Tutto normale, aggiorno i curriculum di queste persone senza volto, ma
con targhe di auto, mutui, mogli, figli, scooter.
Di colpo, però, i redditi salgono, hanno altri introiti.
Un balzo in avanti considerevole, diciamo del 40% circa.
Curioso. controllo meglio, ma solo per scrupolo, magari i sindacati
gli hanno sbagliato il 730 e vediamo di rimediare. Invece no, tutto
giusto.
Allora, giusto per testare le potenzialità di internet, faccio una
ricerca sul sito della camera di commercio, coi loro codici fiscali.
Una volta messi i dati bastano 3 secondi, il tempo della ricerca: ecco
qui, hanno aperto la sarcazzo srl, 16 mesi fa, loro soci di minoranza
(non si sa mai) e le mogli titolari. Stessa attività del datore di
lavoro.
Scarico anche il bilancio completo, stessi fornitori, parecchi ex
clienti dell'attuale datore di lavoro.
Complimenti.
Vediamo la voce immobilizzazioni: comprato un capannone della madonna,
al 50% con il più grosso fornitore del loro capo.
Bene, Gino e Pino sono di quelli tosti, sede legale in altra
provincia, pelo sullo stomaco e consapevolezza dei propri mezzi.
L'azienda dove stanno, intanto, ha dovuto fare un po' di capriole per
stare sul mercato, un sacco di costi (Gino e Pino hanno ottimi
stipendi e benefit) e la perdita di qualche commessa (si sa, il
mercato è strano).
Sono furbi Gino e Pino, hanno di fronte a loro un futuro luminoso, fra
qualche tempo il loro tenore di vita potrà fare a meno del reddito da
lavoro dipendente, ma...
>Sono furbi Gino e Pino, hanno di fronte a loro un futuro luminoso, fra
>qualche tempo il loro tenore di vita potrà fare a meno del reddito da
>lavoro dipendente, ma...
...ma un oscuro commercialista lombardo, mal sopportando i furbi,
svela la gabola al datore di lavoro. Gino e Pino vengono
immediatamente licenziati mentre parte il procedimento per violazione
delle norme sulla concorrenza, violazione contrattuale, risarcimento
danni e quant'altro venga in mente all'avvocato del datore. I
sindacati li scaricano. Le mogli si ritrovano ispezionate dalla
Finanza e siccome a malapena sapevano di essere socie (e probabilmente
anche amm. del.) fanno dei gran casini a casa. Gino e Pino scoprono
con raccapriccio che lo scudo della s.r.l. in certi casi non basta.
L'idillio e' rotto, partono le cause di separazione, le RIBA non
vengono pagate, i castelletti crollano. E' la fine!
L'oscuro commercialista, nel suo antro, sorride malignamente. Altri
due furbi eliminati, pensa, e si accinge al prossimo compito, MA...
>L'oscuro commercialista, nel suo antro, sorride malignamente. Altri
>due furbi eliminati, pensa, e si accinge al prossimo compito, MA...
... ma un cliente nuovo fa sempre comodo, soprattutto quando quello
vecchio sta per andare a gambe all'aria, ma...
...ma la sua forte fibra morale vince sull'opportunismo piu' bieco,
anche perche' e' conscio che altrimenti verra' preso a calci in culo
per due settimane da un certo conoscente Usenettiano, e poi salvare
un'impresa in difficolta' ma fondamentalmente sana e' benefico per il
mercato; ma poi ripensa ai soldi del nuovo cliente e chissenefrega
della fibra morale e quanto ai calci in culo, correra' il rischio,
ma...
Inoltre cominciano a succedergli altre cose strane, l'altro giorno, per
esempio, ha notato che il cancelletto sul retro del giardino ha un lucchetto
nuovo, che ne lui ne la moglie ricordano di aver cambiato, ne' sono riusciti
a trovarne la chiave.
A questo la moglie spinge l'onesto commercialista ad andare in questura, e
li' i nostri si sfogano col commissario capurzo, il quale prende nota di
fatti, date e nomi, ma sopratutto delle gambe della moglie, una volta
controfirmato l'esposto i due salutano il commissario ringraziandolo per il
caffe' e la disponibilita', il commercialista a questo punto comincia a
sentirsi un po' piu' sollevato, ma...
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Inviato via http://usenet.libero.it
Ehi, ora mi dovete dire come cazzo va a finire. Poi, il commercialista
lombardo, come cazzo fa a notare il 40% in piu' di Gino e Pino, se in
realta' e' il commercialista aziendale, e non personale?
>Ehi, ora mi dovete dire come cazzo va a finire.
E' roba di oggi, devi seguire il gruppo (e dare dei consigli).
>Poi, il commercialista
>lombardo, come cazzo fa a notare il 40% in piu' di Gino e Pino, se in
>realta' e' il commercialista aziendale, e non personale?
Non eri attento, cyb.
E questo è male. Molto male.
Perchè, sai, questa esperienza ti potrebbe pure tornare utile.
Cmq Gino e Pino sono dipendenti e fino all'anno scorso non avevano
altri redditi, ora ce li hanno. Hanno fatto il 730, che mi è passato
per le mani, perchè sono io che devo applicare i conguagli alla loro
busta paga.
Ora capisci?
>>>L'oscuro commercialista, nel suo antro, sorride malignamente. Altri
>>>due furbi eliminati, pensa, e si accinge al prossimo compito, MA...
>>
>>... ma un cliente nuovo fa sempre comodo, soprattutto quando quello
>>vecchio sta per andare a gambe all'aria, ma...
>
>...ma la sua forte fibra morale vince sull'opportunismo piu' bieco,
>anche perche' e' conscio che altrimenti verra' preso a calci in culo
>per due settimane da un certo conoscente Usenettiano, e poi salvare
>un'impresa in difficolta' ma fondamentalmente sana e' benefico per il
>mercato; ma poi ripensa ai soldi del nuovo cliente e chissenefrega
>della fibra morale e quanto ai calci in culo, correra' il rischio,
>ma...
...ma sappiamo tutti che l'impresa sana è quella che si sa tenere sul
mercato e che sta al riparo da tutti i nemici, esterni ed interni.
Quindi è il mercato che fa la selezione, costi e ricavi, tutto
semplice, sembrerebbe senza se e senza ma...
>E' roba di oggi, devi seguire il gruppo (e dare dei consigli).
Sei *tenuto* a fare l'infame?
>>E' roba di oggi, devi seguire il gruppo (e dare dei consigli).
>
>Sei *tenuto* a fare l'infame?
No, è un hobby.
>On Tue, 29 Apr 2003 10:48:51 GMT, Alessandro D. Petaccia
...ma l'oscuro commercialista sa bene che un mercato dove le selezioni
avvengono non in base alle normali leggi microeconomiche ma a causa di
storture come quella di Gino e Pino, e' in realta' un malato
terminale; Gino e Pino, egli ragiona, sono il cancro del mercato e in
quanto tali vanno asportati. Vabbe', pero' i soldi... e' a questo
punto, mentre oziosamente scorre le carte, che si rende conto che i
due hanno commesso un errore madornale che costera' loro carissimo, e
se dio vuole finalmente ce lo dice, perche' senno' lo gonfiamo di
sberle, ma...
...ma anche un po' cornuto! Infatti, il commissario Capurzo, vantando una
laurea in Medicina e Chirurgia aveva fatto stranamente sottoporre a visita
medica ginecologica la moglie dell'astutissimo commercialista
La visita era durata una mezzoretta in un locale diverso da quello in cui
era avvenuto l'incontro tra i tre (cornuto + moglie + Capurzo).
Il commercialista, una volta entrati in macchina, si accorge che la moglie
aveva le calze tutte smagliate e la giarrettiera alla gamba destra e non
alla sinistra come quando erano usciti di casa.
Ecco perchè fa subito una domanda alla moglie: <<Cara - le dice - che si
mangia oggi? Ho un tale languorino...>>
La moglie risponde che anche oggi si mangiava polenta, del resto sono o non
sono padani doc? Il marito con aria un po' dispiaciuta, sboffa e si dirige
verso casa, quando si accorge che anche la serratura del portone era stata
sostituita con una nuova e guardanto verso il vialetto che porta al garage,
si accorge che nel selciato c'erano un paio di muntandine di pizzo rosa
appartenenti alla figlia sedicenne, ma...
...Ma Gino è uno che sa soffrire, ha iniziato a lavorare con una
maturità classica in tasca (40/60) e un libretto universitario con
otto esami appena, l'anno scorso si è iscritto di nuovo.
Poche assenze dal lavoro, ottimo rendimento.
Pino invece ha bisogno di motivazioni, altrimenti non rende, si
annoia, lui non si è nemmeno iscritto all'università, ma ha fatto il
militare.
Ora è capo reparto, sa come fare gruppo e chi lavora con lui lo
ascolta. Non ha esperienza, non ha viaggiato, non ha cambiato mai
lavoro, però lo ascoltano.
Dall'altra parte c'è Amilcare, il capo. Anzi, il padrone.
Buono come il pane, eh, ma sempre padrone, di quelli che dicono "ho la
responsabilità di 30 famiglie, io".
Con Amilcare, ve lo dico io, o gli si crede o son dolori. Sempre
troppe tasse, sempre troppi problemi, semper dre a laura'.
E poi ha due figli coglioni l'Amilcare.
Uno non fa un cazzo, l'altro in vece fa qualcosa. Però in America. Fa
il master e non vuol tornare.
Gino e Pino avevano smesso di sognare, ora che hanno ricominciato
qualcuno glielo vuol troncare nel culo, ma...
>On Tue, 29 Apr 2003 13:33:35 GMT, Alessandro D. Petaccia
><ale...@despammed.com> wrote:
>
>>se dio vuole finalmente ce lo dice, perche' senno' lo gonfiamo di
>>sberle, ma...
>
>Gino e Pino avevano smesso di sognare, ora che hanno ricominciato
>qualcuno glielo vuol troncare nel culo, ma...
...ma poi si rendono conto che a loro volta lo stanno troncando nel
culo all'Amilcare e si pentono, Gino parte per la Legione Straniera ma
Pino, che non sa soffrire e non accetta il senso di colpa, compra un
bazooka al mercato nero di Monza (famoso!) e viene freddato dalla pula
proprio mentre sta per far saltare la ditta di Amilcare.
Amilcare a sua volta si reca dall'oscuro commercialista accusandolo di
tradimento, di aver appoggiato GinoPino e non lui, di essere un
viscido bastardo che bada solo al grano; l'altro si difende, nega, ma
Amilcare estrae la stampata di un log ICQ nel quale un oscuro
frequentatore di Usenet gli ha copincollato tutti i post del
commercialista; il quale, vistosi smascherato, tenta la fuga dalla
finestra, ma...
...ma ti faccio sparare se non la smetti con le minacce.
...ma irotto i coglioni, mo' mi mangio un gelato. Tu intanto
vaffanculo.
Mentre scala agilmente una grondaia e balza di cornicione in cornicione,
resta folgorato da una brillante idea: aprire un circo itinerante con
collaboratori conosciuti in rete.
E c'e' gia' di tutto:
- charlie che, con tanto di basco amaranto, si fa sparare da un cannone,
- rita, la domatrice, che, in tanga leopardati, fa saltare niubbi nel
cerchio di fuoco,
- sago, il nanetto, che si fa brutalizzare dal reverendo agghindato con
scialle da preghiera
- septy che si concede ai clienti piu' dararosi in una gabbia di plexiglass
- pavlov che ci mette 3 minuti, e non di piu'
e chissa' quanti altri. Certo che, non potendo piu' esercitare, bisognerebbe
mettersi nelle mani di un commercialista. Uno fidato. Che non te la butti al
culo: un'AMICO, ma...
E su quell'ultimo pensiero calo' un nebbione della madonna (la ns. storia si
svolge nella padania industriosa & operosa) tanto che per poco il
commercialista non ando' a sbattere le corna sulla porta del garage,
rialzandosi dopo aver raccolto le mutandine rosa della figlia.
"E queste cosa ci fanno qui'?" penso' mentre le metteva in tasca, "poco
male, sono ancora umide, le annusero' piu' tardi nell'intimita' del bagno".
Durante la cena la stanchezza della giornata gravava su tutti e due i
coniugi, la moglie con sguardo indecifrabile ingoiava densi bocconi di
polenta calda e fumante, mentre il nostro commercialista gia' pregustava,
dopo il caffe', il prezioso bottino raccolto sul vialetto, ma....
> mentre il nostro commercialista gia' pregustava,
> dopo il caffe', il prezioso bottino raccolto sul vialetto, ma....
... ecco che la giovane Veronica (ecco il nome della figlia sedicenne del
commercialista), irrompe furiosa nella stanza da pranzo: <<Cazzo - dice -
dove porcoddio sono andate a finire le mie mutande?? Mannaggialamadonna,
sono quelle che piacciono tanto al mio ragazzo!! Gliele devo dare questa
sera perchè voleva masturbarsi con qualcosa che mi appartenesse! Ecco perchè
le ho messe su da una settimana e non le cambio da allora>>
La madre, cerca di rassicurare la figlia sul fatto che basta fare una
preghierina a Sant'Antonio e prima o poi le mutande usciranno fuori... Il
padre intanto mangia in fretta e furia, dopo aver sentito che gli umori che
quelle mutande emanavano risalgono ad una lunga settimana di utilizzo, non
ce la fa più e con la più classica delle scuse <<Cara, mi scappa di andare a
caga'!!>> se ne va nel bagno finalmente solo soletto.
Lì finalmente può dedicarsi a quell'attività perversa che tanto gli piace...
<<uhhhmmmm ahhmmmm, ...>> lo si sente gemere mentre si slinguazza e si
spalma addosso quell'indumento con una mano e con l'altra si pastrocchio il
pistolino.... <<che buone... godo....>> quand'ecco che, per la fretta non si
era ricordato di chiudere a chiave la porta del bagno.
Si potrebbero sentire dei passi salire le scale, ma il nostro amico
commercialista non se ne accorge nemmeno, tanto è preso da quell'attività
autoerotica, quand'ecco che improvvisamente vede aprire la porta del bagno!!
Il commercialista rimane di stucco, ma...
>... ecco che la giovane Veronica (ecco il nome della figlia sedicenne del
>commercialista), irrompe furiosa nella stanza da pranzo: <<Cazzo - dice -
>dove porcoddio sono andate a finire le mie mutande?? Mannaggialamadonna,
>sono quelle che piacciono tanto al mio ragazzo!! Gliele devo dare questa
>sera perchè voleva masturbarsi con qualcosa che mi appartenesse! Ecco perchè
>le ho messe su da una settimana e non le cambio da allora>>
Una sedicenne che dice "voleva masturbarsi" non è credibile.
> Una sedicenne che dice "voleva masturbarsi" non è credibile.
Parli per sentito dire o per esperienza diretta?
Qualunque sia la tua risposta, guarda che ho pronto il numero della Polizia
Postale...
>> Una sedicenne che dice "voleva masturbarsi" non è credibile.
>
>Parli per sentito dire o per esperienza diretta?
Ieri avevo la macchina a fare il tagliando, ho preso l'autobus per
andare in ufficio. C'erano diversi studendi e ne ho sentita una,
chiaramente, dire: "gli ho fatto un pompino".
Certo, non parlava di masturbarsi, ma credo che il termine "sega" si
impari prima di "pompino".
Ah, non so l'età di preciso, ma avevano il sussidiario.
[cut]
>Ah, non so l'età di preciso, ma avevano il sussidiario.
Presto tua figlia sara' in eta' scolare.
La cosa non ti turba un po'?
MMAX
>>Ah, non so l'età di preciso, ma avevano il sussidiario.
>
>Presto tua figlia sara' in eta' scolare.
>La cosa non ti turba un po'?
Non molto.
Fra un po' aboliscono la scuola e il problema è risolto.
--
liberi in casa nostra
Lo turba di più che ho già dato i suoi recapiti alla Polizia Postale...
>Non molto.
>Fra un po' aboliscono la scuola e il problema č risolto.
Ah gia' la riforma Moratti...dimenticavo.
La virtu' di tua figlia č salva.
MMAX
>Lo turba di più che ho già dato i suoi recapiti alla Polizia Postale...
Scusa, chi cazzo sei tu?
>Scusa, chi cazzo sei tu?
Piu' che altro non sa che lavoro fai tu.
ROTFL!
MMAX
>> Scusa, chi cazzo sei tu?
>
>Quello che ti fa rodere!
Sergio!
Sei tornato.
>>Scusa, chi cazzo sei tu?
>
>Piu' che altro non sa che lavoro fai tu.
Vaffanculo, non glielo dire.
>Vaffanculo, non glielo dire.
Non sia mai, vuoi che lo privi di una sorpresa che potrebbe non
dimenticare mai?
Non lo faccio per te..lo faccio per lui.
MMAX
> >> Scusa, chi cazzo sei tu?
> >Quello che ti fa rodere!
> Sergio!
> Sei tornato.
Brutto frocio! Non offendermi!!
Merdaccia! Lo sanno tutti che Unco fa l'esperto di Pompe...
.... funebri!
[cut]
Giovane sprovveduto/vecchio coglione [scegliere]....ti stai
infilando in un mare di merda.
MMAX
> Giovane sprovveduto/vecchio coglione [scegliere]....ti stai
> infilando in un mare di merda.
Tu fatti i cazzi tuoi e stai attento a chi lo infila a te piuttosto...
Acc... sto bastardo si è liberato dal guinzaglio, che ha combinato il mio
cretino?
--
Frizzy
"Attento! Stai giocando sporco e per questo sei nella mia lista nera.
Frizzolone, da oggi ti farò sputare sangue."
[Icecube su idl]
Ok, a posto.
I riscontri a breve.
[cut]
Non ti agitare che affondi sempre di piu'.
Presto comincerai a bere....
MMAX
>Ok, a posto.
>I riscontri a breve.
Ok...mollo l'idiota allora.
Poi mi racconti eh?
MMAX
>>Ok, a posto.
>>I riscontri a breve.
>
>Ok...mollo l'idiota allora.
>Poi mi racconti eh?
Domani si ride.
Tutti.
>Domani si ride.
>Tutti.
Tranne lui...temo :(
Andateci leggeri, mi sa che è un ragazzino...
MMAX
Vi aspetto con le cialde del caffè già pronte!!
Non fate tardi!!!
Odiava avere a che fare con gli albanesi, anzi per dirla tutta odiava
proprio stare in quel posto di merda, perso nella periferia brianzola: da
una parte negri, tossici e albanesi, dall'altra un insieme indistinto di
impiegati / gente per bene dalla pelle troppo chiara e flaccida, incapaci di
gestire una minchia al di fuori del loro lavoro del cazzo.
Penso' alle gambe della signora meneghetti per un immediato conforto, tutto
sommato le donne si salvavano in quel posto di merda, ogni tanto una
chiavata ci usciva pure, certo purche' non si fosse mai avvicinato a milano,
dove le uniche a non tirarsela tanto erano le quarantenni, ragionevolmente
disponibili ma impregnate di catrame fin nelle rugose profondita' delle loro
fiche rugose.
"...brrr.. meglio il bar dello sguercio che una milanese..." penso' capurzo
sedendosi in fronte ad ahmed, che gli lancio' un occhiata come per dire "e'
inutile che fai lo stronzo con me, napoletano di merda"; Capurzo, quasi
avesse raccolto lo sguardo nell'interezza del suo significato gli agguanto'
diplomaticamente le palle, giusto per definire i ranghi.
"Ahmed, albanese di merda, dove cazzo sono i miei soldi?" gli sussurro'
fissandolo bonario, come un padre di famiglia, "Ahmed, non devi fare lo
stronzo con me, lo sai questo no? tu - capisci - italiano - ?" Nonostante
fosse un dipendente statale, il carattere imprenditoriale di capurzo non si
era mai sopito, di fatti sfruttando la manodopera straniera e le sue vecchie
amicizie napoletane, aveva organizzato un piccolo businness, ramo auto
(usate).
Ahmed lo rassicuro' per la prossima settimana, la giornata di capurzo era
finita, non prima pero' di passare a controllare la situazione in casa
meneghetti "se ho un po' di culo la becco pure in vestaglia..." arrivo' alla
villetta nel dopo cena, per non disturbare troppo.
Ando' ad aprirgli la figlia sedicenne, che due colpetti glieli avrebbe pure
dati, ma gli faceva un po' senso il pirsing sul sopracciglio, lei lo guardo'
con occhi monelli: "buonasera, desidera?" come fosse un qualunque agente
tecnocasa, LUI! "...alla prossima occupazione che fate ti faccio una
lavoretto tipo Diaz..." la signora meneghetti arrivo' in tempo per
distoglierlo dal pensiero, ma l'acquolina non gli passo' di certo, anzi...
"Buona sera signora, potrei parlare con suo marito?" a quelle parole la
piccola di casa meneghelli si strinse nel giaccone e si allontano' veloce
con o senza mutandine sarebbe riuscita ad ottenere il prezioso fluido del
suo ragazzo direttamente in bocca, denso e filante avrebbe voluto
spalmarselo sul pane, come quella merda di formaggio liquido inglese che per
mesi interi, assieme allo sliced white bread costitui' la sua dieta
quotidiana.
"mio marito e' in casa, su' nel suo studio, prego si accomodi" Lui avrebbe
preferito tuffarsi direttamente in mezzo alle cosce della moglie, ma prima
sarebbe stato meglio accertarsi che il marito fosse in studio, magari a
preparare quei cazzo di 740, quindi sali' per le scale finche' non fu'
attirato da una serie di gemiti irregolari, scatto' tipo callaghan "...hey,
sono un pulotto, dopo tutto..." spalanco' con un calcio la porta del cesso,
ma...
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alla vista disgustosa del Meneghetti che si pastrocchiava il pistolino, il
nostro Capurzo rivide per un attimo ciò che aveva mangiato il giorno
prima... tutto, ma proprio tutto gli passò davanti gli occhi: la pasta con
la pummarola e le melanzane, il cappone con le lenticchie, e tutta la
pastiera napoletana che era riuscito ad ingurgitare (incluso il babà!)
finirono miseramente rovesciati sul prezioso tappeto persiano che arredava
graziosamente il bagno della sciura Meneghetti.
Il vomito incoercibile del tutore dell'ordine permise al padrone di casa di
bascondere abilmente il suo prelibato trofeo rosa all'interno di una delle
tasche della sua giacca. Nel compiere questo gesto però, non si accorse che
una bustina contenente una polvere bianca, scivolò miseramente verso il
centro della stanza.
Ripresosi dall'angoscioso "inconveniente", il commissario Capurzo chiese
immediate spiegazioni sul perchè un uomo dell'età e della classe dell'altro
uomo, dovesse ricorrere a certi espedienti per ottenere un po' d'orgasmo. Il
commercialista gli confidò che a causa della continua stanchezza della
moglie, erano ormai quattro anni che i due non facevano più l'amore assieme.
Il commissario non nascose un certo stupore e provò quasi pietà per l'uomo
che aveva di fronte. Nel frattempo, però, cinicamente, non faceva altro che
pensare alla signora, a quelle sue gambe così tornite e belle e a come,
qualche ora prima, si fosse sfilata la giarrettiera con quel suo fare così
sensuale e da donna esperta.
Purtroppo era in quella casa per lavoro e non per piacere ed è per questo
che avvicinandosi al padrone di casa con fare autoritario gli disse:
<<Signor Meneghetti, mi sfugge qualcosa... è sicuro di avermi raccontato
tutto, ma proprio tutto?>>.
Fu in quel frangente che schiacciò la bustina contenente la polverina
bianca, si piegò per raccoglierla da terra ed esclamò: <<E questo cosa
sarebbe??>>. Prontamente gli fu risposto: <<Ma, commissario... cosa vuole
che sia... è soltanto lo zucchero al velo per le guarnizioni del pandoro!!>>
E lui: <<Ma siamo ad Agosto!!>>
<<E con ciò?>> disse il vecchio lupo <<A casa mia il pandoro si mangia ad
Agosto!>>
Il Capurzo, non fece altre domande, ma dentro di sé meditava sulla stupidità
di certa gente che mangia il pandoro ad Agosto...>>
Nel frattempo, la graziosa fanciulla di casa si era agghindata con un top da
urlo che metteva in risalto il suo ampio decolletè ed una minigonna da
favola che lasciava davvero poco all'immaginazione, perchè in pochi minuti
sarebbe arrivato a prenderla il suo ragazzo. Non faceva altro che pensare a
quelle sue mani ruvide (il ragazzo faceva il muratore in un cantiere edile
di Milano2) e forti che le palpeggiavano i seni e le sfioravano il
clitoride, e fu per quello che venne a fontanella, riempendo di svariati
umori le sue mutandine nuove. Quel prezioso liquido inebriante, che tanto
aveva fatto andare fuori di testa il padre, fu una manna caduta dal cielo,
in questo modo infatti sarebbe riuscita a far felice il suo regazzo
omaggiandolo di cotanto agognato regalo!
Quell'odore caratteristico di pesce marcio, che solo le donne eccitate sanno
sprigionare, cominciò a pervadere il corridoio presso il bagno. Fu per quel
motivo che il naso del commissario Capurzo cominciò a storcersi alla
ricerca di quel profumo così inebriante e familiare, ma...
sogni di merda
scuse del cazzo
(sei un commercialista e nulla piů)
X
togliteli dai coglioni e morta lě. io non li vorrei.
Rocco con le sue mani forti e la sua schiena possente, presto avrebbe
scartato il suo calippo di carne che lei non vedeva l'ora di addentare
proprio come piaceva a lui, come una pannocchia.
Roccu era un carpentiere di africo nuovo, condivideva una casa vicino la
stazione centrale con altri operai ed uno studente uzbeko, di cui non
riusciva a ricordare mai il nome ma che essenzialmente non aveva mai rotto i
coglioni, e questo per Rocco era tutto il necesario da sapere.
La zona era un assortimento di merda in tutte le sfumature marroni:
cingalesi, pachistani, senegalesi, sardi e siciliani. La buona notizia era
l'assenza di napoletani e specialmente pugliesi, che a roccu stavano
veramente sulla minchia, forse pure un po' di piu' che degli albanesi.
"Mannaja la madonna! questi pugliesi te lo mettono in culo pure se non gli
hai fatto nu cazzu" raccontava spesso a Veronica, questo mentre con un po'
di saliva cominciava ad esplorarle il buco del culo con due dita, preparando
la strada al fungo di pelle.
Veronica non credeva vero di aver trovato quel raro esemplare di terrone
dalla mascella panoramica e monociglio folto, certo non era il massimo
andarci insieme al centro sociale in mezzo agli stronzetti piu' in carta di
tutta milano e provincia, ma per le discoteche era proprio il massimo, era
un bello spettacolo lasciare che le sue amichette sgli sbavassero un po'
appresso giusto il tempo per piantargli le unghie sul gluteo e portarselo
via.
Ed a Roccu piaceva tanto farsi marcare sulla schiena, come fosse un
territorio, si sdariava nella vasca da bagno mentre Veronica, bottiglia di
acqua rocchetta accanto, apriva le cosce un po' cicce poggiandosi sui bordi
della vasca e cominciava ad inondarlo di piscio, copioso e fumante.
Una volta tornato al paese Rocco non avrebbe mancato di raccontare ai suoi
compari gli accoppiamenti acrobatici con la zoccoletta, nascondendo loro i
particolari piu' inconsueti ed esagerando le sue prestazioni, peraltro di
tutto rispetto (per gli standards milanesi).
Mentre usciva di casa incontro' in cucina il gambetta (detto cosi' perche'
claudicante sulla gamba sinistra), sul tavolo 3 Heineken da 66 cl. vuote, 1
bottiglione da 2.5 litri di vino rosso dall'aspetto pastoso sigillato col
domopak (unico e vero sigillo del vino quello buono). Era passato al
filuferru.
"Ciao gamba"
"Cciau rroccu"
"Come va?"
"Scussa sse non ti rispondo ma ssonno nnei mmiei quarrrantccinqque mminnutti
ddi inntimmitta'"
"ma come cazzo parla? mavafantuculu" penso' Roccu ormai per strada; entro'
nella clio williams focalizzandosi sulla strada che lo divideva da Veronica,
non aveva un cazzo di voglia di parlare ne' di starla a sentire, tantomeno
di andare alla sua stupida festa del cazzo, ma da giovane sveglio qual' era
conosceva bene le regole del gioco.
Per il ponte del primo maggio la casa sarebbe rimasta libera, e lui
coscenziosamente si era premunito di settebello, tra l'atro in offerta 12 +
1 al punto market sotto casa;
All'inizio li prendeva in farmacia, ma le commesse delle farmacie erano
quanto di piu' asettico potesse capitargli di incontrare, quelle del punto
market invece avevano tutte la faccia da troie, se non altro gli ricordavano
il paese.
Gli ci volle una mezzoretta buona per arrivare a casa di Veronica, a questo
punto non rimaneva che parcheggiare davanti al cancelletto sul retro e
mandarle uno squillo, poi, una volta recuperata avrebbe creato nella
macchina l'atmosfera ideale: 120 watt di hardcore industriale, adatto a
spegnere perfino in una spaccacoglioni come Veronica la voglia di cominciare
a raccontargli qualunque cosa della sua giornata.
Penso' al paese, col mare il sole e le donne abituate a non fiatare, per un
attimo gli parve di sentire lo sciabordio delle onde, era in realta' un
autoarticolato targato bergamo che lo superava a velocita' pazzesca,
nonostante l'assetto ribassato e lo spoiler la sua clio parve per un attimo
essere risucchiata nella scia del rimorchio, "figlio di una grandissima
sugaminghibbuttana" gli lampeggio' in codice morse con gli abbaglianti ed i
quattro fendinebbia d'ordinaza compresi nel kit "anch'io rally pro!".
Ormai sotto casa posteggio' la macchina al solito posto e lancio' lo squillo
prestabilito, sembrava tutto normale, ma....
> Ormai sotto casa posteggio' la macchina al solito posto e lancio' lo
squillo
> prestabilito, sembrava tutto normale, ma....
quando intravide, nella penombra della sera che le luci fioche del giardino
contribuivano a rendere così romantica, quella sinuosa figura femminile a
lui tanto familiare, dirigersi verso il bidone dei rifiuti, sentì il suo
membro indurirsi e non potè fare altro che scendere immediatamente dalla
macchina, scavalcare il piccolo muro di cinta e sorprendere alle spalle la
sua preda!
Le affondò le mani sulle natiche sode e la leccò sul collo, dosando
sapientemente baci e lingua (più lingua che baci...) e le fece sentire,
spingendo il suo membro durissimo in quelle soavi terga, il suo essere
eccitato e già pronto al suo compito riproduttivo.
La donna, sorpresa da tanta focosità non potè altro che gemere in un brodo
di giuggiole, ma... quella voce!! Rocco non lo aveva ancora capito, ma la
donna che stava cingendo e slinguazzando non era la sua Veronica, ma la
madre, la signora Maddalena, che tanto somigliava alla figlia nel corpo e
nelle movenze e che nel buio aveva tratto in inganno i sensi visivi del
giovane. Quando i due si accorsero di non conoscersi affatto, era ormai
troppo tardi. La nerchia possente del baldo muratore era stata ormai
sguainata come una spada dalla sua ogiva e tanto era tesa, da accendere le
fantasie erotiche della signora Meneghetti che al richiamo della carne non
si era mai fatta attendere più di tanto.
I due consumarono il loro fugace rapporto proprio lì, sul bidone della
spazzatura, incuranti della puzza di vomito che, per qualche motivo, lo
stesso promanava. I loro sensi erano ormai stretti in una morsa inscindibile
che solo il triplice orgasmo della sciura e l'esplosione finale del nostro
amico nerboruto, riuscirono a placare quasi del tutto. Il ragazzo, con fare
esperto, frugando tra le tasche della giacca che, da vero terrone, non si
era tolto nemmeno durante l'amplesso, uscì il suo pacchetto di Alfa senza
filtro, estrasse la sigaretta che aveva fumato per metà qualche ora prima e
l'accese, sognante...
Maddalena, nel frattempo, provava ad asciugarsi alla buona lo sperma caldo
con cui il giovane le aveva inondato la fregna, e fu lì che, riflettendo su
ciò che avevano appena fatto, chiese: <<Scusa, ma com'è che ti chiami?>>.
Il monocigliato rispose con il suo marcato accento: <<Signo'... sugnu
Rroccu, 'u picciotto ri so' figghia!>>
<<Santa Bernadetta immacolata!!>> Esclamò, inorridita la donna e pensò alle
bugie che la figlia le aveva raccontanto. Rocco non era dunque il ricco
industriale della bassa bresciana, così come la fanciulla aveva raccontato
ai suoi genitori, non era quell'uomo di classe e distinto che loro si erano
immaginati, ma soprattutto non indossava né il Rolex né possedeva la
Mercedes Kompressor blu con gli interni in radica e pelle color avorio. Era
stata tutta una montatura della figlia, per nascondere ai genitori che il
suo uomo era solo uno zotico operaio meridionale. Fu il momento giusto per
trasecolare, la donna immaginò l'ira del marito e le frustate di cinghia che
la figlia avrebbe preso di lì a poco e fu per questo che, mossa a pietà,
disse al nostro amico: <<Rocco, facciamo un patto, per il bene della nostra
Veronica! Teniamo questo segreto per noi, io farò finta di niente e
rientrerò a casa e tu non dirai nulla a mia figlia, però non te la caverai
così a buon mercato! Da te esigo una promessa: d'ora in poi, verrai a
trovarmi tutti i pomeriggi dei giorni dispari quando mio marito è al lavoro
e mia figlia è al rientro obbligatorio a scuola, e dovrai soddisfare tutti i
miei desideri sessuali!>>
Al ragazzo, tale proposta sembrò accettabile! In fin dei conti aveva a cuore
la serenità della sua ragazza e poi, diciamolo pure... i pomeriggi dei
giorni dispari era sempre libero e non sapeva mai come impiegare il tempo...
qualche sana scopata con quella donna così calda e focosa, sarebbe stata
terapeutica per la sua artrosi e per il suo umore. Il patto tra i due fu
suggellato in modo simbolico, quando la donna, chinandosi sul membro
afflosciato ma ancora un po' gocciolante di Rocco, lo prese con cura in
bocca per una pulitura approfondita. Era giunto per lei il momento di
rincasare.
Rocco tornò in macchina, pensando a quanto era stato fortunato ad essersi
scopato quella bella donna e soprattutto al fatto che Veronica era nota per
il suo ritardo (oltre che per la sua troiaggine) e, un po' come fanno tutte
le donne, aspettava sempre un secondo squillo prima di sbrigarsi
definitivamente e di scendere. Ripreso il cellulare, il giovane fece un
nuovo squillo alla sua ragazza.
Veronica era ormai pronta, il trucco finissimo sul suo viso liscio e una
bella spazzolata ai suoi capelli biondi, l'avevano resa ancora più splendida
di quanto non fosse di solito. Andò a salutare la madre e nel darle un
bacio, sentì quell'odore inconfondibile di maschio che la donna produceva
dalla bocca, ma non ci pensò su più di tanto e si recò a salutare anche il
padre, che nel frattempo aveva fatto accomodare nel suo studio al pian
terreno il commissario Capurzo, a cui aveva appena offerto uno dei suoi
preziosi sigari cubani. Alla vista della giovane, il commissario sentì
muoversi dentro qualcosa, una sorta di istinto primordiale che gli scuoteva
l'animo e anche i pantaloni, ma la presenza del padre della ragazza fu un
deterrente allo sfogo dei suoi bassi istinti. Nel modo di salutarla, le
sfiorò inavvertitamente con il braccio uno dei turgidi seni e le rammentò:
<<Ricordati!!! La Scuola Diaz...>> La fanciulla annuì e corse immediatamente
all'uscita con l'ansia tipica delle giovani troiette della sua età e con il
suo desiderio di voler vedere immediatamente il suo Rocco e di soddisfare
l'irresistibile voglia di scopare.
La signora Maddalena, intanto andò in bagno a darsi una rinfrescata, ma...
Scenario Marx (applicabilita’: ½/5)
I due tipini mollano l’attivita’ in proprio e, di converso, si beccano
un congruo aumento, a fronte della cessione al datore delle commesse
acquisite in parallelo.
Scenario Stirner (applicabilita’: 3/5)
I due tipini si fanno i cazzi propri finche’ possono, e se ne fottono.
Tanto sono le mogli, i prestanome.
Scenario Crati (applicabilita’: come fa di cognome, il datore?)
Il datore decide di accettare calorosamente l’iniziativa imprenditoriale
dei tipini, che, in esperienze mozzafiato, abbandonano il calcetto per
apprezzare l’esplorazione fluviale.
Unica nota comune ai differenti scenari, Uncombed: avete un codice
deontologicrotfl?
Senno’, se parli, sei un infame.
PhFree
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xxx
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>Unica nota comune ai differenti scenari, Uncombed: avete un codice
>deontologicrotfl?
>Senno’, se parli, sei un infame.
Sto studiando i risvolti degli scenari che hai proprosto.
Per quanto riguarda il codice deontologico credo che ci sia, ne avevo
pure una copia, ma ora il tavolo traballa, sai com'è...
Mi ricordo che diceva qualcosa circa il cliente, ma niente sui suoi
nemici.
Certo che se i nemini diventassero clienti sarebbe tutto un altro
discorso.
Ah, dimenticavo, sono un infame.
*Se adempirņ a questo giuramento e non lo tradirņ, possa io godere dei
frutti della vita e dell' arte, stimato in perpetuo da tutti gli uomini;
se lo trasgredirņ e spergiurerņ, possa toccarmi tutto il contrario.*
ROTFL, Uncombed: e' Ippocrate, certo. Ha lo stile di un niubbo
rancoroso, vabbo'.
Ma, fossi in te, mi toccherei.
> Ah, dimenticavo, sono un infame.
Dimmi qualcosa che non so (tm), Uncombed.
>*Se adempirò a questo giuramento e non lo tradirò, possa io godere dei
>frutti della vita e dell' arte, stimato in perpetuo da tutti gli uomini;
>se lo trasgredirò e spergiurerò, possa toccarmi tutto il contrario.*
>ROTFL, Uncombed: e' Ippocrate, certo. Ha lo stile di un niubbo
>rancoroso, vabbo'.
>Ma, fossi in te, mi toccherei.
Lo faccio di continuo.
>> Ah, dimenticavo, sono un infame.
>
>Dimmi qualcosa che non so (tm), Uncombed.
Non ora.
Desertificazione dei sanluigi, Uncombed.
> >> Ah, dimenticavo, sono un infame.
> >Dimmi qualcosa che non so (tm), Uncombed.
> Non ora.
Ok, Uncombed: lascia detto a MR (il coglione, ricordi?), che, quando ho
tempo, lo interrogo.
Veronica intanto avanzava verso la macchina di rocco come al rallentatore,
col sicuro effetto di aumentare l'attesa, ma in realta' facendogli vorticare
le palle come due cuscinetti a sfera, "ha preso proprio dalla madre..."
penso' rocco mentre Veronica, ormai in macchina, cercava in vano di
allungarsi la minigonna inguinale fino alle caviglie.
Lei gli fece un sorriso sbarazzino allungandosi per un bacetto sulla bocca
(senza lingua), lui con mossa premeditata e noscialans fece scivolare
nell'alpine l'ultimo remix di nine inch nails, elaborato dal famoso duo
tedesco kruder & blekkendecher, non appena le labbra si unirono fece partire
l'ouverture # 3 per fresa rockwell e doppio pedale.
Veronica si ritrasse imbronciata, "uffa, quando fa cosi' mi verrebbe voglia
di spalmargli uno stronzo sulle gingive" penso' mentre concentrava la
propria attenzione su un dettaglio imprecistao del marciapiede, rocco parti'
sgommando come inbevuto di una rabbia esistenziale, in realta' comunicandole
la propria attitudine maschia ed immaresciabile.
Arrivati in reciproco silenzio a meno di un miglio dalla festa, fu veronica
a dire: "non mi va piu' di andare alla festa, accompagnami a casa"; a quel
punto rocco inchiodo' la clio, guardo' prima veronica con sguardo
inespressivo per poi redirigere la testa di 90 gradi, fissando la strada ed
elaborando mentalmente quel che aveva appena sentito.
"Come?"
"Ho detto portami a casa, non mi sento bene"
"adesso?"
"a-desso"
...
"vabbene, scendo qui, ci torno a piedi..."
Rocco gia' immaginava i titoli sulla 'voce della padania': "minorenne resa
instabile dal fidanzato calabrese viene violentata ripetutamente da 3
algerini abusivi", ma piu' che altro si mangiava le palle per la confezione
12 + 1, eppoi ormai aveva l'abbonamento settimanale pure con la mamma...
bisognava evitare scelte drammatiche, sacrificarsi per un bene piu' grande.
"Ma ci tenevi tanto, la festa..."
"Ho cambiato idea, eppoi sono ingrassata, e stasera c'e' quella stronza
della fanny, non mi va! basta!!! portami via da qui!!!... sigh..." fece tre
lunghi singhiozzi per poi scoppiare in un pianto disperato.
Gliela stava facendo pagare per i NIN, che a loro volta erano il prezzo
dovuto al concerto di cesare cremonini che lei aveva insistito di andarci
assieme...
Si avvicino' tatticamente alla spalla di lei col suo migliore sguardo da
geims din corrucciato, lei si fece abbracciare con la faccia marcia di
lacrime, l'eyliner sciolto in due righe nere che la facevano somigliare a
marylin manson, ma in realta' dentro di se' se la rideva alla grande,
"hehe... hai capito chi comanda qui, eh?".
Sembrava che tutto si fosse risolto per il meglio, ma...
> Sembrava che tutto si fosse risolto per il meglio, ma...
stare fermi per 8 minuti in curva, di sera, al centro di una strada statale
non è proprio il massimo che la vita ti può dare. Quand'ecco che fu un urto
improvviso a ricordare al giovane che sarebbe meglio cercare una piazzola di
sosta la prossima volta. Rocco, infuriato scese dalla macchina per costatare
i danni e per sbraitare contro l'altro sfortunato guidatore. Questi era il
commissario Capurzo in persona, che essendosene andato via da casa
Meneghetti, stava tornando alla propria abitazione.
Uscito dalla sua Punto SX 3 porte bianca, l'integerrimo tutore dell'ordine
cominciò ad accanirsi contro tutti i dodici apostili e la maggior parte dei
santi principali. <<Maronna ru Carmine curnutu, Gisù, Giuseppe e Maria, San
Gennaro rottoinculo...>> Lo si sentiva inveire. Il ragazzo intanto pensava a
quell'alettone posteriore che ormai non c'era più e che tanto aveva reso
desiderabile quella vettura presso tutti i suoi colleghi carpentieri. Che
disgrazia!
I due cominciarono, ciascuno nel rispettivo dialetto a sbraitare l'uno
contro l'altro.
Essendo più anziano e maturo, il maresciallo tese la mano verso il giovane
in senso distensivo, e pronunciò le parole: <<Vabbuò paisà... pensammo 'a
salute và!! Piacere, Ciro Capurzo!>> E così gli animi, finalmente si
riappacificarono, Rocco pensava già a chi avrebbe affidato la propria
vettura, probabilmente al suo amico carrozziere "Tony 'o purcedduzzu"
soprannominato così per la sua fisionomia un po' slanciata in larghezza e il
viso paffuto, che lo rendeva tanto simile ai maili.
Non ci fu nemmeno bisogno di scambiare i rispettivi dati delle
assicurazioni, in fin dei conti la colpa di quell'incidente era di entrambi
e poi, così facendo, Rocco non avrebbe corso ulteriori rischi, visto che la
sua assicurazione era intestata al padre morto da 6 anni e che non aveva mai
cambiato intestatario per non ripartire da una classe di merito troppo
spropositatamente alta rispetto alla precedente.
La ragazza nel frattempo, con aria un po' annoiata e completamente
disinteressata di quanto stesse avvenendo alle sue spalle, stava gustandosi
il cd dei Nine Inch Nails e stava cambiando opinione su quella musica che
prima le dispiaceva così tanto. Fu per questo che decise di dimenticare le
intemperanze di prima e che sarebbe stato giusto dopo le 2 ore di trucco e
preparativi, andare a quella festa della Katy, la sua amica del cuore, la
persona che le diede tutti quei consigli per perdere la verginità quando
entrambe erano ancora dodicenni e a cui aveva confidato la sua prima scopata
con quel diciottenne conosciuto, casualmente, una sera in vacanza a
Viareggio e mai più rivisto.
<<E poi, diciamoci la verità - pensò tra sé e sé la ragazza - alla festa ci
saranno pure Giorgio Bassi della Quinta C e Giulio Rubini della Quarta...
mmmhhh che fusti! Me li farei entrambi...>> Si sa che le ragazze di
quell'età sono un po' troie, e non faceva di certo eccezione alla regola la
nostra Veronica, che, pensierosa, si affaccio al finestrino guardando il
cielo di quella calda e luminosa notte stellata.
Intanto, avendo scorto la ragazza, il commissario le si avvicinò con la
scusa di salutarla, ma con l'implicita motivazione di guardarle, da quella
posizione più alta e favorevole, i turgidi seni che sembravano voler uscire
da quello stretto toppino bianco. Che nervi saldi, ci vollero per non
saltarle addosso... ma era meglio tornare a casa e dimenticare quella
giornata così stressante.
Fu il momento del congedo e Rocco tornò al volante con la tristezza nel
volto di chi ha avuto un incidente con la macchina ma con la durezza nel
cazzo tanto tipica di chi si accinge a farsi una bella scopata. Veronica gli
gelò i sensi quando gli "ordinò" di dirigersi verso la casa della festa
perchè aveva cambiato idea e voleva andarci.
Il giovane era un po' deluso perchè avrebbe dovuto aspettare ancora qualche
ora prima di ciullarsi la sua bionda compagna, ma pensò anche che la festa
sarebbe stata l'occasione giusta per farla bere un po' più del solito, in
modo da ottenere a fine serata quel prezioso buchetto del culo, che ancora,
per pudore, la ragazza non gli aveva concesso! In un modo o nell'altro,
tutto volgeva in suo favore!!
I due percorsero quel breve miglio di strada con le mani di lei sulla patta
degli attillati jeans di lui, con quelle carezze tanto profonde e sapienti,
che solo le donne sanno effettuare sui propri uomini mentre guidano,
ufficialmente per gratificarli, ma nella realtà è questo il loro mezzo per
tastare quanto è ancora alto il desiderio dei loro compagni nei loro
confronti. Evidentemente, quella dura protuberanza che spingeva
prepotentemente sulla zip dei pantaloni, le dimostrava l'attrazione che
ancora il suo Rocco provava per lei.
Arrivati a destinazione, posteggiarono la macchina a ridosso tra un
marciapiede e un posto auto riservato ad handicappati che era stato per metà
occupato da quelle strane vetture a tre ruote che, evidentemente, solo un
handicappato può guidare.
La musica e gli schiamazzi dei partecipanti alla festa si sentivano da lungo
il viale e fortunatamente erano ancora le 23:00, quindi i nostri amici erano
ancora in tempo per inaugurare le bevute che non erano ancora iniziate.
Suonarono al campanello e ad aprire la porta fu la padrona di casa, vestita
nel suo micro-tubino rosa con i seni quasi al vento e le lunghe ed
abbronzate gambe scoperte, Katy fece gli onori di casa e accompagnò i
giovani a posare le giacche nella stanza dei genitori che per l'occasione
avevano lasciato la casa alla giovane e giudiziosa figlioletta, ma...
Non era mai entrato tra i fanatici di bruce springsteen, anche se di tanto
in tanto leggeva il mucchio, ma la voce di quel pezzo in particolare aveva
un qualcosa di chris cornell, insomma: gli piaceva, ma...
> Non era mai entrato tra i fanatici di bruce springsteen, anche se di tanto
> in tanto leggeva il mucchio, ma la voce di quel pezzo in particolare aveva
> un qualcosa di chris cornell, insomma: gli piaceva, ma...
>
Erano gia' le 11 e trenta e la festa, ormai scremata era arrivata al momento
falo', mancante il cippo ardente, passavano pero' 2 tubi sapientemente
farciti, il primo di un polline verde muschio che si sfarinava al tatto dal
retrogusto selvatico ma piacevole, il secondo di un cioccolato secco e
grumoso che raschiava la gola; Rocco aveva driblato il tubo #2, ed ormai
risucchiato dal divano attendeva senza prescia il #1, pregustandone 2,5
boccate piene e dense.
Arrivo' il tubo, che gia' mezzo strorto dopo alcune mestolate di sangria,
rocco posiziono' in asse col suo centro gravitazionale traendone una boccata
densa e rovente, che in un istante gli parve aver perso 1/3 di tutti i suoi
liquidi organici, sentiva di colpo la fatica della giornata sommarsi alle
fatiche di tutta la settimana e del mese e tutte le settimane ed i mesi
della sua vita, tiro' ancora e ancora, l'ultimi due pero' in breve sequenza.
Passo' il tubo alla vicina, una trentenne di milano non bella come veronica
ma discretamente troia, rocco aveva perfettamente presente il tipo: sono
quelle ragazze un po' rudi ma dai modi gentili e discreti, le loro amiche o
troie come loro o uomini;
Si auto-installano come un dialer in una comitiva puntando subito agli ossi
duri, ma sempre giocando di sponda con gli elementi cotton-fioc del gruppo,
solitamente tracagnotte, non se ne curano piu' di tanto avendo capito che
the size matters non vale solo per gli uomini, la "bellezza" non si puo'
toccare, ma con una terza abbondante ci si puo' giocare per un pomeriggio
intero.
La bocca era tagliata in modo da rimanere un po' aperta, donandole una
espressione quasi cafonesca che eccitava rocco in maniera incontrollabile,
questo perche' i due si capirono da subito, mentre lei parlava di qualche
cosa o qualcuno di interessante lui non avrebbe voluto altro che prenderla a
schiaffi, schiaffeggiarla fino a trovare il "la" della sua mano legnosa
sulla faccia rosa di lei.
Schiaffeggiarle prima la faccia e poi il culo, schiaffeggiarla se solo
avesse osato aprire bocca per provarsi a dire qualcosa di interessante,
schiaffeggiarla per il piacer di lei, che non voleva sentirsi ne' amata ne'
ammirata, che mai le era interessato arrivare alle finali di miss. istituto
tecnico qualcosa, tutto quello che voleva erano 45 minuti di assenza di
gravita'. Vuoto assoluto.
Rocco a quel punto sapeva come agire, ed infatti comincio' a toccarle il
culo in modo intenzionale per tastarne l'imbarazzo; lei non gli concesse che
un lievissimo battito di ciglia, continuando a parlare di questa persona
cosi' interessante ed indispensabile che lei ovviamente conosceva.
A quel punto rocco fece per alzarsi, e nello sprofondamento generale del
divano si assicuro' che lei potesse confermare la consistenza del pacco, del
tutto in rilievo ed inguainato nel jeans come iggy pop, si allontano' sul
balcone fingendo una telefonata, in realta' aspettando che giulia (questo il
suo nome) si alzasse a sua volta dirigendosi verso il bagno ma....
Ma era una cosi' bella serata! se escludeva il surrounding e socchiudeva gli
occhi gli pareva quasi di essere sul muretto di jaci, inoltre era ripartito
in quel momento il suo pezzo preferito (in tutto era passato circa sei volte
in tutta la serata, e per lui avrebbero pure potuto metterlo in loop, tanto
gli piaceva).
"Perche' mi piace cosi' tanto?" lo sapeva benissimo... gli ricordava
sopratutto gli screaming trees, se solo mark lanegan avesse scelto di
coltivare la propria bellissima voce piuttosto che di strangolarla
nell'alcool.
Il capo ci sapeva fare, era l'unico pezzo decente di (come si chiamava?),
insomma, wicked game (chris Isaac!!) tratto dalla colonna sonora di "cuore
selvaggio", con nicholas cage pitonato e la rossellini platinata, regia di
david linch.
Giulia usci' sul terrazzo, la sigaretta pendula, aveva qualcosa di liza
minelli, pero' piu' rassicurante, tutta in nero vestiva dei pantaloni dal
disegno tecnico, ma di tessuto buono, non di quelle tamarrate tipo via
torino/p.ta cicca.
Insomma, all'occorrenza quei pantaloni cosi' rilassati erano molto meglio di
una gonna, piu' facili da gestire. la giacca nera scendeva liscia
disegnandole addosso le forme qui cui chiunque uomo vorrebbe aggrapparsi
come nel free climbing.
Era il momento di darsi una mossa, che natale arriva solo una volta l'anno,
lascio' che lei si avvicinasse, teneva in mano un calice di spumante (?) e
la scena assunse la classica inquadratura da tenuta range rover col
falconiere portoghese in co.co.co.
"sei di milano"
"ciao"
"piacere, r~hocc&#ucoi2puntini;h."
"giulia, piacere"
"le mezze stagioni esistono, solo si nascondono per bene"
"prego?"
"senti..."
"dimmi!"(con aria quasi sorpresa)
"niente, scusami... e' il fumo.. hehe..."
"hehe, ti senti bene?"(con malcelata aria compassionevole)
"si, ti stavo parlando giusto di quella festa, bella gente! davvero!"
"..."(sempre piu' meraviglita)"...veramente non stavamo parlando di nessuna
festa"
"E' fatta!" penso' rocco, in una sorta di codice loro, non scritto, avevano
stabilito un primo contatto: la soyutz accetta che un equipaggio dello
shuttle possa ancorarsi alla base per delle operazioni di manutenzione, ma
si sa', nello spazio profondo TUTTO diventa una questione di etichetta.
Nel frattempo qualcuno penso' bene di mettere il remix di safe from heart,
col giro di chitarra elettrica che si incastra alla spirale del basso, era
la scena finale di "the insider", con al pacino che esce dalla canteen della
CBS direttamente sulla fifth avenue, e parte il loop sui titoli di coda.
Michal mann verra' ricordato per le cose sbagliate, "manhunter", ad esempio.
Le scene piu' belle sono quelle fastidiose e quelle negli uffici blu, come
di miami vice le vere protagoniste erano le ville simil-gropius, una corsa
in macchina di notte col sale che ti rigenera da fermo ed i lampioni al
quarzo.
L'effetto della canna stava per svanire quasi del tutto.
"io entrerei..."
Rocco aveva accompagnato veronica a casa, ormai in stato semi catatonico
spalmata sul sedile della clio come un corpo molle; lui adesso la guardava
con altri occhi, come fosse un animaletto in un ingranaggio troppo piu'
grande di lei, era bella e lo amava, ma qualcosa si era messo in moto in
rocco, inarrestabile.
Fecero in silenzio le scale, rocco osservo' Giulia aprire piano la porta e
richiuderla; una volta dentro furono uno sull'altra, come fossero stati
separati alla nascita e si fossero riconosciuti dopo anni luce oltre le
rughe e le brutture accumulate in tutta quella distanza.
La baciava tenendole la testa ferma tra le mani, lei lo avrebbe lasciato
farsi fare tutto, sopratutto sentiva qualcosa premerle all'altezza
dell'inguine, era la virilita' di rocco che comandava la via di fuga dopo
anni di apnea, e rocco ne avrebbe eseguito con scrupolo gli ordini.
Si baciarono come a consumarsi, come se non bastasse mai, come a farne una
riserva preziosa per gli anni a venire; lui' si stacco' fissandola, e senza
mai distogliere lo sguardo le scivolo' la giacca per emergerne dal rayon due
capezzoli dritti e duri, come due spie gialle del procedere con cautela.
Si scambiarono un sorriso complice recidiva/carnefice, era il momento di
sperimentare la rinomata praticita' dei pantaloni di lei, che una volta
slacciati caddero inerti ai suoi piedi, rivelando un dettaglio che fu per
rocco come una scossa da 20.000 watt: giulia indossava delle comunissime
mutandine di cotone bianco.
Lei sentiva l'imbarazzo di stare li', alla merce' del suo sguardo
scrutatore, come un attrice al suo primo provino in mutande ed in maglia
elasticizzata di fronte al regista che la interrompeva, fissandola in
silenzio per interi minuti, per poi farla continuare no, ricomincia da capo.
Adesso rocco la guardava come se ne avesse scoperto il segreto piu' segreto,
la fissava insondabile animalesco mentre con le dita seguiva le
circonferenze degli elastici, lentissimo, poi comincio' ad arrotolare verso
la punta inferiore, finche' un ritaglio di pelo riccio e nero emerse.
Ora lei avrebbe voluto che non continuasse a fissarla cosi', sapeva di non
essere bella, ma non avrebbe mai sospettato che per rocco quella sua non
conformita' estetica rispetto alle ordinanze in vigore era il sigillo di
bonta' e frecchezza del patto produttore / consumatore: tutto fatto in casa
e niente conservanti.
Si allento' democraticamente i pantaloni, per poi avvinghiarla come un polpo
ed ancora assaggiarle il collo e le orecchie, non le tolse ancora la maglia,
intuendone i premi che premevano di essere toccati e succhiati, comincio' a
toccarle il culo, "ti piace se ti tocco il culo?" "si"; furono allora in
camera da letto.
Lei comincio' a carezzarlo come fosse la lampada di aladino, ma
delicatamente, come una testuggine dal guscio sottile; si sedette sul letto
e comincio' a baciarne la testa ormai emersa e dura, per poi sfregarla su di
un seno ed osservare la reazione di rocco, che era come in trance...
La cosa che faceva eccitare rocco come un animale era l'intero corpo di lei
che non si nasondeva anzi lo accoglieva in un abbraccio materno, la prese
davanti, da dietro e a cucchiaio, e piu' lei era tenera e remissiva più lui
affondava duro, desiderava vederla godere, godere, godere.
Lei ora lo guardava dormire, ed erano le prime luci del giorno, la sua pelle
scurita dal sole e tesa come un tamburo, qua' e la' piccole cicatrici ed
ustioni, tra poco sarebbe ricominciato tutto, nella gloria del mattino il
traffico e la fila alle fermate, una foschia leggera ed insidiosa come un
mal di vivere.
Gli preparo' una tazza di caffè e lo sveglio' delicatamente, lui ora la
guardava come filtrata, distante; quella gentilezza mattutina avrebbe reso
la sua giornata vcincente in partenza, a prescindere, qualcuno si era preso
cura di lui, rocco, il nodo eterno cominciava a sciogliersi, e doveva
impedirlo a tutti i costi.
Come poteva infatti rocco, maschio fino alla radice dei peli, innammorarsi
di "una cosi'"? Questo era un problema, perche' al paese nessuno gli avrebbe
piu' rivolto la parola, ma qui non era al paese ma lo stesso, era stata con
lui alla prima sera e lui un po' si sentiva in colpa a pensare alla cosa in
questi termini.
D'altronde questa era milano, l'ingranaggio non si puo' fermare, ed una
parentesi di in fin dei conti poche ore come quella notte/mattina valeva
bene settimane intere di tutta l'altra merda, bisognava stare attenti a non
lasciar fuggirsi niente, essere ricettivi e non rompere/rsi i coglioni.
Ora la guardava vestirsi e capi' di amarla del tutto per com'era, ma nello
stesso istante capii anche di non poterne in alcun modo dipendere, cosa
sarebbe successo se avesse incontrato un altro uomo che le fosse piaciuto?
Perche' quella era la sua natura, era donna ed era troia, e nessuno avrebbe
potuto farci nulla.
"Non hai dei frollini?"...
"No, comunque tra dieci minuti esco."
Rocco scatto' fuori dal letto come un congegno a molla; ora, mentre si
rivestiva la fissava nei gesti piu' comuni, il modo di allacciare l'orologio
al polso e con le dita bagnate di colonia umettare il collo. Avrebbe voluto
essere gia' fuori da quella casa, fuori uscire fuori e non voltarsi
indietro.
L'avrebbe piu' rivista? Lei gli sorrideva con dolcezza, era una donna,
rocco! Una donna non ragiona ne' gode come l'ommini, e Giulia vibrava una
luce gentile compassionevole insopportabile, come osi, donna, dare te stessa
fin questo punto? Gli faceva male l'idea di giulia e la sua vita e i suoi
amori e capi' di essere in un mare di merda.
"Dio come soffro" penso' rocco desiderando in quell'istante preciso una
morsa idraulica che gli comprimesse la testa come una noce, le donne cosi'
non si possono amare, le donne cosi' vanno usate, puttana! puttana! perche'
non riesco a disprezzarti? La verita' era davanti a lui, e lo abbagliava
facendolo barcollare;
Ti amo perche' sei troia, la mia troia te lo metto in bocca succhia troia te
lo metto in culo troia! godi! maledizione a te! perche' io? perche'?
Comincio' a singhiozzare, prima lentamente poi come uno sfogo fluente
benefico freddo, sapeva di essere a quel punto perduto, sapeva che cosi'
l'avrebbe persa.
Lei ora lo guardava con espressione indecifrabile, come un bimbo che non
vuole andare a scuola, che la mamma ha da fare deve andare a lavorare e ci
sono i tuoi compagnetti e perche' fai i capricci? che sei un ometto e gli
ometti non fanno i capricci, gli ometti accettano inflessibili eroici il
dolore e non fiatano.
Di colpo rocco realizzo' quanto ridicola ed imbarazzante fosse tutta quella
situazione nel suo complesso, sarebbe uscito fuori senza dir nulla, uscito
dalla vita di lei senza fiatare ne' voltarsi indietro, che lui era un uomo,
che lui aveva la sua vita e gli amici e la donna e la clio, che lui stava
bene cosi'.
Continuo' a rivestirsi e lei lo fissava in silenzio, come si guarda chi
viola la propria parola d'onore, non voleva quella responsabilita', voleva
un uomo che fosse una unita' singola e indipendente modulare, un uomo a
scomparsa come un divano letto, un uomo con tutti i conforts ma retrattile
alla bisogna senza troppe storie.
Perche' io non sono affidabile, io donna lunatica lupa cagna, cosa vuoi? che
cazzo vuoi da me tu?
scopami.
lasciami.
vattene.
dove sei?
-"tutto bene?"
-"si" rispose rocco, che ora sorrideva e sentiva di poter gestire la
situazione...
Dopo una lunga gavetta sui ponteggi e ad impastare cemento rocco ebbe modo
di lavorare coi pannelli, una tecnica nuova e rivoluzionaria che per certi
versi gli permetteva di bypassare i blasonatissimi ingegneri e sentirsi
partecipe al progetto.
Ma il bello era definitely di togliere il lavoro agli ingegneri: "hahahaha,
poveri idioti... avete perso anni e anni a laurearvi mentre io VIVEVO ed ora
vi fotto il lavoro... hahahaha", questo pensava rocco sorridendo da sotto
l'elmetto.
In realta' oggi pensava pure a Giulia, ed a come gli fu facile gestire la
situazione nel suo complesso: in fondo era solo una ragazza, milanese per
giunta, quindi era del tutto fuori luogo nutrire qualcosa al di fuori del
piano fisico.
Mica era al paese, dove le ragazze -pure le piu' zoccole- avevano comunque
un bisogno formale di tenerezza, qui era nella citta', dove le donne o sono
di legno o vogliono pisciare in piedi come gli uomini.
Giulia non faceva eccezione, si scambiarono i numeri di cellulare e furono
intesi per sentirsi durante la settimana, lei il suo lavoro lui la sua vita,
si sarebbero incontrati a casa di lei patti chiari amicizia lunga: nessun
coinvolgimento emotivo.
Lei fu molto chiara su questo punto, temeva di affezzionarsi, inoltre dove
l'avrebbe portata (a milano?) tenendola per mano mangiando un cono gelato?
Il solo pensiero lo faceva sorridere di tristezza.
Sull'onda di quei pensieri comincio' ad impostare dei cicli annidati, un
pochetto macchinosi all'inizio, ma una volta lanciata la procedura avrebbe
potuto fumarsi una sigarette in disparte, che il suo responsabile non era
nei paraggi.
Accese una marlboro light -considerata al paese una sigaretta da froci-
ripensando a Giulia che di spalle aspettava impaziente il suo castigo,
Giulia che cercando di pronunciare qualcosa emetteva un rantolo rauco e
riverberato.
L'aveva mandata in distorsione come la sua vecchia fender, ripenso' a quando
suonava nei garage, lui sognando ritchie blackmore, il tastierista
intrippato coi pooh ed il bassista con pastorius; chiaramente non conclusero
mai nulla.
Penso' a questa sua nuova storia come ad una di quelle improvvisazioni,
ripenso' alla sua fender rossa che arruginiva da qualche parte e penso' a
Giulia, che finalmente aveva trovato il suo ritchie blackmore.