Grazie
ciao
Andrea
Che tristezza...
Nel tuo caso ho consultato un amico pi� esperto di me, in alternativa il
commercialista tanto te lo devi fare se apri la partita IVA.
Per� non ti so rispondere perch� alla fine ho optato per un cocopro
(nonostante mi volesse fare un contratto serio, ma sto facendo il
dottorato e cos� � meglio).
ciao
michela
--
www.free-blue.net
www.michisub.net (da aggiornare...)
Prendi quello che ti dico con le pinze, ho un problema simile al tuo
ma ancora sono informato solo in maniera approssimativa. Andrò dal
commercialista al più presto.
Conta che devi pagare le tasse (23% del reddito), inarcassa (12% del
fatturato in aumento verso il 14%),
inarcassa ancora (4% della parcella), Iva (20% del fatturato),
commercialista che avrà la sua parcella.
Dal tuo reddito puoi togliere la prima casa e qualcos'altro e l'IVA la
puoi "scalare" in una certa percentuale facendoti fatturare cose che
ti possono servire per lavoro (tipo il pc nuovo, la macchina, il
carburante, anche l'affitto di casa se dichiari di usarla come studio,
occhio ai controlli però!).
Le mitiche agevolazioni sono per chi si iscrive all'albo entro i primi
3 anni dalla laurea e ha meno di 30 anni. Al di sotto di un certo
reddito annuale puoi iscriverti al regime dei minimi ma devi chiedere
ad un commercialista come funziona. Secondo me se non ti danno almeno
40'000€ lordi all'anno al netto prendi meno di quanto prendi ora o al
più una cifra paragonabile.
In bocca al lupo per il colloquio!
Franco :-)
Mi sono un po' documentato e chiesto in giro, mi sembra di aver capito
che al lordo devo applicare le aliquote IRPEF e su quello che mi resta
il contributo soggettivo per INARCASSA (che adesso dovrebbe essere
11,5 %). Il contributo integrativo del 4 % non mi pare che si applichi
nel mio caso.
La questione dell'IVA non l'ho capita molto...se loro mi propongono,
ad esempio, 30.000 euro annui, vuol dire che io gli fatturo 36.000,
loro ne danno 30.000 a me e ne versano 6.000 come ritenuta d'acconto?
Quindi io su quei 30.000 non devo pagare l'IVA? Su questa questione
avrei bisogno di qualche chiarimento....
grazie per la risposta,
ciao
A.
> La questione dell'IVA non l'ho capita molto...se loro mi propongono,
> ad esempio, 30.000 euro annui, vuol dire che io gli fatturo 36.000,
> loro ne danno 30.000 a me e ne versano 6.000 come ritenuta d'acconto?
> Quindi io su quei 30.000 non devo pagare l'IVA? Su questa questione
> avrei bisogno di qualche chiarimento....
>
> grazie per la risposta,
>
> ciao
>
> A.
L'IVA te la versano e poi sei tu che devi versare all'erario quella che
non scarichi.
Ciao
Ghigo
Ok, grazie...
il dubbio che mi resta è, di solito quando si propone un compenso, è
al netto dell'IVA?
Rifacendo l'esempio di prima, se mi propongono 30.000 euro/annui, devo
considerare di togliere l'IVA o è implicito che siano già al netto?
ciao
A.
L'IVA non � compresa... se fossi un libero professionista, ma visto che
gi� ti stanno truffando utilizzando questa forma di lavoro "grigio
scuro" magari ti fanno un prezzo IVA inclusa.
Ciao
Ok, allora chiederò durante il colloquio...
anch'io mi rendo conto che è una "tipologia contrattuale" abbastanza
schifosa, infatti mi sa che accetterò solo se le condizioni economiche
sono particolarmente favorevoli rispetto al posto in cui lavoro
adesso, proprio per questo mi serviva capire bene quale sarebbe il mio
guadagno finale...
grazie per i chiarimenti,
ciao
A.
Tra consulenti/professionisti si parla sempre di onorario al netto d'iva.
Nel tuo esempio se ti propongono 30k sarebbero da intendersi al netto d'iva
ma, tu, chiedi sempre perch� come ti hanno detto questa proposta � comune ma
sempre poco chiara, meglio mettere i puntini sulle i.
Per quello che te ne rimane, i numeri che hai postato all'inizio sono
abbastanza realistici, cio� per capirci se stati tra i 40-50k fatturati
all'anno puoi considerare un 55-50% di netto tutto compreso. Cio� nel tolte
tasse, inarcassa etc. Questa percentuale � quella che riscontro in quasi
tutti i colleghi in questa situazione.
Quindi io farei cos�: prendi il tuo netto attuale, moltiplicalo per le
mensilit� che hai attuali e consideralo come un 55% del totale che come
MINIMO (ma proprio minimo) dovrebbero offrirti per guadagnare quanto
guadagni ora.
Da li, se scegli questo lavoro per soldi, io accetterei solo cifre maggiori.
Errata corrige: intendevo 55-60%. :)
ma era più giusto quello che avevi scritto prima ;)
bye!
> Sopra i 30.000 euro/anno, leggevo di considerare un netto finale tra
> il 50 e il 60%; è giusto?
più verso il 50 che il 60, anche perchè è meglio essere molto prudenti
quando si lavora a PI per evitare di cadere vittime dei meccanismi
degli anticipi...
bye!
Ho provato a fare qualche calcolo, ditemi se può essere giusto...
supponiamo che l'offerta sia di 30.000 euro/anno al netto dell'iva.
Quindi sono nello scaglione IRPEF tra 28.000 e 55.000.
Applicando l'aliquota IRPEF (6.960 + 0,38*(30.000-28.000)) mi restano
22.280 euro.
Su questi tolgo l'11,5 % per INARCASSA, e mi restano 19.717,8 euro.
Tolgo ancora 1000 euro per spese varie (iscrizione all'ordine,
commercialista, ecc..) e mi restano 18.717,8 euro, che costituiscono
ca. il 50% del lordo iniziale (comprensivo di IVA, scusate i termini
poco "tecnici").
Se volessi poi confrontare il netto con il mio stipendio attuale,
divido per 14 (io prendo 14 mensilità) e mi viene un netto mensile di
ca. 1337 euro.
Ho sbagliato qualcosa?
ciao
A.
1. non � proprio corretto il calcolo fatto perch� dovresti aggiungere al
netto una quota invisibile ma che esiste e che ti viene riconosciuta quando
sei in malattia o in ferie; con la P.I. tutto questo non lo avrai, a meno
che non lo concordi in fase di perfezionamento del contratto.
2. in fattura si aggiunge al netto oltre all'iva anche il 2% (che diventer�
4%) di CNPAIA.
Gianni
Beh ma se io concordo un compenso annuo è fisso, mi viene dato
indipendentemente dai giorni di ferie o malattia.
Diverso sarebbe se concordassi un compenso orario o giornaliero, no?
> 2. in fattura si aggiunge al netto oltre all'iva anche il 2% (che diventerà
> 4%) di CNPAIA.
Ti riporto quello che ho letto:
"Il contributo integrativo non è dovuto per le prestazioni effettuate
nei rapporti di collaborazione tra ingegneri e architetti, anche in
quanto partecipanti ad associazioni o società di professionisti. Esso
non è dovuto neppure per le prestazioni effettuate nei rapporti di
collaborazione fra Società di Ingegneria e fra queste ed i soggetti
precedentemente indicati."
Per questo ho pensato di non doverlo considerare...
ciao,
A.
:)
Scherzi a parte, dipende da che tipo di spese puoi portare in detrazione...
<Ti riporto quello che ho letto:
<"Il contributo integrativo non � dovuto per le prestazioni effettuate
<nei rapporti di collaborazione tra ingegneri e architetti, anche in
<quanto partecipanti ad associazioni o societ� di professionisti. Esso
<non � dovuto neppure per le prestazioni effettuate nei rapporti di
<collaborazione fra Societ� di Ingegneria e fra queste ed i soggetti
<precedentemente indicati."
<Per questo ho pensato di non doverlo considerare...
E' giusto, se devi fatturare a societ� di professionisti o simili il
contributo integrativo non � da considerare.
Solo 1 osservazione. Tieniti pi� largo dei 1000 euro per spese varie; solo
di iscrizione ne partono 150-200 e se il tuo commercialista ti vuole solo
800 euro fatti fare un contratto 20ennale perch� da me voglio poco meno del
doppio anche se hai 5-10 fatture di vendita l'anno.
Ok, grazie...ma mi chiedo, è proprio così necessario il
commercialista?
Non si riesce a farsele da soli, le cose? O servono proprio delle
qualifiche che solo il commercialista ha?
A.
Qui a Milano, sarebbe giusto attorno alle 250/die nette,
per collaborazioni di lunga durata, con gli orari che indichi tu.
Per collaborazioni a spot o comunque brevi, sarebbe giusto
1000/die netti.
Salus,
G.
P.s il commercialisa serve.
>Beh ma se io concordo un compenso annuo � fisso, mi viene dato
>indipendentemente dai giorni di ferie o malattia.
>Diverso sarebbe se concordassi un compenso orario o giornaliero, no?
se � cos� si, salvo che non ti richiedano un tot ore di lavoro/anno, anche
sotto forma di incarichi vari.
>> 2. in fattura si aggiunge al netto oltre all'iva anche il 2% (che
>> diventer�
>> 4%) di CNPAIA.
>Ti riporto quello che ho letto:
>"Il contributo integrativo non � dovuto per le prestazioni effettuate
>nei rapporti di collaborazione tra ingegneri e architetti, anche in
>quanto partecipanti ad associazioni o societ� di professionisti. Esso
>non � dovuto neppure per le prestazioni effettuate nei rapporti di
>collaborazione fra Societ� di Ingegneria e fra queste ed i soggetti
>precedentemente indicati."
>Per questo ho pensato di non doverlo considerare...
si � cos�, se � una societ� di ingegneria
Gianni
Serve, e ti parla un'ingegnere che viene dal tecnico commerciale (un
ragionerino :) ).
Ognuno deve fare il suo mestiere, gli aggiornamenti, le scadenze, gli
adempimenti etc non riusciresti a star dietro a tutto a scapito tuo, quindi
il commercialista serve. Se ne trovi uno a buon mercato � anche meglio.
>Se volessi poi confrontare il netto con il mio stipendio attuale,
>divido per 14 (io prendo 14 mensilit�) e mi viene un netto mensile di
>ca. 1337 euro.
>
>Ho sbagliato qualcosa?
>
Se sei dipendente a tutti gli effetti devi dividere per una mensilit� in
pi�. Ti viene versato anche il trattamento di fine rapporto (TFR).
Considera anche che mediamente hai 20 giorni di ferie e circa 10-12 di
permessi e seci coperto dall'INPS per le malattie. Parla anche di questo.
Tu hai 30.000 euro al netto dell'iva e della ritenuta, cio� in pratica hai
un imponibile di 30.000 euro. Su questi 30.000:
- togli tutte le spese che hai (computer, cancelleria ecc..occhio che non
tutte le detrazioni sono al 100%). Nel tuo caso 1000 euro.
- su quello che ti rimane calcoli inarcassa, cio� 29.000 * 11.5% =3335
- togli inarcassa all'imponibile senza le spese (altrimenti pagheresti le
tasse sulla previdenza...vabb� tutto ma...) 29000- 3335 = 25665
e su questo calcoli l'irpef ed eventualmente l'irap, applica un 30% per
stare largo con anticipi vari ecc.. quindi 25665 * 0.3 = 7700 circa
- ti rimane quindi 25665 - 7700 = 17695 euro.
Dividi per 12 ottieni 1500 euro circa al mese.
Difetti nel tuo calcolo per�: 1000 euro di spese sono poche..considera
almeno commercialista, assicurazione professionale, iscrizione all'albo (i
software te li forniscono loro?). Inoltre se vuoi paragonarti a un
dipendente dovresti dividere almeno per 13 che sono le mensilit� comprese di
tredicesima e togliere anche 20 giorni di ferie pagate all'anno che non
avrai.. praticamente ti rimane un netto mensile di 1295 euro.
ciao
Grazie per le precisazioni, solo qualche domanda:
- le spese di iscrizione all'albo e commercialista sono detraibili?
Perchè se non lo sono le devo sottrarre alla fine, non all'inizio,
giusto?
- di altre spese (cancelleria, software, altro materiale) non avrei
niente, forse l'unica cosa potrebbe essere la benzina per andare in
ufficio
- nel tuo calcolo, l'irpef lo calcolo sui 25665, ma il reddito da
considerare per individuare lo scaglione giusto è questo 25665, il
29000 o il 30000?
- alla fine nel mio esempio ho diviso per 14, per avere un confronto
con il mio stipendio (attualmente prendo 14 mensilità)
ciao e grazie ancora
A.
FERMO !!!!!
Se lasci un contratto a T.I. e passi ad un regime a partita iva SEI SOLO UN
EMERITO COGLIONE.
Innanzitutto una "grossa" azienda che "assume " a PIVA non � n� una grossa
azienda, bensi un manipolo di peracottari, e n� assume perch� il regime a
PIVA 8 ore al giorno non � assunzione, significa solo che possono buttarti
fuori quando e come vogliono da un minuto all'altro. O meglo ancora, pagari
le fatture quando vogliono.
Saresti un soggetto completamente senza tutele, senza ammortizzattori
sociali, senza malattia e senza ferie.
Il regime a PIVA per legge non � compatibile con una prestazione ad orario
prestabilito giornaliero oltretutto verso un solo cliente, ti stanno solo
fregando, � di fatto un rapporto di lavoro subordinato mascherato da
"consulenza"; tutti gli attuali "dipendenti" imbecilli che si fanno
sfruttare da questi qui dovrebbero denunciarli e fargli causa, potrebbero
immediatamente farsi trasformare il rapporto di lavoro da PIVA a T.I. con
relativo versamento di contributi arretrati.
Guarda tu sei giovanissimo ed inesperto, io ho anni di eperienza e posso
dirti � pieno di azienducole di questo tipo che fanno questi giochetti, sono
solo una massa di schifose merde che sfruttano i coglioncelli ed ingrassano
sulla pelle degli altri.
Tieniti stretto il tuo contratto a TI perch� quello ha valore sul mercato, e
cercati semmai un altra azienda seria dove spostarti a lavorare. Non andre
neppure al colloquio, e se ti richamano mandali direttamente, con voce piena
e sicura, A FANCULO.
concordo.
> Non andre
> neppure al colloquio, e se ti richamano mandali direttamente, con voce piena
> e sicura, A FANCULO.
>
hai ragione da vendere, questa gentaglia non merita nemmeno che gli si
risponda al telefono.
ciao
sottoscrivo parola per parola... non avrei potuto
esprimere meglio quel che penso. Di questi tempi un
contratto a T.I. vale tanto oro quanto pesa chi ce l'ha :D
--
Tutti gli uomini sono mortali
il gatto è un animale
quindi Socrate ha la coda.
Commercialista si, l'albo ho dei dubbi...ma in teoria si. dovresti sentire
il commercialista per questo.
(comunque non tutte le spese si detraggono completamente, ad esempio la
benzina la detrai al 25% sull'imponibile e al 40% sull'iva, o al contrario,
non ricordo mai :-))
Le spese non detraibili le sottrai alla fine di tutto.
- nel tuo calcolo, l'irpef lo calcolo sui 25665, ma il reddito da
considerare per individuare lo scaglione giusto � questo 25665, il
29000 o il 30000?
Dovrebbe essere sui 25665, ma anche qua chiedi conferma al commercialista.
Io nei miei conti non applico mai la percentuale precisa ma sto un p�
abbondante, tanto tra anticipi delle tasse e balzelli vari si spende sempre
di pi�.
ciao!
Vorrei solo precisare che al momento io non ho un contratto T.I., ho
un contratto da apprendista che finisce tra un anno, dopodichè con
grande probabilità passerò a T.I.
Il problema è che per ora la mia azienda non naviga in buone acque e
sono previsti tagli del personale.
A parte questo discorso, quello che io metto sulla bilancia sono prima
di tutto le possibilità di crescita professionale ed economica (che
vedo molto più alte nella multinazionale per cui vado a fare il
colloquio, nonostante il tipo di "contratto" schifoso) e la
retribuzione attuale, che potrò confrontare solo dopo che questi
ultimi mi faranno un'offerta.
E' vero che tenere un ingegnere come consulente facendogli fare
effettivamente il dipendente è da stronzi, ma anche tenere un
ingegnere come apprendista per 4 anni, dandogli il minimo contrattuale
o poco più, solo perchè così l'azienda ci guadagna non è tanto
meglio...
ciao,
A.
Quando sono entrato io nel mondo del lavoro pensavo che la situazione
fosse triste...ma al fondo non c'è mai limite a quanto leggo.
Multinazionale può voler dire anche cambi di sede, frequenti trasferte
presso altre sedi, considera che da dipendente hai diritti che da
consulente non hai. Per giudicare la solidità guarda solo a ricavi
portafoglio ordini e dipendenti, a parole sono tutte leader e in forte
espansione.
Considera anche che una volta instaurato un rapporto non standard
(collaborazioni, p.iva, cooperative, ditte esterne, somministrazioni)
è tutto interesse per l'azienda farti continuare così
indefinitivamente, finchè servi.
Nella sostanza se i mesi per il passaggio a T.I. sono pochi io
aspetterei, non confermare un apprendista ha delle seppur minime
conseguenze, nulla vieta di licenziarsi un mese dopo la firma del
passaggio se trovi di meglio, e probabilmente non ti proporranno p.iva
con già un contratto a T.I.
Oltretutto per quei quattrosoldi di merda che ti darebbero. A P.I alla
fine del mese dovresti prendere, netto, almeno il doppio di un tuo pari
grado a TI . Altrimenti non ne vale la pena. Il doppio é il minimo
secondo me. Quindi potresti pensarci, e comeunque rifiutare, solo se ti
offrissero almeno 60.000€, e senza l'obbligo di presenza sul posto di lavoro
> Ma c'� modo di calcolare la cifra esatta senza consultare un
> commercialista?
>
Una cifra 'esatta' senza commercialista, IMHO � impossibile. E' proprio
il commercialista che sa tutto sulle categorie, gli imponibili, quello
che si puo' detrarre, quello che non si puo' detrarre, le spese che hai,
i guadagni extra che hai come influiscono sull'imponibile e dove sta il
confine tra passaggio di categoria imponibile a quella successiva...
Insomma, te la sentiresti di farti una diagnosi da solo, sospettando
appendicite o peritonite oppure se hai solo mangiato troppo ???
La stessa cosa vale per le imposte. :-)))
Io mi sono dovuto rassegnare a pagare un commercialista. Piu � bravo e
pi� vale il suo onorario.
Dopotutto se tutto va bene, basta andarci una volta all'anno.... :-))
John.
>Vorrei solo precisare che al momento io non ho un contratto T.I., ho
>un contratto da apprendista che finisce tra un anno, dopodich� con
>grande probabilit� passer� a T.I.
Mi sembra veramente strano che sia una "multinazionale", perch� queste non
fanno certe cose. I consulenti li prendono solo tramite aziende esterne di
consulenza appunto (accenture, ecc)
Ribadisco che qualcosa non quadra
Ad ogni buon conto, una PIVA a meno di 60-65.000 euro lordi l'anno non vale
assolutamentela pena.
Il commercialista poi � assolutamente indispensabile. Mai fare da soli.
di aziende cosi ne trovi a bizzeffe sul mercato, fossi in te attenderei di
vedere se effettivamente dev cambiare.
Inoltre l'apprendistato va sempre all'INPS, con la PIVA saresti con
INARCASSA magari solo per qualche anno di contribuzione che poi perderesti
se passassi di nuovo a TI.
mai dire mai. Una delle proposte peggiori che mi sia mai stata fatta era
un'opportunitᅵ meravigliosa come beta tester per una nota azienda
americana famosa nell'ambito stampanti, pc e server a partita iva, con
il requisito chiarito dopo nemmeno 1 minuto di telefonata che il
portatile con cui lavorare l'avrei dovuto mettere io.
Sono stato ancora educato nel rifiutare, e non contenti dopo un paio di
mesi mi richiamarono con la stessa proposta.
in realtᅵ non ho mai saputo se questa entusiasmante opportunitᅵ
arrivasse direttamente dall'azienda in questione o, ancora peggio, se
venisse da una societᅵ di consulenza che forniva personale a p. iva alla
multinazionale.
questo per dire.. al peggio non c'ᅵ davvero limite.
dicevi Frank? ;)
Perché non dire che stai parlando di Hewlett Packard ?
> in realtà non ho mai saputo se questa entusiasmante opportunità
> arrivasse direttamente dall'azienda in questione o, ancora peggio, se
> venisse da una società di consulenza che forniva personale a p. iva alla
> multinazionale.
> questo per dire.. al peggio non c'è davvero limite.
Il discorso della ritenuta d'acconto non � come l'hai descritta tu,
il fatto che la ritenuta d'acconto coincide come valore con l'iva non
significa che il cliente ti stia pagando l'iva.Ti faccio un esempio:
se la tua parcella � di 100 euro pi� iva presenterai fattura come segue:
parcella 100
iva 20% 20
TOTALE FATTURA 120
ritenuta 20% (su 100) 20
TOTALE DA PAGARE 100
Ora le 100 che riscuoti sono 80 + 20 di iva che dovrai pagare allo stato
(mentre avrai gi� 20 di tasse pagate dal cliente)
Quindi incassi sempre l'80% di quello che fatturi (fatturi 100 +iva,
incassi 80 + iva e versi l'iva)
::: sono un ingegnere ambientale e fin dalla laurea (2006) ho lavorato
::: come dipendente; adesso devo fare un colloquio con una grossa azienda,
::: che per� "assume" come consulente con partita iva, nonostante il
::: lavoro sia come quello da dipendente, 8 ore al giorno per 5 giorni a
::: settimana.
:: Che tristezza...
::
:: Nel tuo caso ho consultato un amico pi� esperto di me, in alternativa il
:: commercialista tanto te lo devi fare se apri la partita IVA.
:: Per� non ti so rispondere perch� alla fine ho optato per un cocopro
:: (nonostante mi volesse fare un contratto serio, ma sto facendo il
:: dottorato e cos� � meglio).
Che tristezza proprio! Dopo tanti sacrifici economici, di tempo e mancati
guadagni, la cosa migliore da fare si rivela essere il dottorato! Poveri
noi!
La mia condizione lavorativa ᅵ fortemente condizionata dalla presenza di
2 figli piccoli.
--
www.free-blue.net
www.michisub.net (aggiornato!)
> se la tua parcella è di 100 euro più iva presenterai fattura come segue:
>
> parcella 100
> iva 20% 20
> TOTALE FATTURA 120
>
> ritenuta 20% (su 100) 20
> TOTALE DA PAGARE 100
>
> Ora le 100 che riscuoti sono 80 + 20 di iva che dovrai pagare allo stato
> (mentre avrai già 20 di tasse pagate dal cliente)
>
> Quindi incassi sempre l'80% di quello che fatturi (fatturi 100 +iva,
> incassi 80 + iva e versi l'iva)
Grazie per la spiegazione, sarò tardo ma ho ancora qualche dubbio...
ho fatto il primo colloquio e questa azienda mi ha detto che, quando -
e se - mi faranno la proposta, mi proporranno un compenso annuo
COMPRESA IVA (così hanno detto).
Quindi se loro mi dicono che mi danno 120 compresa iva, io (seguo il
tuo esempio) intasco 100, verso l'iva (20, quindi mi restano 80) e
quando dovrò pagare le tasse avrò 20 già pagati. Giusto?
Ecco, adesso il mio dubbio: se applico il "forfettone" cosa succede?
Cosa cambia per me e per loro?
In questo caso non esiste più l'IVA, quindi se loro mi danno 120
"compresa IVA" la fattura (secondo me) diventa:
parcella 120
TOTALE FATTURA 120
ritenuta 20% (su 100) 20
TOTALE DA PAGARE 100
Quindi loro sborserebbero sempre 120 e io incasserei sempre 100, solo
che a questo punto non dovrei versare l'IVA. Però non potrei neanche
detrarre le spese, quindi se ho poche spese mi conviene (a parte il
fatto che l'IRPEF diventa 20% fisso e non a scaglioni). E' giusto il
mio ragionamento?
Grazie ancora,
ciao
A.
> Grazie per la spiegazione, sar� tardo ma ho ancora qualche dubbio...
Considera pure che se sei iscritto ad una cassa previdenziale dovrai
valutare pure il discorso della rivalsa e/o contributo (2 o 4% dell'importo)
Se invece aderisci ai minimi guadagni di netto il 20% perch� non hai iva da
versare quindi sono soldi che prendi te, questo per� sempre che il contratto
parli di cifre lorde e non specifichi altro.
Cambia la trattenuta perch� il 20% � sull'importo totale
cio� prestazione 1200 , totale fattura 1200, ra su prestazione 240 netto da
pagare 960 (praticamente il netto si ottiene dividendo per 0.80)
con l'iva sarebbe
prestazione 1000, iva su prestazone 200, totale fattura 1200, ra su
prestazione 200, netto da pagare 1000
non far caso al fatto che sembra che guadagni di meno perch� nel primo caso
quei soldi sono puliti, nel secondo caso subiscono una tassazione superiore,
c'� l'iva ci sono gli studi di settore e soprattutto c'� da mantenere tutta
la struttura tipo commercialista ecc ecc
il problema semmai � che con i minimi ed un unico cliente si va sempre a
credito (si pagano pi� tasse di quello che si dovrebbe per via del principio
di cassa) se poi non si hanno altri redditi non si pu� scaricare nulla che
non sia attinente alla professione
Non � proprio cos�,
se hai l'iva fatturi 100+iva
se non hai l'iva fatturi 100
non vedo come possano arrivarti quei 20 in pi�.
@andrea comunque fuggi dalla partita iva e se atipico devi essere
negozia un co.pro,
perch� se avessi letto bene lui scrive che quei soldi glieli offrono lordi
oltre a leggere bene bisogna capire anche bene,
il lordo non include mai l'iva che per il cliente non � un costo
per il cliente pagare 1000 + iva o 1000 senza iva � la stessa cosa
(visto che nel primo caso l'iva la recupera)
ogni volta che si parla di prezzi (con chiunque non sia un privato) si
da sempre per scontato che siano iva esclusa, pensare il contrario
sighifica non avere nessuna dimestichezza con alcuna trattativa commerciale,
Se non ricordo male l'iscrizione ad un ordine professionale è
incompatibile con i contratti a progetto, per cui la partita IVA è
l'unica soluzione oltre all'assunzione.
non è incompatibile con l'iscrizione all'ordine?
non mi risulta.
Io sono iscritta all'ordine e ho un cocopro.
--
www.free-blue.net
www.michisub.net (aggiornato!)
ed ho paura che stiate violando qualche norma...
La legge Biagi dice questo:
art. 61
"3. Sono escluse dal campo di applicazione del presente capo le professioni
intellettuali per l'esercizio delle quali e' necessaria l'iscrizione in
appositi albi
professionali, esistenti alla data di entrata in vigore del presente
decreto legislativo,..."
Ci sono interpretazioni contrastanti, ne parlerei con un consulente del
lavoro o con qualche avvocato dell'ordine degli ingegneri...
dipende dall'oggetto del co.co.pro
le attività per cui è necessaria l'iscrizione all'albo non sono mica poi
così tante...
Ciao
G.
beh, diciamo che se uno � iscritto all'ordine ma non usa la sua
professionalit� (cio� non usa il timbro o non fa l'attivit� tipica del
professionista) allora il co.co.pro potrebbe ancora starci, ma non si
capisce cosa sia iscritto a fare all'ordine se non usa il timbro!
:: Mi sembra veramente strano che sia una "multinazionale", perch� queste
non
:: fanno certe cose.
Sono andato a colloquio presso una grossa multinazionale qui in itaglia e
alla fine del colloquio mi hanno detto (parole dell'HRM): "sa, noi siamo un
po' maleducati e se non sente notizie da noi entro un paio di settimane
significa che la sua candidatura non � andata a buon fine...".
dipende, se sei un ing del ramo industriale o informatico, non è che hai poi
così tanti motivi per utilizzare il timbro, alla fine il 99% dell'attività
non richiede timbro, si è un classico colletto bianco...