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Sincronizzazione generatori

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ndrndr

unread,
Mar 6, 2008, 7:04:40 AM3/6/08
to
Salve,

ho fatto qualche ricerca sul web ma non ho trovato nulla di approfondito sul
seguente argomento:

come viene gestita la sincronizzazione dei generatori sulla rete elettrica
europea.

In particolare come è possibile che su una rete possano essere in fase tre
generatori collegati fra loro e molto distanti senza che si verifichino
problemi di sfasamento, effetto Ferranti, ecc.

Es. Un generatore a Torino viene sincronizzato con uno a Roma ma essendo
tutti in rete un terzo generatore che si trovasse a Verona come potrebbe
essere contemporaneamente in fase con entrambi gli altri essendovi distanze
diverse? E quando i generatori sono migliaia?

Grazie.

Giulio

unread,
Mar 6, 2008, 10:19:10 AM3/6/08
to
> come viene gestita la sincronizzazione dei generatori sulla rete elettrica
> europea.
>
> In particolare come è possibile che su una rete possano essere in fase tre
> generatori collegati fra loro e molto distanti senza che si verifichino
> problemi di sfasamento, effetto Ferranti, ecc.
>
> Es. Un generatore a Torino viene sincronizzato con uno a Roma ma essendo
> tutti in rete un terzo generatore che si trovasse a Verona come potrebbe
> essere contemporaneamente in fase con entrambi gli altri essendovi distanze
> diverse? E quando i generatori sono migliaia?

Non sono un esperto, ma ti posso rispondere dal punto di vista di chi
mette un
generatore sulla rete.

Prima di chiudere l'interruttore un regolatore elettronico misura
fase, frequenza
e tensione della rete e del generatore. Il regolatore varia la
velocità della turbina
in modo da sincronizzare fase e frequenza con la rete, solo a questo
punto
l'interruttore viene chiuso ed il generatore immette energia sulla
rete.

Dal momento in cui il generatore è entrato in rete è come se fosse
fagocitato
da un mostro enorme (scusa il paragone strampalato) e non ha più
potere,
ovvero fase e frequenza gli sono imposte dalla rete.

Se ci sono variazioni della frequenza di rete, è compito del gestore
di rete
di ordinare alle centrali elettriche di variare la potenza prodotta.
Se la frequenza
di rete aumenta troppo, si deve ridurre la potenza immessa, viceversa
se la
frquenza scende la potenza deve essere aumentata.

Marko

unread,
Mar 6, 2008, 10:56:07 AM3/6/08
to

E' impreciso l'ultimo paragrafo, è la rete che comanda frequenza,
fase, armoniche etc. etc., al punto di connessione i parametri
elettrici sono uguali ovunque ti trovi.
In sostanza durante il "primo parallelo" devi rientrare nei paramentri
(medi) imposti dal gestore, nel caso di centrali elettriche
strutturate è un processo ben controllato, è un fatto che tutto il
proliferare (provvidenziale) di minicentrali idrauliche, eoliche,
fotovoltaiche + inverter generano disturbi non trascurabili.
Ovviamente tutto questo vale se esiste un'infrastruttura di rete. I
primi generatori idraulici che sono stati collegati in rete ad inizio
secolo devono aver causato delle belle fiammate ai traferri dei
trasformatori!


JD

unread,
Mar 6, 2008, 12:18:54 PM3/6/08
to
On Thu, 6 Mar 2008 13:04:40 +0100, <ndrndr> wrote:


>Es. Un generatore a Torino viene sincronizzato con uno a Roma ma essendo
>tutti in rete un terzo generatore che si trovasse a Verona come potrebbe
>essere contemporaneamente in fase con entrambi gli altri essendovi distanze
>diverse? E quando i generatori sono migliaia?

Il generatore va sincronizzato col vettore tensione che "vede" ai
propri morsetti di allacciamento.

I vettori tensione a Roma, Torino e Verona in uno stesso istante non
sono mutuamente coincidenti ma c'è un angolo di fase tra l'uno e
l'altro che, per inciso, è il "responsabile" dei flussi di potenza
attiva sulle linee.

Saluti
E.

_mark

unread,
Mar 6, 2008, 12:55:20 PM3/6/08
to
ciao sono un ing. meccanico e mi occupo anchio di centrali elettriche
(turbogas e vapore e sia nella meccanica, elettrotecnica di MT che
controllo).
Un esempio che calza molto per riflettere è pensare a un convoglio
ferroviario composto da diverse motrici (centrali) e vagoni (utilizzatori)
che viaggia ai 50 km/h ( i nostri 50 hz) quando ho il parallelo alla rete la
centrale che si accende puo' essere vista come una nuova motrice che si
aggiunge al convoglio raggiungendolo ai 50km/h, lo aggancia (parallelo alla
rete con chiusura CB) e poi immettendo potenza nella ruote tenta di
accelerare il resto del convoglio che pero' essendo lungo e pesante ed
essendosi aggiunte nel frattempo altre carrozze utlizzatrici (se ho aggiunto
una nuova centrale alla rete vuol dire che il consumo delle utenze è
aumentato...) resta ai 50 km/h o al + aumenta o diminuisce di qualche
millesimo.

Se tale centrale dovesse avere uno shut down improvviso e quindi il motore
primo non eroga piu' nergia meccanica, l'alternatore viene trasciato dal
resto della rete (convoglio) prima che intervenga la protezione generatore
di ritorno energia (flusso di potenza attiva verso l'alternatore e non verso
l'esterno).

sulla regolazione della frequenza della rete posso anticiparti che grosso
modo funzia cosi' : l'immissione delle P attive in rete è in gneere fatta
basandosi su dati statistici dei carichi richiesti. Le piccole e
imprevedibili fluttuazioni sono gestite dalla regolazione primaria che
consiste nel mantenre l'equlibrio dei consumi e dei prodotti costante
facendo fluttare leggermente la frequenza questo è possibile grazie allo
statismo della centrale.
Esiste anche una regolazione detta secondaria che interviene quando
l'equlibrio tra domanda e offerta va molto + in deficit ( rampa di richiesta
delle utenze alle 7 del mattino oppure shutdown di grossa centrale
elettrica) consiste in questo: nei primi istanti la frequenza scende
parecchio (dicamo 49,99 Hz) la regolazione primaria interviene
immediatamente perchè ha una dinamica piu' veloce e tiene l'equilbrio delle
potenze ma non della frequenza che appunto scende; delle altre centrali
eleetriche che hanno una rserva di potenza per la regolazione secondaria
fanno entrare in gioco tale riserva e riportano la frequenza ala valore
nominale.

<ndrndr> ha scritto nel messaggio
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