Una richiesta veramente particolare...
C'e' qualcuno che ha esperienze riguardo l'equivalenza
della laurea in ingegneria con quella francese?
Il mio caso: mi e' stato proposto un Dottorato in Francia presso il
laboratorio dove sto attualmente e quindi devo far fare una
equivalenza di lauree. Premetto che mi sono laureato un po'
di anni fa, col vecchio ordinamento e il vecchio sistema (5
anni sulla carta - quasi 7 nella realta', come da media nazionale -
almeno a quel tempo). Ovviamente in Italia potrei in teoria
accedere al dottorato.
Ho portato a tradurre i certificati rilasciati dall'Uni presso
un traduttore giurato (come da richiesta del consolato). La traduzione
non e' affatto fedele.
Prima cosa "dott." e' stato tradotto con "Monsieur". Poco male, so
bene che il titolo "dott." e' riconosciuto solo in Italia, tuttavia
in Italia e' un titolo legale (e di questo la traduzione non da' merito).
Seconda cosa (e questo fa nascere le mie perplessita') il termine
"laurea" e' stato tradotto con "Maitrise" che nel loro sistema di
studio e' un 4 anni e *non da diritto ad accedere ad un dottorato*
(e' richiesto un ulteriore anno chiamato DEA ). Effettivamente il
vocabolario alla voce "laurea" riporta "maitrise".
Visto che sul certificato non e' menzionata la durata legale del
mio corso di studi (5 anni), quante probabilita' vi sono che
mi venga riconosciuta la possibilita' di accedere alla "These"?
Vuoi vedere che dopo 5 anni (sulla carta, ma 7 sulla pelle) di
sudati studi, la nostra laurea e' considerata come un 4 anni?
Inoltre mi sorge una domanda: se cio' fosse vero, in nostri
luminari professori universitari non si sentono sviliti nella
loro professionalita'?
Ancora e' tutto da chiarire ma intanto se qualcuno che ha avuto
la stessa esperienza sa dirmi qualcosa mi fa piacere. (comunque
l'iter per il riconoscimento "ufficiale" deve ancora iniziare e,
a quanto mi dicono e' cosa lunga - spero non costosa!).
Tanto per la cronaca: la traduzione (due fogli - credo meno di
200 parole in tutto - che avrei potuto benissimo fare da me in
dieci minuti) e' costata 61 euro (e senza ricevuta, se volevo la
ricevuta dovevo aggiungere 12 euro circa di IVA).
Grazie per l'attenzione.
Andrea Francinelli
a.fran...@libero.it
L'ultima cosa che mi ricordo di aver letto è questa:
http://www.crui.it/98-form-ing-CRUI-CPU.html
Se dopo è successo qualcos'altro non lo so (e se qualcuno me lo dice mi
toglie una curiosità!)
> Ho portato a tradurre i certificati rilasciati dall'Uni presso
> un traduttore giurato (come da richiesta del consolato). La traduzione
> non e' affatto fedele.
Attenzione a queste richieste: spesso - dato che siamo tutti europei -
non sono necessarie.
> Prima cosa "dott." e' stato tradotto con "Monsieur". Poco male, so
> bene che il titolo "dott." e' riconosciuto solo in Italia, tuttavia
> in Italia e' un titolo legale (e di questo la traduzione non da' merito).
Picchia il traduttore giurato ;-)
I titoli di studio non si traducono, si fanno riconoscere legalmente!
"Fred Moe, PhD" non è il Dr. Fred Moe in Italia finchè non lo dice lo
stato italiano. Se un traduttore è di diversa opinione può fare una
proposta di legge.
> Seconda cosa (e questo fa nascere le mie perplessita') il termine
> "laurea" e' stato tradotto con "Maitrise" che nel loro sistema di
> studio e' un 4 anni e *non da diritto ad accedere ad un dottorato*
> (e' richiesto un ulteriore anno chiamato DEA ). Effettivamente il
> vocabolario alla voce "laurea" riporta "maitrise".
Purtroppo dipende solo dal sistema di riconoscimento adottato. Il caso
più esemplare è se qualcuno prende un Bachelor in UK, che è una cosa
molto facile, e riesce a lavorare in Italia col titolo di ingegnere.
D'accordo che conta quello che uno sa fare e non il pezzo di carta, ma
allora che ci sta a fare il pezzo di carta?
> Vuoi vedere che dopo 5 anni (sulla carta, ma 7 sulla pelle) di
> sudati studi, la nostra laurea e' considerata come un 4 anni?
Chi è incaricato di tutelare la qualità della professione di ingegnere,
e magari pure pagato per farlo?
Lo stato italiano? L'ordine degli ingegneri?
> Inoltre mi sorge una domanda: se cio' fosse vero, in nostri
> luminari professori universitari non si sentono sviliti nella
> loro professionalita'?
Pare che non gliene freghi niente ... ;-)
Sarà un caso che io ho sempre problemi a tradurre la parola
"menefreghismo" nelle altre lingue?
> Tanto per la cronaca: la traduzione (due fogli - credo meno di
> 200 parole in tutto - che avrei potuto benissimo fare da me in
> dieci minuti) e' costata 61 euro (e senza ricevuta, se volevo la
> ricevuta dovevo aggiungere 12 euro circa di IVA).
Dicevamo del sig. traduttore ... ;-)
--
Lorenzo Di Gregorio
Dopo la licenza liceale BAC (in Francia ci sono anche i licei tecnici)
ottenuta a 18 anni (un anno in meno che in Italia) è obbligatorio ottenere
il DEUG di due anni (Classi Preparatorie Scientifiche: analisi matematica,
fisica, chimica, ecc...) che secondo me non è tanto differente dal biennio
di ingegneria VO.
Ottenuto il DEUG si devono fare ancora 3 anni di specializzazione che son
del tutto simili ai nostri tre anni del dottorato in ingegneria VO.
Dunque nel bilancio non dovrebbero mancare anni anzi in Italia con il VO si
faceva un anno di liceo (o altro istituto tecnico superiore) in più della
Francia (e per il momento si fa ancora anche in presenza del NO).
Attualmente secondo me la Francia si trova handicappata in quanto lì vige
ancora il sistema 2+3 al posto del 3+2 (che si sposa meglio con la direttiva
89/48 in quanto tale direttiva sancisce l'equipollenza dei titoli che
abbiano almeno 3 anni di corso superiore universitario).
...mi sembra che l'accordo raggiungibile con il link suggerito dal Sig. Di
Gregorio rispetti sostanzialmente quanto da me descritto e ottenuto con
viaggi personali presso le università francesi.
"andrea francinelli" <a.fran...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:64f34742.02013...@posting.google.com...
Grazie per il link. Temo pero' che queste iniziative siano
molto teatrali ma poco efficaci. Ad esempio per quanto
riguarda il mio caso non credo che vi sia qualche
articolo applicabile. Mi sembrava che il 5 potesse
essere interessante ma riguarda solo coloro, metti
italiani, che hanno studiato in Francia e chiedono il
riconoscimento del loro grado in Italia (e viceversa).
Mi pare che non dia molte informazioni o indicazioni
su casi simili al mio, o comunque di chi voglia
far riconoscere il proprio grado nell'altro Paese.
(ci sarebbe l'art. 6 ma e' molto vago...).
> Attenzione a queste richieste: spesso - dato che siamo tutti europei -
> non sono necessarie.
Credevo anche io, pero' e' stata una richiesta esplicita
del consolato (e come dicevo, l'iter per il riconoscimento
non e' ancora iniziato - mi hanno detto che puo' richiedere
da 6 mesi ad 1 anno).
> I titoli di studio non si traducono, si fanno riconoscere legalmente!
>
> "Fred Moe, PhD" non è il Dr. Fred Moe in Italia finchè non lo dice lo
> stato italiano. Se un traduttore è di diversa opinione può fare una
> proposta di legge.
Purtroppo sono io l'ospite e le regole le fanno loro!
> Chi è incaricato di tutelare la qualità della professione di ingegnere,
> e magari pure pagato per farlo?
>
> Lo stato italiano? L'ordine degli ingegneri?
Questa e' una domanda che anche io mi sono posto. Senza
risposta ovviamente. Anzi, una risposta me la ero data:
credevo che fosse compito degli stessi professori universitari.
Almeno come orgoglio professionale, invece...
> Pare che non gliene freghi niente ... ;-)
...infatti.
Se hai altre informazioni fammi sapere.
Grazie per il momento.
Andrea.
Il seguito alla vicenda e' questo. Stamane sono andato al
Consolato facendo vedere la traduzione ad una che si
occupa (anzi, occupava... poi diro' perche') delle
equivalenze, gentilissima tra l'altro.
In effetti lei ha confermato quello che io dicevo,
cioe' il termine "Maitrise" non e' equivalente in
quanto penalizza un anno. Cosi' ha fatto una lettera
per la traduttrice spiegandole di modificare il
termine "Maitrise" e lasciare "Laurea", non tradotto,
visto che poi l'equivalenza la deve fare chi di dovere.
(In effetti la segrataria in questione ha esattamente
detto quello che io avevo pensato, cioe' che la
traduttrice aveva gia' "di fatto" stabilito una
equivalenza, mentre non era di sua pertinenza ne'
competenza).
Cosi' ritorno dalla traduttrice, che si mostra un po'
seccata (colpita nella professionalita'). Dice che
in casi simili aveva sempre tradotto Maitrise, che
abbiamo certe universita' in cui la laurea e' quattro
anni, poi pero' alla fine abbozza e fa la correzione.
Attenzione pero' (mi dice). Il termine "laurea" potrebbe
essere confuso col vecchio titolo "laureat" (credo), che in
Francia e' un diploma di tre anni. E' per questo che lei
di solito preferisce sempre tradurre il termine "laurea".
Mai sentita una scusa piu' pietosa, pero' in effetti
l'inghippo e il pericolo ci potrebbero essere. Inoltre,
mi dice, lei e' stata ingannata dal fatto che il certificato
non presenta (come altri analoghi) l'indicazione degli
anni di studio (di questo bisogna solo ringraziare
quei coglioni di segretari della mia Universita', che
fanno i certificati a membro di segugio).
In effetti lei consiglierebbe "Diplome", che in
Francia e' un titolo molto piu' generale (poi pero'
tutta risentita mi fa: "ma se il Consolato ha detto
di lasciare "laurea", io lascio "laurea"..!).
Questa e' la storia. Quindi attenzione se qualcuno
si dovesse trovare in questa situazione, verificate
bene la rispondenza dei titoli e non fidatevi delle
traduzioni anche se, come nel mio caso, fatte da
traduttori giurati. Va da se che, come anche
confermato dal Consolato, se avessi mandato la
traduzione in quella forma le probabilita' di
avere riconosciuto il titolo sarebbero state nulle
(mi avrebbero richiesto un anno di DEA almeno).
Non che ora mi sia riconosciuto, anzi...!
Ora tutto deve cominciare, perche' il riconoscimento
deve essere fatto da un "Rettorat", che nel mio
caso si trova ad Aix-en-Provence e puo' essere lungo.
Inoltre potrebbero farmi sostenere alcuni
esami, potrebbero chiedermi una prova di lingua etc...
Insomma potrebbe non essere cosi' semplice. Prima la
equivalenza per la Francia veniva gestita dal Consolato
Francese in Italia. Poi e' passata in mano al ministero,
a Parigi, e infine e' stata decentralizzata e demandata
ai "Rettorat".
Ho provato anche a chiedere informazioni riguardo la
pagina web segnalatami e loro mi hanno accennato vagamente
a degli accordi che esisterebbero, ma non hanno saputo
indicare nulla di piu' preciso.
Grazie comunque per l'attenzione, che Dio me la
mandi buona e che nessuno di voi abbia mai a che fare
con situazioni simili.
Andrea Francinelli
a.fran...@libero.it
In genere "<titolo> <Nome> <Cognome>" si traduce con una cosa tipo:
Sig. <Nome> <Cognome>, avente conseguito il diploma "Titolo"
dall'<istituto>.
P.es. in tedesco un "Absolvent" è uno che "ha assolto", quindi una cosa
tipo Perito Industiale la traduco in "Absolvent" della scuola di
specializzazione industiale. In Francese dovrebbe valere un criterio
simile.
Sugli articoli, nelle biografie, si scrive una cosa tipo <Nome>
<Cognome> holds a Laurea degree from ...
Alcune persone scrivono nei cv "Laurea Degree (eqv. MSEE)"
> Ho provato anche a chiedere informazioni riguardo la
> pagina web segnalatami e loro mi hanno accennato vagamente
> a degli accordi che esisterebbero, ma non hanno saputo
> indicare nulla di piu' preciso.
Questo è male: se qualcuno ha preso degli accordi il ministero degli
affari esteri dovrebbe saperlo, no. Io chiederei alla signora di
informarsi presso la CRUI e fornire il nome del garante dell'accordo.
--
Lorenzo Di Gregorio
Beh, credo che di fatto sancisca una equivalenza. Magari ti puoi basare
su quello per ottenere il riconoscimento, se negli ultimi 4 anni non ci
sono state novità.
Puoi cercare materiale su http://citizens.eu.int
Clicca su Italia, Francia, Studiare, Riconoscimento dei Diplomi:
Ingegnere.
> > Attenzione a queste richieste: spesso - dato che siamo tutti europei -
> > non sono necessarie.
>
> Credevo anche io, pero' e' stata una richiesta esplicita
> del consolato (e come dicevo, l'iter per il riconoscimento
> non e' ancora iniziato - mi hanno detto che puo' richiedere
> da 6 mesi ad 1 anno).
Beh, io nel 99 ho immatricolato la macchina in Germania. Aveva 1 anno.
Vado all'ufficio competente e dopo nemmeno 5 minuti di coda (WoW!)
l'impiegata (peraltro una _notevole_ biondona) mi spiega minuziosamente
e cortesemente tutto quello che c'è da fare.
Dopo essermi ripreso dagli occhioni blu e dall'odore di cipria constato
che il tutto mi viene a costare una cosa tra i 3 e i 4000 DM (1.5-2000
EUR) - inclusa la revisione _completa_ di una macchina praticamente
nuova!
Per farla corta, alla fine (dopo un paio di ricerche - quasi liti
telefoniche col PRA e la Motorizzazione - ed aver chiesto molto
gentilmente alla gentil donzella di passarmi ad una sua collega tanto
meno attraente quanto più competente) ho sborsato credo meno di 200 DM
(100 EUR).
Mai fidarsi dei burocrati, sopratutto se le procedure non sono
"consolidate"!
> > "Fred Moe, PhD" non è il Dr. Fred Moe in Italia finchè non lo dice lo
> > stato italiano. Se un traduttore è di diversa opinione può fare una
> > proposta di legge.
>
> Purtroppo sono io l'ospite e le regole le fanno loro!
No, le regole - per le quali i francesi possono esercitare diritto di
veto - le fa la comunità europea e i francesi come tutti si adeguano.
> Se hai altre informazioni fammi sapere.
come dicevo, http://citizens.eu.int
--
Lorenzo Di Gregorio
A dicembre 2000 è stato siglato un accordo internazionale tra Italia (CNI)
Francia e UK per il riconoscimento del titolo di ingegnere.
Il testo dell'accordo era disponibile sul sito del CNI all'url
http://poseidon.selfin.net/cni/accordi/accordi.htm
ma attualmente sembra inattivo.
C'è una dettagliata descrizione dei percorsi formativi e delle modalità di
esercizio professionale nei tre paesi, oltre alle istruzioni complete per
avviare una pratica di riconoscimento.
Ciao
DOCstone
Questo è l'indirizzo (attuale) del documento
http://www.cni-online.it/accordi/accordi.htm
Ciao
DOCstone