Google Groups no longer supports new Usenet posts or subscriptions. Historical content remains viewable.
Dismiss

Riferimenti e tolleranze geometriche perplessità

109 views
Skip to first unread message

inagua72

unread,
Mar 5, 2009, 9:33:18 AM3/5/09
to
Salve, mi rivolgo a questo forum con la speranza di riuscire a comprendere
in maniera più chiara due aspetti importanti del disegno meccanico e della
progettazione vale a dire i riferimenti e le tolleranze geometriche.
Per quanto riguarda i riferimenti, rappresentati da un triangolo nero ed un
riquadro con la lettera del riferimento (solitamente A; B; C) uniti da una
linea, ci sono molte filosofie ed interpretazioni che sentiamo dire ….
alcuni affermano che hanno lo scopo di indicare i piani di appoggio
indispensabili per eseguire le lavorazioni meccaniche, c’è chi dice che il
loro scopo è quello di “pilotare” il pezzo affinché il suo assemblaggio
avvenga in modo corretto (orientare, localizzare, bloccare), infine elementi
di appoggio per operare le verifiche dimensionali del pezzo.
Per quanto concerne le tolleranze geometriche invece, dando una lettura ai
testi di disegno tecnico meccanico pare che abbiano tutte la stessa funzione
ed una vale l’altra, mi spiego:
Se prendiamo per esempio il parallelismo, la definizione vuole che un asse
debba essere compreso in una zona cilindrica con un valore x rispetto ad un
piano di riferimento, stessa cosa può essere per un piano interessato anche
in questo caso da una tolleranza di parallelismo che può essere pienamente
rimpiazzato da una toll di planarità dato che lo stesso piano dovrà essere
compreso in una zona o margine di errore di forma di valore x. Se prendiamo
per esempio la perpendicolarità i testi ci dicono che l’asse di un foro
dovrà essere compreso tra due piani paralleli distanti x perpendicolari al
riferimento, discorso analogo per la localizzazione etc…. In sostanza tutte
dicono la stessa cosa, ovvero che un asse o un piano dovranno essere
contenuti all’interno di un margine (dato da un valore) di errore di forma
di imprecisione geometrica.
Qualcuno sa chiarirmi le idee?
Grazie in anticipo


--------------------------------
Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/

Sculler

unread,
Mar 5, 2009, 7:53:41 PM3/5/09
to
"inagua72" <l...@yahoo.it> ha scritto nel messaggio
news:80Z116Z177Z199Y...@usenet.libero.it...

> Per quanto riguarda i riferimenti, rappresentati da un triangolo nero ed
> un
> riquadro con la lettera del riferimento (solitamente A; B; C) uniti da una

> linea, ci sono molte filosofie ed interpretazioni che sentiamo dire ..

Credo che tu ti riferisca ai simboli come quelli che appaiono in questa
figura:
http://medias.ina.de/medias/infoimg/it/tg/rot/bilder/153051_aai_ind.gif

Giusto? In tal caso occhio, perché fanno strettamente parte di quelle
tolleranze che subito dopo dici "essere tutte la stessa cosa". Mi pare che
in effetti le tue idee siano poche ma confuse.

> alcuni affermano che hanno lo scopo di indicare i piani di appoggio
> indispensabili per eseguire le lavorazioni meccaniche, c'è chi dice che il
> loro scopo è quello di "pilotare" il pezzo affinché il suo assemblaggio
> avvenga in modo corretto (orientare, localizzare, bloccare), infine
> elementi
> di appoggio per operare le verifiche dimensionali del pezzo.

Indirettamente possono servire per tante cose, e forse quelli che ci
prendono di più sono quelli che dicono che servono all'assemblaggio, ma
insomma siamo sempre nell'ambito di una definizione piuttosto bovina... Di
fatto nessuna delle cose di cui sopra è corretta.
Semplicemente indicano i riferimenti (superfici, assi...) *rispetto ai
quali* sono definite le tolleranze di forma di cui parli dopo:
concentricità, parallelismo, planarità...

> stessa cosa può essere per un piano interessato anche
> in questo caso da una tolleranza di parallelismo che può essere pienamente
> rimpiazzato da una toll di planarità

Niente affatto. La tolleranza di planarità ti dice che *QUEL PIANO* deve
essere "senza gobbe" e ondulazioni; cioè se tu lo percorri con un
comparatore, non devi avere oscillazioni maggiori di un certo tot. Questo
piano però potrebbe benissimo non essere parallelo a nessun altro. Pensa ad
un pezzo a forma di "zeppa"... tu potresti volere la superficie inclinata
perfettamente in piano, ma ovviamente non vuoi che sia parallela all'altra
superficie.

Altro esempio: superficie di montaggio di due guide per pattini a ricircolo
di sfere. Tu gli dai solo la tolleranza di planarità a ciascuna delle due
superfici. Hai i tuoi due piani belli lisci, senza "onde" e senza gobbe, le
guide ci appoggiano benissimo ma.... una va all'insù e una va all'ingiù!
Perché i due piano sono "planari", ma non sono paralleli tra di loro!
Allora quello che gli avresti dovuto dare sarebbe stato un riferimento con
il triangolino che dicevi prima su uno dei due piani di appoggio, e un
valore numerico sull'altro piano. Così da dirgli "guarda, io voglio che
questi due piani siano paralleli TRA LORO a meno di ....".

Ok, ora hai i tuoi piani di appoggio che sono paralleli. Quindi le guide non
vanno una in su e una in giù, ma hanno la faccia superiore sempre sullo
stesso piano. Vai a montare i pattini, il supporto degli stessi, e scopri
che partono bene e si inchiodano in fondo. Che è successo??? Le guide "si
aprono". Motivo? Le superfici di battuta laterale non avevano tolleranza di
paralelismo.

Come vedi a seconda di quello che ti serve c'è un certo tipo di tolleranza,
da far riferire ad una superficie piuttosto che ad un altra. Non è che uno
mette le tolleranze di forma come per dire "oh, questo pezzo fatelo bene
eh!".

Analoghi esempi si possono fare per quelle di coassialità, oscillazione,
concentricità.

Ciao
Sculler


inagua72

unread,
Mar 6, 2009, 2:25:33 AM3/6/09
to
Grazie mille sculler per i tuoi chiarimenti!

inagua72

unread,
Mar 6, 2009, 2:31:50 AM3/6/09
to
Ciao ridando un'occhiata al tuo esempio delle guide ma, il piano che ho
preso in considerazione per il riferimento anch'eso dovrà esere parallelo?
Altrimenti come posso confidare che le due superfici che dovranno essere
parallele lo saranno se il rif di partenza non lo è?
Spero di essermi spiegato...

Sculler

unread,
Mar 6, 2009, 3:00:33 AM3/6/09
to
"inagua72" <in...@inagua.it> ha scritto nel messaggio
news:80Z116Z177Z199Y...@usenet.libero.it...

> Ciao ridando un'occhiata al tuo esempio delle guide ma, il piano che ho


> preso in considerazione per il riferimento anch'eso dovrà esere parallelo?
> Altrimenti come posso confidare che le due superfici che dovranno essere
> parallele lo saranno se il rif di partenza non lo è?
> Spero di essermi spiegato...

Sì, ma "parallelo" presuppone una domanda: a cosa??

Cioè, tu puoi avere DUE piani (o due linee) parallele tra di loro o a
qualcos'altro, non hai UN piano parallelo.

Credo che tu stia confondendo il concetto di planarità con quello di
parallelismo. Con la planarità controlli che un piano, di per se stesso, sia
senza gobbe oppure che sia un piano e non una banana... Poi devi anche
controllare che sia parallelo AD UN ALTRO PIANO. E allora, giustappunto,
devi mettere quel riferimento che dicevi prima con la lettera e il triangolo
nero, per indicare A COSA deve essere parallelo quel piano.

Ciao
Sculler


inagua72

unread,
Mar 6, 2009, 7:54:35 AM3/6/09
to
> Credo che tu stia confondendo il concetto di planarità con quello di
> parallelismo. Con la planarità controlli che un piano, di per se stesso,
sia
> senza gobbe oppure che sia un piano e non una banana... Poi devi anche
> controllare che sia parallelo AD UN ALTRO PIANO. E allora, giustappunto,
> devi mettere quel riferimento che dicevi prima con la lettera e il
triangolo
> nero, per indicare A COSA deve essere parallelo quel piano.

Ciao sculler, quando applichiamo una tolleranza di parallelismo questa dovrà
essere controllata apoggiando il piano che abbiamo scelto da riferimento ad
una superficie *idealmente perfetta* come un piano di riscontro o il piano
di una tavola portapezzo, ma quello che mi domando io è, il piano del pezzo
(preso come riferimento) che sicurezza ci da per garantire il parallelismo
della faccia o delle facce alle quali è stata applicata la tolleranza?
Stesso discorso vale anche per la perpendicolarità.

Bruno Zilli

unread,
Mar 7, 2009, 2:42:31 AM3/7/09
to
> Ciao sculler, quando applichiamo una tolleranza di parallelismo questa
dovrà
> essere controllata apoggiando il piano che abbiamo scelto da riferimento
ad
> una superficie *idealmente perfetta* come un piano di riscontro o il piano
> di una tavola portapezzo, ma quello che mi domando io è, il piano del
pezzo
> (preso come riferimento) che sicurezza ci da per garantire il parallelismo
> della faccia o delle facce alle quali è stata applicata la tolleranza?
> Stesso discorso vale anche per la perpendicolarità.

ciao Sculler,

ciao collega
dipende da quello che vuoi ottenere.
Ci sono piani di misura relativamente grezzi (carpenteria), in pratica un
tavolo con una lamiera, il tutto messo in bolla (precisione mezzo
millimetro).
Ci sono banchi di lavoro fissi centesimali (frese).
Ci sono piano in granito millesimali, in luoghi coibentati e climatizzati,
visti ad es in Francia vicino Parigi (industria aerospaziale).

Zilli

Sculler

unread,
Mar 7, 2009, 7:15:22 AM3/7/09
to
"inagua72" <lg...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:80Z116Z177Z199Y...@usenet.libero.it...

> ma quello che mi domando io è, il piano del pezzo


> (preso come riferimento) che sicurezza ci da per garantire il parallelismo
> della faccia o delle facce alle quali è stata applicata la tolleranza?
> Stesso discorso vale anche per la perpendicolarità.

Beh, se tu fissi il piano che deve fare da riferimento su quello di
riscontro (che può avere varie precisioni, come diceva Zilli) sei sicuro che
hai almeno 3 punti in appoggio, per il quale passa un solo piano. A questo
punto verifichi se quell'altro piano, quello al quale hai dato la
tolleranza, è parallelo a questo piano ideale che passa per i tre punti di
appoggio. Se hai dato una tolleranza di parallelismo, a te interessa che i
due piani siano paralleli tra loro, basta.
Se poi vuoi anche una planarità spinta per garantire la sicurezza
dell'appoggio ad esempio, allora devi dare un'altra tolleranza ancora.

Ciao
Sculler


Pino

unread,
Mar 9, 2009, 11:00:16 AM3/9/09
to
Ciao a tutti, ad essere sincero anche io non ho bene familiarizzato con
l'aspetto tecnico delle tolleranze geometriche, per esempio come diceva
anche inagua le norme di disegno tecnico per quel che riguarda la tolleranza
di parallelismo e quella di perpendicolarità affermano quasi la stessa cosa
, ossia che un asse o un piano affetto da una di queste tolleranze dovrà
essere compreso tra due piani paralleli distanti un certo valore (decimale,
centesimale o millesimale) perpendicolari o paralleli ad un riferimento….
dunque dire che per esempio ad un foro è stata applicata una tolleranza di
parallelismo o perpendicolarità di 0.05 mm sembrerebbe la stessa cosa in
quanto il foro dovrà essere compreso tra due piani paralleli distanti 0.05..

Sculler

unread,
Mar 9, 2009, 11:53:29 AM3/9/09
to
"Pino" <Pi...@yaho.it> ha scritto nel messaggio
news:80Z116Z177Z199Y...@usenet.libero.it...

> Ciao a tutti, ad essere sincero anche io non ho bene familiarizzato con


> l'aspetto tecnico delle tolleranze geometriche, per esempio come diceva
> anche inagua le norme di disegno tecnico per quel che riguarda la
> tolleranza
> di parallelismo e quella di perpendicolarità affermano quasi la stessa
> cosa
> , ossia che un asse o un piano affetto da una di queste tolleranze dovrà
> essere compreso tra due piani paralleli distanti un certo valore
> (decimale,

> centesimale o millesimale) perpendicolari o paralleli ad un riferimento..


> dunque dire che per esempio ad un foro è stata applicata una tolleranza di
> parallelismo o perpendicolarità di 0.05 mm sembrerebbe la stessa cosa in
> quanto il foro dovrà essere compreso tra due piani paralleli distanti
> 0.05..

Dato per scontato che se parliamo di parallelismo e perpendicolarità di un
foro ci stiamo riferendo al suo asse... Non so se ho capito cosa vuoi dire,
ma forse intendi dire che se io faccio in modo che l'asse di un foro resti
all'interno di due piani, poi potrebbe essere "storto" nella direzione
perpendicolare a questi, e viceversa... Cmq, se tu indichi una tolleranza di
perpendicolarità dell'asse rispetto ad una superficie di riferimento, dovrai
considerare la PROIEZIONE dei due piani paralleli famosi, e fare in modo che
l'asse, nella vista bidimensionale che hai tollerato, stia all'interno di
queste due rette (che praticamente sono due rette perpendicolari alla
superficie di riferimento e distati tra di loro il valore della tolleranza).

Se vuoi che l'asse sia in assoluto perpendicolare alla superficie (quindi
parlando in tridimensionale, e non riguardo alla sua proiezione 2D), devi
mettere un "Ø" (phi) prima del valore della tolleranza. Questo significa che
l'asse deve stare all'interno di un cilindro avente diametro "X" e
perpendicolare (o parallelo) alla superficie di riferimento.

Dai un occhio a questo, pagina 14:
http://www.dmti.unifi.it/disegno_mec/PDF/5_2Toller_geom.pdf

Ciao
Sculler


0 new messages