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E' un grosso problema in quanto non c'è certezza per il comportamento futuro
da parte della P.A., la legis.cambia continuamente.
Per cui se oggi le cose stanno in un modo domani possono cambiare.
Ci sto passando in questo periodo, da quando ho iniziato a lavorare ho
versato contributi a INPS, Inpdap, ecc. in quanto sono stato nel tempo:
dip. privato, autonomo non lib. prof., dip.privato, dip.pubblico, ed infine
lib. prof., in sintesi ogni 5/6 anni cambiavo lavoro
Quando ho iniziato (1968) i contributi si sommavano automaticamente, bastava
fare la ricongiunzione che era gratuita, poi con le vari riforme:
separazione casse prof. (1981) riforma dini prodi (1995/96), e successive
compresa la fornero, è stato un disastro.
In estrema sintesi ho perso 23 anni di contributi in quanto la, molto
eventuale, ricongiunzione tra tutte le casse è talmente onerosa, e per i
coefficienti di calcolo impegati, darebbe una pensione ridicola, non mi
conviene, tenendo in banca i soldi per la ricongiunzione avreri una pensione
maggiore.
IL problema è che in nessuna "cassa" ho maturato un periodo contributivo
"minimo" per attivare certi meccanismi.
Il risultato è che andrò in pensione con la sola pensione inarcassa, che
ovviamente sarà minima anch'essa, e dopo quasi 50 anni di lavoro.
Per cui se potessi tornare indietro, mi farei una pensione privata
"fregandomene" di quelle statali.
Per cui l'unico consiglio è quello di rimanere il più possibile all'interno
di una sola cassa altrimenti saranno dolori.
I politici dicono che bisogna essere capaci di "riciclarci" di non essere
attaccati ad un solo lavoro, ma poi, se lo fai veramente, ti "fregano" a
colpi di leggi, leggine e decreti fatti nel mese d'agosto,, specie se da
dipendente ti metti a fare l'autonomo in particolare se professionista.
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