sono ordinati regolarmente nel campo
magnetico terrestre; orientati magneticamente in direzione nord-sud ed
est-ovest.» Nello stesso anno aggiunge una importante modifica alla
sua teoria: essendo convinto della regolarità e della stabilità della
griglia globale, ritiene improbabile, dato che la Terra si muove nel
sistema solare, che tale griglia abbia una origine cosmica. Essendo
essa una struttura legata al luogo Hartmann ripensa allora ad un
irraggiamento terrestre, simile a quello descritto nel 1951, diffuso
però in tutta la superficie della Terra. Tale irraggiamento sarebbe
causato, secondo Hartmann, da radiazioni provenienti da spaccature
all'interno della Terra: le radiazioni, nell'attraversare strutture
cristalline nelle viscere della Terra, diverrebbero ordinate in
una griglia uniforme.diverrebbero ordinate in
una griglia uniforme. L'ultimo aggiornamento di tale rete globale
viene effettuato da Hartmann nel 1976: «La griglia a rete globale ha
anche forma tridimensionale. Notammo che quando in seguito ad uno
spostamento orizzontale del letto le condizioni del paziente non
miglioravano, vi erano invece dei cambiamenti in seguito ad una
variazione di altezza del giaciglio.» Una delle cose che vale la pena
di notare è che Hartmann non fu il solo ad occuparsi di geobiologia
(pur divenendone il ricercatore più conosciuto). Nello stesso periodo
altre persone, utilizzando la bacchetta (rabdomanti) o il pendolo
(radiestesisti), si dedicarono a tali ricerche approdando a risultati
differenti. Per esempio vi sono la griglia di Peyrè, i campi polari di
Wittmann, la griglia diagonale di Curry eccetera. È interessante
notare che Hartmann critica i risultati di Curry sull'emanazione delle
cariche in quanto deriverebbero da «misurazioni soggettive.»
La situazione odierna della geobiologia di fatto non è cambiata. Anche
se nei tempi più recenti vi sono stati alcuni aggiornamenti, la
sostanza della disciplina è rimasta praticamente immutata. Nessun
rabdomante o bioarchitetto, ad esempio, afferma oggi di poter vedere
con gli occhi la nebbia che sorge dalle righe di Hartmann, vengono
però considerate ancora valide le misurazioni tramite bacchetta da
rabdomante per la ricerca dei nodi patogeni (e, ovviamente,
l'esistenza di tali nodi non viene mai messa in discussione). Adesso,
per la rilevazione dei nodi, sono stati posti in commercio, oltre a
bacchette e a pendolini, anche dei non meglio specificati
«radioapparecchi» di produzione tedesca. Riguardo alle malattie
provocate dai nodi di Hartmann, sebbene oggi i bioarchitetti non
ritengano più che siano la maggioranza di quelle conosciute, rimangono
comunque molteplici: dalle semplici sensazioni di stress,
affaticamento, mal di testa e insonnia, fino alle ben più gravi
leucemie. Vale la pena di citare il caso dell'architetto e rabdomante
Fosco Firmati che nel febbraio 1997 si è accordato con la giunta
comunale di Siena (presieduta dal Sindaco Pierluigi Piccini) per
eseguire una mappatura dei nodi radianti nei 5 asili comunali.
Secondo l'architetto Firmati tali nodi mettevano a repentaglio la
salute dei bambini poiché favorivano l'insorgere della leucemia
infantile. L'accordo per un compenso di sette milioni e mezzo per tale
mappatura è stato preso dalla giunta comunale all'unanimità (si veda
la delibera comunale n. 179 di Siena, del 3/2/1997). Non vi sono
dunque differenze sostanziali fra Hartmann e i suoi odierni epigoni, i
quali si trovano tuttora in netta contraddizione con la fisica, e
forse ancor più del loro stesso padre fondatore. Gli esperti
bioarchitetti, infatti, definiscono "magnetica" oppure
"elettromagnetica" la rete di Hartmann (a differenza dello stesso
Hartmann, che la definì "irraggiamento terrestre" o "raggi
cosmici"). Nel manuale "La casa ecologica", curato da Giuliana
Zoppis, Emilia Costa e Sonia Perini e distribuito lo scorso 30 ottobre
1997 con il numero 42 de Il Salvagente, la rete di Hartmann viene
esplicitamente definita «una maglia invisibile di linee
elettromagnetiche e fasce.» Nel programma del corso di bioarchitettura
dell'INBAR la rete di Hartmann è chiaramente definita "reticolo
magnetico". Tutto ciò è in totale contrasto persino con le conoscenze
scientifiche dell'elettromagnetismo più elementari. La forma del campo
elettromagnetico terrestre è infatti ben conosciuta anche nelle
armoniche più deboli, grazie agli studi satellitari condotti negli
ultimi vent'anni, mentre le proprietà dell'elettromagnetismo sono
descritte alla perfezione già dalle leggi di Maxwell del secolo
scorso: in tale contesto non vi è alcun spazio né per l'esistenza di
una «maglia elettromagnetica» (dato che le linee di campo
elettromagnetico non si possono mai incrociare) né per l'esistenza di
una griglia di nodi emettenti onde elettromagnetiche (dato che
sarebbero stati facilmente individuati già da tempo con un semplice
rivelatore). Gli insegnamenti della bioarchitettura implicherebbero
quindi una completa revisione di tre discipline scientifiche: la
fisica di base (dalla quale si dovrebbero eliminare le equazioni di
Maxwell e tutte le conoscenze sull'elettromagnetismo), la medicina
(nella quale si dovrebbe inserire la scoperta che i nodi di Hartmann
sono la causa di moltissime malattie) e la biologia (nella quale la
scoperta di autentiche capacità extrasensoriali rabdomantiche
porterebbe una nuova luce al concetto di essere umano.)
Gli appellativi che nella stampa vengono dati alle strisce di Hartmann
sono molteplici: terrestri, telluriche, cosmiche, cosmotelluriche,
radianti, magnetiche, elettromagnetiche, geopatogene, ionizzanti,
ioniche e via dicendo. Oltre a ciò non è affatto raro vedere confuse
le linee di Hartmann con i campi elettromagnetici provocati da
elettrodotti o elettrodomestici.
Questa confusione non passerebbe certamente così inosservata se
anziché concetti fisici riguardasse concetti architettonici: che
effetto farebbe sentire parlare di una struttura indifferentemente
chiamata scala, camino, colonna, volta, portico, cantina, muro,
finestra, tetto, arco, eccetera?
Ricapitolando, la bioarchitettura prevede energie e fenomeni non
ancora conosciuti né dalla fisica né dalla biologia, e in netto
contrasto con le conoscenze scientifiche di base. Qual è dunque la
prova che viene portata per l'esistenza di queste energie? Secondo
Hartmann ed i suoi epigoni, le sensitività rabdomantiche. Se ciò fosse
vero, non ci sarebbe ragione di dubitare: se infatti tali energie
venissero rilevate per mezzo di capacità rabdomantiche, per quanto
misteriosa, la loro esistenza verrebbe comunque comprovata in modo
concreto. Ma non è così, ed è questo il punto cruciale del discorso:
nessun rabdomante è sinora riuscito a localizzare dei nodi di
Hartmann in maniera ripetibile e controllabile, ovvero in maniera
concreta. Quando infatti viene detto che la rete di Hartann ed i nodi
patogeni vengono "sentiti" dai rabdomanti, viene taciuta una cosa
fondamentale: ogni rabdomante trova i nodi in posti diversi (essi
divengono perciò "i suoi" nodi), e uno stesso rabdomante, qualora
provi a mappare un luogo da lui già analizzato in precedenza, non
riesce a rintracciare i nodi di prima. La presunta capacità
rabdomantica, ogniqualvolta controllata, si è rivelata un
fallimento. I rabdomanti, insomma, non sono veramente in grado di
riconoscere (in modo ripetibile, con sistemi di controllo in doppio
cieco) queste presunte energie nel suolo, ma sono soltanto in grado,
così come lo sarebbe qualsiasi altra persona, di indicare una serie di
punti a casaccio, affermando di sentire qualcosa.
I bioarchitetti, purtroppo, sono impegnati a discutere quanti e quali
effetti abbiano i nodi radianti sulla salute dell'uomo e di
conseguenza ne danno per scontata l'esistenza. Nel manuale de Il
Salvagente prima citato viene per esempio detto, riguardo alla rete di
Hartmann: «Quello che si sa è che certi animali sono più sensibili di
altri ai nodi, pur comportandosi in modi diversi. I cani se ne
allontanano, gatti e formiche invece li prediligono "scegliendoli" per
la loro tana.» Gli sforzi dei bioarchitetti e dei rabdomanti sono
insomma diretti alla ricerca di rimedi per le abitazioni (peraltro a
costi non indifferenti), piuttosto che a provare sperimentalmente
l'esistenza dei nodi. Lo stesso Hartmann, nel 1983, propose
di utilizzare i biorisonatori (delle spirali metalliche), per
eliminare gli effetti patogeni dei punti cancro.
Attualmente esistono molteplici rimedi contro i nodi di Hartmann,
molti dei quali sono proposti dagli stessi bioarchitetti che eseguono
la mappatura dei luoghi. Negli ultimi tempi sono sorte numerose ditte,
anche in Italia, specializzate in questo campo. Per fare un esempio,
la ditta BIOSET® della Full-Point S.r.l. propone il "biodispositivo
brevettato", ovvero «un campo magnetico stabilizzato nord-sud che
rafforza il sistema immunitario e unitamente al "circuito oscillante"
difende l'organismo dalle influenze delle radiazioni cosmotelluriche,
geopatogene (nodi di Hartmann) ed elettromagnetiche.»
Tutto ciò assume inevitabilmente l'aspetto della vendita di un
talismano contro il malocchio... è come se si proponesse di
salvaguardare le nostre abitazioni con uno speciale scudo brevettato
contro i pericolosissimi planaggi di stormi di mucche volanti. Queste
nuove figure professionali stanno insomma generando nuovi allarmi,
creando nuovi bisogni e producendo nuovi prodotti, il tutto senza
portare alcuna prova della fondatezza delle loro teorie. In realtà
sarebbe estremamente facile dimostrare l'esistenza
dei nodi di Hartmann se i cercatori e schermatori di nodi fossero
davvero in grado di fare il loro mestiere. Nel mese di ottobre del
1997, incontrando di persona l'architetto Paola Basso, delegata
responsabile di Padova dell'INBAR, abbiamo proposto un metodo
semplicissimo per dimostrare, con l'utilizzo di uno qualsiasi dei
tanti rabdomanti cercatori/schermatori, l'esistenza dei nodi di
Hartmann. Il metodo proposto aveva il vantaggio di essere a costo
zero, ripetibile e strutturato in doppio cieco: il rabdomante
cercatore/schermatore di nodi - come ad esempio l'architetto Fosco
Firmati che già ha lavorato a Siena - sarebbe stato posto in una
grande stanza dove avrebbe individuato, giacché ce n'è uno ogni due
metri, una ventina di nodi di Hartmann. Avrebbe quindi dovuto
applicare i tappetini di sughero anti-nodo (o qualsiasi altro prodotto
schermante) su tutti e venti i nodi, verificando con la sua bacchetta
che non irradiassero così più alcuna negatività cosmotellurica. Fatto
questo i 20 tappetini sarebbero stati coperti alla sua vista tramite
dei coperchi di materiale qualsiasi (la cui unica caratteristica
necessaria era che fosse opaco alla luce visibile). Il
rabdomante sarebbe quindi uscito dalla stanza dell'esperimento ed una
seconda persona, a sua insaputa, avrebbe tolto a caso uno dei 20
tappetini anti-nodo da sotto un coperchio. A questo punto il
rabdomante, rientrando accompagnato da una terza persona (che non
avendo visto l'operazione poteva fungere da giudice imparziale),
avrebbe dovuto individuare con la bacchetta quale fosse, fra i venti
presenti, l'unico nodo non schermato. In modo molto semplice,
attraverso esperimenti ripetuti, l'esistenza dei nodi radianti
poteva quindi essere dimostrata in modo concreto. A questa nostra
proposta, purtroppo, l'architetto Paola Basso ha risposto che ci
poteva essere un problema: gli ultimi studi sembrano infatti indicare
che i nodi di Hartmann possono muoversi e cambiare posizione al
passare del tempo. Ciò si discosta notevolmente dalle teorie originali
di Hartmann, e, contemporaneamente, si avvicina un po' di più al
concetto di mucca volante (che può muoversi e migrare).
Per il momento dobbiamo allora concludere che le equazioni
dell'elettromagnetismo della fisica di base non necessitano di alcuna
modifica, dato che le teorie geobiologiche dei nodi e della rete di
Hartmann proposte dalla bioarchitettura, per come sono formulate,
fuoriescono dalla possibilità di indagine empirica, e vanno
incentrandosi su concezioni di tipo fideistico, che possono
interessare soltanto eventuali studi sociologici su come nasce e si
diffonde la superstizione.
>I NODI DI HARTMANN E LE GEOPATIE: IL BIOARCHITETTO BUSSA ALLA PORTA
>conseguenza ne danno per scontata l'esistenza. Nel manuale de Il
>Salvagente prima citato viene per esempio detto, riguardo alla rete di
>Hartmann: «Quello che si sa è che certi animali sono più sensibili di
>altri ai nodi, pur comportandosi in modi diversi. I cani se ne
>allontanano, gatti e formiche invece li prediligono "scegliendoli" per
>la loro tana.»
Scusami Teso, ma non mi pare proprio giusto fare PUBBLICITA' e dare
OTTIMI CONSIGLI agli hartmanniani! Quanto sopra, purtroppo, potrebbe
essere moolto a favore dei seguaci della nuova scienza
spiritual-rabdo-bio-architettologica : basterebbe infatti che al posto
dei soliti radomanti che non c'azzeccano mai una volta, utilizzassero
seplicemente ... un bell'affamato (perche' a digiuno) e ghiotto
Formichiere; in questo modo oltre a scovare i "nodi" e a scacciar via
le insidiose formiche, aiuterebbero sicuramente anche l'economia della
povera mafia dell'America del Sud (e non solo) nel commercio di specie
animali ... clandestine, anziche' far schiacciare le meningi qui da
noi a dei provetti inventori di strumentazioni elettroniche
anti-nodali.
>Gli sforzi dei bioarchitetti e dei rabdomanti sono
>insomma diretti alla ricerca di rimedi per le abitazioni
l'unico rimedio che possano offrirci, a questo punto ed in base ai
loro diretti insegnamenti, e' quello di difenderci le ABITAZIONI sia
dai ladri ... che dagli ignoranti,
>(peraltro a costi non indifferenti)
beh, allora credo che ognuno di noi sia capace di farlo a minor
costo...
>Per il momento dobbiamo allora concludere che le equazioni
>dell'elettromagnetismo della fisica di base non necessitano di alcuna
>modifica,
ci mancherebbe altro che dopo oltre un secolo di applicazioni e di
verifiche del sano elettromagnetismo maxwelliano, sia un "rabdomante"
a dimostrarcene l'inaffidabilita'!
Ciao : Goffredo Pierpaoli
Per rispondere via email mettere ri al posto di ti
A Massimiliano un grazie per il materiale :-)
N.B. prima di partire a razzo con le contestazioni al mio intervento, vi
prego di leggerlo sino in fondo, grazie ;-)
> PSEUDOSCIENZA ALL'UNIVERSITA'
Di questo editto del cicap non c'era bisogno di un'altra copia... ;-)
> I BIORABDOMANTI INSEGNANO A PADOVA!
In questo "racconto" ho trovato una capacità di polemica addirittura
superiore alla mia (e, come sanno molti frequentatori di IDM, ce ne
vuole ;-). Le informazioni sulle quali farsi un'idea sono troppo
superficiali, come nel citare un testo che però non sembra essere quello
che é stato poi adottato dai curatori del corso contestato...
> ... Massimo Albertin nel frattempo
> riesce a trovare del materiale sulla bioarchitettura in un testo
> intitolato "Enciclopedia pratica per costruire e progettare; Neufer,
> edizione Hoepli". Si tratta di un manuale ben noto fra gli architetti,
> che nella parte dedicata alla "biologia architettonica" fornisce molte
> informazioni a dir poco interessanti. Vi trascriviamo fedelmente qui
> sotto undici perle (la sintassi italiana, la fisica, la chimica, le
> formule eccetera, sono loro):
> ....
Poi c'é la tendenza a mettere tutta la faccenda sotto il ridicolo, come
in questo passo:
> Grande applauso del pubblico. Fantelli si alza in piedi, parla e
> sorride felice. A questo punto mi sento un po' male: non tanto per
> essermi preso (seppur indirettamente) dello pseudoscienziato che
> ....ma soprattutto per la lezione che Pier Luigi Fantelli
> (assessore alla cultura) sta cialtronescamente imbastendo sulla figura
> e il pensiero di Galileo Galilei, dando sfoggio della sua notevole
> ignoranza.
dove é evidente l'abitudine comune dei cicappini dell'utilizzo del
termine "cialtrone"... senza poi contare l'eccessiva polemica nei
confronti di una persona che mi pare poco abbia a che fare con
l'esistenza o meno dei famosi nodi.
> I NODI DI HARTMANN E LE GEOPATIE: IL BIOARCHITETTO BUSSA ALLA PORTA
Qui abbiamo qualcosa di più "corretto", ma, a mio modesto parere, ancora
un pò troppo polemico.
Al momento si può dire che i nodi non abbiano alcuna possibilità di
esistere (e sono propenso al crederlo), ma non me la sento di affermare
che il rabdomante debba per forza funzionare come uno strumento da
laboratorio ed essere sempre infallibile. Sarebbe come pretendere da un
saltatore con l'asta di effettuare sempre il suo miglior salto senza mai
sbagliare una volta ;-)
In sostanza non mi pare che esista la certezza assoluta dell'inesistenza
di "qualcosa" di paranormale. Al di là dell'aver smascherato qualche
truffatore, non vi é la dimostrazione definitiva dell'inesistenza delle
percezioni di un'ipotetico vero rabdomante.
Se prendiamo ad esempio quelli che si sono rifiutati di farsi
controllare, ma che sembra ottengano successi nel trovare l'acqua, non
possiamo affermare che "fingono" e che ci prendono per puro "culo". Lo
sò che sarebbe giusto verificarne l'attendibilità, ma io mi metto sempre
in una posizione critica nei confronti di tutto e di tutti, ed in questo
caso la mancanza di verifiche non si può accettare come prova certa.
A questo punto però mi viene anche spontanea una serie di domande:
se il cicap ha le prove che i rabdomanti sono dei truffatori;
se quegli apparecchi e quei dispositivi sono una truffa;
se i libri di testo utilizzati da alcune istituzioni scolastiche
contengono dati scientificamente scorretti;
perché non inizia a denunciare alla giustizia chi da queste cose ne trae
guadagno?
Perché si limita a cercare la reazione elargendo termini offensivi a
destra e a sinistra?
Cos'é che gli impedisce di ricorre alla giustizia a nome dell'interesse
comune?
Perché continua a "menarla" con la faccenda del premio e nulla più?
Che cavolo di comportamento "scientifico" e che azione di controllo
delle affermazioni sul paranormale sarebbe questo?
... aspetto focosi commenti ;-)
Luca il.curioso
============================================================
Per rispondere in e-mail sostituire el. con il.
============================================================
Il saltatore,anche se non fa il miglior salto, riesce in qualche modo
a sollevarsi da terra. Il rabdomante non ha mai staccato i piedi dal
suolo.
>In sostanza non mi pare che esista la certezza assoluta dell'inesistenza
>di "qualcosa" di paranormale. Al di là dell'aver smascherato qualche
>truffatore, non vi é la dimostrazione definitiva dell'inesistenza delle
>percezioni di un'ipotetico vero rabdomante.
>
La rabdomanzia, a quanto pare, non e' falsificabile (a meno che non mi
proponi un esperimento che lo sia) e quindi gia' di per se' poco
scientifica. Inoltre con il tuo ragionamento potrei dirti che non
esiste la certezza assoluta che gli anelli di Saturno non siano
formati da ghiaccioli al limone. Quindi fino a prova contraria posso
affermare questo. Ho interpretato male il tuo modo di ragionare?
>Se prendiamo ad esempio quelli che si sono rifiutati di farsi
>controllare, ma che sembra ottengano successi nel trovare l'acqua, non
>possiamo affermare che "fingono" e che ci prendono per puro "culo".
E questa e' l'unica prova a favore dei rabdomanti che "sembrano" avere
successo? Un po' poco vero? (Non c'e' bisogno di fingere o prendere
per il sedere....basta un po' di autoconvinzione e la tendenza innata
del cervello a selezionare solo gli eventi favorevoli)
>Lo sò che sarebbe giusto verificarne l'attendibilità, ma io mi metto sempre
>in una posizione critica nei confronti di tutto e di tutti, ed in questo
>caso la mancanza di verifiche non si può accettare come prova certa.
>
Ma infatti nessuno di noi afferma con assoluta sicurezza che la
rabdomanzia (come la ghiacciologia al limone di Saturno) non esiste.
Possiamo pero' dire che attualmente non c'e' alcuna prova della sua
esistenza fino a che un rabdomante non dimostri il contrario.
Se non e' cosi' ti invito a prendere un ghiacciolo al limone su
Saturno :)))
(Naturalmente non ti dico di leggerti il capitolo "Un drago nel mio
garage" su "Il Mondoi Infestato dai Demoni" di Carl Sagan sul quale
prendo una bella percentuale ;)
(che schifo!!!...ti ho anticipato)
>A questo punto però mi viene anche spontanea una serie di domande:
>se il cicap ha le prove che i rabdomanti sono dei truffatori;
La percentuale di truffatoti e' minima (un truffatore non si farebbe
mai controllare). I meccanismi in gioco sono mlto piu' complessi.
>se quegli apparecchi e quei dispositivi sono una truffa;
>se i libri di testo utilizzati da alcune istituzioni scolastiche
>contengono dati scientificamente scorretti
>perché non inizia a denunciare alla giustizia chi da queste cose ne trae
>guadagno?
La nostra e' una "battaglia" principalmente culturale (battagli tra
virgolette...sai, con te non si sa mai). Abbiamo realizzato (anche
come privati cittadini) delle denunce ma (sicuramente non lo sai
perche' l'informazione non e' probabilmente passata su IDM) non
servono assolutamente a nulla (vedi Vanna Marchi e il suo maestro, il
mago Othelma, etc..)
>Perché si limita a cercare la reazione elargendo termini offensivi a
>destra e a sinistra?
Indicami i termini offensivi negli atti ufficiali del Cicap.
>Cos'é che gli impedisce di ricorre alla giustizia a nome dell'interesse
>comune?
Ma perche' non ti informi?
>Perché continua a "menarla" con la faccenda del premio e nulla più?
>
Infatti non e' cosi'. Caro mio e' brutto essere disinformati.
>Che cavolo di comportamento "scientifico" e che azione di controllo
>delle affermazioni sul paranormale sarebbe questo?
>
Noi lavoriamo come pensiamo sia giusto. Se non la pensi cosi', fatti
un bel comitato e lavora pure tu.
Ti consiglio il cicac (Comitato Italiano per il Controllo delle
Affermazioni del CIcap, sigla protetta da copyright :)
>... aspetto focosi commenti ;-)
>
So che il tuo unico desiderio e' quello di accendere la polemica.
Luca (il.curioso) <el.cu...@technologist.com> scritto nell'articolo
<1dckxjb.tq...@ppp-parma83-252.iol.it>...
Magari ci fosse, sarebbe un salto avanti per la scienza (oltre che
terribilmente affascinante) :))
> >Al momento si può dire che i nodi non abbiano alcuna possibilità di
> >esistere (e sono propenso al crederlo), ma non me la sento di affermare
> >che il rabdomante debba per forza funzionare come uno strumento da
> >laboratorio ed essere sempre infallibile. Sarebbe come pretendere da un
> >saltatore con l'asta di effettuare sempre il suo miglior salto senza mai
> >sbagliare una volta ;-)
>
> Il saltatore,anche se non fa il miglior salto, riesce in qualche modo
> a sollevarsi da terra. Il rabdomante non ha mai staccato i piedi dal
> suolo.
Siamo più o meno tutti capaci di saltare, ma solo pochi riescono a fare
determinati salti. Quindi non si può affermare che tutti _non_ si possa
essere un pochino "dotati" (chi più e chi meno) di un qualcosa che ci
può apparire fuori dal normale (e non sto ancora parlando di
paranormale).
Vale per l'intelligenza, le capacità artistiche, per la cpacità di
analisi, ecc..
Perché allora non dovrebbero poter esistere delle capacità che,
nonostante tutti le abbiamo, si possono manifestare solo in alcuni?
Così come per il campione di salto ed il genio, potrebbe esserci il
superdotato in una capacità ritenuta paranormale.
Bisogna sottolineare però che, dal genio nessuno pretende che inventi
qualcosa di meraviglioso o risolva tutti i problemi della scienza, ogni
volta che qualcuno glielo chiede ;-)))
A questo punto dovremmo chiederci: come si può fare ad identificare
quelle persone che _possono_ manifestare una determinata capacità
paranormale?
A me non pare vi sia altra risposta, se non attraverso un'indagine
statistica che però non parta da preconcetti tali dall'eliminare anche
solo un caso interessante.
Riassumo il mio pensiero dicendo che: se la rabdomanzia esistesse,
probabilmente dovremmo essere un pochino tutti capaci di usarla, ma come
per ogni cosa, solo alcuni ne sarebbero più portati.
Quindi, per individuare potenziali "rabdomanti" dovremmo fare ampie ed
attente ricerche statistihe per evidenziare solo quelli che
effettivamente presentano risultati superiori alla media.
Se nessuno si discosta dalla media, direi che sia possibile definirla la
prova dell'inesistenza di quel dato fenomeno paranormale.
Vien da se che, qualora dovesse essere individuata anche solo una
persona sopra alla media, non sarà mai possibile pretendere che riesca
SEMPRE e a comando...
> >In sostanza non mi pare che esista la certezza assoluta dell'inesistenza
> >di "qualcosa" di paranormale. Al di là dell'aver smascherato qualche
> >truffatore, non vi é la dimostrazione definitiva dell'inesistenza delle
> >percezioni di un'ipotetico vero rabdomante.
>
> La rabdomanzia, a quanto pare, non e' falsificabile (a meno che non mi
> proponi un esperimento che lo sia) e quindi gia' di per se' poco
> scientifica.
Quindi se una cosa é falsificabile é scientifica? (questa cosa non mi é
chiara)
> Inoltre con il tuo ragionamento potrei dirti che non
> esiste la certezza assoluta che gli anelli di Saturno non siano
> formati da ghiaccioli al limone. Quindi fino a prova contraria posso
> affermare questo. Ho interpretato male il tuo modo di ragionare?
Direi molto male, sopratutto in questa battutina polemica conclusiva che
non smentisce l'atteggiamento infantile comune alla maggior parte dei
sostenitori e dei soci del cicap... :-(
Ti sei convinto di stare a discutere con un semi demente per caso?
Ti avviso che se hai realmente voglia di discutere di misteri in modo
intelligente, DEVI CAMBIARE TONO!
> >Se prendiamo ad esempio quelli che si sono rifiutati di farsi
> >controllare, ma che sembra ottengano successi nel trovare l'acqua, non
> >possiamo affermare che "fingono" e che ci prendono per puro "culo".
>
> E questa e' l'unica prova a favore dei rabdomanti che "sembrano" avere
> successo? Un po' poco vero? (Non c'e' bisogno di fingere o prendere
> per il sedere....basta un po' di autoconvinzione e la tendenza innata
> del cervello a selezionare solo gli eventi favorevoli)
PROVA? e quando mai io avrei detto che si tratti di una PROVA?
Guarda che io non sono qui a cercar di convincere te o tutto il cicap
che i rabdomanti hanno reali capacità paranormali, io sto CONTESTANDO a
te e al cicap LE PROVE CHE VOI PORTATE!
E mi pare chiaro che VOI NON SIETE IN GRADO DI RIBATTERE ALLE
CONTESTAZIONI!
E vi arrampicate sugli specchi pur di non ammettere le lacune
evidenziate!
Se le vostre prove possono essere contestate a causa anche di un solo
aspetto non verificato, VOI NON POTETE PROVARE con assoluta certezza
quello che invece andate in giro ad affermare come "scientifico"!
> >Lo sò che sarebbe giusto verificarne l'attendibilità, ma io mi metto sempre
> >in una posizione critica nei confronti di tutto e di tutti, ed in questo
> >caso la mancanza di verifiche non si può accettare come prova certa.
>
> Ma infatti nessuno di noi afferma con assoluta sicurezza che la
> rabdomanzia (come la ghiacciologia al limone di Saturno) non esiste.
Proseguiamo con il tono polemico e canzonatorio del cicap... tipico di
elementi insicuri alla disperata ricerca di supremazia che però, per
fortuna, almeno qui non arriverà mai... :-DDDD
> Possiamo pero' dire che attualmente non c'e' alcuna prova della sua
> esistenza fino a che un rabdomante non dimostri il contrario.
L'uomo non é una macchina, quindi non gli si può chiedere la fedele
ripetibilità di un'azione! (ma questa affermazione non é scientifica
vero? ;-)
> Se non e' cosi' ti invito a prendere un ghiacciolo al limone su
> Saturno :)))
Mi sa che te sei un po troppo sciocchino... prova a chiederlo alla tua
mammina il ghiacciolino, così ti distrai un pochino e la finisci di
disturbare gli adulti che parlano di cose serie!
> (Naturalmente non ti dico di leggerti il capitolo "Un drago nel mio
> garage" su "Il Mondoi Infestato dai Demoni" di Carl Sagan sul quale
> prendo una bella percentuale ;)
> (che schifo!!!...ti ho anticipato)
Qui devo dire che ha proprio ragione Stànz!
> >A questo punto però mi viene anche spontanea una serie di domande:
> >se il cicap ha le prove che i rabdomanti sono dei truffatori;
>
> La percentuale di truffatoti e' minima (un truffatore non si farebbe
> mai controllare). I meccanismi in gioco sono mlto piu' complessi.
E questa frase da dove l'hai presa? Mi sa che non é proprio quella
giusta da riportare in questo contesto ;-)))
> >se quegli apparecchi e quei dispositivi sono una truffa;
> >se i libri di testo utilizzati da alcune istituzioni scolastiche
> >contengono dati scientificamente scorretti
> >perché non inizia a denunciare alla giustizia chi da queste cose ne trae
> >guadagno?
>
> La nostra e' una "battaglia" principalmente culturale (battagli tra
> virgolette...sai, con te non si sa mai).
La "vostra"? Sto parlando con un portavoce ufficiale del cicap?
> Abbiamo realizzato (anche come privati cittadini) delle denunce ma
> (sicuramente non lo sai perche' l'informazione non e' probabilmente
> passata su IDM) non servono assolutamente a nulla (vedi Vanna Marchi e il
> suo maestro, il mago Othelma, etc..)
Bell'esempio... Vanna Marchi e Otelma... E il cicap pretende anche di
essere ascoltato, seguito, letto... ma fatemi il piacere! Più sento
parlarne e più mi convinco che sia un'associazione di buontemponi!
Comunque, voglio risponderti ugualmente: se una denuncia non serve a
nulla vuol dire che si basa su accuse false!
> >Perché si limita a cercare la reazione elargendo termini offensivi a
> >destra e a sinistra?
>
> Indicami i termini offensivi negli atti ufficiali del Cicap.
Vedo che hai molta poca memoria. L'ho già fatto proprio nel mio commento
al comunicato del ciacp sull'università di Padova (quello che tu hai
inutilmente ripostato anche in questo thread).
> >Cos'é che gli impedisce di ricorre alla giustizia a nome dell'interesse
> >comune?
>
> Ma perche' non ti informi?
Quando si risponde ad una domanda con un'altra domanda che non serve al
chiarimento, é un chiaro sintomo d'imbarazzo o di incapacità!
> >Perché continua a "menarla" con la faccenda del premio e nulla più?
>
> Infatti non e' cosi'. Caro mio e' brutto essere disinformati.
Mi ripeto: ha ragione Stànz, pare proprio che siate qui solo per rompere
le palle alla gente :-(
> >Che cavolo di comportamento "scientifico" e che azione di controllo
> >delle affermazioni sul paranormale sarebbe questo?
>
> Noi lavoriamo come pensiamo sia giusto.
NOI chi? TU sei un portavoce ufficiale del cicap?
> Se non la pensi cosi', fatti un bel comitato e lavora pure tu.
Lavora pure tu? Perché, l'andare in giro come te a insultare la gente
con la propria ignoranza ora é anche considerato un lavoro?
> Ti consiglio il cicac (Comitato Italiano per il Controllo delle
> Affermazioni del CIcap, sigla protetta da copyright :)
Qui di comitati non ne vuole fare nessuno. Guarda che IDM non é
proprietà né mia né tua e tantomeno del cicap, anzi, sarebbe l'ora che
il cicap andasse a sparare sentenze da un'altra parte!
Qui si "vorrebbe" discutere _in santa pace_ di misteri, senza che
qualcuno ti venga a dire che sei un'ignorante perché non compri i suoi
librettini o le sue rivistine, o i suoi pendolini... ;-)))))
> So che il tuo unico desiderio e' quello di accendere la polemica.
Come vedi: o ti sei male informato, o ti hanno male informato, o non hai
la benché minima capacità di comprendere quando una persona fà polemica
e quando cerca inutilemnte di affrontare un discorso seriamente!
Qui la polemica l'hai voluta fare solo tu con la tua inutile ed
irritantissima risposta!
>Ma anche questo esperimento è stato rifiutato, senza argomenti validi. E'
>stata fra l' altro accennata la sua improponibilità perché i nodi...si
>spostano nel tempo.
Allora: se i nodi si spostano, si spostano di meno di cinque centimetri in
un'ora, oppure piu' veloci di cosi'. Non ci sono altre possibilita'.
Caso numero uno.
Il test proposto e' ammissibile: gli schermi sono grandi abbastanza per la
schermatura in un periodo di un paio d'ore. Il "sensitivo" impiega meno di
cinque minuti per uscire e rientrare dopo che gli schermi sono stati tolti
di mezzo.
Caso numero due.
La vendita degli schermi e' una truffa. Quando il sensitivo li ha messi, e
se ne e' andato, dopo due-tre giorni i nodi si spostano da sotto, e quindi
inondano il proprietario dell'appartamento di radiazioni nocive.
Se una stessa persona vende schermi e sostiene il caso due, non solo e' un
truffatore, ma lo e' per propria ammissione, cioe' sa anche di esserlo.
Questo, notare bene, INDIPENDENTEMENTE dal fatto che i nodi esistano o non
esistano.
Leonardo "carino come sillogismo, no?"
WARNING: Followup-To: set to it.discussioni.misteri
...make: *** No rule to make target `love'. Stop.
> A Luca (il curioso )ed a quanti hanno seguito o partecipato a questi scambi
> di posta.
> Prima una considerazione personale: Anche se siamo sul N.G. "discussioni
> misteri" non c' è motivo per esprimersi in modo sarcastico o canzonatorio.
> Tutte le conoscenze attuali della scienza furono per le generazioni
> passate dei misteri, molti dei quali oggi compresi, interpretati e
> spiegati, molti altri non ancora, ma che si presume troveranno la loro
> collocazione scientifica in un futuro più o meno prossimo.
> Veniamo ai nodi di Hartmann. Scrive Luca: "In sostanza non mi pare che
> esista la certezza assoluta dell' inesistenza di qualcosa di paranormale.
> Al di là dell' aver smascherato qualche truffatore , non vi è la
> dimostrazione definitiva dell' inesistenza delle percezioni di un ipotetico
> (grazie, Luca, per l' ipotetico)) rabdomante."
> Ma il Cicap, al quale mi sono avvicinato perché ne ritengo giusto e
> razionale l' atteggiamento, non ha mai affermato di aver dato la
> dimostrazione definitiva delli inesistenza di quelle percezioni. Chi pensa
> così, vuol dire che non ne conosce l'atteggiamento, ed è bene che s'
> informi.
> Il Cicap ha constatato che ci sono due categorie di "ipotetici" rabdomanti
> (siano essi in buona fede o truffatori):
> = quelli che hanno accettato di farsi controllare (con i metodi ed i
> controlli esposti da Teso in altro intervento a proposito di Armanetti) :
> in tutti i casi controllati è emersa la frode o l' inattendibilità dei i
> poteri dichiarati.
Io nutro dubbi sulla certezza assoluta che in tutti i casi verificati si
possa avere escluso qualsiasi fenomeno. Propio perché i test citati nei
post di Teso non tengono contro che si sta trattando con esseri umani, e
quindi, non é detto che siano sempre capaci di esprimere al meglio le
loro capacità.
Credo che l'unica prova attendibile potrebbe essere quella statistica,
che comunque dovremmo continuamente aggiornare.
> = quelli che si sono rifiutati di farsi controllare. Per questi è
> impossibile dare la prova definitiva dell' inesistenza dei loro poteri
> paranormali, ma converrai che sorgono forti dubbi sulla loro buona fede.
> "Non è ragionevole pretendere la prova di una negazione e in mancanza di
> questa prova accettare l' affermazione cotraria", dice Asimov, ed io
> condivido.
Io sono propenso a darmi il beneficio del dubbio, ma mai una certezza,
in quanto é possibile che il rifiuto possa nascere dalla consapevolezza
dell'incontrollabilità del fenomeno (e non si può certo chiedergli di
ammetterlo, altrimenti sarebbero proprio loro a dare dubbi della
capacità manifestata ;-)
> Alla conversazione con Armanetti citata da Teso ero presente anch' io e vi
> ho preso parte discutendo con Armanetti e con due giovani suoi amici o
> parenti: Armanetti non vuole controlli di altro genere che quello di
> indicare alcuni punti duve lui afferma di "sentire" la presenza dell'
> acqua e lì scavare : se la si trova, ciò sarebbe secondo lui la
> dimostrazione dei suoi presunti poteri. Ed ha proposto di fare tale prova
> in occasione dell' escavo di alcuni pozzi per conto di un Comune della
> Lunigiana.
E fin qui mi sembra non si possa certo dargli torto, o no?
> Dovrebbe essere abbastanza ovvio il fatto che questo metodo incontra grosse
> difficoltà ad attuare un controllo serio per escludere che la
> "sensibilità" derivi, magari in buona fede, non da poteri paranormali, ma
> dall' essere e vivere nella zona e quindi dalla buona conoscenza della
> stessa e forse anche dalla conoscenza degli studi e ricerche già fatte da
> geologi dei Comuni limitrofi.
Tutto abbastanza verificabile, mi pare ;-)
> Tuttavia anche due, tre, cinque
> esperimenti di questo genere non proverebbero nulla. L' acqua c' è o non c'
> è, così come alla roulette può uscire il rosso o il nero e tutti sanno che
> un giocatore può vedersi uscire per cinque volte di seguito il rosso, per
> pura fortuna (è uscito anche per quindici volte di seguito), senza per
> questo poter vantare poteri di preveggenza.
E' per questo che io sostengo il metodo statistico e null'altro, perché
più sono le verifiche e più ci si avvicina alla risposta senza far del
male a nessuno ;-)
> L'esperimento proposto, se ripetuto con esiti positivi PER ALCUNE DECINE DI
> VOLTE, comincerebbe ad avere una valenza scientifica, ma diventa
> economicamente insostenibile e rende sempre più incomprensibile il rifiuto
> degli altri, pur validi, ma meno economicamente onerosi, specialmente per
> il sensitivo al quale sta l' onere della prova.
E siamo alle solite... allora troviamo un metodo che si possa applicare
a tutti i rabdomanti di tutto il mondo valido ogni volta che si mettono
ad operare, così le spese risultano sempre ripagate ;-)
> Ancoe più facile sembrerebbe la sperimentezione razionale e scientifica
> sulla veridicità di chi (fra i quali l'Armanetti), dichiara di individuare
> con precisione centrimetica i nodi di Hartmann. Questi nodi
> dai quali uscirebbero radiazioni pericolose di natura non identificata, si
> troverebbero agli incroci di un reticolo che alle nostre latitudini avrebbe
> le dimensioni di circa m. 2 per 2,5 e vista la difficoltà di
> evitarli, vengono costruiti e venduti (credo anche dall' Armanetti)
> speciali schermi per intercettare le radiazioni.
Su questi mi sento decisamente molto più scettico...
> La sperimentazione proposta è la seguente: il sensitivo individua i nodi in
> un vasto locale. Su di essi vengono posti gli schermi ed un tappeto
> adatto a nascondere il tutto.
> IL sensitivo controlla l' avvenuta schermatura delle radiazioni, che non
> appaiono più.
> A questo punto.allontanato il sensitivo, vengono tolti alcuni degli
> schermi, quindi, ridisposto il tappeto, il sensitivo è invitato ad
> individuare i nodi non più schermati.
> L' esperimento à facile, non costoso e può essere riprtuto tante volte fino
> ad escludere statisticamente il "caso".
> Ma anche questo esperimento è stato rifiutato, senza argomenti validi. E'
> stata fra l' altro accennata la sua improponibilità perché i nodi...si
> spostano nel tempo.
Sono d'accordo, tutta questa storia "puzza" abbastanza di
"speculazione", ed il fatto che _alcuni_ rabdomanti si siano spinti così
"lontano" dall'acqua, mi lascia molto perplesso.
Preferisco fermarmi ad indagare sulle possibili capacità del rabdomante,
ma senza pretendere di giudicare la rabdomanzia sulla base di
quest'altra "strana" capacità, di cui si sa poco o nulla...
> Se una stessa persona vende schermi e sostiene il caso due, non solo e' un
> truffatore, ma lo e' per propria ammissione, cioe' sa anche di esserlo.
>
> Questo, notare bene, INDIPENDENTEMENTE dal fatto che i nodi esistano o non
> esistano.
Non posso che trovarmi pinamente d'accordo...
Saluti, Luca il.curioso