Sempre a proposito dei funerali celtici, si conoscono alcune
lamentazioni funebri piuttosto interessanti provenienti sia dall'
Irlanda che dal Gales. Nel primo caso, viene segnalata, ad esempio, la
Lamentazione per Ferdéal, fatta da Cu Chuòainn nella Tain Bò Cualnge.
Dopo la lamentazione, era la volta di una specie di panegirico che
costituiva *l' elogio* del defunto, compito che spettava quasi sempre
ad un druido che caratterizzava le sue espressioni con ampie
evoluzioni poetiche ed auliche.
Al bardo gallese Taliesin sono attribuiti dei poemi che vengono
considerati autentici e che possono costituire interessanti esempi di
elogio funebre. Il soggetto di un lamento è Uryen Rheged, capo Bretone
del XV secolo della nostra era, un personaggio storico divenuto, però,
eroe leggendario al pari di suo figlio, Owein, che ispirò nientemeno
che l' Yvain di Chrétien de Troyes.
Ecco un passo del poema di Taliesin:
"Uryen della pianura coltivata,
il più generoso degli uomini del battesimo,
abbondanza tu hai donato agli uomini del mondo...
Ah!fino a che si indebolisca di vecchiaia,
verso la dura angoscia del trapasso,
mai non avrei gioia
se non celebrassi Uryen..."
E superiamo anche la fase degli elogi per venire a quella che è stata
definita dei "giochi funebri" propriamente detti. Questi giochi erano
perlopiù di carattere guerresco e richiamano facilmente l'immagine dei
tornei cavallereschi. Erano giochi in cui si voleva esaltare l'idea
del valore guerresco e fisico, dell' eroismo stoico in nome del bene e
della giustizia. Potevano essere sia dei combattimenti simulati che
duelli a due come nei tornei medievali. Ma c'erano anche modi
più "divertenti" di festeggiare il funerale, come le grandi bevute,
meta ultima e capitolo finale di rappresentazioni drammatiche e di
colossali banchetti cerimoniali.
Ma tutto ciò dove avrebbe dovuto accompagnare il defunto e come
avrebbe potuto aiutarlo?...
Va precisato, allora, che questi giochi, cerimonie, elogi e
lamentazioni non avevano lo scopo di accompagnare il defunto
direttamente nell' aldilà, bensì in un luogo imprecisato della Terra,
al quale lo si affidava, e dal quale il defunto stesso poteva partire
ed intraprendere il viaggio verso l' Altro Mondo. Ecco, dunque che
ritorna la Terra.
Terra che viene chiamata in gioco anche con altri riti, anche
sanguinari, come quelli relativi al culto di un idolo mostruoso di
Crom Cruaich, in Irlanda. Le descrizioni sono concordi: si tratta di
un cerchio di pietre risalente all' epoca megalitica, un cerchio
chiamato "cromlech". C'è chi avanza l'ipotesi che si tratti di
sopravvivenze di antichissime credenze ed usanze di popoli anteriori
ai Celti, popoli e credenze che i Celti stessi assunsero o, perlomeno,
tollerarono.
--
Antonio Bruno
http://www.edicolaweb.net/libr224i.htm
http://tinyurl.com/6rn8nto
"La maldicenza non risparmia nessun ricercatore della
Verità. Più sei in alto e più sei preso di mira da chi vuole
salire e non ne ha le capacità. Più sai e più diventi il
bersaglio degli ignoranti."
( da una meditazione Sufi)