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GESU', UN GEOMETRA BENESTANTE
Gesu' non fu un falegname ma un geometra. Fino a 30 anni, prima di
dedicarsi alla predicazione pubblica in Palestina, sarebbe stata
questa la professione del Messia, stando ad una piu' rigorosa
traduzione del rermine greco "tekton" col quale lo definisce il
Vangelo di Marco.
E nemmeno il padre putativo del Cristo, Giuseppe, era un falegname o
un carpentiere, bensi' un costruttore, una specie di architetto. Padre
e figlio, poi, avrebbero lavorato alla costruzione di Sefforis, prima
capitale del regno di Erode Antipa, che venne ingrandita tra il 2 aC
ed il 20dC, con la progettazione, tra l'altro, di un grande teatro con
4000 posti a sedere.
Ma non basta: proprio in questo teatro, infatti, Gesu' si sarebbe
recato spesso per assistere alla rappresentazione di tragedie e
spettacoli.
A documentare un'immagine storica nuova e, per certi versi,
inaspettata di Cristo e' uno studio del gesuita Giovanni Magnani,
storico delle religioni della Pontificia Universita' Gregoriana,
pubblicato con il titolo "Gesu' maestro e costruttore" dalla casa
editrice Cittadella di Assisi.
Sulla base delle recenti ricerche storiche e scoperte archeologiche e
in seguito ad una nuova traduzione dei piu' controversi passi
evangelici, il professor Magnani supera la tradizionale immagine
dell'ambiente in cui Cristo sarebbe cresciuto: la sua famiglia non
viveva in un ambiente povero ma piuttosto benestante, potendo contare
sui guadagni che ricavava dalla professione di Giuseppe. "Quella di
Gesu' - afferma in proposito lo storico gesuita - non era dunque una
famiglia proletaria ma appartenente alla borghesia del suo tempo, al
ceto medio. Come del resto lo furono alcuni dei suoi apostoli, come
Giacomo e Giovanni, titolari di una flottiglia da pesca".
Dalla ricostruzione dello storico gesuita risulta anche che Gesu' era
piuttosto colto, soprattutto rispetto agli standard dell'istruzione di
quell'epoca: sapeva leggere e scrivere e parlava tre lingue (aramaico,
ebraico e greco). Con amici e conoscenti, ma soprattutto ammaestrando
le folle, il fondatore del cristianesimo utilizzava la sua lingua
nativa, l'aramaico, come dimostrano 26 citazioni riportate in
quest'idioma nei Vangeli. Ma conosceva molto bene anche l'ebraico,
insegnato nelle sinagoghe che ebbe modo di frequentare, mentre il
greco lo apprese con molta probabilita' a Sefforis, dove sono state
ritrovate molte iscrizioni in questa lingua.
Siamo di fronte, come si nota, se non a un vero e proprio
ribaltamento, certamente a una significativa correzione di rotta
rispetto ai dati salienti sul contesto socio-economico e culturale di
gesu' e della sua famiglia. E c'e' da scommettere che una simile
innovazione portera' a un dibattito serrato tra studiosi ed
ecclesiastici.
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Mi permetto di commentare come questa interpretazione sia
simbologicamente piu' significativa; tanto per citarne una, i rituali
massonici chiamano Dio "G.A.D.U." ovvero Grande Architetto
dell'Universo.
Ciao
Stefano S.
== E-mail: remove NOSPAM ==
== E-mail: togli NOSPAM ==
>Se non lo hai letto ti consiglio il libro "La chiave di Hiram", che
>tratta i manoscritti del Mar Morto ed il cristianesimo "gnostico" e li
>ricollega alla massoneria.
L'ho addocchiato ieri in libreria, ma trattandosi di edizione in
brossura e controcopertina (=$$$) penso che attenderò...
Grazie per il consiglio.
>Da "La Padania" del 21.XI.97
>Gesu' non fu un falegname ma un geometra
...di Sassuolo...? :-)
>Mi permetto di commentare come questa interpretazione sia
>simbologicamente piu' significativa; tanto per citarne una, i rituali
>massonici chiamano Dio "G.A.D.U." ovvero Grande Architetto
>dell'Universo.
Mi pare che anche i rituali cabalistici facciano piu' o meno lo
stesso (non ho i numeri per discutere di collegamenti fra l'una
e l'altra, ma forse conosco uno che li ha. Riferiro').
>Ciao
> Stefano S.
Con un triplice fraterno abbraccio,
Leonardo
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