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Per tutti gli ing falliti che vengono a sfogarsi

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sidd

unread,
Jun 2, 2011, 5:16:26 AM6/2/11
to
Avete innanzitutto sbagliato dall'inizio
se volevate fare ingegneria dovevate prendere l'ingengeria vera, altrimenti
qualche altra facoltà

quindi da evitare assolutamente: ingegneria elettronica, ingegneria
informatica, nonchè tutti i vari ibridi nati ultimamente tipo biomedica,
acustica, ecc ecc.
ottime solo per finire a fare i programmatori a vita nelle ridicole società
di "consulenza".

gestionale e aerospaziale cosi cosi

da scegliere: ingegneria civile/edile, elettrotecnica, meccanica, pe fare i
professionisti o cmq saper fare davvero qualcosa diverso dal produrre files
o carta inutile.

Inutile, Giacomo e C., che vi arrabbattate a cambiare società di consulenza
e mandare curricula in giro per saltare dalla padella dentro un'altra
padella tanto sempre un lavoro del cacchio andate a fare, senza nessuna
carriera e senza nessun riconoscimento professionale. Solo le ridicole
carriere interne che ti portano verso un profilo senior, expert o come lo
chiamano qua e là, che non sgnificano nulla.
Quindi inutile cercare sfogli la tua strada segnata è questa, poi verso i 50
anni queste società, tutte, tendono a buttare fuori la gente com possono, è
un trend che sanno tutti nell'ambiente e oltretutto un amico che fa il
manager commerciale di risorse in una di queste mi ha confermato i percorsi
interni per i consulenti sono "finti" fatti apposta per farti credere di
stare facendo carriera invece ti fregano come un pollo e a 50 anni ti
incentivano per levarti dalle palle. Troppo presto per la pensione e troppo
tardi per trovare un altro lavoro.
NOn so che dirvi io ho rischiato di morire cosi l'ho capito subito da
neolaureato e ho preso altre strade prima che fosse toppo tardi scappando
dalle societa di consulenza e dall'informatica.

Auguri,


Giacomo

unread,
Jun 2, 2011, 6:59:18 AM6/2/11
to

"sidd" <si...@barrettt.com> ha scritto:

> NOn so che dirvi io ho rischiato di morire cosi l'ho capito subito da
> neolaureato e ho preso altre strade prima che fosse toppo tardi scappando
> dalle societa di consulenza e dall'informatica.

Se non sono troppo indiscreto: quale strada hai preso ?


sid barrett

unread,
Jun 2, 2011, 10:04:32 AM6/2/11
to

"Giacomo" <nie...@grazie.it> ha scritto nel messaggio
news:is7qe9$em2$1...@speranza.aioe.org...
ruolo di direzione tecnica in una struttura pubblica


aLUCArd

unread,
Jun 3, 2011, 5:01:49 AM6/3/11
to

"sidd" <si...@barrettt.com> ha scritto nel messaggio
news:4de754f2$0$16654$5fc...@news.tiscali.it...

> Avete innanzitutto sbagliato dall'inizio
> se volevate fare ingegneria dovevate prendere l'ingengeria vera,
> altrimenti qualche altra facoltà

Da Ingegnere Elettronico VO (laureato 10 anni fa) che fa il libero
professionista (da subito dopo la laurea) in tutti altri settori rispetto
all'elettronica, devo dire che la tua sintesi, per quanto brutale, è
purtroppo molto realistica.
Solo una precisazione: quando parli di "ingegneria vera" non dimenticare
che, checché se ne dica, Elettronica è forse l'indirizzo più duro IN
ASSOLUTO di tutta ingegneria (gli fanno una ricca p**pa praticamente tutti
gli altri corsi di laurea, più propriamente). E l'amarezza per quello che
aspetta il 99% degli elettronici dopo la laurea è, per questo motivo, ancora
più grande...

aLUCArd


rossiurka

unread,
Jun 3, 2011, 6:47:36 AM6/3/11
to
On 2 Giu, 16:04, "sid barrett" <si...@barrettt.com> wrote:
> "Giacomo" <nie...@grazie.it> ha scritto nel messaggionews:is7qe9$em2$1...@speranza.aioe.org...

>
> > "sidd" <si...@barrettt.com> ha scritto:
>
> >> NOn so che dirvi io ho rischiato di morire cosi l'ho capito subito da
> >> neolaureato e ho preso altre strade prima che fosse toppo tardi scappando
> >> dalle societa di consulenza e dall'informatica.
>
> > Se non sono troppo indiscreto: quale strada hai preso ?
>
> ruolo di direzione tecnica in una struttura pubblica

Chiaramente non c'è confronto con la struttura pubblica: qualsiasi
ingegnere tu sia, sbarchi il lunario alla grande.
Le retribuzioni nel pubblico saranno anche più temporaneamente più
basse ma costanti nella loro crescita e soprattutto protette dalle
intemperie della concorrenza.
Rimane comunque poi il fatto che se per caso si è esclusi dallo
specifico contesto senza aver prima "seminato" chiunque vale zero per
il mondo del lavoro.

La struttura pubblica è dominante di Sistema rispetto il privato e
sarà l'ultima a collassare pertanto la comparazione nonpuò reggere.
Avendo lavorato per 8 anni nel pubblico a inizio carriera, so bene
quanto sia stato imprudente cercare di fare il Manager o comunque
l'imprenditore di me stesso nella struttura produttiva privata
sognando modelli del cazzo e senza copertura: bisognava fare come fan
tutti succhiare il sangue allo Stato.
Chiaramente in modo legittimo, benevolo ed onesto: non c'è bisogno di
strafare per vivere decorosamente nel pubblico. E' già tutto previsto
dalla legge esattamente come i soggetti che portano a casa fino a 5
pensioni.

Non si regge nel privato se non hai copertura o se non sei in nicchie
estremamente ristrette che comunque sono destinate a rimanere tali per
periodi sempre più brevi.

La struttura privata cioè quella che tira la carretta non ha futuro e
solo successivamente collasseranno i "parassiti" che ci campano
intorno, anche se è sempre più difficile distinguere l'interesse
pubblico dal privato che conta: semplicemente oggi si trascinano e si
proteggono l'un l'altro in una sorta di dilatazione del lavoro.

Ne fa le spese chi, da questa dilatazione, ne è escluso o ai margini.

news.tin.it

unread,
Jun 3, 2011, 8:09:36 AM6/3/11
to
Aggiungo a questa nota le seguenti considerazioni, da parte di un "SENIOR
EXPERT ENGENEER" in elettronica e telecomunicazioni (deluso..) di più di 50
anni e con quasi 30 anni di lavoro duro nel settore
1- Ingegneria elettronica "nacque" come facoltà autonoma tra la fine degli
anni '70 ed i primi anni '80, separandosi da elettrotecnica (di cui era un
ramo, un corso , un esame);
2 - questo fu dovuto al fatto che il mercato del lavoro in Italia, fino alla
metà degli anni '90 cercava disperatamente figure multi-disciplinari non
legate agli schemi della "solita" ingegneria italiana, peraltro in ritardo
di anni rispetto alle analoghe discipline del resto dei paesi d'Europa e che
quindi cerva figure in settori nuovi ( internet, web browser,
telecomunicazioni, pabx, ecc.)
3 - come Ingegnere Elettronico ho trovato lavoro alla fine degli anni '80
( una settimana "prima" di laurearmi) nel settore telecomunicazioni, dove
gli Ingegneri elettronici erano richiesti proprio per le loro doti di
flessibilità negli studi acquisiti. (nota: Ingegneria delle
Telecomunicazioni ora esiste solo da pochi anni ed è nata come "ramo" di
Ingegneria elettronica, così come Ingegneria elettronica è nata come "ramo"
di elettrotecnica!)
4 - Ingeneria elettronica è stata veramente negli anni '80 una facoltà dura,
paragonabile almeno, come difficoltà di esami, ad Ingegneria meccanica. Non
esisteva il numero chiuso, ma non ce n'era bisogno, in quanto in facoltà si
sapeva che solo un numero basso di Ingegneri elettronici sarebbe stato
assorbito dal mercato, per cui ogni esame determinava la "morte naturale" di
coloro che restavano indietro o non riusciano a passare Meccanica razionale
o Elettronica 1.
5 - Lo sputtanamento di questa bellissima facoltà è stato causato dal
mercato del lavoro degli anni 2000 in Italia, dal proliferare di finte
società di telecomunicazioni che hanno assorbito moltissimi ingegneri
(giovani e vecchi), facendoli poi rimanere a spasso dopo pochi anni, nonchè
dal mancato sviluppo di incentivi (pubblici e privati) sulle nuove
tecnologie che già a metà degli anni '90 emenrgevano in tutta europa e nel
mondo e di cui in Italia non si sapva quasi nulla, eccetto che in settori
non tanto noti al pubblico.
6- Concludo dicendo che i corsi di laurea attuali (credo si chiamino tre +
due, se ho capito bene) non formaqno ingegneri a livello degli altri paesi
europei, ma solo super tecnici che negli altri paesi avranno molte
difficoltà ad entrare nel mondo del lavoro o a presentarsi come tali.
Per il futuro, la libera professione va bene, a patto che le tasse di
ingresso siano ridotte a zero e si modifichino gli ordini professionali che,
così comesono, sono un impedimento invece che un aiuto per il mondo del
lavoro.

A presto

Francesco

Franz

unread,
Jun 3, 2011, 10:43:47 AM6/3/11
to
Premesso che, dalla mia esperienza, gli ordini professionali non servono
granchè, vorrei sapere perchè gli ordini "sono un impedimento invece che
un aiuto per il mondo del lavoro".
Mi pare che passino praticamente tutti i candidati....

Franz

Hermooz

unread,
Jun 3, 2011, 10:59:24 AM6/3/11
to
On 2 Giu, 11:16, "sidd" <si...@barrettt.com> wrote:

> Avete innanzitutto sbagliato dall'inizio
> se volevate fare ingegneria dovevate prendere l'ingengeria vera, altrimenti
> qualche altra facoltà

Ah, perchè ci sono delle lauree in ingengeria vera? E non insegnano
neanche come si scrive? :^)

> quindi da evitare assolutamente: ingegneria elettronica, ingegneria
> informatica, nonchè tutti i vari ibridi nati ultimamente tipo biomedica,
> acustica, ecc ecc.
> ottime solo per finire a fare i programmatori a vita nelle ridicole società
> di "consulenza".

Più che altro, necessarie per accedere al settore dell'ingegneria
dell'informazione, che se ancora ha qualche difficoltà essendo di
recente creazione (2001), di certo ha più futuro di altri. Non è che
ci sia molto spazio per costruire ancora case, nè i grandi impianti
manifatturieri vedono un futuro roseo qui da noi.

> da scegliere: ingegneria civile/edile, elettrotecnica, meccanica, pe fare i
> professionisti o cmq saper fare davvero qualcosa diverso dal produrre files
> o carta inutile.

Certo, perchè la maggioranza degli ingegneri civili/edili fanno
qualcosa di più che non mettere tre cifre dentro un programma per il
calcolo delle strutture e stamparci il timbro sotto... andiamo. Ai
tempi dell'università poteva anche essere divertente prendersi per il
culo dandosi di spelafili o avvitabulloni, ma da professionisti non è
il caso di fare i partigiani o i tifosi. Oltretutto, se sei iscritto
all'ordine, un tale comportamento non è neanche compatibile con il
codice etico (art. 3, commi 1-5).

> Quindi inutile cercare sfogli la tua strada segnata è questa, poi verso i 50
> anni queste società, tutte, tendono a buttare fuori la gente com possono, è
> un trend che sanno tutti nell'ambiente e oltretutto un amico che fa il
> manager commerciale di risorse in una di queste mi ha confermato i percorsi
> interni per i consulenti sono "finti" fatti apposta per farti credere di
> stare facendo carriera invece ti fregano come un pollo e a 50 anni ti
> incentivano per levarti dalle palle. Troppo presto per la pensione e troppo
> tardi per trovare un altro lavoro.

Le chiacchiere degli "amici" e dei "cugini" lasciano il tempo che
trovano. Basta guardare le statistiche sulla distribuzione per reddito
e per età delle contribuzioni pensionistiche, pubblicate da inarcassa,
per vedere che mediamente gli ingegneri guadagnano più della media e
lavorano per più anni, rispetto a molte altre categorie. E quelli sono
dati ufficiali. Certo, sono statistiche, per cui di fronte a un
ingegnere ben affermato che piazza decine di migliaia di euro ad ogni
notula ce n'e' uno che vivacchia facendo il programmatore. Questo
direi che è abbastanza nell'ordine delle cose, specie considerando la
congiuntura non proprio felice.

> NOn so che dirvi io ho rischiato di morire cosi l'ho capito subito da
> neolaureato e ho preso altre strade prima che fosse toppo tardi scappando
> dalle societa di consulenza e dall'informatica.

Per andare a lavorare nel pubblico, leggo sotto. Contento te... non
eri quello che condannava il produrre carta inutile? :^)

bye!

Francesco B.

unread,
Jun 3, 2011, 11:26:27 AM6/3/11
to
Hermooz <her...@gmail.com> wrote:

> Certo, perchè la maggioranza degli ingegneri civili/edili fanno
> qualcosa di più che non mettere tre cifre dentro un programma per il
> calcolo delle strutture e stamparci il timbro sotto..

Per favore non tirateci dentro a questa discussione (non volevo proprio
partecipare per via della sua sterilita' ma certi luoghi comuni e'
proprio il caso di sfatarli).
Sai benissimo che non funziona cosi' (sarebbe bello). Almeno tra
ingegneri evitiamo la favoletta che basta schiacciare un tasto e fa
tutto il computer.

L'ingegneria e' sempre complessa.
Ogni argomento viene sempre portato all'estremo.
Sappiamo benissimo che elettronica, civile, meccanica etc... sono in
realta' di pari dignita'. Non esiste una piu' difficile dell'altra.

Il punto e' che adesso le ingegnerie che tirano sul mondo del lavoro
sono quella elettrica e quella gestionale.
Non ha importanza chi e' piu' bravo o meno.
Il mondo del lavoro non ha bisogno di bravi tecnici ma semplicemente di
tecnici da pagare il meno possibile.
Le altre lauree pagano il sovraffolamento indicibile di tecnici che
hanno generato e che pur venendo pagati poco sono ancora troppi.
Il sistema e' ormai saturo ma non perche' un'ingegneria e' meglio
dell'altra. Piu' semplicemente perche' il mercato non e' guidato dai
tecnici.

--
Ciao da Francesco B.

Hermooz

unread,
Jun 3, 2011, 11:58:20 AM6/3/11
to
On Jun 3, 5:26 pm, bfmNOS...@despammed.com (Francesco B.) wrote:

> Per favore non tirateci dentro a questa discussione (non volevo proprio
> partecipare per via della sua sterilita' ma certi luoghi comuni e'
> proprio il caso di sfatarli).
> Sai benissimo che non funziona cosi' (sarebbe bello). Almeno tra
> ingegneri evitiamo la favoletta che basta schiacciare un tasto e fa
> tutto il computer.

mi scuso se non era evidente, ma il mio tono voleva essere ironico e
per farlo capire sono andato a ripescare un noto luogo comune proprio
per evidenziare la sterilità e l'inopportunità della discussione.
Purtroppo nell'ambito di un semplice post a volte è difficile far
capire certe sfumature.

> Il mondo del lavoro non ha bisogno di bravi tecnici ma semplicemente di
> tecnici da pagare il meno possibile.

Tristemente vero, e non solo per i tecnici.

bye!

Francesco B.

unread,
Jun 3, 2011, 1:40:42 PM6/3/11
to
Hermooz <her...@gmail.com> wrote:

> mi scuso se non era evidente, ma il mio tono voleva essere ironico e
> per farlo capire sono andato a ripescare un noto luogo comune proprio
> per evidenziare la sterilità e l'inopportunità della discussione.
> Purtroppo nell'ambito di un semplice post a volte è difficile far
> capire certe sfumature.

Ti confesso che il dubbio mi era venuto e ho capito dopo che
effettivamente la chiave di lettura era un'altra ma ormai avevo spedito
il messaggio.

danilob

unread,
Jun 4, 2011, 6:37:12 AM6/4/11
to
Il 03/06/2011 16.59, Hermooz ha scritto:

>> Avete innanzitutto sbagliato dall'inizio
>> se volevate fare ingegneria dovevate prendere l'ingengeria vera, altrimenti
>> qualche altra facoltà
>
> Ah, perchè ci sono delle lauree in ingengeria vera? E non insegnano
> neanche come si scrive? :^)

Mi ricorda una battuta che mi inventai tempo addietro:
"La laurea in ingegneria ti impara molte più cose"

sid barrett

unread,
Jun 5, 2011, 6:25:20 PM6/5/11
to

"Francesco B." <bfmN...@despammed.com> ha scritto nel messaggio
news:1k2ax8y.t1ly3w3uuej0N%bfmN...@despammed.com...

Libero di pensarla come vuoi ma la realtà alla fine è quella. Gli ing
professionisti che lo fanno davvero campano a parcelle, sono iscritti a
inarcassa e guadagnano da professionisti. Non come notai certo....ma ecco
perchè se guardi inarcassa sembra tutto rose e fiori........
I figli delle ingegnerie ibride si laureano, entrano che so in engineering
con pomesse eprospettive e vengono messi a scrivere codice e fare carta, si
stufano, passano in Reply dove gli promettono super carriere per poi
scoprire che è tutto come prima e passano in Ericcson, stesso giro e passano
in ATS, stesso giro e passano in Capgemini, saltando in aziende l'una la
fotocopia dell'altra fino a quando non sono troppo vecchi per essere presi
in considerazione e li muoiono professionalmente finchè l'azienda non li
butta fuori in quanti nessuna di queste vuole avere ultracinquantenni tra le
balle.
Quelli che lavorano a "finta partita iva" ovvero partita iva ma che lavorano
come dipendenti per una singola società di pseudoconsulenza 8 ore a giorno
come dipendenti sono su una categoria emarginata su di un binario morto.
Non è colpa loro ma se giri negli ambienti dell'ordine vedrai che questi non
hanno la benchè minima considerazione proprio perchè...sono solo visti come
scienziati del tutto e del niente, non capaci di realizzare qualsicosa di
"pratico".
Non ci sarà molto da costruire ancora ma da riammdernare e manutenere si.
Sull'altra sponda ci sarà sempre monlo da programmare e smanettare con reti
e computer, ma quel tipo di professionaltà non vale piu di +-1500 euro al
mese, dappertutto.


aLUCArd

unread,
Jun 6, 2011, 4:38:53 AM6/6/11
to

"sid barrett" <si...@barrettt.com> ha scritto nel messaggio
news:4dec0252$0$16659$5fc...@news.tiscali.it...

> Gli ing professionisti che lo fanno davvero campano a parcelle, sono
> iscritti a inarcassa e guadagnano da professionisti. Non come notai
> certo....ma ecco perchè se guardi inarcassa sembra tutto rose e
> fiori........

Purtroppo ormai praticamente nessun ingegnere/architetto lavora più con le
tariffe professionali previste per legge, neanche nel pubblico (grazie ad un
signore emiliano che parla per modi di dire e che pensò bene di fare delle
presunte liberalizzazioni qualunquiste e populiste, che hanno
liberalizzato - male - tutto tranne i settori che veramente ne avevano
bisogno). E questo è uno dei problemi più gravi degli ingegneri liberi
professionisti. Oltre alla stortura, già richiamata, delle migliaia di P.IVA
di ingegneri/architetti che apparentemente lavorano da professionisti, ma
che in realtà sono dei sottodipendenti, che guadagnano (al netto) molto meno
dei dipendenti e senza avere alcuna delle garanzie di cui godono i
dipendenti.

aLUCArd


Marko

unread,
Jun 6, 2011, 12:38:48 PM6/6/11
to

> Da Ingegnere Elettronico VO (laureato 10 anni fa) che fa il libero
> professionista (da subito dopo la laurea) in tutti altri settori rispetto
> all'elettronica, devo dire che la tua sintesi, per quanto brutale, è
> purtroppo molto realistica.

Secondo me un ingegnere elettronico VO (io mi sono laureato 6 anni fa)
ha la possibilità di sconfinare benissimo nell'ingegneria elettrica e
nell'ingegneria meccanica, molto più di un meccatronico ad esempio
(che credo sia la sintesi delle due).
Personalmente, superato lo scoglio delle selezioni da neolaureato
quando davvero puoi essere scartato da una HR specialist perchè nel
filtro di ricerca ha impostato ingegneria industriale, nessuno mi ha
mai detto di non occuparmi di linee di trasmissione o generatori
perchè sono elettronico e non elettrico.

Mi sembra che già adesso alcune facoltà stiano tornando ai 5 anni a
ciclo unico, speriamo che ci sia la lungimiranza di fondere i CdL e
tornare a 4-5 corsi di Ingegneria, non più.

nomegenerico

unread,
Jun 7, 2011, 4:04:04 AM6/7/11
to
On 02/06/2011 11.16, sidd wrote:
> Avete innanzitutto sbagliato dall'inizio

Se ti volevi sfogare potevi farlo senza dare dei falliti agli altri.

> se volevate fare ingegneria dovevate prendere l'ingengeria vera, altrimenti
> qualche altra facoltà

Anche se quello che descrivi, purtroppo, in molti casi
corrisponde al vero questa frase sembra proprio scritta da un troll.

danilob

unread,
Jun 7, 2011, 12:28:21 PM6/7/11
to
Il 06/06/2011 0.25, sid barrett ha scritto:

> in considerazione e li muoiono professionalmente finchè l'azienda non li
> butta fuori in quanti nessuna di queste vuole avere ultracinquantenni tra le
> balle.

Pur condividendo questa frase, mi chiedo cosa faranno queste aziende di
fronte all'invecchiamento generalizzato della popolazione italiana ed
europea. Assumeranno e daranno casa a giovani indiani e cinesi?

sid barrett

unread,
Jun 9, 2011, 12:41:54 PM6/9/11
to

"danilob" <a@b.c> ha scritto nel messaggio
news:4dee51a6$0$38641$4faf...@reader1.news.tin.it...

> Il 06/06/2011 0.25, sid barrett ha scritto:
>
>> in considerazione e li muoiono professionalmente finchč l'azienda non li

>> butta fuori in quanti nessuna di queste vuole avere ultracinquantenni tra
>> le
>> balle.
>
> Pur condividendo questa frase, mi chiedo cosa faranno queste aziende di
> fronte all'invecchiamento generalizzato della popolazione italiana ed
> europea. Assumeranno e daranno casa a giovani indiani e cinesi?

I laureati che mandano curricula per queste aziende sono una fonte
virtualmente inesauribile.
A te che magari hai esperienza sembrano cose di anni luce fa ma tuttora e
sempre in futuro ci saranno ragazzi che si arrabattano per scrivere melense
lettre di presentazione, curricula, che si prepareranno per collloqui
stirandosi a ruota l'unica giacca e cravatta presa per l'occasione, che s i
studieranno i siti ove danno consigli per andare ai colloqui (scritti dalle
stesse HR per far si che tu vada lą e ti metta agevolmente in mutande per
capire approfonditamente se e quanto sei fesso per i loro giochi)...


Corrado

unread,
Jun 11, 2011, 8:01:32 AM6/11/11
to
Il 06.06.2011 18:38, Marko ha scritto:
> Secondo me un ingegnere elettronico VO (io mi sono laureato 6 anni fa)
> ha la possibilità di sconfinare benissimo nell'ingegneria elettrica e
> nell'ingegneria meccanica, molto più di un meccatronico ad esempio
> (che credo sia la sintesi delle due).


Non credo proprio, a meno che tu non ti accontenti di viaggiare nella
mediocritá. Ad ognuno il suo campo. Per quanto riguarda il meccatronico,
io la vedo come la figura che ha la capacitá di integrare due mondi,
ingegneria meccanica con elettronica-elettrotecnica, che litigano spesso
e volentieri. Ma non é in grado di fare le cose che fanno gli ingegneri
specializzati

Marko

unread,
Jun 11, 2011, 10:01:17 PM6/11/11
to

Ovviamente non devi diventare un generalista ma l'etichetta te la puoi
scrollare facilmente. Del resto gli studi universitari quanto servono
nel mondo del lavoro? una buona base, un metodo ma poi tutto il resto
si impara. E un elettronico non può leggere una capability curve di un
generatore? Sarà condannato ad essere ad vitam inferiore ad un ing.
elettrico...ma andiamo!

Corrado

unread,
Jun 12, 2011, 12:47:51 AM6/12/11
to

PArolavo di ingegneri elettrici-elettronici e meccanici. A parte il
fatto che in Italia vedo sempre piú ingegneri triennali che si occupano
di cose che dovrebbero invece gestite da periti industriali.

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