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Riciclarsi a 46 anni

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mv

unread,
May 20, 2013, 5:49:57 PM5/20/13
to
Salve,
ho una laurea in ingegneria telecomunicazioni vecchio ordinamento,
ma ho sempre lavorato in ambito informatico.
La mia azienda sta attraversando un periodo di crisi e si preannuncia la
cassa integrazione(?).,
Sto pensando di cambiare e dicambiare anche completamente ambito:
nel mercato dell'ITC alla mia etᅵ vado a competere con un mercato
vastissimo di giovani che accettano qualunque tipo di contratto e sento
che la mia laurea in effetti non ᅵ servita.
Guardandomi in giro pero' le offerte richiedono sempre neolaureati, nei
concorsi c'e' sempre il limite dei 40 anni.
Qualcuno ha un percorso simile al mio si trova nella stessa situazione?

Massimo Malagutti

unread,
May 22, 2013, 3:52:32 PM5/22/13
to
> Qualcuno ha un percorso simile al mio si trova nella stessa situazione?

44 anni, project manager in multinazionale, azienda nella stessa
situazione della tua con possibilitᅵ di cassa integrazione.
Da qualche anno, prevedendo che il momento potesse arrivare, mi sono
aperto la partita iva e, con moltissimi sacrifici (lavoro di notte e
durante i weekend) ho fatto qualche lavoretto sporadico del tipo
consulenze ITC e sviluppo di software customizzato.
Ho un parco clienti limitato che non cerco nemmeno di espandere visto il
poco tempo che ho a disposizione. Diciamo che questo ᅵ il salvagente al
quale attaccarsi quando la barca nella quale sto ora affonderᅵ, ma prevedo
sarᅵ MOLTO, MOLTO, MOLTO dura tirarci fuori qualcosa per riuscire a vivere.

In bocca al lupo.

Max


Roberto Deboni DMIsr

unread,
May 23, 2013, 2:54:55 PM5/23/13
to
On Mon, 20 May 2013 23:49:57 +0200, mv wrote:

> Salve,
> ho una laurea in ingegneria telecomunicazioni vecchio ordinamento, ma ho
> sempre lavorato in ambito informatico. La mia azienda sta attraversando
> un periodo di crisi e si preannuncia la cassa integrazione(?).,
> Sto pensando di cambiare e dicambiare anche completamente ambito: nel
> mercato dell'ITC alla mia età vado a competere con un mercato vastissimo
> di giovani che accettano qualunque tipo di contratto e sento che la mia
> laurea in effetti non è servita. Guardandomi in giro pero' le offerte
> richiedono sempre neolaureati, nei concorsi c'e' sempre il limite dei 40
> anni.

Un'altro segno della incivilta' di questo paese. Ecco un esempio
"diverso":

http://en.wikipedia.org/wiki/Age_Discrimination_in_Employment_Act

"forbids employment discrimination against anyone at least 40 years of
age in the United States"

Mentre in Italia i quarantanni sono di fatto una condanna a morte civile,
negli USA e' l'eta' da cui si protegge dalle discriminazioni.

Non solo, ma il pensionamento forzato per raggiunti limiti di eta' e'
permesso solo per posizioni dirigenziali a partire dai 65 anni e solo se
abbiano maturato un minimo di pensione annuale.

Questo e' il vero problema per gli esodati: la morte occupazionale per
discriminazione.

danilob

unread,
May 23, 2013, 3:22:28 PM5/23/13
to
Il 23/05/2013 20:54, Roberto Deboni DMIsr ha scritto:

> Mentre in Italia i quarantanni sono di fatto una condanna a morte civile,
> negli USA e' l'eta' da cui si protegge dalle discriminazioni.
>

Pero' in Italia anche i giovani sono disoccupati, perchè non hanno
esperienza, quindi l'età per lavorare è 25-40 anni. In teoria, perche'
in pratica le aziende devono iniziare ad accontentarsi dei "vecchi",
anche perchè l'età media della popolazione sta aumentando. Bisognerebbe
non perdere la giovinezza mentale, la curiosità. Non rinunciare alla
spensieratezza, tenere le cose buone portate dall'esperienza e buttare i
pensieri negativi, che inevitabilemnte ci sono quando uno ha ormai
capito come funzionano le cose a questo mondo. E poi, chi ha detto che
un quarantenne stia per forza peggio in salute di un trentenne? Intanto
si può cominciare a perdere qualche chilo, se ce ne sono troppi.


--
Io amo i miei gatti. Sono così diversi dalle altre persone...

Franz

unread,
May 24, 2013, 2:27:43 AM5/24/13
to
Io sono ingegnere libero professionista. La situazione economica è
quello che è, tuttavia anche in questi anni difficili me la sto cavando
discretamente.
Sulla base della mia esperienza, sto insegnando ai miei figli a fare
tutto quello che vogliono, purchè non si tratti di lavoro dipendente.
Sono disposto ad accettare un'eccezione solo per banche ed
amministrazioni pubbliche, dove ci sono effettivamente forti garanzie
(ed è importante soprattutto per le donne: maternità, tempo per
assistere figli, ecc.).
Il lavoro dipendente può essere una tappa iniziale, per imparare il
mestiere, ma il gioco non vale la candela. Si lavora per il bene di
altri (e quindi pagati poco), e la stabilità del posto è illusoria
perchè dipende da altre persone.
Detto questo, un bocca in lupo al nostro amico 46enne.
Cavarsela da soli è difficile, ma è possibile.

Franz

Frank

unread,
May 24, 2013, 7:57:13 AM5/24/13
to
Per diminuire la disoccupazione giovanile, sarebbe anche opportuno far
presente ai giovani, ma sopratutto alle loro famiglie, che:
a) l'Italia non � un paese a vocazione industriale, quindi ha bisogno di una
percentuale di laureati di gran lunga inferiore rispetto ad altri paesi
europei industrualmente pi� evoluti
b) come conseguenza del punto a), lo studente medio, cio� quello che non
rientra fra il 10-15% della popolazione dotata per lo studio, dovrebbe
investire il proprio tempo per sviluppare conoscenze di tipo manuale pi� che
intellettuali.

Per una persona con "normali" capacit� di studio, � meglio investire il
proprio tempo studiando per diventare idraulico, piuttosto che studiare per
diventare l'ingegnere meccanico o gestionale.

Purtroppo le universit�, che riceveno finanziamenti in base al numero dei
laureati, e che sono sull'orlo del collasso finanziario, ormai non bocciano
pi� nessuno, anzi dispensano voti un tempo considerati altissimi a studenti
che un tempo non avrebbero superato l'esame.

E poi i genitori si chiedono come mai il proprio figlio laureato in
architettura con 108 non trova lavoro (ma anche l'ingegnere ormai non sta
molto meglio)!





"danilob" <ta...@non.va.invalid> ha scritto nel messaggio
news:519e6be6$0$1342$4faf...@reader2.news.tin.it...
> Il 23/05/2013 20:54, Roberto Deboni DMIsr ha scritto:
>
>> Mentre in Italia i quarantanni sono di fatto una condanna a morte civile,
>> negli USA e' l'eta' da cui si protegge dalle discriminazioni.
>>
>
> Pero' in Italia anche i giovani sono disoccupati, perch� non hanno
> esperienza, quindi l'et� per lavorare � 25-40 anni. In teoria, perche' in
> pratica le aziende devono iniziare ad accontentarsi dei "vecchi", anche
> perch� l'et� media della popolazione sta aumentando. Bisognerebbe non
> perdere la giovinezza mentale, la curiosit�. Non rinunciare alla
> spensieratezza, tenere le cose buone portate dall'esperienza e buttare i
> pensieri negativi, che inevitabilemnte ci sono quando uno ha ormai capito
> come funzionano le cose a questo mondo. E poi, chi ha detto che un
> quarantenne stia per forza peggio in salute di un trentenne? Intanto si
> pu� cominciare a perdere qualche chilo, se ce ne sono troppi.
>
>
> --
> Io amo i miei gatti. Sono cos� diversi dalle altre persone...
>


Deimos

unread,
May 24, 2013, 2:57:41 PM5/24/13
to
Frank ha pensato forte :
> Per diminuire la disoccupazione giovanile, sarebbe anche opportuno far
> presente ai giovani, ma sopratutto alle loro famiglie, che:
> a) l'Italia non ᅵ un paese a vocazione industriale, quindi ha bisogno di una
> percentuale di laureati di gran lunga inferiore rispetto ad altri paesi
> europei industrualmente piᅵ evoluti

Bene, torniamo al medioevo. Ci sono tanti campi da coltivare.
Oppure l'operaio, giusto? Ma se l'Italia non ᅵ un Paese a "vocazione
industriale" (la piᅵ grande stupidaggine che abbia mai sentito in 48
anni vita!) che futuro ha un operaio?

> b) come conseguenza del punto a), lo studente medio, cioᅵ quello che non
> rientra fra il 10-15% della popolazione dotata per lo studio, dovrebbe
> investire il proprio tempo per sviluppare conoscenze di tipo manuale piᅵ che
> intellettuali.

Ma non dire idiozie! Ma se oggi, per fare la maestra bisogna essere
laureate! Cosᅵ per sperare in un posto da impiegato in una qualsiasi
banca!
>
> Per una persona con "normali" capacitᅵ di studio, ᅵ meglio investire il
> proprio tempo studiando per diventare idraulico, piuttosto che studiare per
> diventare l'ingegnere meccanico o gestionale.

Altra idiozia.
>
> Purtroppo le universitᅵ, che riceveno finanziamenti in base al numero dei
> laureati, e che sono sull'orlo del collasso finanziario, ormai non bocciano
> piᅵ nessuno, anzi dispensano voti un tempo considerati altissimi a studenti
> che un tempo non avrebbero superato l'esame.

altra idiozia.
>
> E poi i genitori si chiedono come mai il proprio figlio laureato in
> architettura con 108 non trova lavoro (ma anche l'ingegnere ormai non sta
> molto meglio)!
>
Torna sul Pianeta Terra e guardati in giro.

--
Ciao
Deimos

I Guerrieri della Mephisto
http://www.grecoegrecoeditori.it/libro.php?libro=434


Deimos

unread,
May 24, 2013, 2:59:22 PM5/24/13
to
Il 20/05/2013, mv ha detto :
Purtroppo ᅵ dura in Italia per chi ha piᅵ di 40'anni.
Una possibilitᅵ ᅵ quella di aprire una partita IVA o di mettersi
insieme ad altri nella tua situazione e crearsi una societᅵ di servizi
alle aziende.
IMHO

Roberto Deboni DMIsr

unread,
May 25, 2013, 11:24:51 AM5/25/13
to
On Thu, 23 May 2013 21:22:28 +0200, danilob wrote:

> Il 23/05/2013 20:54, Roberto Deboni DMIsr ha scritto:
>
>> Mentre in Italia i quarantanni sono di fatto una condanna a morte
>> civile, negli USA e' l'eta' da cui si protegge dalle discriminazioni.
>>
>>
> Pero' in Italia anche i giovani sono disoccupati, perchè non hanno
> esperienza, quindi l'età per lavorare è 25-40 anni.

Cosa significa "pero'" ?

Anche lei e' di quelli che crede che la soluzione del problema della
disoccupazione passi per il pensionamento anticipato ?

> In teoria, perche'
> in pratica le aziende devono iniziare ad accontentarsi dei "vecchi",
> anche perchè l'età media della popolazione sta aumentando.

Perche' "accontentarsi" ?

I "vecchi" sarebbero lavoratori scadenti ?

> Bisognerebbe
> non perdere la giovinezza mentale, la curiosità.

Certamente, e non credo di avere perso nulla di tutto cio', nonostante
i parecchi lustri che mi porto sulle spalle. E tra parentesi, molti
"padroni" mantengono la giovinezza mentale e la curiosita', altrimenti
le loro aziende non riuscirebbero a tenere il passo con i tempi.
Per quale motivo anche lavoratori dipendenti "vecchi" non dovrebbero
essere in grado di fare lo stesso ?

> Non rinunciare alla
> spensieratezza,

Attenzione: il mondo non e' un asilo infantile, di superficialita'
e leggerezza si muore. Giovinezza mentale e curiosita, si', ma
con senso di responsabilita' e serieta'. La spensieratezza nei
posti di lavoro "uccide". Uccide lavoratori, uccide clienti.

> tenere le cose buone portate dall'esperienza e buttare i
> pensieri negativi,

Definire "pensieri negativi".
Perche' se per "pensieri negativi" intende quelli tipo "non ci
riusciamo" oppure atteggiamenti sabotatori e semplicemente depressi,
allora sono d'accordo.
Se per "pensieri negativi" intende "pensare al peggio per prevenire",
allora non sono affatto d'accordo.

> che inevitabilemnte ci sono quando uno ha ormai
> capito come funzionano le cose a questo mondo.

Il capire come funzionano le cose del mondo serve ad evitare di
ripetere gli errori. Ogni altro atteggiamento si definisce:
"irresponsabilita'". Ed in Italia ne abbiamo anche troppa.

> E poi, chi ha detto che
> un quarantenne stia per forza peggio in salute di un trentenne?

Cosa c'entra la salute ? Chi l'ha tirata in ballo ? Cosa intende ?

> Intanto
> si può cominciare a perdere qualche chilo, se ce ne sono troppi.

Chi non e' poltrone, non ha chili di troppo. Neanche a 60 anni.

--
Roberto Deboni

Roberto Deboni DMIsr

unread,
May 25, 2013, 11:54:17 AM5/25/13
to
On Fri, 24 May 2013 13:57:13 +0200, Frank wrote:

> Per diminuire la disoccupazione giovanile, sarebbe anche opportuno far
> presente ai giovani, ma sopratutto alle loro famiglie, che:

> a) l'Italia non è un paese a vocazione industriale, quindi ha bisogno
> di una percentuale di laureati di gran lunga inferiore rispetto ad altri
> paesi europei industrualmente più evoluti

L'Italia e' ai livelli della Turchia come istruzione superiore. Dice che
occorre abbassarla ancora di piu' ?

Per sua informazione, il paese con piu' laureati e' il Canada: un
canadese su due ha una laurea o un titolo di studio terziario.
L'Italia ne ha uno ogni cinque.

Significa questo che in Canada lavorano piu' laureati che in Italia ?
No, significa semplicemente che in Canada si studia perche' una cultura
media piu' elevata fa funzionare meglio tutto il paese, anche se poi
si va a fare l'operaio. In Italia c'e' questa fissa del "pezzo di carta"
(ma non della istruzione per l'istruzione) ed ironicamente e' diventato
un paese ignorante (tranne forse in alcune ristrette branche della
letteratura).

Consideriamo ad esempio, di come vota diversamente una popolazione in cui
solo 2 su dieci sono laureati rispetto ad una in cui 5 su dieci sono
laureati. Un esempio evidente, un danno collaterale della ignoranza
media italiana, e' stato ripetuto due volte nei referendum sul nucleare,
tanto per non fare torto alla generazioni degli anni '80, quella odierna
ha ripetuta la fesseria.

> b) come conseguenza del punto a), lo studente medio, cioè quello che non
> rientra fra il 10-15% della popolazione dotata per lo studio, dovrebbe
> investire il proprio tempo per sviluppare conoscenze di tipo manuale più
> che intellettuali.

Ma se abbiamo partite dalla descrizione che non ci sono posti di lavoro,
perche' aumentare ancora di piu' quella a basse competenze ?

Inoltre lei pare ignorare l'evoluzione del mondo del lavoro.
Per fare un paragone, lei e' come affermasse che abbiamo meno bisogno
di operatori di macchine di movimento terra, ma dobbiamo aumentare il
numero di portatori di ceste di terra. Suppongo che sia perche' una
"ruspa" fa lavorare solo 5 persone per fare un lavoro che impegnerebbe
di pari tempo 100 portatori di ceste di terra ?

E poi lei cosi' si scontra con un problema, uno scoglio insuperabile,
ovvero che l'europeo medio non e' affatto disposto "di buona volonta'"
a fare il portatore di ceste di terra. L'unico modo per costringerlo
sarebbe portarlo quasi alla fame, ma questa prospettiva (almeno fino
a che e' sostenibile per il bilancio statale) non e' realizzabile.
Ergo, la scelta (perche' lei ripete un atteggiamento che "governa" in
Italia da alcuni decenni) dell'Italia di "mollare" il settore
industriale ha significato la necessita' di importare 5 milioni di
portatori di ceste di terra. Lasciamo perdere che ora diventano, un po'
alla volta, picconatori e utilizzatori di mannaie (ma credevate veramente
di potere, giorno dopo giorno, trattare impunemente degli esseri umani
come servi e schiavi ? E questo lo scrive uno che e' per l'espulsione
in tronco, ma che altresi' ritiene che finche' sono in Italia vanno
trattati esattamente come gli italiani). Ma come si pensava di migliorare
la situazione italiana globale importando 5 milioni di esclusi dal
testo sociale italiano ?
E' possibile che quindici anni fa la lobby che si appoggia sui voti dei
pensionati e dei lavoratori prossimi (allora) alla pensione, sia stata
cosi' priva di scrupoli di piantare una tal problema sociale nel fianco
dell'Italia, solo per guadagnare dieci anni di proroga per l'INPS in
via di collasso ? Ma si puo' essere cosi' deficienti, prima che criminali?

E questa critica vale anche per i milioni di elettori che hanno appoggiato
queste scelte, pensando cosi' di "fregare il sistema".

> Per una persona con "normali" capacità di studio, è meglio investire il
> proprio tempo studiando per diventare idraulico, piuttosto che studiare
> per diventare l'ingegnere meccanico o gestionale.

Come se non ci fossero abbastanza idraulici ?
Un conoscente che fa l'idraulico, ha licenziato negli ultimi anni
tre dei suoi operai per mancanza di lavoro. E lei vuole ancora piu'
idraulici ? Ma su cosa basa le sue teorie ? Sono "pensieri a briglia
sciolta ... ovvero da bar, tanto per dire", o si e' informato e
sulla base delle sue informazioni e' arrivato a queste valutazioni ?

> Purtroppo le università, che riceveno finanziamenti in base al numero
> dei laureati, e che sono sull'orlo del collasso finanziario, ormai non
> bocciano più nessuno, anzi dispensano voti un tempo considerati
> altissimi a studenti che un tempo non avrebbero superato l'esame.

E' sempre stato cosi', per certe universita'. E' la conseguenza del
titolo di studio fine a se stesso (ovvero per "avere il posto").
Per coloro che invece vogliono istruirsi e' sufficiente rivolgersi
alle numerose universita' serie che ci sono anche in Italia. Non
facciamo nomi per evitare accuse di omissioni, ma tutti sappiamo
quali sono i nomi che contano (una ventina).

> E poi i genitori si chiedono come mai il proprio figlio laureato in
> architettura con 108 non trova lavoro (ma anche l'ingegnere ormai non
> sta molto meglio)!

E' qui sta il nodo. In Italia sbattono ripetutamente la zucca contro
il muro, senza capire che l'istruzione e' basilare per una nazione
evoluta (ovvero che non voglia trovarsi nella situazione italiana OGGI)
a migliorare la cultura media del cittadino, *indipendentemente* dal
tipo di lavoro che si fa poi nella vita.

Insomma, le conoscenze di un titolo di studio terziario, per la
collettivita' sono ancora piu' importanti nelle diverse (rispetto a
quelle attuali) direzioni che imprimono alla politica e le scelte sociali
che sull'attivita' lavorativa in se'. L'attivita' lavorativa poi si
avvantaggia dello sviluppo della nazione (ad esempio, per la domanda
di beni) piu' che per, ad esempio, l'esportazione.

--
Roberto Deboni

danilob

unread,
May 25, 2013, 7:25:07 PM5/25/13
to
Il 25/05/2013 17:24, Roberto Deboni DMIsr ha scritto:

>> Pero' in Italia anche i giovani sono disoccupati, perchè non hanno
>> esperienza, quindi l'età per lavorare è 25-40 anni.
>
> Cosa significa "pero'" ?

Premessa a tutto il messaggio. Sono d'accordo con tutto quello che ha
scitto. Nel mio messaggio precedente vale il detto "ambasciator non
porta pena". Ho cercato di raccogliere quelle che mi sembrano le istanze
attuali delle imprese italiane, giuste o sbagliate che siano. Io penso
che si potrebbe pensare a qualcosa di meglio, ma quello che penso io non
conta nulla, visto che Squinzi ha ribadito che il problema è la troppa
burocrazia e la mentalità anti-impresa. Ha parlato di disoccupazione
giovanile, da risolvere con una (ancora, N.D.R.) maggiore flessibilità.
Non ha parlato di discriminazione dei quarantenni, mi pare. Qualcuno
diceva "Se non puoi cambiare il mondo, cambia te stesso". E' una
affermazione che odio.

>
> Anche lei e' di quelli che crede che la soluzione del problema della
> disoccupazione passi per il pensionamento anticipato ?
>

No, non lo penso. Volevo dire che gli ultraquarantenni non sono gli
unici con problemi occupazionali.

>> In teoria, perche'
>> in pratica le aziende devono iniziare ad accontentarsi dei "vecchi",
>> anche perchè l'età media della popolazione sta aumentando.
>
> Perche' "accontentarsi" ?

Leggendo le offerte di lavoro, è spesso richiesta un'età massima di
quarantanni. E questo è proprio discriminatorio. Poi però non è detto
che non accettino anche un ultraquarantenne. Quindi "accontentarsi" nel
senso di accettare un lavoratore che non risponde ad un requisito
indicato nell'offerta di lavoro.

>
> I "vecchi" sarebbero lavoratori scadenti ?

Volendo dirla in modo crudo, quando insorgono problemi di mal di
schiena, è più difficile correre a prendere l'aereo. E poi insorge un
irrigidimento mentale, oltre che articolare: si fa più fatica ad
imparare, e a volte ci sembra (o mi sembra) addirittura di violare i
propri principi morali, facendo certe cose. Per esempio oggi, più che
fare le cose per bene, è più importante fare le cose velocemente e
"ricoprirle" con un atteggiamento di fittizia professionalità e
"supercazzole" varie.

>
>> Bisognerebbe
>> non perdere la giovinezza mentale, la curiosità.
>
> Certamente, e non credo di avere perso nulla di tutto cio', nonostante
> i parecchi lustri che mi porto sulle spalle. E tra parentesi, molti
> "padroni" mantengono la giovinezza mentale e la curiosita', altrimenti
> le loro aziende non riuscirebbero a tenere il passo con i tempi.
> Per quale motivo anche lavoratori dipendenti "vecchi" non dovrebbero
> essere in grado di fare lo stesso ?

Infatti penso che i dipendenti "vecchi" siano in grado di farlo. Con un
certo sforzo iniziale proprio perchè il lavoro dipendente un pò ti ha
obbligato per anni a concentrarti solo su quello che ti viene detto di fare.

>
>> Non rinunciare alla
>> spensieratezza,
>
> Attenzione: il mondo non e' un asilo infantile, di superficialita'
> e leggerezza si muore. Giovinezza mentale e curiosita, si', ma
> con senso di responsabilita' e serieta'. La spensieratezza nei
> posti di lavoro "uccide". Uccide lavoratori, uccide clienti.

Vero. Allora diciamo che bisogna essere in grado di commutare
velocemente un atteggiamento generale spensierato in un atteggiamento
prudente durante un'operazione pericolosa. Se non erro a morire sono più
i lavoratori cinquantenni che i trentenni. Se e' vero, perche' avviene?
Sono più spericolati perchè vogliono dimostrare al "padrone" di essere
ancora giovani? Hanno i riflessi appannati? Sono troppo sicuri di se'?
Forse un trentenne è più veloce di un cinquantenne a capire il pericolo
e ad assumere un comportamento prudente? Eppure l'esperienza sta dalla
parte del cinquantenne.

>
>> tenere le cose buone portate dall'esperienza e buttare i
>> pensieri negativi,
>
> Definire "pensieri negativi".
> Perche' se per "pensieri negativi" intende quelli tipo "non ci
> riusciamo" oppure atteggiamenti sabotatori e semplicemente depressi,
> allora sono d'accordo.
> Se per "pensieri negativi" intende "pensare al peggio per prevenire",
> allora non sono affatto d'accordo.

I pensieri del primo tipo vanno rimossi senza remore. Per quelli del
secondo tipo, la pensiamo uguale, ma in qualche modo bisogna uscirne. Un
collega di un mio parente stretto aveva certificato un'azienda indiana,
che poi ha preso fuoco, con molti morti perchè le uscite di sicurezza
erano bloccate. Ma non erano bloccate durante l'ispezione. Nell'edificio
crollato a Dacca producevano anche prodotti di una nota marca nostrana.
Gli iPhone erano prodotti in una azienda cinese, che poi si è saputo
essere ad alto tasso di suicidi. Ecco, noi tecnici vecchietti abbiamo
capito che purtroppo questi fatti non sono "disgrazie", ma cose
prevedibili, mentre un trentenne probabilmente direbbe "Oh, è
terribile", e dopo dieci minuti se ne è già dimenticato. E allora che
fare? Cerchiamo di fare, per quanto ci è concesso, il possibile per
prevenire

>
>> che inevitabilemnte ci sono quando uno ha ormai
>> capito come funzionano le cose a questo mondo.
>
> Il capire come funzionano le cose del mondo serve ad evitare di
> ripetere gli errori. Ogni altro atteggiamento si definisce:
> "irresponsabilita'". Ed in Italia ne abbiamo anche troppa.
>
>> E poi, chi ha detto che
>> un quarantenne stia per forza peggio in salute di un trentenne?
>
> Cosa c'entra la salute ? Chi l'ha tirata in ballo ? Cosa intende ?

Se le aziende cercano trentenni è anche perchè non hanno ancora gli
acciacchi dovuti all'eta' e hanno anche una maggiore resistenza alla
fatica, non neghiamolo.

>
>> Intanto
>> si può cominciare a perdere qualche chilo, se ce ne sono troppi.
>
> Chi non e' poltrone, non ha chili di troppo. Neanche a 60 anni.
>

Chi sta otto ore al pc, durante la pausa caffè mangia nervosamente un
kitekat. Se pranza fuori magari va al McDonalds. E quando torna a casa
non ha voglia di fare jogging. Tutte esperienze personali, e non credo
di essere più poltrone della media di chi scrive in un newsgroup :-)
Poi però mi ci sono messo di impegno e i chili in più li ho persi tutti.

Frank

unread,
May 26, 2013, 11:57:32 AM5/26/13
to
In Italia, le aziende con meno di 7 dipendenti sono circa il 97%.
In Italia per un giovane la possibilit� di trovare lavoro � legata alle
piccole aziende; non � legata all'impiego nella scuola, nel settore pubblico
o nella grande industria. Nello stato o nelle grandi aziende una laurea fa
la differenza; nella piccola azienda no.

Per una piccola azienda, le competenze teoriche di un geometra, di un
ragioniere o di un perito sono sufficienti e se una piccola azienda assume
un laurato, lo fa solo perch� costa come un diplomato.

E anche considerando le libere professioni tecniche il discorso non cambia:
un buon perito � in grado di svolgere la libera professione bene come un
laureato.

Un laureato ha semplicemente investito 5/6 anni della propria vit�
nell'approfondimento di nozioni teoriche. Non � necessariamente una persona
migliore di un diplomato. In realt�, considerando lo stato attuale
dell'universit�, potrebbe semplicemente aver scaldato i banchi per 5/6 anni
senza aver acqusito alcuna significativa competenza teorica che lo renda pi�
competente di un diplomato che ha frequentato una buona scuola tecnica

Inoltre in Italia una considerevole fetta di lavoratori � impiegata nel
turismo, dove la differenza fra competenze dei laureati e diplomati � ancora
pi� ridotta.






















"Roberto Deboni DMIsr" <ne...@analisienergie.it> ha scritto nel messaggio
news:PtKdnV7NQc40Qz3M...@giganews.com...
> On Fri, 24 May 2013 13:57:13 +0200, Frank wrote:
>
>> Per diminuire la disoccupazione giovanile, sarebbe anche opportuno far
>> presente ai giovani, ma sopratutto alle loro famiglie, che:
>
>> a) l'Italia non � un paese a vocazione industriale, quindi ha bisogno
>> di una percentuale di laureati di gran lunga inferiore rispetto ad altri
>> paesi europei industrualmente pi� evoluti
>
> L'Italia e' ai livelli della Turchia come istruzione superiore. Dice che
> occorre abbassarla ancora di piu' ?
>
> Per sua informazione, il paese con piu' laureati e' il Canada: un
> canadese su due ha una laurea o un titolo di studio terziario.
> L'Italia ne ha uno ogni cinque.
>
> Significa questo che in Canada lavorano piu' laureati che in Italia ?
> No, significa semplicemente che in Canada si studia perche' una cultura
> media piu' elevata fa funzionare meglio tutto il paese, anche se poi
> si va a fare l'operaio. In Italia c'e' questa fissa del "pezzo di carta"
> (ma non della istruzione per l'istruzione) ed ironicamente e' diventato
> un paese ignorante (tranne forse in alcune ristrette branche della
> letteratura).
>
> Consideriamo ad esempio, di come vota diversamente una popolazione in cui
> solo 2 su dieci sono laureati rispetto ad una in cui 5 su dieci sono
> laureati. Un esempio evidente, un danno collaterale della ignoranza
> media italiana, e' stato ripetuto due volte nei referendum sul nucleare,
> tanto per non fare torto alla generazioni degli anni '80, quella odierna
> ha ripetuta la fesseria.
>
>> b) come conseguenza del punto a), lo studente medio, cio� quello che non
>> rientra fra il 10-15% della popolazione dotata per lo studio, dovrebbe
>> investire il proprio tempo per sviluppare conoscenze di tipo manuale pi�
>> Per una persona con "normali" capacit� di studio, � meglio investire il
>> proprio tempo studiando per diventare idraulico, piuttosto che studiare
>> per diventare l'ingegnere meccanico o gestionale.
>
> Come se non ci fossero abbastanza idraulici ?
> Un conoscente che fa l'idraulico, ha licenziato negli ultimi anni
> tre dei suoi operai per mancanza di lavoro. E lei vuole ancora piu'
> idraulici ? Ma su cosa basa le sue teorie ? Sono "pensieri a briglia
> sciolta ... ovvero da bar, tanto per dire", o si e' informato e
> sulla base delle sue informazioni e' arrivato a queste valutazioni ?
>
>> Purtroppo le universit�, che riceveno finanziamenti in base al numero
>> dei laureati, e che sono sull'orlo del collasso finanziario, ormai non
>> bocciano pi� nessuno, anzi dispensano voti un tempo considerati

Roberto Deboni DMIsr

unread,
May 29, 2013, 4:57:22 AM5/29/13
to
On Sun, 26 May 2013 01:25:07 +0200, danilob wrote:

...snip...

> prudente durante un'operazione pericolosa. Se non erro a morire sono più
> i lavoratori cinquantenni che i trentenni.

Erra. Ma dove ha trovato il dato ?

Ovviamente ci si riferisce ad incidenti sul lavoro, non alla "mortalita'"
generaica della classe generazionale.

> Se e' vero, perche' avviene?

Non e' vero.

danilob

unread,
May 30, 2013, 3:45:16 PM5/30/13
to
Il 29/05/2013 10:57, Roberto Deboni DMIsr ha scritto:
> On Sun, 26 May 2013 01:25:07 +0200, danilob wrote:
>
> ...snip...
>
>> prudente durante un'operazione pericolosa. Se non erro a morire sono più
>> i lavoratori cinquantenni che i trentenni.
>
> Erra. Ma dove ha trovato il dato ?
>

Da nessuna parte, è solo un'impressione, maturata nel corso degli anni.
Ho guardato ora velocemente sul web e ho trovato questo link:

http://www.vegaengineering.com/dati-osservatorio/allegati/Statistiche-morti-lavoro-Osservatorio-sicurezza-lavoro-Vega-Engineering-30-04-13.pdf


A pag. 4 si parla dei casi di morte per età. Purtroppo sembra che si
muoia di più da "vecchi".

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