ho il piacere di annunciarvi che il politecnico di Torino, per
chi non lo sapesse, ebbene sě ha istituito un corso di laurea
del genere.
Potete guardare qui il piano di
studi...
http://didattica.polito.it/pls/portal30/sviluppo.modello_corso.init?codicepa
gina=655
Secondo voi il mercato č in grado di assorbire questa figura di lauraeato
IN QUANTITA'?
l'unica cosa che spero č che alla fine non si esca col titolo di Ing...
Mah... si stanno tutti sputtanando?
Ciao!
Pare una "Scienze delle Comunicazione" un po' piu' seria! Bella....
> Vax wrote:
>
>> ho il piacere di annunciarvi che il politecnico di Torino, per
>> chi non lo sapesse, ebbene sģ ha istituito un corso di laurea
>> del genere.
>
>
> Pare una "Scienze delle Comunicazione" un po' piu' seria! Bella....
....bella...cagata...
> ....bella...cagata...
Bravo bimbo....adesso puoi motivare quello che hai scritto?
--
Fabio ]SickAxe[ Bellotti
''I've seen things you humans wouldn't believe. Attack ships on fire off the
shoulder of Orion. I watched C-Beams glitter in the dark near the Thanauser
Gate. All those moments will be lost in time, like tears in rain. Time to
die.'' Blade Runner - 1982
[cut]
> Secondo voi il mercato è in grado di assorbire questa figura di lauraeato
> IN QUANTITA'?
Beh...se consideriamo il mercato mondiale probabilmente si....se
consideriamo quello italiano....non credo...ma d'altra parte abbiamo anche
lauree in ing nucleare, quindi non mi stupisce la cosa.
In effetti se una scuola come il Politecnico di Toriano comincia a
sfornare queste cazzate allora e' vero che stanno sfasciando quel poco
di buono che c'era nell'universita' italiana ....
Che capzo di paese, va tutto al rovescio ...
E poi, ammesso che abbia un senso quel corso di studi, ma di che
industria del cinema stiamo parlando? :-))
--
What the eyes see and the ears hear, the mind believes.
> E poi, ammesso che abbia un senso quel corso di studi, ma di che
> industria del cinema stiamo parlando? :-))
>
>
Credo che "Ingegneria del Cinema" sia forse un titolo un po' azzardato,
ma nei contenuti mi e' sembrata una bella laurea, mira a fornire certe
competenze tecniche all'ingegnere informatico, competenze che nessuno ha.
Il mercato del lavoro richiede tecnici "dell'informazione", altrimenti
non si spiegherebbe perche' Scienze della Comunicazione, che
inizialmente nacque come facolta' umanistica, sta sempre piu'
"abbracciando" l'area informatica. Il risultato pero' e' catastrofico
perche' si fanno fare esami di informatica a studenti che non devono
affrontare neanche un esame di matematica. Il Politecico sembra voler
rispondere correttamente a questa esigenza: volete tecnici? allora
ingegneri, non "comunicatori" che sanno usare solo Front Page e Photo Shop.
Almeno, io la vedo cosi', non credo si siano bevuti il cervello.
la risposta è nella tua signature... (non è un'offesa al film, che anzi
ritengo una delle perle del cinema di fantascienza)
Ci mancano i cervelli, quei pochi che sforniamo se ne scappano perchè i
fondi R&S sono ai minimi storici,
e invece di invertire questa rotta di tendenza che ci sta facendo andare
in recessione, al politecnico di torino (notoriamente una delle maggiori
fucine di cervelli italiani) si inventano corsi di laurea che:
1) non aggiungono niente al quid attuale
2) sono uno spreco di risorse (visto e considerato che coloro che
dovessero eccellere in questa pagliacciata non avrebbero poi nè gli
stimoli nè il mercato per rimanere a lavorare seriamente qui in italia
[ergo altra fuga di personale qualificato] , paese dove il cinema a
parte rare mosche bianche non è affatto trattato come un'arte [e il
fatto che ogni anno il film italiano con + incassi sia la solita solfa
boldi-de sica la dice lunga] ... )
p.s. il bimbo, visti i tuoi gusti cinematografici, ti consiglia la
lettura di :
"The Edge of Human" scritto nel 1995 da K. W. Jeter, ideale seguito del
libro di Dick; scritto con lo stesso spirito che aveva ispirato Philp K.
Dick, lega e risolve molte delle discrepanze che c'erano fra Blade
Runner e "Do Androids Dream of Electric Sheep?"
--
Pain of Salvation - 12:5
Dig thee a way through the wall before their eyes: and thou shalt go
forth through it.
> 1) non aggiungono niente al quid attuale
> 2) sono uno spreco di risorse (visto e considerato che coloro che
> dovessero eccellere in questa pagliacciata non avrebbero poi nè gli
> stimoli nè il mercato per rimanere a lavorare seriamente qui in italia
> [ergo altra fuga di personale qualificato] , paese dove il cinema a
> parte rare mosche bianche non è affatto trattato come un'arte [e il
> fatto che ogni anno il film italiano con + incassi sia la solita solfa
> boldi-de sica la dice lunga] ... )
Hragione, e non posso che dartene atto, ma supponiamo che una persona sia
sinceramente intenzionata a lavorare nel campo del cinema, non potrebbe
forse essere una buona scelta? Per la cronaca..io faccio ing meccanica al
polimi, e stavo appunto pensando di abbandonarla a favore di questo nuovo
corso.
> p.s. il bimbo, visti i tuoi gusti cinematografici, ti consiglia la
> lettura di :
> "The Edge of Human" scritto nel 1995 da K. W. Jeter, ideale seguito del
> libro di Dick; scritto con lo stesso spirito che aveva ispirato Philp K.
> Dick, lega e risolve molte delle discrepanze che c'erano fra Blade
> Runner e "Do Androids Dream of Electric Sheep?"
Lo leggerò sicuramente...per il bimbo non voleva assolutamente essere una
offesa, solo marcare l'inutilità del tuo primo intervento.
Siamo caduti veramente in basso.
--------------------------------
Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
beh, io avevo sentito qualche tempo fa che a Torino (mi pare,
o da quelle parti) avessero inaugurato una universita' in "Scienze
gastronomiche", sebbene non sia proprio una "ingegneria della
tagliatella", bisogna ammettere che ci va decisamente vicino.
Non sta a molto l'inaugurazione della "Sex Health University".
Specializzazione? "Blowjob Engineer", of course...
--
maitre Aliboron
>Signori,
>
>ho il piacere di annunciarvi che il politecnico di Torino, per
>chi non lo sapesse, ebbene sě ha istituito un corso di laurea
>del genere.
Ingegneria del cinema E DEI MEZZI DI COMUNICAZIONE. E' cominciato
questo settembre. Io sono uno degli iscritti a questa facolta'.
>
>Potete guardare qui il piano di
>studi...
>
>http://didattica.polito.it/pls/portal30/sviluppo.modello_corso.init?codicepa
>gina=655
Madonna, non ci andavo da tempo e quel poco che c'era l'hanno
incasinato di brutto... le materie in nero sono quelle che faremo nei
prossimi 2 anni, quelle col link sono di quest'anno. Al momento stiamo
facendo Introduzione a Internet, Strumenti di Analisi II e Principi di
Misure e strumentazione.
Vi rimando a questo sito, c'č qualche documento in piů:
http://www.infotech.polito.it/didattica/ing_cinema.html
>Secondo voi il mercato č in grado di assorbire questa figura di lauraeato
Non saprei ma sono molto ottimista. Mi sembra che manchi una figura
professionale che, da sola, integri tutti gli ambiti che stiamo
studiando (nuovi & vecchi media, economia, elettronica, informatica,
comunicazione...). So solo che se e' stato fatto questo corso di
laurea, ci saranno stati dei buoni, anzi ottimi motivi...
>IN QUANTITA'?
Il corso e' a numero chiuso per 60 iscritti, poi se decideranno di
ingrandirlo non saprei.
>l'unica cosa che spero č che alla fine non si esca col titolo di Ing...
Perche' no? Siamo poi cosi' diversi dagli ingegneri informatici (x
fare un esempio...)? Solo perche' lavoriamo su elementi immateriali
(come il multimedia) non significa che non possiamo risolvere problemi
con approcci ingegneristici...
>Mah... si stanno tutti sputtanando?
Spiegati meglio.
>Il 10 Giu 2004, 13:50, "Vax" <c...@y.com> ha scritto:
>> Signori,
>>
>> ho il piacere di annunciarvi che il politecnico di Torino, per
>> chi non lo sapesse, ebbene sě ha istituito un corso di laurea
>> del genere.
>>
>Bene, ora non ci resta che aspettare che istituiscano il corso in "Ingeneria
>della moda", cosi' il cerchio e' completo.
Esiste gia' Ingegneria tessile, e non solo al Polito... dove sta il
problema? L'importante e' che ci sia bisogno di queste figure
professionali.
>Gordon Gekko wrote:
>
>> E poi, ammesso che abbia un senso quel corso di studi, ma di che
>> industria del cinema stiamo parlando? :-))
>
>Credo che "Ingegneria del Cinema" sia forse un titolo un po' azzardato,
E' per questo che ci teniamo a dire il titolo per esteso: "Ingegneria
del cinema e dei mezzi di comunicazione"... personalmente non ci
capisco granche' di cinema e non mi affascina, ma so che se si lavora
con tanti mezzi di comunicazione, uno di essi e' certamente l'immagine
statica/in movimento e le conoscenze relative al cinema (inquadrature,
ottica, suono, montaggio e via dicendo) sono quasi essenziali.
E se siamo arrivati al cellulare che fa i filmini (tanto per fare un
esempio) tutto questo diventa di una certa importanza...
>Il Politecico sembra voler
>rispondere correttamente a questa esigenza: volete tecnici? allora
>ingegneri, non "comunicatori" che sanno usare solo Front Page e Photo Shop.
>Almeno, io la vedo cosi', non credo si siano bevuti il cervello.
Sono perfettamente d'accordo con te. La tecnologia ci offre tante di
quelle possibilita' che ci vuole davvero tanta esperienza per
sfruttarle tutte. Quindi oltre ai comunicatori che usano tecnologie,
servono anche tecnologhi che si occupino di comunicazione.
Sia ben chiaro, ingegneria del cinema non significa che faremo i
registi o gli sceneggiatori! Quella e' roba del DAMS! Noi saremo
d'apoggio a registi, sceneggiatori, giornalisti, aziende e *chiunque*
voglia comunicare (o creare strutture di comunicazione) per usare al
meglio, dal punto di vista pratico, tutti i media a disposizione.
> >Bene, ora non ci resta che aspettare che istituiscano il corso in
"Ingeneria
> >della moda", cosi' il cerchio e' completo.
>
> Esiste gia' Ingegneria tessile, e non solo al Polito... dove sta il
> problema? L'importante e' che ci sia bisogno di queste figure
> professionali.
>
Si' ne ho sentito parlare anche io: e' quella dove, nel corso di Scienza
delle costruzioni, la teoria di Saint-Venant e' stata sostituita da quella
di saint-laurent: in questa teoria non si parla del problema del taglio, ma
di quello del taglio e cucito.
"Quelle materie li'" sono ovviamente materie che caratterizzano il
nostro corso, come ci son quelle specifiche di un ing. meccanico o di
un ing.informatico. La differenza e' che si tratta di materie piu'
"soft" (nel senso di "software" rispetto ad hardware) di un generico
CdL basato sull'informazione (ing.elettronica, informatica, telecom,
meccatronica...), a sua volta piu' "soft" di un CdL industriale
(civile, meccanico...).
Sinceramente non capisco il concetto di "vero" piano di studi e di
"veri" ingegneri. Uno puo' benissimo studiare per avere la forma
mentis di un ingegnere senza per forza fare quelle materie di cui
magari non s'interessera' mai... l'importante e' che la base
scientifica del tipo di insegnamenti, come dici tu, rimanga.
Suppongo che anche quando nacque IngInf e simili, qualcuno avra' a suo
tempo avanzato obiezioni del genere...
MA ROTFL
ROTFL!!!!!!
:-))))))))
vero, pero tutti quei corsi di laurea da te citati hanno alcune ( chi piu
chi meno, ma l'ossatura c'č) materie in comune.
Quelle appunto che costituiscono la base di un piano di studi tipico di
ingegneria.
E qui, francamente, non le vedo.
Addirittura l'esame di Analisi č diventato "STRUMENTI di analisi e
geometria"....
> Sinceramente non capisco il concetto di "vero" piano di studi e di
> "veri" ingegneri.
l'avevo intuito
Uno puo' benissimo studiare per avere la forma
> mentis di un ingegnere senza per forza fare quelle materie di cui
> magari non s'interessera' mai...
certo: al cinema puo succedere di tutto......
domanda: ma alla laurea vi danno l' OSCAR?
o il leone di venezia??
mah....
a parte gli scherzi: se sei felice del tuo corso di studi, buon per te.
dragon
>Addirittura l'esame di Analisi č diventato "STRUMENTI di analisi e
>geometria"....
Che, se non ho capito male, si tratta di solo un 20% in meno, riempito
da alcune nozioni di Analisi3.
>> Sinceramente non capisco il concetto di "vero" piano di studi e di
>> "veri" ingegneri.
>
>l'avevo intuito
beh, non ho ancora l'esperienza di voi laureati...
> Uno puo' benissimo studiare per avere la forma
>> mentis di un ingegnere senza per forza fare quelle materie di cui
>> magari non s'interessera' mai...
>
>certo: al cinema puo succedere di tutto......
>domanda: ma alla laurea vi danno l' OSCAR?
>o il leone di venezia??
L'ho gia' scritto in un altro post di questo thread... NON ESISTE
"ingegeria del cinema", ESISTE "ingegneria del cinema E DEI MEZZI DI
COMUNICAZIONE". Non siamo ne' saremo registi, o artisti in genere (poi
se qualcuno e' appassionato, puo' integrare con questo CdL), ma saremo
fondamentalmente TECNICI della comunicazione.
>mah....
>
>a parte gli scherzi: se sei felice del tuo corso di studi, buon per te.
Se e' per questo ne sono felicissimo, e' solo che vorrei sfatare
alcune convinzioni (in gran parte false) di chi sente per la prima
volta parlare di questo corso di laurea...
Ciao
> >
> "Quelle materie li'" sono ovviamente materie che caratterizzano il
> nostro corso,
[cut]
> Suppongo che anche quando nacque IngInf e simili, qualcuno avra' a suo
> tempo avanzato obiezioni del genere...
>
la tua argomentazione non regge; l'ingegneria e' innovazione, ma tale
innovazione deve posare su solide basi scientifiche: e' il caso dei corsi di
laurea da te citati (informatica, elettronica, etc.); non lo e' (a quanto
sembra) con ingegneria del cinema; una volta laureati se volete fare delle
simulazioni al computer cosa userete: Cinema4D?
E' proprio quello su cui vorrei insistere: non ci sono piu' le materie base
tipiche di ingegneria. Sbaglio o mancano anche Fisica1 e Fisica2 !?
Comunque, come giustamente dice Nastero, e' probabile che la tendenza della
Moratti a semplificare al massimo i corsi di Laurea non sia ancora finita.
Pensavo lo fosse con l'introduzione del N.O., invece ancora c'e' da rendere
le cose piu' semplici agli studenti, forse per avvantaggiarli all'entrata
veloce nel mondo del lavoro. Solo, mi chiedo, non credo che senza le basi si
vada lontano.
Un esempio eclatante: avete visto quanto e' stato semplice, ieri, l'esame
di maturita' di Matematica per i licei scientifici?? Sono cosette quasi da
terza media.. io ricordo che il mio esame fu una vera bastonata e che, pur
andando bene in matematica alle superiori, ho incontrato grossi problemi
quel giorno... e non parlo di molti anni fa.
Senza stimoli, che classe di studenti avra' l'Italia da qui a poco? Forse
e' un modo per tenerci tutti i futuri laureati in italia e non farli andare
all'estero (visto che all'estero non avrebbero sbocchi) !? ...
"dan" <d...@eng.it> ha scritto nel messaggio
news:80Z181Z223Z203Y...@usenet.libero.it...
>Il 17 Giu 2004, 17:44, "]Nastero[" <erUNDERS...@libero.it> ha scritto:
>
>> >
>> "Quelle materie li'" sono ovviamente materie che caratterizzano il
>> nostro corso,
> [cut]
>> Suppongo che anche quando nacque IngInf e simili, qualcuno avra' a suo
>> tempo avanzato obiezioni del genere...
>>
>la tua argomentazione non regge; l'ingegneria e' innovazione, ma tale
>innovazione deve posare su solide basi scientifiche: e' il caso dei corsi di
>laurea da te citati (informatica, elettronica, etc.); non lo e' (a quanto
>sembra) con ingegneria del cinema;
Due terzi delle materie che abbiamo sono di ingegneria di base e di
applicazioni. Non sono queste le basi scientifiche di cui parli?
> una volta laureati se volete fare delle
>simulazioni al computer cosa userete: Cinema4D?
Dipende ovviamente dal tipo di simulazione. Per la CG orientata al
multimedia andranno bene anche programmi come quello che hai citato
tu, per altri tipi di lavoro non saprei. In quel caso valgono le
conoscenze di geometria, meccanica e grafica che valgono un po'
ovunque nella computer graphics.
>> Quelle appunto che costituiscono la base di un piano di studi tipico di
>> ingegneria.
>> E qui, francamente, non le vedo.
>
>E' proprio quello su cui vorrei insistere: non ci sono piu' le materie base
>tipiche di ingegneria. Sbaglio o mancano anche Fisica1 e Fisica2 !?
>
Si', al loro posto c'e' Principi di meccanica (solo 2 crediti...).
>Comunque, come giustamente dice Nastero, e' probabile che la tendenza della
>Moratti a semplificare al massimo i corsi di Laurea non sia ancora finita.
>Pensavo lo fosse con l'introduzione del N.O., invece ancora c'e' da rendere
>le cose piu' semplici agli studenti, forse per avvantaggiarli all'entrata
>veloce nel mondo del lavoro.
Quello che non facciamo delle materie ingegneristiche e' stato
sostituito da teoria e tecniche della comunicazione. Non si tratta
semplicemente di entrare prima nel mondo del lavoro (altrimenti
immagino che si sarebbe puntato molto di piu' sull'applicazione
pratica), ma e' vero che trattiamo con occhio tecnico discipline che
non sono mai state considerate in questo modo (il diritto alla
privacy, tanto per fare un esempio).
>Solo, mi chiedo, non credo che senza le basi si
>vada lontano.
Meglio un'ingegneria con basi eterogenee che un mondo della
comunicazione dove non c'e' nessuna figura professionale che sappia
davvero cosa e come comunicare un certo messaggio. Ci sono problemi
nuovi da affrontare (non che quelli vecchi siano del tutto
risolti...).
>Un esempio eclatante: avete visto quanto e' stato semplice, ieri, l'esame
>di maturita' di Matematica per i licei scientifici?? Sono cosette quasi da
>terza media.. io ricordo che il mio esame fu una vera bastonata e che, pur
>andando bene in matematica alle superiori, ho incontrato grossi problemi
>quel giorno... e non parlo di molti anni fa.
Son d'accordo sul fatto che l'andazzo generale e' di rendere la vita
facile a chi non si vuole che resti fra i piedi a perdere tempo
(pagato coi soldi dello Stato che si lamenta sempre che non ne ha). Ma
non capisco cosa c'entri questo col mio CdL.
Il problema vero è che ci sono già tantissimi corsi di laurea che
sfornano tecnici di quel tipo, oltre ai corsi delle scuole professionali.
Non
vorrei poi che il livello tecnico richiesto per tale lavoro non sia poi
così elevato: ad ogni modo qualunque ingegnere dell'informazione è,
a mio modo di vedere, anche ingegnere del cinema e dei mezzi di
comunicazione. E'un bel corso (io stesso ho fatto montaggio audio,
video, dj ecc.), ma è una cosa così nuova che mi lascia perplesso.
Il mercato del cinema italiano, poi, è in crisi...
>>Mah... si stanno tutti sputtanando?
>spiegati meglio.
E' che già la figura di ingegnere in italia si è squalificata e non
rende nè solodi nè prestigio come una volta; fare corsi di laurea
del genere mi sembra un pò esagerato!
Ma ci sono almeno fighe?
Ciao!
Forse, quello che non hai capito, e' che nessuno dice che quel corso di
laurea sia inutile. Il punto e' che non c'entra un fico secco con la
facolta' di ingegneria. Tanto per capirci in che sezione dell'albo
dovrebbero mettervi? A firmare cosa?
Quello che non si capisce e' che senso ha "ingegneria" del cinema. E'
lo snaturamento completo di una facolta' che ha delle solide basi
ovunque nel mondo.
Negli stati uniti un corso di laurea del genere ricadrebbe nel Bachelor
of Arts, non di certo nel Bachelor of engineering o nel Bachelor of
Science. La buffonata e' tutta qui.
Ho dato un'occhiata alle basi di matematica, e soprattutto di fisica del
corso. Soprattutto per la fisica siamo al ridicolo. Sono quattro nozioni
in croce. Capzo, la base di ingegneria e' sempre stata tutta la.
> Ho dato un'occhiata alle basi di matematica, e soprattutto di fisica del
> corso. Soprattutto per la fisica siamo al ridicolo. Sono quattro nozioni
> in croce. Capzo, la base di ingegneria e' sempre stata tutta la.
Ti sembra che gli esami di analisi e fisica del NO di un qualunque corso
di laurea in ingegneria siano tanto piu' "completi"?
Boh? Sono uscito in tempo. :-))
Comunque controllero' ....
> > una volta laureati se volete fare delle
> >simulazioni al computer cosa userete: Cinema4D?
> Dipende ovviamente dal tipo di simulazione. Per la CG orientata al
> multimedia andranno bene anche programmi come quello che hai citato
> tu, per altri tipi di lavoro non saprei. In quel caso valgono le
> conoscenze di geometria, meccanica e grafica che valgono un po'
> ovunque nella computer graphics.
>
Se devi fare delle simulazioni di cg, non e' certo necessaria una laurea, al
piu' (se proprio non ti va di imparare da solo), ti fai un corso presso una
delle tante scuole che offrono corsi di questo tipo: un paio di mesi e
diventi un buon disegnatore grafico. Simulazioni ingengeristiche richiedono
anche la conoscenza della fisica del problema specifico; tanto per farti un
esempio, se vuoi simulare il comportamento aerodinamico di un aeromobile e
visualizzare l'andamento del flusso lungo la sua superficie devi conoscere
le equazioni che stanno alla base del problema; volendo il flusso lo puoi
anche simulare con cinema4D, solo che non rispecchierà mai la realta'
fisica, e la differenza sta tutta qui: un ingegnere cerca di riprodurre dei
risultati che siano conformi alla realtà fisica, chi fa cg realizza
sostanzialmente dei cartoon.
Dico solo questo: Fisica II, io mi lamentai che il prof. dedico' solo
due lezioni alla Relativita'. Oggi, saltano a pie' pari tutta l'Ottica....
Si dovra' fare un film alla Matrix le leggi della fisica non gli
serviranno :-))
>Il 18 Giu 2004, 12:54, "]Nastero[" <erUNDERS...@libero.it> ha scritto:
>
>> > una volta laureati se volete fare delle
>> >simulazioni al computer cosa userete: Cinema4D?
>> Dipende ovviamente dal tipo di simulazione.
>Se devi fare delle simulazioni di cg, non e' certo necessaria una laurea, al
>piu' (se proprio non ti va di imparare da solo), ti fai un corso presso una
>delle tante scuole che offrono corsi di questo tipo: un paio di mesi e
>diventi un buon disegnatore grafico.
Infatti la materia relativa alla grafica 3D la facciamo in un semestre
al terzo anno, insieme a tante altre materie diverse e comunque dopo
aver acquisito una base di conoscenze molto piu' vasta di chi decide
di fare il disegnatore CG e basta.
> Simulazioni ingengeristiche richiedono
>anche la conoscenza della fisica del problema specifico;
Noi potremmo anche lavorare solo in CG, ma cosi' si sfrutta solo la
parte ingegneristico/applicativa del percorso formativo.
Ma se per esempio la simulazione fa parte di un progetto di
e-learning, gli effetti della resa grafica ai fini dell'apprendimento
(nonche' del contesto in cui ci si trova) potrebbero essere analizzati
da un laureato in ICM.
Noi non siamo specializzati in un'unica disciplina, ma facciamo da
ponte fra realtà diverse, ingegneristiche e non. E' ovvio che, dal
punto di vista di un ingegere "puro", siamo capaci di fare ben poco...
A quanto credo, le nozioni di Ottica da noi sono distribuite in tre
materie ("principi di misure", "acustica e illuminotecnica" e "onde,
sistemi, ottica e colori"). Quindi un po' di Fisica ce l'abbiamo...
>> >IN QUANTITA'?
>> Il corso e' a numero chiuso per 60 iscritti, poi se decideranno di
>> ingrandirlo non saprei.
>
>Il problema vero è che ci sono già tantissimi corsi di laurea che
>sfornano tecnici di quel tipo, oltre ai corsi delle scuole professionali.
D'accordo, ma credo che un conto e' una figura che sa fare
comunicazione di un certo tipo, un conto e' fare un po' di tutto e
conoscere in modo piu' vasto i problemi della comunicazione.
>Non
>vorrei poi che il livello tecnico richiesto per tale lavoro non sia poi
>così elevato: ad ogni modo qualunque ingegnere dell'informazione è,
>a mio modo di vedere, anche ingegnere del cinema e dei mezzi di
>comunicazione. E'un bel corso (io stesso ho fatto montaggio audio,
>video, dj ecc.), ma è una cosa così nuova che mi lascia perplesso.
Prima di sapere dell'esistenza di questo corso di laurea, ero
intenzionato a studiare ing.inf. per poi specializzarmi in qualcosa
relativo alla multimedialita', ma non e' assolutamente la stessa
cosa...
>Il mercato del cinema italiano, poi, è in crisi...
Non saprei dirti. Mi e' stato detto (non sono granche' informato) che
proprio a Torino sono in attivo numerosi set autorizzati dal comune e
dalla Film Commission Torino Piemonte, quindi la situazione non e' poi
cosi' disastrosa.
Certo, se ai "piani alti" pensano che con questo corso si possa
recuperare il mercato del cinema, si sbagliano di grosso... NON SIAMO
REGISTI né artisti di alcun genere, il cinema e' solo uno dei tanti
campi di applicazione.
>>>Mah... si stanno tutti sputtanando?
>>spiegati meglio.
>
>E' che già la figura di ingegnere in italia si è squalificata e non
>rende nè solodi nè prestigio come una volta; fare corsi di laurea
>del genere mi sembra un pò esagerato!
Proprio perche' la "ricetta" e' parecchio diversa da quella degli
altri corsi di Ing., c'e' maggiore possibilita' che il nostro corso
potrebbe avere una tendenza diversa o anche opposta... il rischio
comunque c'e', contattami fra 3-4 anni e se saro' disoccupato ti daro'
ragione :)
>Ma ci sono almeno fighe?
Almeno il quaranta per cento.
> Esiste gia' Ingegneria tessile, e non solo al Polito... dove sta il
> problema? L'importante e' che ci sia bisogno di queste figure
> professionali.
Il fatto e` che ing del cinema non e` stata fatta considerando la
necessita` di quelle figure professionali, ma come mezzo pubblicitario
per dare visibilita` al poli di torino. L'idea base e` che a scienze
della comunicazione (a numero chiuso) c'era sempre una coda di gente che
restava fuori. Con un accordo fra universita` e poli fu deciso di
istituire questo corso di laura con lo scopo di dare visibilita` al
poli. Essendo gli studenti quasi tutti indirizzati in origine a scienze
della comunicazione, non si poteva fare un corso di ingegneria vera, ma
solo una farsa per non spaventarli troppo :-)
[anche qui di non spaventare gli studenti non gliene frega nulla a
nessuno, e neanche se quello che studiano e` utile: la cosa importate e`
aumentare il rendimento dell'universita`, riducendo il numero degli
studenti che abbandonano]
In questo modo il poli recupera direttamente una sessantina di studenti,
e soprattutto si fa pubblicita`. Prossimamente il cdl di ingegneria del
cinema dara` una laurea ad honorem a pupi avati (o altro nome
equivalente, non mi ricordo cosa mi avevano detto). Non perche' quel
regista sia "ingegneristico", ma semplicemente per avere la stampa che
ne parla, cosi` ci saranno piu` studenti al poli, anche in altri corsi
di laurea.
Se vai al poli, prova a dare un'occhiata allo stato dell'ampliamento: da
un po' di tempo e` tutto fermo semplicemente perche' il poli ha finito i
soldi per il raddoppio: piu` studenti vogliono dire anche prosecuzione
dei lavori.
Purtroppo la mia opinione e` che ti abbiano imbrogliato: a NESSUNO
interessa se la figura professionale e` richiesta e se quello che
studiano gli studenti sia utile. Nessun docente "tecnico" del poli e`
mai stato un cineasta, ne ha la minima idea di che cosa serva nel campo
della cinematografia (dove di tecnologia in realta` ce n'e` molta). Ing
del cinema e dei mezzi di comunicazione e` semplicemente una operazione
pubblicitaria per tirare su le sorti economiche del poli. Se poi guardi
la presenza e la puntualita` dei docenti che arrivano da fuori del poli,
capisci quanto ci tengano a quel corso.
--
Franco
Wovon man nicht sprechen kann, darüber muß man schweigen.
(L. Wittgenstein)
Okay, il 40% di 60 persone è 24 fighe. Bene, preparo il libretto
e mi trasferisco al volo!!!
Ciao e in bocca al lupo!
Andrea
e ci credo!!! a cosa ti serve la relatività se non vai afare l'ingegnere
nucleare (o al limite areospaziale)?
Per quanto riguarda l'ottica, bè sono d'accordo sul fatto che dovrebbe
essere reiserita (oltre al fatto che è una materia che mi è piaciuta molto!)
Ciao!
>>Ma ci sono almeno fighe?
>Almeno il quaranta per cento.
Basta questo per dimostrare che non si tratta di un corso di laurea
serio.
>]Nastero[ wrote:
>
>> Esiste gia' Ingegneria tessile, e non solo al Polito... dove sta il
>> problema? L'importante e' che ci sia bisogno di queste figure
>> professionali.
>
>Il fatto e` che ing del cinema non e` stata fatta considerando la
>necessita` di quelle figure professionali, ma come mezzo pubblicitario
>per dare visibilita` al poli di torino.
Creare un intero corso di laurea mi sembra un tantino costoso (come
tempo e risorse) come mezzo pubblicitario, non credi?
>Essendo gli studenti quasi tutti indirizzati in origine a scienze
>della comunicazione, non si poteva fare un corso di ingegneria vera, ma
>solo una farsa per non spaventarli troppo :-)
Scusa, chi sarebbero questi studenti originariamente indirizzati a
SciDeCom? Noi? Credo che nessuno di noi avesse intenzione di
iscriversi a quella facolta', semmai era piu' facile se qualcuno
pensava di trovare qui un corso per aspiranti cineasti. Le
non-matricole del nostro corso hanno una laurea del poli stesso.
>[anche qui di non spaventare gli studenti non gliene frega nulla a
>nessuno, e neanche se quello che studiano e` utile: la cosa importate e`
>aumentare il rendimento dell'universita`, riducendo il numero degli
>studenti che abbandonano]
Studenti che abbandonano ne abbiamo avuti anche noi, sia all'inizio,
sia durante, sia dal prossimo anno. Mi sembra normale per un CdL cosi'
difficile da definire. Se questa era la loro intenzione, hanno fallito
di brutto. Spiegami meglio questa storia del rendimento
dell'universita'...
>In questo modo il poli recupera direttamente una sessantina di studenti,
>e soprattutto si fa pubblicita`. Prossimamente il cdl di ingegneria del
>cinema dara` una laurea ad honorem a pupi avati (o altro nome
>equivalente, non mi ricordo cosa mi avevano detto). Non perche' quel
>regista sia "ingegneristico", ma semplicemente per avere la stampa che
>ne parla, cosi` ci saranno piu` studenti al poli, anche in altri corsi
>di laurea.
Confermo. In effetti sembra anche a me una contraddizione (dico e
ripeto che ICM non fa registi!!!), speriamo solo che non gli diano la
laurea prima che non sia uscito almeno uno di noi...
>Se vai al poli, prova a dare un'occhiata allo stato dell'ampliamento: da
>un po' di tempo e` tutto fermo semplicemente perche' il poli ha finito i
>soldi per il raddoppio: piu` studenti vogliono dire anche prosecuzione
>dei lavori.
La tua ultima frase significa che il poli cerca nuovi studenti per
auto-incentivarsi a proseguire i lavori?? Ma che significa?
>Purtroppo la mia opinione e` che ti abbiano imbrogliato: a NESSUNO
>interessa se la figura professionale e` richiesta e se quello che
>studiano gli studenti sia utile.
Sessanta ingegneri del cinema disoccupati saranno sicuramente un danno
enorme alla reputazione del Poli, se continuano cosi' con questa
campagna pubblicitaria che gli stara' costando chissa' quanto.
>Nessun docente "tecnico" del poli e`
>mai stato un cineasta, ne ha la minima idea di che cosa serva nel campo
>della cinematografia (dove di tecnologia in realta` ce n'e` molta).
Primo, ogni docente insegna quel che riguarda la sua materia, punto e
basta. Ci pensiamo noi ad assemblare il tutto.
Secondo, nessun docente al momento puo' avere una conoscenza generale
del programma del corso, di cosa si e' fatto o di cosa si fara'
esattamente; semmai una vaga idea.
Terzo, il requisito di "cineasta" per un docente non e' scritto da
nessuna parte. I cineasti ci servirebbero al max per la materia di
cinema (storia e tecnica, conclusa a febbraio). E lo ripeto per la
terza volta: QUESTO CDL NON FORMA REGISTI (o cineasti).
Per curiosita': su quali basi fondi queste tue affermazioni? Sai che
mi sembravano "quasi" fondate? :/
>Ing
>del cinema e dei mezzi di comunicazione e` semplicemente una operazione
>pubblicitaria per tirare su le sorti economiche del poli.
Dimostramelo.
>Se poi guardi
>la presenza e la puntualita` dei docenti che arrivano da fuori del poli,
>capisci quanto ci tengano a quel corso.
Presenza e puntualità? Intendi dire ad ogni lezione?
Ma sei un mio collega o sei quello che controlla i cartellini
dell'uni?
Gli unici ritardi che io ricordi sono quelli del prof di misure, che
e' del poli. E comunque non e' nulla di grave.
Cioe', saper passare da un sistema di riferimento ad un altro e'
inutile?
> Creare un intero corso di laurea mi sembra un tantino costoso (come
> tempo e risorse) come mezzo pubblicitario, non credi?
No, non lo e`. Non solo non lo credo, ma so che non lo e` (almeno nella
convinzione della terza facolta` e probabilmente del senato accademico)
> Scusa, chi sarebbero questi studenti originariamente indirizzati a
> SciDeCom? Noi? Credo che nessuno di noi avesse intenzione di
> iscriversi a quella facolta', semmai era piu' facile se qualcuno
> pensava di trovare qui un corso per aspiranti cineasti. Le
> non-matricole del nostro corso hanno una laurea del poli stesso.
Il corso e` nato dalla collaborazione della terza facolta` del poli con
il preside della facolta` che "contieme" il cdl di scienza della
comunicazione (non ricordo il nome della facolta`). L'idea base era che
essendo scienza della comunicazione a numero chiuso, ed essendoci
parecchi esclusi, si poteva pensare di riciclare parte di quegli
studenti su questo corso di laurea.
> Spiegami meglio questa storia del rendimento
> dell'universita'...
Piu` ne laurei, rispetto al numero degli iscritti, migliori sono gli
indici di rendimento dell'universita`, e anche questi servono per la
ripartizione delle risorse. Non e` importante quanto gli studenti
imparano, ma quanti se ne laureano in breve tempo rispetto al numero
degli iscritti.
> Confermo. In effetti sembra anche a me una contraddizione (dico e
> ripeto che ICM non fa registi!!!), speriamo solo che non gli diano la
> laurea prima che non sia uscito almeno uno di noi...
Non mi pare che si sia parlato di date, probabilmente all'inizio del
prossimo anno accademico.
> La tua ultima frase significa che il poli cerca nuovi studenti per
> auto-incentivarsi a proseguire i lavori??
Non per autoincetivarsi, ma per finanziarsi. Niente soldi (anche delle
tasse studentesche), niente prosecuzione dei lavori. Un po' di anni fa
erano state fatte delle stime totalmente irrealistiche sul numero degli
studenti futuri, e adesso i lavori del raddoppio sono fermi :-).
> Sessanta ingegneri del cinema disoccupati saranno sicuramente un danno
> enorme alla reputazione del Poli, se continuano cosi' con questa
> campagna pubblicitaria che gli stara' costando chissa' quanto.
No, un neolaureato che non trova lavoro non fa nessun danno di immagine
all'universita`. E neanche un centinaio. I neoingegneri non sono
abituati a fare casino e i media non ne parlano.
> Primo, ogni docente insegna quel che riguarda la sua materia, punto e
> basta.
Senza avere la minima idea di che cosa serva nel settore. Senza aver
visto un bus luci. Se sapessi come sono state decise le materie di
insegnamento e i contenuti, saresti un po' deluso.
> Ci pensiamo noi ad assemblare il tutto.
Escluderei che sia possibile :-)
> Secondo, nessun docente al momento puo' avere una conoscenza generale
> del programma del corso, di cosa si e' fatto o di cosa si fara'
> esattamente; semmai una vaga idea.
Questo e` vero, e quindi in ogni caso non sa cosa possa essere utile a
quella figura professionale (e tantomeno gli interessa).
> Terzo, il requisito di "cineasta" per un docente non e' scritto da
> nessuna parte. I cineasti ci servirebbero al max per la materia di
> cinema (storia e tecnica, conclusa a febbraio). E lo ripeto per la
> terza volta: QUESTO CDL NON FORMA REGISTI (o cineasti).
Era una iperbole. Nessun docente ha mai lavorato nel campo
cinematografico o della comunicazione. Nessun docente sa che cosa ci sia
di tecnologico nell'industria del cinema o della comunicazione
(ovviamente sto parlando dei docenti del poli. Per le altre materie non
lo so).
> Per curiosita': su quali basi fondi queste tue affermazioni? Sai che
> mi sembravano "quasi" fondate? :/
Sul fatto che ero presente ai consigli di settore della terza facolta`
quando e` stata decisa l'istituzione di ingegneria del cinema, della
laurea ad honorem a pupi avati, che conosco molto bene come funziona
l'universita`.
>>Ing
>>del cinema e dei mezzi di comunicazione e` semplicemente una operazione
>>pubblicitaria per tirare su le sorti economiche del poli.
>
> Dimostramelo.
Troppo complicato, non hai le informazioni sufficienti per vedere tutto
il quadro d'insieme.
Appunto...
"Francesca" <fran...@tiscali.it> ha scritto nel messaggio
news:caunt6$p4m$1...@stargate1.inet.it...
"]Nastero[" <erUNDERS...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:4146d0hltpnqoa0q8...@4ax.com...
Ummmmm... E' più probabile che abbiano creato un piano di studi frettoloso
per far cominciare il corso di laurea
in ogni caso considera che e' un
> corso nuovo, probabilmente l'anno prossimo il piano di studi cambiera'
> ma non di tanto, giusto per risolvere qualche problema di
> "prerequisiti" che abbiamo avuto.
qui ti lascio il beneficio del dubbio. Tuttavia spero vivamente ce qualcosa
cambi.
> Che, se non ho capito male, si tratta di solo un 20% in meno
>, riempito
> da alcune nozioni di Analisi3.
>
qua credo che tu stia fantasticando parecchio.... oppure ti hanno davvero
venduto fumo....
dare nozioni di analisi 3 avendo come background un esame somma di tre dei
vecchi esami di analissi e geometria credo non serva a nulla.
> >> Sinceramente non capisco il concetto di "vero" piano di studi e di
> >> "veri" ingegneri.
> >
> >l'avevo intuito
> beh, non ho ancora l'esperienza di voi laureati...
>
quindi perchè pontifichi su cosa debba essere "da Ing" oppure no?
non ti pare diparlare senza cognizione di causa?? non solo stai facendo il
primo anno, cioè esperienza ZERO, ma addirittura cerchi di giustificare
l'esistenza di un corso appena nato, urlando che c'è proprio bisogno di
questa nuova figura....
usando il tuo modo di pensare invece, si potrebbe dire che dato che fino ad
ora non c'era, non ce n'era bisogno....
> L'ho gia' scritto in un altro post di questo thread... NON ESISTE
> "ingegeria del cinema", ESISTE "ingegneria del cinema E DEI MEZZI DI
> COMUNICAZIONE". Non siamo ne' saremo registi, o artisti in genere (poi
> se qualcuno e' appassionato, puo' integrare con questo CdL), ma saremo
> fondamentalmente TECNICI della comunicazione.
>
la verità sta nei post di Franco. Puoi fidarti delle sue parole.
> e' solo che vorrei sfatare
> alcune convinzioni (in gran parte false) di chi sente per la prima
> volta parlare di questo corso di laurea...
in base a cosa? ad ipotesi? ma via....
d'altra parte, CARTA CANTA. Il piano di studi del tuo corso di laurea è il
più ridicolo che sia mai uscito da una facolta di Ing.
Manca solo che le assistenti dei prof siano le veline.
ciao dragon
>L'idea base era che
>essendo scienza della comunicazione a numero chiuso, ed essendoci
>parecchi esclusi, si poteva pensare di riciclare parte di quegli
>studenti su questo corso di laurea.
Trovando un piano di studi quasi completamente diverso, in un'altro
corso a numero chiuso. Che idea grandiosa...
>> Spiegami meglio questa storia del rendimento
>> dell'universita'...
>
>Piu` ne laurei, rispetto al numero degli iscritti, migliori sono gli
>indici di rendimento dell'universita`, e anche questi servono per la
>ripartizione delle risorse. Non e` importante quanto gli studenti
>imparano, ma quanti se ne laureano in breve tempo rispetto al numero
>degli iscritti.
60 studenti su 4000 aumentano di cosi' tanto il rendimento
dell'universita'?
Non era piu' facile aumentare il numero di posti degli altri corsi a
numero chiuso?
>> auto-incentivarsi a proseguire i lavori??
>
>Non per autoincetivarsi, ma per finanziarsi. Niente soldi (anche delle
>tasse studentesche), niente prosecuzione dei lavori. Un po' di anni fa
>erano state fatte delle stime totalmente irrealistiche sul numero degli
>studenti futuri, e adesso i lavori del raddoppio sono fermi :-).
Quindi sessanta iscritti in piu' risolleveranno la situazione
economica del Poli. Scusa ma anche questa mi sembra una stima
totalmente irrealistica, oppure mi sono perso qualcosa...
>No, un neolaureato che non trova lavoro non fa nessun danno di immagine
>all'universita`. E neanche un centinaio. I neoingegneri non sono
>abituati a fare casino e i media non ne parlano.
>
C'e' sempre una prima volta. Cosi' come mi sembra la prima volta che
si faccia un corso di laurea esclusivamente per farsi pubblicita'. E'
del nostro futuro che si parla, non di saponette!
>> Primo, ogni docente insegna quel che riguarda la sua materia, punto e
>> basta.
>Senza avere la minima idea di che cosa serva nel settore. Senza aver
>visto un bus luci.
E' proprio necessario che un docente debba conoscere le altre materie
per insegnare la sua? Certamente e' un vantaggio, ma anche lavorare
cosi' "a compartimenti stagni" non dovrebbe essere un problema...
>Se sapessi come sono state decise le materie di
>insegnamento e i contenuti, saresti un po' deluso.
Visto l'andazzo, direi che e' un po' presto per me prendere la pillola
rossa... io sono dell'idea che questo mix di discipline funzionera',
ripeto, e' una mia idea.
>> Ci pensiamo noi ad assemblare il tutto.
>Escluderei che sia possibile :-)
Perche' no?
>> Per curiosita': su quali basi fondi queste tue affermazioni? Sai che
>> mi sembravano "quasi" fondate? :/
>
>Sul fatto che ero presente ai consigli di settore della terza facolta`
>quando e` stata decisa l'istituzione di ingegneria del cinema, della
>laurea ad honorem a pupi avati, che conosco molto bene come funziona
>l'universita`.
E gia' allora non ti sembrava tutto questo un'assurdita'? Nessuno, che
tu sappia, ha avanzato obiezioni sulla fattibilita' dell'operazione
pubblicitaria?
>>>Ing
>>>del cinema e dei mezzi di comunicazione e` semplicemente una operazione
>>>pubblicitaria per tirare su le sorti economiche del poli.
>>
>> Dimostramelo.
>
>Troppo complicato, non hai le informazioni sufficienti per vedere tutto
>il quadro d'insieme.
Sara' anche un'operazione pubblicitaria, ma un corso di laurea lo si
deve pur mantenere. Almeno questo e' stato previsto, no??
>> Se non ci sono, vorra' dire che il tipo di conoscenze dei prossimi
>> anni di corso non sono richieste...
>
>Ummmmm... E' più probabile che abbiano creato un piano di studi frettoloso
>per far cominciare il corso di laurea
A parte qualche modifica all'ordine delle materie di quest'anno, i
cambiamenti non dovrebbero essere rilevanti.
> in ogni caso considera che e' un
>> corso nuovo, probabilmente l'anno prossimo il piano di studi cambiera'
>> ma non di tanto, giusto per risolvere qualche problema di
>> "prerequisiti" che abbiamo avuto.
>
>qui ti lascio il beneficio del dubbio. Tuttavia spero vivamente ce qualcosa
>cambi.
Se qualcosa cambiera', e' solo grazie a noi che ci siamo offerti come
cavie. I prossimi che verranno avranno sicuramente una situazione
migliore...
>> Che, se non ho capito male, si tratta di solo un 20% in meno
>>, riempito
>> da alcune nozioni di Analisi3.
>>
>qua credo che tu stia fantasticando parecchio.... oppure ti hanno davvero
>venduto fumo....
Nei programmi di Strumenti 1 e 2 c'è quello che abbiamo fatto,
controlla pure.
>> >> Sinceramente non capisco il concetto di "vero" piano di studi e di
>> >> "veri" ingegneri.
>> >
>> >l'avevo intuito
>> beh, non ho ancora l'esperienza di voi laureati...
>
>quindi perchè pontifichi su cosa debba essere "da Ing" oppure no?
Veramente siete voi a parlare di "basi tipiche", escludendo a priori
qualunque variazione sul tema...
>non ti pare diparlare senza cognizione di causa?? non solo stai facendo il
>primo anno, cioè esperienza ZERO, ma addirittura cerchi di giustificare
>l'esistenza di un corso appena nato, urlando che c'è proprio bisogno di
>questa nuova figura....
Ci sara' pure un motivo che mi ha spinto a scegliere questo corso, no?
Non ho detto che ce n'e' proprio bisogno, ma che senz'altro una
varieta' di competenze eterogenee sara' utile per molte applicazioni
professionali.
>> e' solo che vorrei sfatare
>> alcune convinzioni (in gran parte false) di chi sente per la prima
>> volta parlare di questo corso di laurea...
>
>in base a cosa? ad ipotesi? ma via....
Meglio spiegare cosa ci si prospetta davanti che etichettare qualcosa
di nuovo come una cazzata totale. A priori.
>d'altra parte, CARTA CANTA. Il piano di studi del tuo corso di laurea è il
>più ridicolo che sia mai uscito da una facolta di Ing.
Sara' pur nato per esigenze pubblicitarie, ma non e' escluso che le
competenze del corso diano risultati positivi. Vedremo fra tre anni.
Ciao!
Ma nessuno dice che non serve a niente, solo che non c'entra un fico
secco con ingegneria. Come ho gia' avuto modo di dire, e' molto piu'
simile ad un Bachelor of Arts. Tutto qua.
Non si capisce perche' questo CdL debba essere chiamato ingegneria del
...
Sembra appunto un'operazione di marketing per lanciar il corso che un
qualcosa corrispndente con la realta'.
"Gordon Gekko" <lo...@lonet.com> ha scritto nel messaggio
news:MPG.1b3eae9e1...@news.tin.it...
> C'e' sempre una prima volta. Cosi' come mi sembra la prima volta che
> si faccia un corso di laurea esclusivamente per farsi pubblicita'. E'
> del nostro futuro che si parla, non di saponette!
Hint: definisci "nostro"
Per te vuol dire il "tuo" futuro prefessionale, di una persona
per la facolta` di ingegneria vuol dire il futuro economico di tutta la
facolta`, il che comprende n persone con n>>1
una board of director di una azienda decide il meglio per il top
management dell'azienda, nonpergli operai, perche` ti aspetti che
l'universita` funzioni su un altro principio?
--
Electra
*
Beauty fades, Dumb is forever
*
Perche' non ci racconti qualcosa dell'effetto Cina sulla California. So
che l'iniezione Bush a suon di deficit fuori controllo ha tirato su il
settore difesa e business annessi. Il problema e' cosa succedera' quando
finira' la droga. Sai che anche noi negli anni 80 crescevamo bene con i
deficit annuali fuori controllo ... pero' come sta andando a finire lo
sappiamo tutti. Per adesso i semiconduttori tirano ... e la migrazione
viene mascherata ....
Comunque, aspetto notizie fresche.
Bye
Per capirci, io ero rimasto qua (e' di un anno fa):
http://www.kron4.com/Global/story.asp?S=1357066&nav=5D7lGr1K
SAN JOSE (AP) -- Peter Kerrigan encouraged friends to move to Silicon
Valley throughout the 1980s and '90s, wooing them with tales of
lucrative jobs in a burgeoning industry.
But he lost his network engineering job at a major telecommunications
company in August 2001 and remains unemployed. Now 43, the veteran
programmer is urging his 18-year-old nephew to stay in suburban Chicago
and is discouraging him from pursuing degrees in computer science or
engineering.
"I told him, 'Unless you're planning to do this as a path to technical
sales, don't do it,"' said Kerrigan, who lives in Oakland. "He won't be
able to have a career designing and building stuff because all those
jobs have moved to India."
Like many unemployed programmers, Kerrigan blames the sour labor market
on offshore outsourcing -- the migration of tech jobs to relatively low-
paid contractors or locally hired employees in India, China, Russia and
other developing countries.
The hemorrhaging of tens of thousands of technology jobs in recent years
to cheaper workers abroad is already a fact of life -- as inevitable,
U.S. executives say, as the 1980s migration of Rust Belt manufacturing
jobs to Southeast Asia and Latin America.
But a new wave of technology outsourcing -- involving tasks that involve
greater skills -- could be cutting to the industry's bone, threatening
to prolong the three-year U.S. economic downturn.
Some who oppose the trend, which such industry stalwarts as Hewlett-
Packard, IBM, Dell and Microsoft are embracing, believe it could even
usher in the end of American domination in technology.
"We're giving countries like China and India the support they need to
build up their technology industries, and the result could disadvantage
us in the long run," said Phil Friedman, an electrical engineer and
chief executive of New York-based Computer Generated Solutions, a 1,200-
employee software company that targets the apparel industry.
"We outsourced electronics manufacturing. We're closing steel mills.
Every week, 400,000 people file for new unemployment claims," said
Friedman, a 54-year-old Ukrainian native who immigrated in 1976. "At the
same time, we're shipping tech jobs offshore -- it's a shortsighted
approach and cheats the American work force."
Cost-conscious executives have been shifting lower-level tech jobs in
data entry and systems support abroad to cheaper labor markets for more
than a decade. But now they are exporting highly paid, highly skilled
positions in software development -- jobs that have been considered
intrinsic to Silicon Valley and tech hubs such as Seattle; Boston; and
Austin, Texas.
Critics say it's the equivalent of exporting not just the automobile
industry's assembly line jobs -- but the core engineering and car design
jobs, too.
Roughly 27,000 technology jobs moved overseas in 2000, according to a
November study by Forrester Research. It predicts that number will
mushroom to 472,000 by 2015 if companies continue to farm out computer
work at today's frenzied pace.
According to Forrester, companies in the United States and Europe will
spend 28 percent of their information technology budgets on overseas
work in the next two years.
Boeing, Dell and Motorola have opened software development centers in
Russia. Intel employs 400 full-time Russian software research engineers
and nearly 200 others in marketing and sales, wireless Internet access
and modem projects.
Santa Clara-based Intel entered the Russian market with a small contract
project three years ago. But within months, the world's largest chip
maker hired all the programmers who write compiler software to optimize
the microprocessors' performance, and opened the Russia Software
Development Center in Nizhny Novgorod.
"We intend to invest in the fastest-growing markets, and those are
India, Russia and China -- that's the long-term plan," Intel spokesman
Chuck Mulloy said.
Microsoft is adding software development jobs at its India Development
Center in Hyderabad, opened in 1999 to create versions of Windows for
giant corporate computers. Bill Gates said late last year that the
expansion was part of an estimated $400 million in corporate investments
in the subcontinent.
On its corporate Web site, Microsoft lists dozens of Hyderabad openings,
many requiring five years of experience, fluency in multiple computer
languages, and college degrees in computer science -- far from the
hourly telemarketer jobs that financial services and insurance companies
exported to the Philippines and elsewhere in the early '90s.
Some say sending those jobs abroad may cause American tech workers'
wages to stagnate.
According to the nonpartisan Economic Policy Institute, non-inflation-
adjusted wages for tech workers grew 1.7 percent between the fourth
quarter of 2001 and the fourth quarter of 2002 -- not enough to keep up
with the period's inflation rate of 2.2 percent.
The average computer programmer in India costs $20 per hour in wages and
benefits, compared to $65 per hour for an American with a comparable
degree and experience, according to consulting firm Cap Gemini Ernst &
Young.
But executives say outsourcing offers advantages beyond wage
differences.
Jean-Marc Hauducoeur, a senior vice president at Cincinnati-based human
resources consulting firm Convergys, said his 47,000-employee company
will employ 6,000 customer service representatives and network engineers
in India by year's end.
Convergys' average technical employee in India stays on the job for
nearly three years -- more than double the U.S. average, saving tens of
thousands of dollars in recruitment and training per employee per year,
he said.
"People in India are very ambitious and very well-educated, but they're
also ready to invest in a company, and they have less of a tendency to
move out of the company," Hauducoeur said.
Many U.S. corporate executives say they simply can't afford to overlook
foreign computer workers -- especially in India, which produces roughly
350,000 college engineering graduates annually.
Others say the genius of American enterprise is its leaders' knack for
envisioning the next big thing -- and workers' ability to redefine job
roles and retrain. Americans pioneering developments in nanotechnology
and biotech will have far more job security than simple programmers,
they argue.
Bob Pryor, who heads the outsourcing practice of Cap Gemini Ernst &
Young, said it's "naive" to think outsourcing software jobs could ruin
America's tech dominance.
"The reality is that we live in a global economy and we compete against
global players. We need to look at where we have strategic advantage --
whether it's resources or skills," Pryor said. "It frees up people and
dollars to do much more value-added strategic things for clients."
Marcus Courtney, a former contract worker for Microsoft and Adobe
Systems and president of the Washington Alliance of Technology Workers,
said many tech workers understand and even endorse free trade and
globalization.
They even enjoy living on the cutting edge -- taking courses in advanced
computer languages, getting experience in a variety of business
disciplines, and endorsing a philosophy of continuous improvement, he
said.
But many find it tough to reconcile their macro-economic outlook with
their own unemployment.
"We need to move beyond the idea that individuals can simply cope and
retrain," said Courtney, whose 275-member union is asking Congress to
study and possibly regulate offshore outsourcing. "Workers need a voice
over their economic future and a voice against the executives making
these unilateral economic decisions."
No, dico semplicemente che la maggiro parte del programma
di relatività copre dei campi che in applicazioni industriali
in genere non servono (a meno che tu non faccia fare cenrifughe
alla 360.000 Km/s!)
Ciao
>>No, un neolaureato che non trova lavoro non fa nessun danno di immagine
>>all'universita`. E neanche un centinaio. I neoingegneri non sono
>>abituati a fare casino e i media non ne parlano.
>>
>C'e' sempre una prima volta. Cosi' come mi sembra la prima volta che
>si faccia un corso di laurea esclusivamente per farsi pubblicita'. E'
>del nostro futuro che si parla, non di saponette!
"Loro" prendono il loro grasso stipendio indipendentemente da tuo
futuro.
> Trovando un piano di studi quasi completamente diverso, in un'altro
> corso a numero chiuso. Che idea grandiosa...
Le rimostranze devi farle a chi ha avuto questa pensata. E se i due
presidi hanno avuto una idea cosi` criticabile, vedi un po' in che razza
di corso di laurea sei finito :-).
> 60 studenti su 4000 aumentano di cosi' tanto il rendimento
> dell'universita'?
QUello di non "spaventare" gli studenti non e` solo per ing cinema, ma
anche per tutti gli altri corsi. Ing cinema al piu` puo` avere un minimo
trattamento di favore, ma anche per tutti gli altri corsi vale la stessa
regola. Era un discorso generale, non lo avevo messo in evidenza.
> Quindi sessanta iscritti in piu' risolleveranno la situazione
> economica del Poli. Scusa ma anche questa mi sembra una stima
> totalmente irrealistica, oppure mi sono perso qualcosa...
Ti sei perso qualcosa. Ing del cinema puo` servire anche a richiamare
altri studenti, sia perche' dirottano su altri corsi di laurea, sia
perche' sentono parlare della facolta`. E` una operazione pubblicitaria:
che al mercato serva quella figura o che cosa debba conoscere quella
figura e` l'ultima cosa che interessa.
> C'e' sempre una prima volta. Cosi' come mi sembra la prima volta che
> si faccia un corso di laurea esclusivamente per farsi pubblicita'. E'
> del nostro futuro che si parla, non di saponette!
Come ti hanno gia` risposto, il vostro futuro e` assolutamente
irrilevante. QUello che viene considerato e` il futuro del poli e il
potere delle varie persone.
>
> E' proprio necessario che un docente debba conoscere le altre materie
> per insegnare la sua?
Per sapere che cosa insegnare, serve avere una idea di quali conoscenze
servono in un certo campo, e quindi vauol dire conoscere almeno un
pochino del campo. Altrimenti si insegnano le cose che piacciono o sono
piu` comode da insegnare, non quello che potrebbe servire in un dato cdl.
> Visto l'andazzo, direi che e' un po' presto per me prendere la pillola
> rossa... io sono dell'idea che questo mix di discipline funzionera',
> ripeto, e' una mia idea.
Auguri!
>
>>>Ci pensiamo noi ad assemblare il tutto.
>>
>>Escluderei che sia possibile :-)
>
> Perche' no?
Semplicemente perche' non ne siete mediamente in grado. Non solo a ing
del cinema, ma praticamente in tutte le ingegnerie (specie al triennio).
Si chiama immaturita` di studio, mancanza di conoscenze e di metodo...
> E gia' allora non ti sembrava tutto questo un'assurdita'?
Certo che mi sembrava una assurdita`. Ma sapessi quante cose assurde ci
sono in universita`, non ti stupiresti piu` di tanto.
> Nessuno, che
> tu sappia, ha avanzato obiezioni sulla fattibilita' dell'operazione
> pubblicitaria?
Come operazione pubblicitaria e` perfettamente fattibile, tanto e` vero
che e` stata fatta, e ha dato dei buoni risultati. Non mi risulta ci
siano stati delle obiezioni formali.
> Sara' anche un'operazione pubblicitaria, ma un corso di laurea lo si
> deve pur mantenere. Almeno questo e' stato previsto, no??
Certo (anche se vedendo come va il poli, ho qualche dubbio che i conti
siano stati fatti). Peraltro se un corso di laurea non funziona (=non ci
sono abbastanza iscritti), viene semplicemente chiuso. Ing del cinema
non ha quel problema.
> Noi potremmo anche lavorare solo in CG, ma cosi' si sfrutta solo la
> parte ingegneristico/applicativa del percorso formativo.
Se la formazione ingegneristica/formativa del tuo CDL consiste
nell'apprendimento di un software di CG, ti consiglio di lasciare stare
questo corso di laurea; come ti ho gia' detto e' meglio amdare a fare un
corso specifico in CG: risparmi tempo e soldi e dopo pochi mesi sei in grado
di fare il grafico.
> Ma se per esempio la simulazione fa parte di un progetto di
> e-learning, gli effetti della resa grafica ai fini dell'apprendimento
> (nonche' del contesto in cui ci si trova) potrebbero essere analizzati
> da un laureato in ICM.
Che cosa vai ad analizzare, che un qualsiasi grafico non sia gia' in grado
di fare? In altre parole il valore aggiunto che come "ingegnere" saresti in
grado di portare dentro la realta' in cui ti andresti a muovere e' zero.
Gia' qui in italia si fa fatica a lavorare come ingegneri, poiche' la quasi
totalita' delle aziende fa "bassa ingegneria" (e quindi nella quasi
totalita' dei casi preferiscono assumere un perito piuttosto che un
ingegnere), figurati nel campo cinematografico dove non si fa nessuna
ingegneria. Quindi a questo punto tanto vale andare a fare un corso di CG e
amen.
> Noi non siamo specializzati in un'unica disciplina, ma facciamo da
> ponte fra realtà diverse, ingegneristiche e non. E' ovvio che, dal
> punto di vista di un ingegere "puro", siamo capaci di fare ben poco...
>
Come ti ho gia detto, nessuno verra' a chiederti di sfruttare le poche
conoscenze ingegneristiche che questo corso ti fornira'. Spero di sbagliare,
ma, IMHO, credo che vi stiano infinocchiando per bene.
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Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
Provo a fare alcuni ragionamenti "a freddo":
>Nastero, sembra che tu accolga questi nostri argomenti come una crociata
>contro la validita' del tuo corso di laurea. Sulla effettiva validita' noi
>non possiamo esprimerci
Credo che tutto l'equivoco sia nato dai primi post che criticavano il
mio CdL in se', senza specificare (o forse ero io a non aver capito)
che si parlava solo dal punto di vista ingegneristico, e non per
altro.
>Ma proprio perche' sappiamo cosa e' l'ingegneria, ci rendiamo conto della
>"stranezza" del corso in oggetto, che ingegneria non e', obiettivamente. Non
>era mai capitato prima di vedere sfornato un corso di ingegneria che invece
>e' un corso di scienze o di comunicazione
IMHO, il fatto che si sia voluto creare un CdL che facesse da "ponte"
tra ingegneria e materie umanistiche ha fatto si' che il risultante
sia qualcosa che non e' ne' l'uno ne' l'altro. Un tentativo e' Scienze
della comunicazione, che parte da una facolta' di letteratura per
avvicinarsi all'informatica. L'altro tentativo e' il nostro CdL.
In effetti, stando alle sole descrizioni dei corsi, ICM e SciDeCom
hanno parecchi punti in comune.
>e la cosa salta all'occhio,
>perche' ingegneria e' costituita da un set di insegnamenti fondamentali a
>cui nessuno scappa (putroppo o per fortuna)!
La differenza tra Scidecom e ICM e' che quest'ultimo e' un corso di
laurea di ingegneria e questo significa che "per definizione", stando
alle vostre affermazioni, dovrebbe avere la stessa base
scientifico-matematica di tutti gli altri settori di ingegneria. Ma
cosi' non e', visto che bisogna fare spazio per le materie non
ingegneristiche. Questa e' la mia spiegazione che puo' ovviamente non
coincidere con le intenzioni del consiglio di facolta' quando il corso
e' stato creato.
>Ora tu sei al primo anno e devi andar fiero della tua scelta, senza farti
>problemi e senza farti scrupoli. Continua i tuoi studi e spero per te che
>dopo tre anni troverai un buon lavoro. Per me e per molti (forse anche nel
>mercato del lavoro) comunque restera' il fatto che non avrai un background
>da ingegnere, ma tecnico/scienziato dei mezzi di comunicazione, senza
>peraltro nulla togliere a quest'ultima figura professionale.
Suppongo che si poteva fare il primo anno uguale a tutti gli altri per
poi concentrare le materie non ingegneristiche al secondo e al terzo
anno. Cio' non e' stato fatto, vuoi perche' due anni non sarebbero
bastati, vuoi per incoraggiare gli esclusi dal numero chiuso di
SciDeCom a tentare questa strada. Un'altra possibilita' a cui ho
pensato, che avrebbe forse accontentato tutti, poteva essere lo
spostare alcune materie di ing. di base al secondo anno, dando la
priorita' alle materie "umanistiche" che si consideravano tanto
importanti. Ma a questo punto solo Franco e il verbale di
quell'assemblea possono dire come sono andate davvero le cose.
Devo comunque precisare che, secondo le parole del presidente di
facolta', noi comunque usciremo come ingegneri dell'informazione.
>E la cosa non cambiera' fino a quando il tuo CdL, sperabilmente, avra' il
>famoso set di insegnamenti base (fra cui anche quelli tosti, voi
>sinceramente quanti esami tosti avete?) della classe di laurea n. 9
>(Ingegneria dell'Informazione) in cui il corso si colloca, in pratica:
>Analisi1 Analisi2 Geometria Economia Fisica1 Fisica2 Informatica
>Chimica Elettrotecnica Elaborazione numerica dei segnali Teoria dei
>segnali Elettronica analogica e digitale...
Il problema della "base" incompleta e' gia' stato sollevato quando
abbiamo avuto problemi a seguire le lezioni di Misure elettroniche
avendo quasi nessuna conoscenza di reti RC (che andrebbero in
Elettrotecnica; noi siamo rimasti al regime in continua). Mi auguro
che tutto venga risolto gia' a partire dal prossimo anno; abbiamo
esposto il problema di Misure al presidente di facolta', che ha
parlato appunto di modificare il piano di studi del primo anno (mentre
per noi dovrebbero esserci dei corsi integrativi a settembre... sempre
meglio di niente).
se tutti corsi di laurea in Ingegneria hanno tutti ameno 7/8 esami uguali,
secondo te è possibile definire questi 7/8 esami come basi tipiche?
secondo me si.
se nel tuo corso di laurea questi esami non ci sono, che conclusioni ne
trai?
nota che Ing Elettronica, TLC o Inf si discostano parecchio da Civile,
Edile, ecc.. eppure hanno quelle stesse basi
Esempio: anni fa al Politecnico di Milano c'erano i corsi serali. I corsi
serali prevedevano se non ricordo male una decina di esami , uguali per
tutti INDIPENDENTEMENTE dal corso di laurea. Successivamente poi uno
sceglieva l'indirizzo preferito.
> Ci sara' pure un motivo che mi ha spinto a scegliere questo corso, no?
certamente.
La mia critica non è per la tua scelta, peraltro rispettabilissima.
Il fatto è che ti ostini a rivendere per Ingegneria ciò che Ingegneria non
è.
> >in base a cosa? ad ipotesi? ma via....
> Meglio spiegare cosa ci si prospetta davanti che etichettare qualcosa
> di nuovo come una cazzata totale. A priori.
>
meglio disilludersi su ciò che si potrebbe aspettare che etichettare
qualcosa di nuovo come avveniristico e richiestissimo dal mercato.
A priori.
:-))
> Sara' pur nato per esigenze pubblicitarie, ma non e' escluso che le
> competenze del corso diano risultati positivi.
certo. Attento però ai proclami tipo "Vanna Marchi"
>Vedremo fra tre anni.
Vedrai tra tre anni...
:-)))
>
> Ciao!
ciao dragon
> "Loro" prendono il loro grasso stipendio indipendentemente da tuo
> futuro.
Sul fatto che il "loro" stipendio sia poi cosi` grasso credo se ne possa
discutere :-P
> Eccola qua la "Californiana" :-))
>
E` un discorso lungo, e io al momento sono parecchio di corsa causa
casini sul lavoro, con corredo di conf call che finisco a tarda notte, e
viaggi nei siti di produzione in asia, se mi ricordi in mail in un paio
di settimane, prometto una risposta. Fair enough? :-)
Mi(ci) accontentero'(emo). :-))
Certo che se non e' per una ragione e per un'altra ma l'Asia ci frega
sempre :-))