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Re: Risparmio su riscaldamento a metano

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Roberto Deboni DMIsr

unread,
Apr 8, 2013, 5:51:18 PM4/8/13
to
On Mon, 08 Apr 2013 19:53:39 +0200, charlestone wrote:

> "Roberto Deboni DMIsr" <ne...@analisienergie.it> ha scritto nel messaggio
> news:nN6dnUPe9LKsUP_M...@giganews.com...
>
> cut...
>
>> Se la casa e' stata costruite nel dopoguerra (dagli anni '50 in poi),
>> probabilmente ha i termosifoni sotto le finestre, con una parete di
>> ridotto spessore verso l'esterno. Questo puo' significare da solo un
>> quinto dell'energia che sfugge via, specialmente se tra l'ambiente ed i
>> termosifoni sono state interposte delle tende.
>>
>> E' interessante osservare che prima della guerra (anni '30 per
>> intenderci) i termosifoni veniva disposti lungo la parete centrale (il
>> muro maestro in corrispondenza del colmo del tetto) e non tanto per
>> risparmiare tubazione, ma per evitare dispersioni di calore.
>>
>> Sarebbe da scoprire chi e' l'imbecille che per la prima volta ha
>> pensato di progettare disponendo i termosifoni sotto le finestre (
>> qualche architetto ha qualche riferimento, magari prestigioso, in
>> proposito? )
>
> Mi dispiace, non sono un architetto, sono un ingegnere. Ma posso
> aiutarla a scoprire chi è l'imbecille. Le assicuro il riferimento è
> prestigioso.
>
> Trattato di costruzioni civili. 4 volumi di testo e 4 volumi di tavole.
> Non una chiaccherata "so tuttio io" davanti alla tastiera del computer.
> Autore: G. A. Breymann, edizione Vallardi, anno 1931. Viene riportato il
> progetto di una Villa signorile, con 4 piani fuori terra più un
> interrato, di 650 mq, circa 160 mq a piano, con i disegni in 6 tavole
> formato A4 di un impianto di riscaldamento. Tutti gli elementi scaldanti
> posti tutti sotto le finestre. Esempio la sala da pranzo con quattro
> finestre ha 4 corpi scaldanti.
>
> Se Le fa piacere posso spedirLe una copia in formato pdf.

Questo Breymann ?

http://books.google.it/books/about/Allgemeine_Bauconstructionslehre.html?id=3c5CkgAACAAJ&redir_esc=y

che vedo del 1858. Se non si tratta di un "senior" dovrebbe essere
lui. Al che deduco che il volume che ha lei e' una ri-edizione.

Un passaggio al wikipedia restituisce:

http://de.wikipedia.org/wiki/Gustav_Adolf_Breymann

"deutscher Architekt und Hochschullehrer an der Königlich
Württembergischen Polytechnischen Schule Stuttgart"

Ho trovato anche:

Il Trattato generale di costruzioni civili (Con cenni speciali intorno
alle costruzioni grandiose) di Gustav Adolf BREYMANN - Consigliere
delle Pubbliche Costruzioni e Professore nel Politecnico di Stoccarda -,
pubblicato per la prima volta nel 1884 in 5 volumi, è stato di
riferimento per la formazione di molte generazioni di ingegneri ed
architetti europei a partire dalla seconda metà dell'800.


Pare che il termosifone sia stato inventato nel 1855-1857, quindi per
Breymann e' stata una prima, ed e' morto pochi anni dopo. Non e' che
ha avuto molto tempo per meditare sopra l'utilizzo di questo nuovo
elemento. Se e' stato lui ad inserire gli elementi nei suoi progetti.

Infatti un'errore del genere e' tipico quando l'opera del grande
maestro e' proseguita da gregari senza alcuna intelligenza, autori
vari nelle infinite riedizione (che paiono arrivare a questi anni).


L'ho trovato:

Breymann, Gustav Adolf . Trattato generale di costruzioni civili:
con cenni speciali intorno alle costruzioni grandiose
G. A. Breymann. - Milano : Francesco Vallardi, 1925-1931

domani faccio una visita in sede e vedo di persona :-)

Poi vi aggiorno.

> Comunque c'è un motivo che fa preferire la posizione sotto le finestre.

Lo conosco, anche se basta l'intuito, me lo hanno pure "insegnato".

> La circolare dell'aria nella stanza.

"circolazione" ?

> Se mette il radiatore nel muro
> centrale l'aria calda sale e scendendo lambisce la finestra, nella
> parete opposta, che è fredda.

E qui cominciamo subito con svariate presunzioni errate:

a) perche' l'aria calda dovrebbe scendere ?
b) chi dice che lambisce la finestra ?
c) chi dice che la finestra sia fredda (intesa come superficie interna) ?

> L'aria che ha già ceduto parte del suo
> calore all'ambiente ritorna al radiatore, lambendo il pavimento, ad una
> temperatura di circa 15-16°C.

E prosegue:

d) chi dice che l'aria si muove lambendo il pavimento ?
e) chi dice che l'aria sopra il pavimento e' a circa 15-16 Celsius ?

> La sensazione di freddo ai piede e alle
> gambe può essere fastidiosa.

E si prosegue:

f) implicando che il piede a temperatura piu' bassa del corpo faccia
male
g) che ci si muove per casa a piedi nudi

> Con il radiatore sotto la finestra il ciclo
> è al contrario

Con il dubbio riguardo al punto b)

> e l'aria ritorna ad una temperatura di circa 18-19°C.

Ritorna "dove" a 18-19 Celsius ?
E chi lo dice (quale sia il punto) ?

> Così dicono i testi di Fisica tecnica.

Per esempio ?

Nota: ha una folta biblioteca tecnica, integrando in decenni
quelli scolastici ed universitari. Sono in possesso anche del
Cremonesi "Manuale del Geometra" e per curiosita' sono andato
a leggermi cosa c'e' scritto (trovato a pagina 846 della ed.1971).

"Piu' che la scelta del tipo di radiatore e' importante la posizione
dei copri scaldanti nei vari locali; per una male intesa economia
nella "schermatura" dell'impianto talvolta si pongono i radiatori
lungo le pareti interne dei locali o, peggio, in corrispondenza della
parete opposta a quella interna. Questa disposizione provoca una
circolazione d'aria nell'ambiente tale da favorire un gradiente
verticale di temperatura discendente dall'alto verso il basso, con
conseguente cattiva utilizzazione del calore prodotto e condizioni
ambientali non favorevoli."

"La posizione migliore per il radiatore in un locale e' in corrispondenza
della parete esterna, preferibilmente sotto al davanzale di una
finestra."

Ho proposto questa lettura, invece di altre piu' altisonanti, perche'
riguarda probabilmente il gruppo numericamente piu' ampio di
operatori e disegnatori che seguono questa "prassi" progettuali.

La logica erronea che sta dietro a questo pensiero e' che esista
una soluzione "perfetta". Chi, come i geometri (ma anche qualche
ingegnere "junior" di universita' non di punta) utilizza "manuali"
nel proprio lavoro si trova limitato nelle opzioni: prenderle tali
come sono o lasciarle. Per loro si tratta percio' della soluzione
perfetta. Pensate, i due paragrafi che ho citato sono tutto quello
che c'e' scritto in materia.

Notare, che in un serio libro di fisica tecnica non c'e' scritto
quale e' la posizione migliore dei termosifoni. Ad un ingegnere
non si insegnano cose del genere. In un libro di fisica tecnica
c'e' spiegata la convezione, conduzione, irradiazione del calore
(oltre a svariate altre cose) e come si calcolano nelle varie
condizioni e situazioni. L'ingegnere poi applica queste conoscenze
e calcola/decide quale e' la soluzione "ottimale", che e' cosa diversa
dalla soluzione "perfetta". La soluzione "ottimale" non e' mai una
soluzione perfetta (che non esiste in natura), bensi' il risultato di
un compromesso. Un compromesso tra esigenze diverse.

--
Roberto Deboni

AleTV

unread,
Apr 10, 2013, 8:37:56 AM4/10/13
to
"Roberto Deboni DMIsr" ha scritto nel messaggio
news:nN6dnXXe9LJLpv7M...@giganews.com...
> La soluzione "ottimale" non e' mai una
> soluzione perfetta (che non esiste in natura), bensi' il risultato di
> un compromesso. Un compromesso tra esigenze diverse.
>
Io posso dire che un architetto mi ha confermato la posizione sotto le
finestre dei radioatori perché è quella migliore da un punto di vista del
comfort percepito da chi si trova nella stanze. Se non ricordo male il
motivo era proprio riferito alla circolazione dell'aria e alla sua
temperatura che si viene a creare: ci sono meno sbalzi nel volume di aria
riscaldato e quindi meno fastidi percepiti da chi ci si trova dentro.
Immagino anche che questi ragionamenti siano riferiti a case con isolamento
delle pareti praticamente nullo e finestre non ad alte prestazioni, per dire
che in caso di buon isolamento delle pareti ed infissi decenti uno il
radiatore lo può anche mettere in po' dove gli pare...

Roberto Deboni DMIsr

unread,
Apr 10, 2013, 7:35:25 PM4/10/13
to
On Mon, 08 Apr 2013 16:51:18 -0500, Roberto Deboni DMIsr wrote:

> On Mon, 08 Apr 2013 19:53:39 +0200, charlestone wrote:
>
>> "Roberto Deboni DMIsr" <ne...@analisienergie.it> ha scritto nel
>> messaggio news:nN6dnUPe9LKsUP_M...@giganews.com...
>>
>> cut...
>>
>>> Se la casa e' stata costruite nel dopoguerra (dagli anni '50 in poi),
>>> probabilmente ha i termosifoni sotto le finestre, con una parete di
>>> ridotto spessore verso l'esterno. Questo puo' significare da solo un
>>> quinto dell'energia che sfugge via, specialmente se tra l'ambiente ed
>>> i termosifoni sono state interposte delle tende.
>>>
>>> E' interessante osservare che prima della guerra (anni '30 per
>>> intenderci) i termosifoni veniva disposti lungo la parete centrale (il
>>> muro maestro in corrispondenza del colmo del tetto) e non tanto per
>>> risparmiare tubazione, ma per evitare dispersioni di calore.
>>>
>>> Sarebbe da scoprire chi e' l'imbecille che per la prima volta ha
>>> pensato di progettare disponendo i termosifoni sotto le finestre (
>>> qualche architetto ha qualche riferimento, magari prestigioso, in
>>> proposito? )
>>
>> Mi dispiace, non sono un architetto, sono un ingegnere. Ma posso
>> aiutarla a scoprire chi è l'imbecille. Le assicuro il riferimento è
>> prestigioso.
>>
>> Trattato di costruzioni civili. 4 volumi di testo e 4 volumi di tavole.
>> Non una chiaccherata "so tutto io" davanti alla tastiera del computer.

Hmmm ... immagino che lei si vede davanti un ragazzino :-)
C'e' voluto in po' di piu', per cercarlo.

Ora stavo esaminando, ma ho scoperto ora di avere il volume sbagliato
delle tavole (tavola 46 ?)

Dunque, lei non ha specificato il volume, ma dovrebbe essere il
numero 4:

G.A. Breymann - Trattato Generale della Costruzioni Civili con cenni
speciali intorno alle Costruzioni Grandiose.

VOL. IV - Costruzioni Diverse di A. Scholtz
gia' docente nella Reale Scuola Tecnica Superiore di Berlino.

Ho indagato sulla edizione originale:

Allgemeine Bau-Construktions-Lehre mit besonderer Beziehung auf das
Hochbauwesen - IV. Theil: Verschiedene Construktionen insbesondere
Feuerungs- und Ventilations-, Gas-, Wasser und Telegraphen-Anlagen.
neu bearbeitet von A. Scholtz.

Ora, visto che questo volume tratta gli impianti di riscaldamento
(Feuerungs-Anlagen), suppongo sia quello a cui fa riferimento lei.

Ecco, qui le cose si fanno interessanti. Breymann non pare avere
scritto questo volume. Bensi' un certo A. Scholtz, quindi lasciamo
Breymann a dormire tranquillo nella sua tomba.

Leggiamo anche che la prima edizione italiana e' stata tradotta a
partire dalla quinta edizione in lingua tedesca. E gia' che ci siamo
aggiungiamo i nomi degli ingegneri italiani che hanno inserito
commenti: Gustavo Giovannoni e Manzetti Riccardo.

Saltiamo al Capitolo Sesto - Riscaldamento Centrale

Simpatico e' il leggere il vantaggio del riscaldamento con "impianti"
rispetto al "tradizionale" sistema a caminetti in ogni stanza (uno
specchio della vita in tempi passati :-)

1) Siccome per ogni gruppo di stanze si ha un solo apparecchio, per lo
piu' posto nel sotterraneo [avrete ora intuito che "l'apparecchio" e' la
caldaia], la sua sorveglianza costa meno fatica e meno tempo. Si risparmia
quindi in personale di servizio [evidentemente e' visto dal punto di vista
dei benestanti del tempo], che negli edifici pubblic vasti e' di molta
importanza.

Hmmm, ... come i telai inglesi hanno significato la perdita di lavoro
di un milione di operai, quanti posti di lavoro tra la servitu' sono
stati persi dalla costruzione di ogni nuovo impianti di riscaldamento ?
Insomma, l'invenzione del termosifone, quanto posti di lavoro e' costato ?

Il capitolo parte con i Caloriferi ad Aria (a quanto pare i sistemi ad
aria calda hanno preceduto i termosifoni, partendo dall'Impero Romano).

Ma quello che e' interessante e' scoprire due cose (fig.114 e 115):

Che le bocche di uscita dell'aria calda non sono affatto poste in
corrispondenza delle finestre (e neanche in basso). Insomma, l'aria
calda entra in alto da fori nella parete laterale alla finestra ed
esce da fori a pavimento nella parete contrapposta.

E' evidente che il sistema ad aria non ha bisogno della finestra per
evitare il fenomeno di stratificazione dell'aria e quindi i progettisti
si tengono ben lontani dalla finestra con le bocche di immissione
aria calda. Gia' questo avrebbe dovuto far riflettere ad un
progettista scrupoloso.

E questo nonostante che si indica come misura per modulare il
riscaldamento quello di "lasciar defluire l'aria della stanza
dal punto piu' elevato",
cosa che oggi, come minimo sarebbe considerato un'approccio ...
questionabile (il far defluire l'aria, please, non tanto la
scelta della posizione in cui l'aria e' piu' calda).

Piu' avanti (pag.101) abbiamo una osservazione "delicata":
3) Quindi piu' che dalla permeabilita' delle pareti [si riferisce
al corpo riscaldante della caldaia], l'aria dell'ambiente puo' essere
guastata dalla polvere che si trova depositata nel calorifero [si
intende l'interno della caldaia, non siamo ancora arrivati ai
termosifoni].

Ed ora, si connettano i neuroni:

Le particelle organiche sospese nell'aria non si possono rimuovere per
quanta pulizia ed attenzione si usi; esse si depongono sulle piastre e
sui tubi del calorifero in quantita' considerevole ed essendo quivi
esposte alla distillazione secca, possono poi quandi sieno trasportate
dalla corrente calda ascendente, guastare l'aria delle stanze, rendendola
poco respirabile.

Interessante ? Da tenere presente, specie per gli allergici.

Ma andiamo avanti, a cercarci i termosifoni veri e propri.
Arriviamo al paragrafo 49 - Scaldamento a acqua (pag.139)

Dove si inizia spiegando il funzionamento degli impianti a circolazione
naturale. Notare, le temperature descritte sono 95 Celsius di entrata
e 40 Celsius di uscita, con 55 Celsius di differenza!

Ed a pag.145 abbiamo un primo posizionamento degli elementi scaldanti
(fig.165) ... oho, ehm ... sono posizionati lungo la parete opposta alle
finestre. Ma forse era solo una disegno dimostrativo del funzionamento ?
Niente da fare, la fig.166 e' un colpo chiaro: si tratta della disposizione
adottata da Bruechkner a Vienna per le scuole comunali femminili alla
Karolinenplatz, e descritta dall'Int.Paul (V.F.Paul-Lehrbuch der Heizungs
und Leuftungstechnik, Pagina 250, figg.203-204, Wien, Hartlebens Verlag,
1885). I termosifoni sono disegnati al centro della stanza, tra le pareti
contrapposte finestrate degli stanzoni.

A pag.147 la descrizione dei vari tipi di elementi scaldanti (distinti
per forma, ma funzionano tutti come "termosifoni"):

I. Stufe, le quali si dividono in ... verticali o cilindriche e a tubi.
II. Registri, divisi in orizzontali e verticali
III. Tubi lisci ed armati

Stufe verticali (o a colonna): ... staccati dal muro, che di solito si
dispongono negli angoli delle stanze, si decorano ... [Attenzione, il
nome "stufe" e' riferito alla forma, non al funzionamento, che al suo
interno in questo tipo non ha fiamma, bensi i tubi scottanti per
l'acqua bollente che vi circola]

Quindi qui non c'e' nessuno suggerimento di posizionarli sotto le finestre.

A pagina successiva descrivono le stufe a tubi, che sono descritti come
appoggiate alle pareti, con capiteli sommitali (un po' a ricordare i
vecchi caminetti a legna, con parafiamma opaco davanti, insomma, la
tradizione voleva la sua parte). Ancora una volta abbiamo la menzione di
un tipo "per angolo".

Una speranza per i sostenitori che mi si oppongono si hanno
con i "registri" (pag.148):

II.Per registri si intendono quei corpi di riscaldamento, che si dispongono
nelle nicchie o nei vani delle finestre, rasente la parete.

Ma la descrizione lascia perplessi: "Come le stufe, si costruiscono con
tubi di ferro, ma disposti orizzontalmente, e con cassette collettrici di
ghisa (Tav.32, fig.4); eppercio' si dicono anche stufe a tubi orizzontali.

Se leggiamo piu' avanti: "Quando i vani dei parapetti siano cosi' stretti,
che non vi possano stare una doppia fila di tubi, allora per aumentare
la superficie di scaldamento e' bene ricorrere ai tubi armati, cioe' a
tubi muniti di costole o nervature irradianti ...

Questa mi sembra la descrizione di un convettore ...

Parimenti descrivono l'utilizzo di registri verticali, il che gia'
assomiglia di piu' ai moderni termosifoni. In ogni caso qui stiamo
divagando dal tema.

A pag.149 (fig.170) finalmente riconosciamo (piuttosto decorato) il
nostro termosifone come lo conosciamo oggi (piedi a parte, perche'
questi sono appoggiati al pavimento per il loro peso):

Negli ultimi tempi alcune ditte rinomate e fra le altre l'officina
di costruzioni in ferro di Kaiserslautern, construiscono dei cosidetti
radiatori. La figura 170 rappresenta uno di questi dell'altezza di 1 m.

In ogni caso, qui semplicemente sappiamo che gli elementi scaldanti
sistemati sotto il davanzale delle finestre si definiscono "registri",
ma non c'e' alcuna indicazione che siano preferibili.

Ed a pag.163. fig.199 abbiamo un'altro disegno di elemento riscaldante
da parete, non da finestra (ma quella di fig.200 potrebbe anche essere
un sottodavanzale.

A pag.164, paragrafo 56 - Applicazioni, si descrive l'impianto della
Tav.39 eseguito nella scuola di Westerwik in Svezia (da C.A. Wieman).

Abbiamo diverse stufe nei tre piani, senza alcuna propensione a sfruttare
differenziali termici di finestre poco isolate.

Tav.40, Scuola Reale di Darmstadt ... idem, le finestre non pare
interessare, se non a starne alla larga.

E che dire della fig.234 (pag.196) ?

Abbiamo la classica disposizione pre-guerra (come la casa che ho
menzionato), con i termosifoni a lato delle porte da cui si
entra nelle stanze (porte che e' notorio non si trovano certamente
sulla parete con la finestra ... a meno di non volere saltare
nel vuoto ...).

Insomma la tesi che Breymann (o lo Scholtz per procura) invitassero
di disporre gli elementi scaldanti sotto le finestre mi pare decisamente
azzardata (e scusatemi ... pretestuosa).

A proposito, a pagina 637, Capitolo Quinto, abbiamo la descrizione
degli impianti di riscaldamento a pompa di calore. Puo' essere utile
meditare come sistemi efficienti di produrre calore erano noti e
descritti fin dagli inizi del secolo scorso ... sigh!

Chiudiamo con una nota leggera: verso la fine (pag.740 in poi) ci sono
descrizione di una lucidatrice elettrica domestica, di un aspirapolvere
elettrico, di una lavatrice a tamburo (che funziona come quella oggi) ...

--
Roberto Deboni

clanpb

unread,
Apr 27, 2013, 3:07:08 AM4/27/13
to
I motivi per cui si installamo i radiatori sotto finestra sono svariati:
Tra gli altri il principale � quello di evitare l'effetto "vetrata" sugli
occupanti, dovuta alle pareti esterne fredde, ovverosia di stabilre una
temperatura abbastanza omogenea all'interno dell'ambiente, secondariamente
si utilizza uno spazio dove normalmente non si posizionano gli arredi.
Se si ha l'accortezza di isolare la parte di parete restrostante (gi� con un
foglio di alluminio) si riducono le perdite di calore passive.
Poi i difetti di questo tipo di impianto sono noti e stranoti, ma
l'economicit� del sistema li rende ancora competitivi.
Ovvio che un sistema a pannelli radianti sotto pavimento ed anche in parete
innalza notevolmente il comfort.
ciao
Marco


"Roberto Deboni DMIsr" <ne...@analisienergie.it> ha scritto nel messaggio
news:nN6dnXXe9LJLpv7M...@giganews.com...
> On Mon, 08 Apr 2013 19:53:39 +0200, charlestone wrote:
>
>> "Roberto Deboni DMIsr" <ne...@analisienergie.it> ha scritto nel messaggio
>> news:nN6dnUPe9LKsUP_M...@giganews.com...
>>
>> cut...
>>
>>> Se la casa e' stata costruite nel dopoguerra (dagli anni '50 in poi),
>>> probabilmente ha i termosifoni sotto le finestre, con una parete di
>>> ridotto spessore verso l'esterno. Questo puo' significare da solo un
>>> quinto dell'energia che sfugge via, specialmente se tra l'ambiente ed i
>>> termosifoni sono state interposte delle tende.
>>>
>>> E' interessante osservare che prima della guerra (anni '30 per
>>> intenderci) i termosifoni veniva disposti lungo la parete centrale (il
>>> muro maestro in corrispondenza del colmo del tetto) e non tanto per
>>> risparmiare tubazione, ma per evitare dispersioni di calore.
>>>
>>> Sarebbe da scoprire chi e' l'imbecille che per la prima volta ha
>>> pensato di progettare disponendo i termosifoni sotto le finestre (
>>> qualche architetto ha qualche riferimento, magari prestigioso, in
>>> proposito? )
>>
>> Mi dispiace, non sono un architetto, sono un ingegnere. Ma posso
>> aiutarla a scoprire chi � l'imbecille. Le assicuro il riferimento �
>> prestigioso.
>>
>> Trattato di costruzioni civili. 4 volumi di testo e 4 volumi di tavole.
>> Non una chiaccherata "so tuttio io" davanti alla tastiera del computer.
>> Autore: G. A. Breymann, edizione Vallardi, anno 1931. Viene riportato il
>> progetto di una Villa signorile, con 4 piani fuori terra pi� un
>> interrato, di 650 mq, circa 160 mq a piano, con i disegni in 6 tavole
>> formato A4 di un impianto di riscaldamento. Tutti gli elementi scaldanti
>> posti tutti sotto le finestre. Esempio la sala da pranzo con quattro
>> finestre ha 4 corpi scaldanti.
>>
>> Se Le fa piacere posso spedirLe una copia in formato pdf.
>
> Questo Breymann ?
>
> http://books.google.it/books/about/Allgemeine_Bauconstructionslehre.html?id=3c5CkgAACAAJ&redir_esc=y
>
> che vedo del 1858. Se non si tratta di un "senior" dovrebbe essere
> lui. Al che deduco che il volume che ha lei e' una ri-edizione.
>
> Un passaggio al wikipedia restituisce:
>
> http://de.wikipedia.org/wiki/Gustav_Adolf_Breymann
>
> "deutscher Architekt und Hochschullehrer an der K�niglich
> W�rttembergischen Polytechnischen Schule Stuttgart"
>
> Ho trovato anche:
>
> Il Trattato generale di costruzioni civili (Con cenni speciali intorno
> alle costruzioni grandiose) di Gustav Adolf BREYMANN - Consigliere
> delle Pubbliche Costruzioni e Professore nel Politecnico di Stoccarda -,
> pubblicato per la prima volta nel 1884 in 5 volumi, � stato di
> riferimento per la formazione di molte generazioni di ingegneri ed
> architetti europei a partire dalla seconda met� dell'800.
>
>
> Pare che il termosifone sia stato inventato nel 1855-1857, quindi per
> Breymann e' stata una prima, ed e' morto pochi anni dopo. Non e' che
> ha avuto molto tempo per meditare sopra l'utilizzo di questo nuovo
> elemento. Se e' stato lui ad inserire gli elementi nei suoi progetti.
>
> Infatti un'errore del genere e' tipico quando l'opera del grande
> maestro e' proseguita da gregari senza alcuna intelligenza, autori
> vari nelle infinite riedizione (che paiono arrivare a questi anni).
>
>
> L'ho trovato:
>
> Breymann, Gustav Adolf . Trattato generale di costruzioni civili:
> con cenni speciali intorno alle costruzioni grandiose
> G. A. Breymann. - Milano : Francesco Vallardi, 1925-1931
>
> domani faccio una visita in sede e vedo di persona :-)
>
> Poi vi aggiorno.
>
>> Comunque c'� un motivo che fa preferire la posizione sotto le finestre.
>
> Lo conosco, anche se basta l'intuito, me lo hanno pure "insegnato".
>
>> La circolare dell'aria nella stanza.
>
> "circolazione" ?
>
>> Se mette il radiatore nel muro
>> centrale l'aria calda sale e scendendo lambisce la finestra, nella
>> parete opposta, che � fredda.
>
> E qui cominciamo subito con svariate presunzioni errate:
>
> a) perche' l'aria calda dovrebbe scendere ?
> b) chi dice che lambisce la finestra ?
> c) chi dice che la finestra sia fredda (intesa come superficie interna) ?
>
>> L'aria che ha gi� ceduto parte del suo
>> calore all'ambiente ritorna al radiatore, lambendo il pavimento, ad una
>> temperatura di circa 15-16�C.
>
> E prosegue:
>
> d) chi dice che l'aria si muove lambendo il pavimento ?
> e) chi dice che l'aria sopra il pavimento e' a circa 15-16 Celsius ?
>
>> La sensazione di freddo ai piede e alle
>> gambe pu� essere fastidiosa.
>
> E si prosegue:
>
> f) implicando che il piede a temperatura piu' bassa del corpo faccia
> male
> g) che ci si muove per casa a piedi nudi
>
>> Con il radiatore sotto la finestra il ciclo
>> � al contrario
>
> Con il dubbio riguardo al punto b)
>
>> e l'aria ritorna ad una temperatura di circa 18-19�C.
>
> Ritorna "dove" a 18-19 Celsius ?
> E chi lo dice (quale sia il punto) ?
>
>> Cos� dicono i testi di Fisica tecnica.

Windof

unread,
May 5, 2013, 3:37:44 PM5/5/13
to

"clanpb" <cla...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:517b7921$0$37121$4faf...@reader1.news.tin.it...
>I motivi per cui si installamo i radiatori sotto finestra sono svariati:
> Tra gli altri il principale � quello di evitare l'effetto "vetrata" sugli
> occupanti, dovuta alle pareti esterne fredde, ovverosia di stabilre una
> temperatura abbastanza omogenea all'interno dell'ambiente, secondariamente
> si utilizza uno spazio dove normalmente non si posizionano gli arredi.
> Se si ha l'accortezza di isolare la parte di parete restrostante (gi� con
> un foglio di alluminio) si riducono le perdite di calore passive.
> Poi i difetti di questo tipo di impianto sono noti e stranoti, ma
> l'economicit� del sistema li rende ancora competitivi.
> Ovvio che un sistema a pannelli radianti sotto pavimento ed anche in
> parete innalza notevolmente il comfort.
> ciao
> Marco


Infatti. La spiegazione � davvero semplice. Un triste caso in cui molti
studi non conducono da nessuna parte.
Magari qualche esperienza di dolori alla cervicale o mal di testa sarebbe
pi� utile.
Magari a un ingegnere sarebbe anche il caso di insegnare cose del genere.
Che succede se poi da solo non le capisce?
D'accordo per il compromesso con le esigenze diverse, dove per� il comfort
abitativo viene al primo posto.


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