- Quando ti sei laureato?
- Un paio di settimane fa.
- Ah da pochissimo.
- S�.
- E qual � il tuo voto di laurea?
- 100.
- MA E' BASSISSIMO! Ma come mai? Cosa � successo? E' accaduto qualcosa in
particolare perch� prendessi un voto cos� scadente?
- [...]
- Ma veramente! Perch� non mi dici tutti gli esami che hai fatto e quelli
che ti hanno abbassato la media tanto da giustificare questo scarso voto di
laurea?
A questo punto, cari newsgrouppari, vi pongo la prima domanda:
questo terrorismo psicologico � una studiata strategia di marketing
relazionale
finalizzata al deprezzamento della controparte per abbattere il suo valore
di mercato... o � semplice stronzaggine?
Continuando, mi ha chiesto le mie capacit� tecniche e di conseguenza mi ha
fortemente invitato a darmi da fare per colmare il gap tecnico che
inevitabilmente ho nei riguardi dei diplomati con esperienza (Sculler tu ne
sai qualcosa). Certo, la cosa non mi stupisce, visto che mi sono laureato da
poco e finora tutti i miei sforzi sono stati impiegati per superare gli
esami. Evidentemente, per�, questo � un concetto che faccio fatica a far
capire, visto che mi sono sentito dire:
- Ti sorprender� sapere che tutta la roba complicata che hai studiato all'
universit� non la applicherai mai nei casi reali, a meno che non ti dedichi
alla ricerca.
- [Ma va? Non l' avrei mai immaginato, visto che vivo sulla Luna...]
- Non ti serve a niente aver studiato la trasformata di Laplace. Piuttosto,
avresti dovuto dedicarti a smanettare per imparare cose pratiche.
- CICCIO, L'HO CAPITO CHE I TEOREMI DI MATEMATICA NON SERVONO A UN CAZZO, MA
SE NON LI IMPARAVO, LA LAUREA NON ME LA DAVANO, QUINDI CHE VOLEMO FA' ?
- Avresti dovuto fare l'una e l'altra cosa: studiare per gli esami e
contemporaneamente imparare cose utili per la pratica: un paio di sistemi
operativi, tre o quattro linguaggi di programmazione oltre a quelli che gi�
conosci, costruire sistemi elettronici funzionanti, configurare le reti, un
po' di impiantistica e relative normative, e infine anche usare autocad,
perch� non devi essere solo un ing. elettronico, ma devi essere un ingegnere
a tutto tondo (quindi sapere anche qualcosa sull' edilizia, per lo meno i
disegni).
Qualcos'altro? Non so, un po' di botanica per la decorazione del laboratorio
elettronico, un po' di filosofia per discutere del ruolo dell' ingegnere
nella cultura dei nostri tempi...
Cari newsgrouppari, la seconda domanda �... uguale alla prima ;-)
Invece la terza domanda �: i colloqui di lavoro sono tutti cos� oppure
esiste
la speranza che non debba per forza suicidarmi?
Grazie per l'attenzione.
> Invece, quello che doveva essere un incontro informale si � trasformato in
> un vero e proprio colloquio di lavoro dei pi� spietati.[CUT]
> - Quando ti sei laureato?
> - Un paio di settimane fa.
> - Ah da pochissimo.
> - S�.
> - E qual � il tuo voto di laurea?
> - 100.
> - MA E' BASSISSIMO! Ma come mai? Cosa � successo? E' accaduto qualcosa in
> particolare perch� prendessi un voto cos� scadente?
Un cazzotto a dritto in faccia, seguito da un "ok, siamo stati poco ma
benino, ciao ciccio" mentre lui si teneva il naso a terra e gli occhi erano
gonfi di lacrime, ci sarebbe stato bene.
Ma cmq hai fatto bene a non dire nulla.
> A questo punto, cari newsgrouppari, vi pongo la prima domanda:
> questo terrorismo psicologico � una studiata strategia di marketing
> relazionale
> finalizzata al deprezzamento della controparte per abbattere il suo valore
> di mercato... o � semplice stronzaggine?
E' stronzaggine, di uno che si crede Dio solo perch� magari ha preso 110
(gliel'hai chiesto quanto ha preso lui?? No, perch� se avesse preso meno di
110 e lode c'era da dargliene anche 2 di cazzotti).
100 � un voto senza infamia e senza lode. Non � tantissimo, ma non � nemmeno
un voto da dire "ma � bassissimo". Inoltre io conosco gente che ha preso dal
105-106 in su e non capisce un cazzo, mentre altra gente anche con 98 che
invece � molto pi� sveglia e ha un ottimo lavoro.
> Continuando, mi ha chiesto le mie capacit� tecniche e di conseguenza mi ha
> fortemente invitato a darmi da fare per colmare il gap tecnico che
> inevitabilmente ho nei riguardi dei diplomati con esperienza (Sculler tu
> ne
> sai qualcosa).
S�, cmq pi� che gap tecnico si tratta di esperienza e capacit� nel trovare
le soluzioni progettuali. Solo che questa cosa non la studi, la apprendi sul
campo. Poi c'� a chi riesce meglio e a chi peggio, ma questo dipende dai
casi.
> - Non ti serve a niente aver studiato la trasformata di Laplace.
> Piuttosto,
> avresti dovuto dedicarti a smanettare per imparare cose pratiche.
> - CICCIO, L'HO CAPITO CHE I TEOREMI DI MATEMATICA NON SERVONO A UN CAZZO,
> MA
> SE NON LI IMPARAVO, LA LAUREA NON ME LA DAVANO, QUINDI CHE VOLEMO FA' ?
Gli potevi dire "ma � per questo che ho preso un voto BASSISSIMO; perch� mi
sono messo a fare altre cose pi� pratiche, che per� i professori non
apprezzano. Invece ci sono tanti coglioni che studiano tanta teoria per
prendere 110 e poi devono farsi un culo tanto per recuperare... e da vecchi
diventano acidi e spocchiosi..." :-P
> Cari newsgrouppari, la seconda domanda �... uguale alla prima ;-)
> Invece la terza domanda �: i colloqui di lavoro sono tutti cos� oppure
> esiste
> la speranza che non debba per forza suicidarmi?
Non credo. Io non ne ho fatti tanti... 4 o 5 al massimo... per� nessuno mi
ha mai criticato nel percorso di studi o di lavoro. Al massimo ti chiedono
quello che sai fare concretamente, se conosci bene l'inglese (e ti fanno
anche parlare in inglese), cosa ti piacerebbe fare e (se gi� lavori) come �
strutturata la tua azienda e quali sono le procedure e le tue mansioni.
Ciao
Sculler
E' uno stronzo.
> - MA E' BASSISSIMO! Ma come mai? Cosa � successo? E' accaduto qualcosa in
> particolare perch� prendessi un voto cos� scadente?
Risposta: Si trombavo come un riccio. Avresti dovuto farlo anche tu; oggi
saresti piu' sereno e non andresti a rompere le palle al prossimo a causa
della tua paranoia.
--------------------------------
Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
> Invece la terza domanda �: i colloqui di lavoro sono tutti cos� oppure
> esiste
> la speranza che non debba per forza suicidarmi?
Quelli che ho avuto pi� o meno cos�.
A me la menavano per il tempo eccessivamente lungo, non per il voto
(laureato a 29 anni).
AL secondo colloquio, all'esaminatore, ababstanza strafottente, di fronte al
presidente dell'azienda, gli ho risposto pari pari "perch� non esiste solo
l'universit�, e io non ho vissuto solo per studiare. Esattamente come lei,
che non vive solo per il lavoro ma appena pu� si prende le ferie, e non
lavora per amore per l'azienda ma per lo stipendio".
Questo dopo una serie di domande abbastanza stronze: c'� modo e modo di
dirlo, ovviamente non devi usare un tono piccato, ma sinceramente, non mi
faccio prendere per il culo da nessuno. Lo stesso rispetto che ho io per
loro, loro lo devono a me.
Evidentemente, ha fatto pi� colpo questo che altro, dato che comunque mi
hanno preso.
Franz
> Quelli che ho avuto pi� o meno cos�.
> A me la menavano per il tempo eccessivamente lungo, non per il voto
> (laureato a 29 anni).
Solitamente infatti � quello che si guarda. Spesso meglio un 100 a 25 anni
che un 110 e lode a 29.
Questo perch�, in prima analisi, chi si laurea prima ha maggiori capacit� di
organizzare il suo tempo e portare a termine rapidamente l'impegno preso,
con successo (perch� non � che vorremmo dire che una laurea in ingegneria
con 100/110 � un fallimento, no? ).
Cmq, come detto, questo � vero *in prima analisi*. Non � che per forza uno
che ha fatto prima poi sar� pi� bravo nel lavoro, ed in ogni caso se fossi
un esaminatore io starei attento a capire se si ha di fronte una persona che
viveva solo per lo studio e nient'altro oppure un ragazzo "normale".
Perch� laurearsi a 25 anni con 100 o poco pi�, studiando 20 ore al giorno,
non � sintomo di grande genialit�, IMHO.
Ciao
Sculler
CUT
>
> - Quando ti sei laureato?
> - Un paio di settimane fa.
> - Ah da pochissimo.
> - S�.
> - E qual � il tuo voto di laurea?
> - 100.
> - MA E' BASSISSIMO! Ma come mai? Cosa � successo? E' accaduto qualcosa in
> particolare perch� prendessi un voto cos� scadente?
> - [...]
> - Ma veramente! Perch� non mi dici tutti gli esami che hai fatto e quelli
> che ti hanno abbassato la media tanto da giustificare questo scarso voto
di
> laurea?
>
> A questo punto, cari newsgrouppari, vi pongo la prima domanda:
> questo terrorismo psicologico � una studiata strategia di marketing
> relazionale
> finalizzata al deprezzamento della controparte per abbattere il suo valore
> di mercato... o � semplice stronzaggine?
>
Qui uso il beneficio del dubbio e non mi esprimo.
CUT
> - Ti sorprender� sapere che tutta la roba complicata che hai studiato all'
> universit� non la applicherai mai nei casi reali, a meno che non ti
dedichi
> alla ricerca.
> - [Ma va? Non l' avrei mai immaginato, visto che vivo sulla Luna...]
> - Non ti serve a niente aver studiato la trasformata di Laplace.
Piuttosto,
> avresti dovuto dedicarti a smanettare per imparare cose pratiche.
> - CICCIO, L'HO CAPITO CHE I TEOREMI DI MATEMATICA NON SERVONO A UN CAZZO,
MA
> SE NON LI IMPARAVO, LA LAUREA NON ME LA DAVANO, QUINDI CHE VOLEMO FA' ?
> - Avresti dovuto fare l'una e l'altra cosa: studiare per gli esami e
> contemporaneamente imparare cose utili per la pratica: un paio di sistemi
> operativi, tre o quattro linguaggi di programmazione oltre a quelli che
gi�
> conosci, costruire sistemi elettronici funzionanti, configurare le reti,
un
> po' di impiantistica e relative normative, e infine anche usare autocad,
> perch� non devi essere solo un ing. elettronico, ma devi essere un
ingegnere
> a tutto tondo (quindi sapere anche qualcosa sull' edilizia, per lo meno i
> disegni).
Qui il beneficio del dubbio non lo posso applicare: e' stronzo. Lui era
tanto stronzo che i professori di analisi, fisica, etc. piuttosto che
vederselo alle lezioni e agli esami lo hanno fatto passare direttamente.
CUT
>
> Cari newsgrouppari, la seconda domanda �... uguale alla prima ;-)
> Invece la terza domanda �: i colloqui di lavoro sono tutti cos� oppure
> esiste
> la speranza che non debba per forza suicidarmi?
>
Ne e' passato di tempo dai miei colloqui, pero' per un esaminatore di
neo-laureato non sono molti gli elementi che possono essere usati per essere
valutati. Tu sii onesto con te stesso, questo e' quello che mi sento con
tutto il cuore di dirti.
> Grazie per l'attenzione.
>
Prego
Paolo C
> Un cazzotto a dritto in faccia, seguito da un "ok, siamo stati poco ma
> benino, ciao ciccio" mentre lui si teneva il naso a terra e gli occhi
> erano gonfi di lacrime, ci sarebbe stato bene.
>
> Ma cmq hai fatto bene a non dire nulla.
Non � che non ho detto nulla. I puntini sospensivi tra parentesi quadre
erano un cut sulla mia risposta, che � stata: "Veramente il mio � stato il
secondo voto della sessione. Il pi� alto � stato 103.". Tuttora non saprei
pensare ad una risposta migliore. Ora sta a lui valutare se gli studenti del
mio corso di laurea sono tutti affetti da ritardo mentale (a differenza
della sfilza di 110 e lode dei genietti delle specialistiche nuovo
ordinamento), o se il trattamento che ci hanno riservato durante il corso di
laurea � stato tirannico. Io dico che lui alla risposta non ci arriva.
> E' stronzaggine, di uno che si crede Dio solo perch� magari ha preso 110
> (gliel'hai chiesto quanto ha preso lui?? No, perch� se avesse preso meno
> di 110 e lode c'era da dargliene anche 2 di cazzotti).
Quando mi ha chiesto l'elenco degli esami a cui ho avuto i voti pi� bassi, e
io tra gli altri gli ho risposto Ricerca Operativa con Improta (chi ha
studiato alla Federico II lo conosce di fama), lui ha detto: "Ma come,
Improta metteva 30 a tutti! Io ho avuto anche la lode!".
Certo. Peccato che lui abbia fatto l'esame quando il corso era appena stato
creato e doveva essere pure mantenuto in vita. E' storia ben nota che a un
certo punto si era diffusa la notizia che ricerca operativa fosse un esame
talmente facile che lo inserivano innumerevoli ragazzi di altri corsi di
laurea apposta per assicurarsi un 30 facile. E' stato allora che il caro
Improta (complice anche il fatto che per ing. informatica il suo era un
corso obbligatorio e quindi non poteva essere spento) � diventato un infame
e ha iniziato a bocciare a raffica e a trasformare il suo esame in quello da
6 o 7 tentativi. Quando io sono stato approvato al primo tentativo, non mi
sono lasciato scappare il voto e sono andato pure a festeggiare. Ancora
oggi, quando andiamo al bar e vogliamo scialare con le consumazioni,
recitiamo il nostro adagio: "Ma s�, crepi l'avarizia e crepi anche
Improta!".
Lo stesso discorso si pu� ripetere per altri esami (es. sistemi informativi,
un esame nominalmente facile con un prof. bastardissimo).
>> - Non ti serve a niente aver studiato la trasformata di Laplace.
>> Piuttosto,
>> avresti dovuto dedicarti a smanettare per imparare cose pratiche.
>> - CICCIO, L'HO CAPITO CHE I TEOREMI DI MATEMATICA NON SERVONO A UN CAZZO,
>> MA
>> SE NON LI IMPARAVO, LA LAUREA NON ME LA DAVANO, QUINDI CHE VOLEMO FA' ?
>
> Gli potevi dire "ma � per questo che ho preso un voto BASSISSIMO; perch�
> mi sono messo a fare altre cose pi� pratiche, che per� i professori non
> apprezzano. Invece ci sono tanti coglioni che studiano tanta teoria per
> prendere 110 e poi devono farsi un culo tanto per recuperare... e da
> vecchi diventano acidi e spocchiosi..." :-P
Purtroppo lui � uno che ha smanettato tutta la vita ed effettivamente ha
notevoli abilit� pratiche. Ci� per� non giustifica l'atteggiamento di
superiorit� con cui mi ha umiliato.
Quanto al mio voto "bassissimo", esso � dovuto a due fattori che mi hanno
portato ad avere una media nettamente inferiore alle aspettative:
1) Un sadismo dei docenti degno dell' enigmista dell' omonima saga
cinematografica.
2) La mia emotivit� che mi porta spesso a perdermi in un bicchiere d'acqua
anche su cose che conosco benissimo.
Ma queste cose non le posso dire. La seconda perch� ovviamente mi tirerei la
zappa sui piedi; la prima perch� sembrerebbe inverosimile, anche perch�
molti dei sadici che mi hanno esaminato sono in pensione o morti in piena
et� lavorativa (probabilmente per le maledizioni inviate dal corpo
studentesco). Gli esaminatori di oggi sono giovanotti, molti dei quali
conosco personalmente, che sono delle paste di pane.
Ad ogni modo, grazie per il sostegno :-)
> Quelli che ho avuto pi� o meno cos�.
> A me la menavano per il tempo eccessivamente lungo, non per il voto
> (laureato a 29 anni).
> AL secondo colloquio, all'esaminatore, ababstanza strafottente, di fronte
> al presidente dell'azienda, gli ho risposto pari pari "perch� non esiste
> solo l'universit�, e io non ho vissuto solo per studiare. Esattamente come
> lei, che non vive solo per il lavoro ma appena pu� si prende le ferie, e
> non lavora per amore per l'azienda ma per lo stipendio".
> Questo dopo una serie di domande abbastanza stronze: c'� modo e modo di
> dirlo, ovviamente non devi usare un tono piccato, ma sinceramente, non mi
> faccio prendere per il culo da nessuno. Lo stesso rispetto che ho io per
> loro, loro lo devono a me.
> Evidentemente, ha fatto pi� colpo questo che altro, dato che comunque mi
> hanno preso.
Hai fatto benissimo a rispondere cos�, e che cavolo!
Anch'io purtroppo mi sono laureato a 29 anni, ma se me la menano con i tempi
biblici ho gi� pronta la risposta: ho lavorato (non � del tutto vero ma
neanche del tutto falso). Ed � sentenza di cassazione ;-)
> Io ormai i colloqui li faccio dall'altra parte, per trovare collaboratori
> che mi diano una mano.
> Mi sento di poter tranquillamente dire che hai incontrato uno stronzo.
> Abituati, perch� non sar� l'ultimo.
Sono gi� pronto ad affrontare i colleghi diplomati con 20 anni di esperienza
tecnica che cercano di metterti in difficolt� dicendo: "Io so fare molte pi�
cose di te, e pi� di me hai solo la laurea che peraltro posso comprare
tranquillamente".
Risposta: "Quando te la compri la pagherai a prezzo della dignit�, ammesso
che ne abbia una."
> Quanto al mio voto "bassissimo", esso � dovuto a due fattori che mi hanno
> portato ad avere una media nettamente inferiore alle aspettative:
>
> 1) Un sadismo dei docenti degno dell' enigmista dell' omonima saga
> cinematografica.
> 2) La mia emotivit� che mi porta spesso a perdermi in un bicchiere d'acqua
> anche su cose che conosco benissimo.
Io ho preso 101, non � che ti parlo dall'alto insomma...
Per quanto mi riguarda, il voto "basso" � dovuto per lo pi� al terzo/quarto
anno... un po' stavo troppo dietro all'attivit� agonistica del canottaggio,
un po' ho avuto un po' di calo e deconcentrazione dovuto ad altre cose...
cosicch� gli esami difficili non li ho passati proprio, mentre quelli facili
dove tutti prendevano dal 25 in su, io ho preso dal 25 in gi�.
Subito dopo, quelli difficili li dovevo pur fare, ma avendo seguito non
bene, sono stato costretto ad arrangiarmi un po' da solo, per non dover
rifare un anno completamente da capo.
Cos� a due esami come Fluidodinamica e Progetto di macchine ho preso dei
miseri 21 e 22. Stesso professore, stessa tipologia di insegnamento: un gran
casino, lasciato tutto in mano agli assistenti o quasi, nessun libro di
riferimento, solo qualche dispensa scritta a mano, fotocopiata,
scannerizzata da chiss� cosa, ecc. ecc. ... insomma il massimo per studiare
da soli.
Per� ho anche preso 26 a Meccanica Applicata alle Macchine, al primo
tentativo, con l'esame fatto dal Lisini e 27 a Fisica Tecnica, al primo
tentativo, con il Grazzini. Due voti e due nomi che se c'� qualcuno che ha
fatto Meccanica a Firenze ed � del vecchio ordinamento, sicuramente capisce
che proprio un coglione non sono.
Col senno di poi posso dire che avrei dovuto impegnarmi di pi�, questo s�. E
se la cosa un po' mi penalizzer�, me lo merito pure... Per� ovviamente anche
a me girano le palle quando mi giudicano guardando solo il voto e gli anni
impiegati.
Ciao
Sculler
Dai, OGNI laureato in ingegneria, tranne forse l' 1%, non è proprio un
coglione :)
Però non capisco una cosa...ma siete tutti dei geni????
Da me (Milano, Leonardo 12-13 anni fa) di 90/100 (corrispondente ai
100/110) ne vedevo pochissimi (circa il 15-20%) ("vecchio"
ordinamento, i 5 anni per intenderci, 30 esami semestrali, lasciamo
perdere il fallimentare 3+2).
Tra l'altro conoscevo parecchi colleghi (anche di altri rami)
veramente ma veramente in gamba, che poi finivano gli studi con voti
tra i 90 e i 95.
La pletora dei <90/100 era infinita (e mi ci metto pure io) :) non
capisco. Quelli con 100/100 erano tipo (su tutti i corsi di laurea) 5
su 100. Ma era gente o fuori dal comune o che viveva letteralmente per
l'università.
Sculler, ti giudicano dal tempo impiegato e dal voto perchè sono
spesso gli unici dati che hanno...Conosco per esempio un ingegnere
chimico della mia classe che è assolutamente un genio (finito in 5
anni, 100/100 + esame di stato 100/100...l'ha dimostrato sia all'uni
che in altre occasioni). Finito il militare manda curriculum a
casaccio e lo chiamano subito per due posti: in sicilia per
trivellazioni petrolifere e in olanda per altri lavori...posti
assicurati, a prescindere dal colloquio....li rifiuta entrambi.
Ora lavora in una finanziaria (è un dirigente) che l'ha assunto ad
occhi chiusi (senza colloquio). E non aveva certo delle conoscenze!
Questo per dirti, anche se io non ho esperienza di colloqui (ne fatti
ne subiti) che sono sempre più convinto che in un colloquio
l'esaminatore sa già prima di iniziare se un candidato è adatto o no.
L' "aver fatto un buon colloquio" per me non incide minimamente sulle
decisioni del reclutatore.
Ah, per inciso, non ho nulla contro chi si è laureato con il 3+2, non
è certo colpa loro.. ;)
Grazzini non mi è nuovo, io avevo altri "mostri sacri" tipo il
Liberatore, e circa la metà di quelli attualmente candidati a
magnifico rettore a Firenze...in che anni eri nel manicomio di S.Marta?
> - E qual � il tuo voto di laurea?
> - 100.
Vedo che � dura a morire, finanche in chi ha anni di esperienza,
l'infantile e semplicistica equivalenza tra voto e capacita'. Certo
meglio un voto alto che uno basso, ma la capacit� sul lavoro � una
funzione a piu' variabili.
--
Fabrizio
> Vedo che � dura a morire, finanche in chi ha anni di esperienza,
> l'infantile e semplicistica equivalenza tra voto e capacita'.
Ma guarda che grandi aziende (Finmeccanica, Eni ed altre) non ti fanno
neanche rispondere alle loro offerte di lavoro (per i neolaureati) se non
hai ottenuto almeno 105/110.
> Ma guarda che grandi aziende (Finmeccanica, Eni ed altre) non ti fanno
> neanche rispondere alle loro offerte di lavoro (per i neolaureati) se non
> hai ottenuto almeno 105/110.
Questo rafforza la mia tesi di infantilismo e superficialita' di certo
reclutamento.
--
Fabrizio
> Ma guarda che grandi aziende (Finmeccanica, Eni ed altre) non ti fanno
> neanche rispondere alle loro offerte di lavoro (per i neolaureati) se non
> hai ottenuto almeno 105/110.
Grandi aziende che fanno offerte pietose di cui potrebbero solo
vergognarsi, almeno questa � stata la mia esperienza con Finmeccanica.
In certe occasioni secondo me � addirittura meglio non soddisfare certi
requisiti, perch� se poi per sbaglio ti prendono rimani incastrato in
realt� davvero deprimenti che magari accetti o non hai il coraggio di
mollare in nome della "grande azienda", dove in realt� magari fai il
segretario e vieni pagato una miseria.
saluti
> Ma guarda che grandi aziende (Finmeccanica, Eni ed altre) non ti fanno
> neanche rispondere alle loro offerte di lavoro (per i neolaureati) se non
> hai ottenuto almeno 105/110.
Perché se lo possono permettere. Hanno così tante richieste che si
possono permettere di fare una prima scrematura così. Così come si
possono permettere di darti il minimo sindacale per anni, ecc. ecc.
Vedrai che se gli servisse uno con certe competenze, e trovassero
qualcuno che lavora da poco, che magari ha preso 96 o 98, ma che sa
fare proprio quello che cercano, se ne sbattono del voto di laurea.
Ciao
Sculler
> Grandi aziende che fanno offerte pietose di cui potrebbero solo
> vergognarsi, almeno questa è stata la mia esperienza con Finmeccanica.
beh dipende: io in ENI prendevo uno stipendio di tutto rispetto da
neolaureato 26enne (c.a. 30k l'anno+bonus di circa 4000 euro lordi per
i primi 3 anni), pero' dovevi contare che ero fuori sede e avevo un
contributo affitto di 1000 euro l'anno...
Fatto sta che me ne sono andato via comunque, ma questa è un'altra
storia..
> Ma guarda che grandi aziende (Finmeccanica, Eni ed altre) non ti fanno
> neanche rispondere alle loro offerte di lavoro (per i neolaureati) se non
> hai ottenuto almeno 105/110.
Criterio, questo, che taglia fuori solo i laureati vecchio ordinamento,
visto che alle
specialistiche del nuovo ordinamento prendi 105 solo se sei proprio
ritardato.
grazie
e comunque sia, visto che di questo stiamo parlando, un ritardato come
me, che � uscito solo con 103 al NO a 25 anni, poi si trova a lavorare
in condizioni decisamente sopra la media (senza santi in paradiso di
alcun tipo). E pure in una grande azienda.
probabilmente il mondo gira alla rovescia. e tu dimostri cos� di
ragionare nello stesso identico modo ("voto < 105 al NO? -> ritardato"
) delle "grandi aziende" che selezionano i candidati in base al semplice
voto di laurea perch� pensano di poterne trarre una comprensiva
rappresentazione del candidato ("voto < 105? avanti il prossimo").
PS.
non voglio davvero passare per arrogante o spocchioso; ovviamente nella
ricerca di un buon posto serve anche un sacco di culo, forse �
addirittura la cosa principale (il famoso trovarsi nel posto giusto al
momento giusto) ma quando sento certe generalizzazioni, tra l'altro da
uno che � appena uscito dal mondo accademico, quindi suppongo con un
residuo spirito cameratesco, proprio faccio fatica a capire.
> probabilmente il mondo gira alla rovescia. e tu dimostri cos� di ragionare
> nello stesso identico modo ("voto < 105 al NO? -> ritardato"
> ) delle "grandi aziende" che selezionano i candidati in base al semplice
> voto di laurea perch� pensano di poterne trarre una comprensiva
> rappresentazione del candidato ("voto < 105? avanti il prossimo").
La tua � una reazione pi� che legittima, e mi scuso umilmente se sono
sembrato arrogante.
La mia era una critica verso il sistema di assegnazione dei voti di laurea,
che IMVVVHO porta ad ingiustificate disparit� tra VO e NO, almeno a Napoli
Federico II. In soldoni, visto che non credo che in pochi anni il genere
umano abbia compiuto passi da gigante nell' evoluzione, mi sembra strano che
la media dei voti di laurea sia circa 95 per il VO e circa 105 per il NO. Di
conseguenza, fissare una soglia minima di scrematura a 105 significa
escludere buona parte degli studenti VO, e IMVVVHO questa � discriminazione.
Pertanto, se dipendesse da me, cancellerei questo criterio preliminare di
selezione e farei partire tutti alla pari.
Mi scuso in anticipo se anche questo post sembra arrogante.
> La mia era una critica verso il sistema di assegnazione dei voti di laurea,
> che IMVVVHO porta ad ingiustificate disparit� tra VO e NO, almeno a Napoli
> Federico II.
Anche a milano � cos�.. io non ho problemi ad ammettere che so meno
cose/meno bene di chi si � laureato col VO. Ma appunto, farne una
tragedia � inutile. Io poi personalmente sono convinto che sia meglio
cos�. Nel mio lavoro (settore informazione) non ho mai avuto modo di
lamentarmi della preparazione ricevuta in univerist�, che rimane l�
appunto come bagaglio culturale di fondo, che tanto per i problemi
specifici bisogna cmq andarsi a consultare le pubblicazioni dedicate.
> IMVVVHO questa � discriminazione.
Capisco perfettamente il tuo punto. Era la questione del ritardato che
mi aveva fatto balzare sulla sedia :)
Comunque sono d'accordo con te: chi si trova nella tua situazione � di
fatto discriminato, perch� per forza di cose rientra in una minoranza
che concorre ad armi impari con i laureati del nuovo sistema.
> Anche a milano � cos�.. io non ho problemi ad ammettere che so meno
> cose/meno bene di chi si � laureato col VO.
Ogni mese si ritorna sempre sulla questione V.O. vs. N.O. :-)
Penso sia sbagliato (accademicamente parlando) fare un paragone tra N.O. e
V.O. semplicemente perch� i due cdl sono (almeno nel mio settore Ing.
Informatica) molto differenti.
Personalmente ritengo di avere conoscenze maggiori rispetto a quelli del V.O
in determinati settori e carenze (forse) in altri.
Per esempio ho fatto una serie di esami che quelli del V.O. (almeno nella
mia universit�) non hanno mai sfiorato, citandone qualcuno:
Ingegneria del software
Ingegneria del software 2
Pi� una serie di esami destinati alla sensoristica, microelettronica,
interfacciamento/progettazione di sistemi embedded, filtri digitali, sistemi
informativi distribuiti, linguaggi di programmazione web oriented (XML,
PHP...), sicurezza nelle reti e dei sistemi informatici.
In totale in 5 anni ho fatto la bellezza di 60 esami, pi� due tirocini e due
tesi.
Indubbiamente ogni esame non mi ha fornito il 100% delle competenze (ma
quale esame lo fa?) ma di certo mi ha dato lo spunto per procedere,
autonomamente, a studiare determinati ambiti.
Dall'altra parte ritengo di aver fatto molto superficialmente esami come
quello di chimica (non c'� paragone con quello del V.O.) ed altri; ma a
posteriori mi chiedo: "Sapere come avviene fisicamente e chimicamente la
polimerizzazione a me, Ing. Informatico, serve a qualcosa?"
Non spetta a me dire se questo passaggio di ordinamento sia stato un bene o
un male, ma non penso sia giusto paragonare le due lauree semplicemente
perch�, programmi alla mano, risultano fortemente diverse.
Fate conto che gli stessi docenti interpellati per decidere sui piani di
studio degli studenti che hanno voluto cambiare dal V.O. al N.O. hanno
trovato moltissimi problemi per fare le equivalenze!!
Ho fatto 5 anni di rappresentanza e ne ho viste di tutti i colori, ve lo
garantisco!
I voti alti alla L.S. dipendono dal fatto che essi sono riferiti ai soli
ultimi 2 anni di studio per questo, secondo me, questi andrebbero mediati
con i voti triennali.
Io che ho preso 110L ad entrambi, onestamente, non mi ritengo inferiore ad
un V.O. n� ritengo sia giusto che il mio voto debba essere uguagliato ad un
105 o ad un 100 del V.O..
Comunque queste sono pippe mentali da studente :-)...alla luce dei fatti
stiamo nella stessa merda sia quelli del NO che del VO evitiamo, almeno noi,
di fare la cosiddetta "guerra tra poveri".
Ciao ;).
> la media dei voti di laurea sia circa 95 per il VO e circa 105 per il NO.
Da esperienza personale, direi anche io 95/110 per il VO.
Staistiche per il nuovo?
> la media dei voti di laurea sia circa 95 per il VO e circa 105 per il NO.
Alla fine del biennio, avevo media di 25/26 ed ora sopra media.
Sopra media nella metà che non aveva abbandonato!
Per me era:
18 - > discreto, cmq sufficente
21-> padroneggi la materia, qualche inciampo nella parti più difficili
24 -> bene , sai più o meno tutto
27 -> molto bene, quasi perfetto
30 -> eccellente, raro.
> Alla fine del biennio, avevo media di 25/26 ed ora sopra media.
> Sopra media nella met� che non aveva abbandonato!
> Per me era:
> 18 - > discreto, cmq sufficente
> 21-> padroneggi la materia, qualche inciampo nella parti pi� difficili
> 24 -> bene , sai pi� o meno tutto
> 27 -> molto bene, quasi perfetto
> 30 -> eccellente, raro.
Poi quando in talune facolt� senti che rifiutano il 28 perch� gli abbassa la
media, oppure senti che il 90% delle persone "ha tutti 30" ... e al ch� dici
"s�, vabb�, se avessi fatto Scie... de... Comun... (tanto per non fare nomi)
li avrei avuti anche io", hanno pure il coraggio di dirti "sono luoghi
comuni, ogni facolt� � difficile allo stesso modo, dipende da cosa riesce
meglio alle persone"...
Ciao
Sculler
> Capisco perfettamente il tuo punto. Era la questione del ritardato che mi
> aveva fatto balzare sulla sedia :)
Quello � perch� vado spesso pesante con le parole e non me ne accorgo ;-)
> Personalmente ritengo di avere conoscenze maggiori rispetto a quelli del
> V.O in determinati settori e carenze (forse) in altri.
In sostanza condivido la tua analisi. Mi capita spesso di guardare quello
che fanno al NO e pensare: "Per�, quelle cose avrei voluto studiarle io,
magari togliendo spazio alla matematica". Ora invece, grazie a miliardi di
teoremi, sono pieno e traboccante di "forma mentis", ma non conosco neanche
mezzo comando di Java :-(
L'ultimo esempio in ordine di tempo riguarda l'esame di automazione
industriale. Ai miei tempi scrivevamo i comandi per PLC sul foglio di carta,
mentre oggi quelli del NO vanno in laboratorio e programmano veri PLC che
comandano veri ascensori e nastri trasportatori. Essendo i "giocattoli"
nello stesso laboratorio in cui ho svolto la tesi, a volte mi fermavo
ammirato ad assistere alle esercitazioni :-)
Altro esempio: all'esame di Reti di Telecomunicazioni non ho fatto altro che
imparare (e immediatamente dimenticare) protocolli, formati di pacchetti bit
per bit, e carrettate di matematica, cos� ho deciso di non inserire nel
piano di studi Reti di Calcolatori per non replicare lo scempio. Neanche a
farlo apposta, proprio il soggetto che mi ha fatto il colloquio mi ha detto:
"Ma sei un informatico e non sai neanche configurare una rete?". Risposta
ovvia: "Guarda che anche chi ha preso 30 all' esame di reti non la sa
configurare, visto che ha dovuto portare un programma di dimensioni
mastodontiche in cui si studiano solo protocolli e formati di pacchetti". A
saperlo, avrei fatto bene ad evitarmi reti di tlc e a inserire invece il pi�
utile Azionamenti ed Elettronica Industriale, visto che vado tanto
sbandierando che mi piace l'automazione e non so neanche come funziona una
macchina elettrica...
Infine, Ingegneria del Software da noi esiste ma non � obbligatorio, e io
non l'ho inserito perch� � inutile fare un esame, come quello, che da noi �
molto pesante, quando l'unica cosa utile � l' UML che si studiava pure a
Fondamenti di Informatica 2. A sto punto, se mi serve, mi vado a prendere
quegli appunti e ho risolto.
> 30 -> eccellente, raro.
Il 30 � una combinazione di grande preparazione, grande fortuna ed
eccellenti capacit� espositive.
Ricordo che alla fine dell' esame di Elettronica II mi fu detto: "Hai saputo
veramente tutto, ma sono costretto a metterti 28 perch� non mi � piaciuta la
tua esposizione".
> Grazzini non mi � nuovo, io avevo altri "mostri sacri" tipo il
> Liberatore, e circa la met� di quelli attualmente candidati a
> magnifico rettore a Firenze...in che anni eri nel manicomio di S.Marta?
Dal '97 al 2005.
Anche a me Liberatore non mi � nuovo... ma se non erro era di elettronica,
no? Io sono Meccanico. I due che ho citato facevano vedere i sorci verdi ai
meccanici. Se avessero altri corsi in altri rami non lo so; forse. Ma la
fama era tra i meccanici. Cmq io ricordo pi� con piacere loro che non quei
professori con i quali non capivi nemmeno cosa e dove dovevi studiare, anche
se l'esame era "considerato" (volutamente tra virgolette) pi� facile.
Ciao
Sculler
> Dal '97 al 2005.
Beh almeno ci hai messo quattro anni meno di me ;-)
Ma sai che e' successo pure a me?
Stesso esame (elettronica applicata II),
stessa situazione, stessa motivazione
*parola per parola* (con la sola differenza
che invece di 28 mi mise 29). Magari e' lo
stesso professore. Dove hai studiato?
maitre Aliboron
>> Ricordo che alla fine dell' esame di Elettronica II mi fu detto: "Hai
>> saputo veramente tutto, ma sono costretto a metterti 28 perch� non mi �
>> piaciuta la tua esposizione".
>
> Ma sai che e' successo pure a me?
> Stesso esame (elettronica applicata II),
> stessa situazione, stessa motivazione
> *parola per parola* (con la sola differenza
> che invece di 28 mi mise 29). Magari e' lo
> stesso professore. Dove hai studiato?
Napoli Federico II.
Per� il nome dell' esame � "Elettronica II", anno 2005.
Non e' lo stesso. Altra sede, altro tempo.
Pero e' una curiosa coincidenza.
maitre Aliboron