Il "Titulus Christi", ovvero la targa che secondo la tradizione
cristiana sarebbe stata posta a capo della croce su cui venne
inchiodato Gesù, recava la sigla INRI, dal significato
dileggiatorio "Gesù Nazareno Re dei Giudei".
Forse, però, quella scritta può essere stata assurta ad altro e più
arcano simbolismo, una sorta di indizio per comunicare la conoscenza
di segreti a dir poco sconvolgenti.
Di simili indizi abbiamo due tracce di grande interesse che collegano
un paese del nord-est italiano niente meno che a Rennes le Chateau
che, come certamente saprete, è un po' il simbolo di tanti misteri o
presunti segreti collegati a miti come il Graal, i Templari ed il
Cristianesimo Esoterico.
La prima traccia sta, appunto, nel suddetto paese italiano, Santa
Lucia di Piave in provincia di Treviso, nella cui stupenda chiesa
neogotica si ritroverebbero inquietanti segnali di questo "sapere
nascosto" che tanti ricercatori sta appassionando ormai da decenni.
Uno di essi, Maurizio Isauro, nel periodico "TEMPLARI",anno II n. 3,
sottolinea come uno studioso trevigiano abbia rilevato quanto
costituisce l' oggetto di questo articolo.
La chiesa di Santa Lucia di Piave è un'opera d'arte di grande pregio.
Il suo architetto, Domenico Rupolo, non può essere esentato dal
sospetto di aver voluto affidare alla pietra una serie di inquietanti
messaggi o, se si preferisce, doppi sensi. Già l'ingresso,
fiancheggiato da dueimponenti colonne marmoree sorrette da altrettanti
leoni che brandiscono l'uno un serpente in punto di morte e l'altro un
libro chiuso, pare essere un chiaro richiamo a qualcosa di misterioso
che l'eificio sacro custodirebbe o verso cui si è voluto richiamare
l'attenzione di un determinato tipo di "fedele".
Le due colonne, poi, richiameranno istintivamente alla considerazione
di qualsiasi studioso di esoterismo e Cabbala le mitiche colonne dell'
Iniziazione, Jachin e Boaz, reggenti il Tempio della conoscenza e, per
estensione, quello massonico. Ma altri interessanti particolari
possono essere colti all'interno della chiesa: la volta color blu
tempestata di stelle dorate, il pavimento a scacchi rosso bianchi dove
gli angoli dei vari quadrati che lo formano sono orientati verso i
quattro punti cardinali, i battenti della porta, che raffigurano il
caduceo ermetico con il serpente dell' Ouroborus che si morde la coda
e, soprattutto, un'acquasantiera, opera del Beato Frà Claudio, al
secolo Riccardo Granzotto, che rappresenta un diavolo accovacciato che
sorregge una grande conchiglia marmorea sovrastata
da una statua della Vergine Maria paludata come una vestale ed in
atteggiamento vittorioso. Il diavolo ha un'espressione irata,
sensibilmente sofferta, e sul suo corpo si avvinghia il serpente della
Tentazione.
Si tratta di una statua davvero ammirevole, che non ha nulla da
invidiare ad altre opere forse più note di più noti maestri di
scultura. Sotto la statua della Madonna, c'è scolpita la scritta "IPSA
CAPUT TUUM CONTERET", (essa ti schiaccerà la testa).
Come non trovare dei collegamenti evidenti con quanto si trova nella
famosa chiesa di Rennes le Chateau se solo si è studiato il mistero
dell' abate Saunière? Anche in quella chiesa si ritrova un diavolo,
Asmodeo, che sorregge un'acquasantiera ma questo non è l'unico punto
di affinità con l' edificio sacro di Santa Lucia di Piave. Gli
elementi artistici ed iconografici che accomunano i due templi non
sembrerebbero casuali: oltre alle acquesantiere, anche a Rennes
troviamo il pavimento a scacchi contrapposto ad un soffitto blu
stellato; il riferimento ad una loggia massonica, per entrambe le
chiese, sembra chiaro. Inoltre, sia a Santa Lucia che a Rennes, si
trovano i cosiddetti "gigli di Francia" , le croci
celtiche, cristiane e dei Rosacroce; infine, ma non meno importante,
il riferimento al culto del "Sacro Cuore" deve farci riflettere su
coincidenze quanto meno interessanti.
Viene da domandarsi se coloro che vollero disseminare qua e là questi
richiami esoterici nella chiesa veneta non appartenessero ad una
corrente di pensiero simile a quella in cui si trovò coinvolto, suo
malgrado,l'abate
Bèrenger Sauniere nella sua chiesetta un tempo dimenticata dagli
uomini se non da Dio. Il pensiero corre, ad esempio, al
favoleggiato "Priorato di Sion", presunto gruppo di esoteristi di
impronta massonica che risalirebbe ad una corrente segreta nata e
sviluppatasi nel grembo stesso dell' Ordine Templare allorquando
questo venne a contatto con alcuni sconvolgenti segreti
custoditi a Gerusalemme, forse proprio nel sacro Tempio. Per quanto
tutto sia opinabile e si voglia essere, il Priorato di Sion, solo
fantasia di uno o più scrittori a caccia di fama, non sembra così
facile cancellare sotto la spugna delle coincidenze i tanti segni
sparsi un po' in tutta Europa (e non solo) di un sapere segreto che
sembrerebbe proprio perpetrato da qualcuno
che venne a contatto con le terre ed i documenti più arcani
riguardanti la vita stessa di Cristo. Se Bèrenger Sauniere divenne
all'improvviso pazzescamente ricco, se riempì la chiesa di Rennes le
Chateau ed il paese stesso di simboli esoterico-massonici; se in in
una chiesa del nord Italia, (ma non si tratta dell'unica) si ritrovano
gli stessi simbolismi, non trovo assurdo ipotizzare l'esistenza di
conoscenze quanto meno sconvolgenti per un
certo ordine costituito, per quel grande stato di potere e di fede che
è il cattolicesimo. E' ormai chiaro che intendo riferirmi alla
presunta vita segreta di Gesù, alla sua discendenza derivante
dall'unione con la sua donna, Maria Maddalena e, forse, alla sua
stessa sopravvivenza, in Francia, dove si sarebbe rifugiato dopo
essere scampato alla crocefissione (se mai c' è stata).
E, a questo punto, ci ricolleghiamo all' INRI di cui parlavo in
apertura. Questa sigla, proprio nella chiesa di Santa Lucia di Piave,
si trova ben visibile nella dodicesima stazione della Via Crucis là
custodita. Solo che la "N" di "INRI" è scritta con il trattino
trasversale al contrario. Non solo: la ferita sul costato di Cristo,
quella infertagli dalla lancia di Longino, non è raffigurata sulla
parte destra, come di solito ci viene presentato da tutta
l'iconografia tradizionale, bensì su quella di sinistra.
Ebbene, entrambi questi particolari, la "N" rovescia di "INRI" e la
ferita sulla sinistra del costato di Cristo, si riscontrano anche a
Rennes le Chateau..Infatti, l' "INRI" con la "N" rovescia è scolpita
niente meno che sulla croce della tomba dell' abate Saunière mentre la
ferita a sinistra del costato di Cristo è riscontrabile in un'immagine
contenuta in una sorta di breviario che fu di monsignor Billard,
all'epoca vescovo di Carcassonne e superiore diretto dell'abate
Saunière..Si ipotizza che questo vescovo fosse
ben a conoscenza del "mistero" di Rennes per cui gli indizi
riguardanti conoscenze molto "scomode" o segrete sarebbero sempre più
marcati.
Ma cosa significherebbe la "N" rovescia? Qui siamo in pieno campo
ipotetico. Per alcuni esoteristi, potrebbe trattarsi della
comunicazione che si è a conoscenza del fatto che Gesù non morì, in
realtà, sulla croce. Ma Isauro ci segnala anche che il ricercatore
catalano Prudency Torres, collega la "N" rovesciata con l'itera parola
che rappresenterebbe, sempre rovesciata:
Nazareth. Se, pertanto, rovesciamo Nazareth, otteniamo HETERAZAN, che
possiamo interpretare come HA TE RATZ AN, ovvero "Dov'è la misteriosa
camera?" Secondo questo autore, insomma, la "N" rovesciata, nel
contesto della sigla "INRI", potrebbe voler dire qualcosa del tipo "IO
SO DOV'E' LA MISTERIOSA CAMERA DEL RE DEI GIUDEI".
Teorie, dicevo, ipotesi. Certo. Ma non è facile smontare
definitivamente un edificio fatto di tanti, suggestivi e, soprattutto,
probanti mattoni solo con altrettante ipotesi pur appellantesi ad una
presunta razionalità. Noi, nel rispetto delle scelte individuali dei
nostri lettori, ci limitiamo a segnalare alcuni "fatti strani". Come
quello accaduto il 23 settembre del 2000 proprio nella chiesa di Santa
Lucia di Piave. Durante la messa, ci fu un'improvvisa moltiplicazione
di ostie per poter soddisfare tutti i fedeli presenti che celebravano
il ritorno in paese delle spoglie del Beato Fra' Claudio. La cosa più
straordinaria, constatata da tutti quel giorno, fu che
le ostie bastarono ESATTAMENTE per tutti coloro che desideravano fare
la comunione. Forse, il "vero Cristo" che qualcuno aveva voluto
segretamente ricordare nelle pietre della chiesa di Santa Lucia di
Piave, ha deciso, quel giorno, di dare un grande segnale d'amore a
quei fedeli così spontanei?
Attenzione: il RICERCATORE attento noterà che in vari luoghi si
trovano i cosiddetti "gigli di Francia" , le croci celtiche, cristiane
e dei Rosacroce; infine, ma non meno importante, il riferimento al
culto del "Sacro Cuore" deve farci riflettere su coincidenze
quanto meno interessanti.
Viene da domandarsi se coloro che vollero disseminare qua e là questi
richiami esoterici nella chiesa veneta non appartenessero ad una
corrente di pensiero simile a quella in cui si trovò coinvolto, suo
malgrado, l'abate Bèrenger Sauniere nella sua chiesetta un tempo
dimenticata dagli uomini se non da Dio. Il pensiero corre, ad esempio,
al favoleggiato "Priorato di Sion", presunto gruppo di esoteristi di
impronta massonica che risalirebbe ad una corrente segreta nata e
sviluppatasi nel grembo stesso dell' Ordine Templare allorquando
questo venne a contatto con alcuni sconvolgenti segreti
custoditi a Gerusalemme, forse proprio nel sacro Tempio. Per quanto
tutto sia opinabile e si voglia essere, il Priorato di Sion, solo
fantasia di uno o più scrittori a caccia di fama, non sembra così
facile cancellare sotto la spugna delle coincidenze i tanti segni
sparsi un po' in tutta Europa (e non solo) di un sapere segreto che
sembrerebbe proprio perpetrato da qualcuno che venne a contatto con le
terre ed i documenti più arcani riguardanti la vita stessa di Cristo.
Se Bèrenger Sauniere divenne all'improvviso pazzescamente ricco, se
riempì la chiesa di Rennes le Chateau ed il paese stesso di simboli
esoterico-massonici; se in in una chiesa del nord Italia,
(ma non si tratta dell'unica) si ritrovano gli stessi simbolismi, non
trovo assurdo ipotizzare l'esistenza di conoscenze quanto meno
sconvolgenti per un certo ordine costituito, per quel grande stato di
potere e di fede che è il cattolicesimo. E' ormai chiaro che intendo
riferirmi alla presunta vita segreta di Gesù, alla sua discendenza
derivante dall'unione con la sua donna, Maria Maddalena e, forse, alla
sua stessa sopravvivenza, in Francia, dove si sarebbe rifugiato dopo
essere scampato alla crocefissione (se mai c' è stata).
E, a questo punto, ci ricolleghiamo all' INRI di cui parlavo in
apertura.
Questa sigla, proprio nella chiesa di Santa Lucia di Piave, si trova
ben visibile nella dodicesima stazione della Via Crucis là custodita.
Solo che la "N" di "INRI" è scritta con il trattino trasversale al
contrario. Non solo: la ferita sul costato di Cristo, quella
infertagli dalla lancia di Longino, non è raffigurata sulla parte
destra, come di solito ci viene presentato da tutta l'iconografia
tradizionale, bensì su quella di sinistra. Ebbene, entrambi questi
particolari, la "N" rovescia di "INRI" e la ferita sulla sinistra del
costato di Cristo, si riscontrano anche a Rennes le
Chateau..Infatti, l' "INRI" con la "N" rovescia è scolpita niente meno
che sulla croce della tomba dell' abate Saunière mentre la ferita a
sinistra del costato di Cristo è riscontrabile in un'immagine
contenuta in una sorta di breviario che fu di monsignor Billard,
all'epoca vescovo di Carcassonne e superiore diretto dell'abate
Saunière..Si ipotizza che questo vescovo fosse
ben a conoscenza del "mistero" di Rennes per cui gli indizi
riguardanti conoscenze molto "scomode" o segrete sarebbero sempre più
marcati.
Ma cosa significherebbe la "N" rovescia? Qui siamo in pieno campo
ipotetico. Per alcuni esoteristi, potrebbe trattarsi della
comunicazione che si è a conoscenza del fatto che Gesù non morì, in
realtà, sulla croce. Ma Isauro ci segnala anche che il ricercatore
catalano Prudency Torres, collega la "N" rovesciata con l'itera parola
che rappresenterebbe, sempre rovesciata:
Nazareth. Se, pertanto, rovesciamo Nazareth, otteniamo HETERAZAN, che
possiamo interpretare come HA TE RATZ AN, ovvero "Dov'è la misteriosa
camera?" Secondo questo autore, insomma, la "N" rovesciata, nel
contesto della sigla "INRI", potrebbe voler dire qualcosa del tipo "IO
SO DOV'E' LA MISTERIOSA CAMERA DEL RE DEI GIUDEI".
Teorie, dicevo, ipotesi. Certo. Ma non è facile smontare
definitivamente un edificio fatto di tanti, suggestivi e, soprattutto,
probanti mattoni solo con altrettante ipotesi pur appellantesi ad una
presunta razionalità. Noi, nel rispetto delle scelte individuali dei
nostri lettori, ci limitiamo a segnalare alcuni "fatti strani". Come
quello accaduto il 23 settembre del 2000 proprio nella chiesa di Santa
Lucia di Piave. Durante la messa, ci fu un'improvvisa moltiplicazione
di ostie per poter soddisfare tutti i fedeli presenti che celebravano
il ritorno in paese delle spoglie del Beato Fra'
Claudio. La cosa più straordinaria, constatata da tutti quel giorno,
fu che le ostie bastarono ESATTAMENTE per tutti coloro che
desideravano fare la comunione. Forse, il "vero Cristo" che qualcuno
aveva voluto segretamente ricordare nelle pietre della chiesa di Santa
Lucia di Piave, ha deciso, quel giorno, di dare un grande segnale
d'amore a quei fedeli così spontanei?
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Antonio Bruno
http://tinyurl.com/3rhn7qk
La disinformazione è una subdola opera attuata
dai "poteri forti" al
fine di allontanare la gente comune dalla verità e dalla
conoscenza.
La disinformazione è quella applicata dal 95% dei
media..in quanto
essi ci portano a conoscenza solo delle notizie che
fanno comodo
alla "elite di potere" che controlla il mondo da dietro le
quinte.
La disinformazione serve ad omologare tutti noi esseri
umani in una
certa maniera affinchè non siamo più liberi di pensare,
di informarci,
di riflettere e di capire il reale andamento del mondo.
E la disinformazione è quella che fa passare per verità
anche notizie
palesemente false..mentre fa passare
come "disinformazione" ciò che
invece corrisponde al vero..come in una spirale che gira
al contrario.
(da:
http://tinyurl.com/6d5e6gr)