Questo inverno si sono presentati estese formazioni di muffa partendo dai
ponti termici (cordoli e travetti del solaio di copertura) fino ad
estendersi su gran parte delle superfici delle pareti sia a Nord che a Sud
ed Est e sul solaio di copertura ma non ad Ovest dove è presente un'altro
ambiente scaldato .
Se faccio la verifica di Glaser con Termus G secondo le uni13788 la parete
risulta verificata con umidità interna media ma con umidità interna alta si
ha la comparsa di condensa superficiale.
La soluzione ottima per questo problema sarebbe un bel cappotto esterno ma
evidentemente molto costosa.
Oggi mi hanno proposto anche una pittura termica traspirante speciale da
disporre all'interno con spessore di 2 mm (l'avete mai provata?Io non mi
fido)
Vengo alle domande.
- L'impresa anche di fronte ad una condizione drammatica delle murature
(muffe verdastre estese ovunque) potrebbe non pagare affermado che il
fabbricato è progettato per umidità interna media e non alta e affermando
che la muffa è colpa del proprietario che non ha effettuato i dovuti ricambi
di aria?
- Come si determina il grado di umidità interna ipotizzando 4 abitanti in
una casa da 120 mq + utilizzo cucina + utilizzo servizi sanitari, doccia
ecc..?
- E' normativamente corretto prevedere 0 ricambi di aria durante le ore
notturne invernali essendo gli infissi esterni praticamente ermetici (dico
questo in qianto le muffe si presentano soprattutto nella zona notte)?
Il problema dei ponti termici resterebbe comunque in quanto su questi si ha
la formazione di condensa anche con umidità media.
Grazie.
- la pittura termica traspirante non aumenta l'isolamento termico che serve
ad evitare la condensa (perchè è questo il problema, cioè trasmittanza
elevata) ed è una ipotesi desolatamente priva di alcun fondamento tecnico.
- verifica l'esistenza di cappa di estrazione aria in cucina e foro di
aerazione e poi imponi il cappotto (forse 4 cm + intonaco sono sufficienti)
buon lavoro
"giafan" <nonv...@iol.it> ha scritto nel messaggio
news:49d47cfa$0$1106$4faf...@reader3.news.tin.it...
--
Ing. Paolo Posani
"Tutti noi siamo profeti non tanto per scelta ma per necessità"
Non ho trovato i limiti di trasmittanza per la vecchia legge 10.
Mi potresti indicare dove trovarli? Io sono in zona climatica D.
> - gli infissi a tenuta in una struttura del genere ci vanno a nozze con la
> condensa. idem per le cattive abitudini di non aerare, e riscaldare solo
> ad intermittenza i locali.
Il proprietario è obbigato da qualche legge ad areare i locali?
> - la pittura termica traspirante non aumenta l'isolamento termico che
> serve ad evitare la condensa (perchè è questo il problema, cioè
> trasmittanza elevata) ed è una ipotesi desolatamente priva di alcun
> fondamento tecnico.
Concordo pienamente . Oggi mi hanno portato la scheda tecnica del prodotto.
Mi è venuto da ridere.
Il rappresentante si è presentato con una lastra metallica con due
verniciature: Una tradizionale e una "termica" e mi ha detto prova apoggiare
le mani sulle due verniciature. Al tatto una appariva più calda ed una più
fredda a causa dei differenti spessori della verniciatura ma aspettando
qualche secondo la sensazione era la stessa.
Come si può pubblicizzare come isolante uno strato di vernice inferiore al
mezzo millimetro!!!!Mah..
> - verifica l'esistenza di cappa di estrazione aria in cucina e foro di
> aerazione e poi imponi il cappotto (forse 4 cm + intonaco sono
> sufficienti)
Si, ma per andare in causa, prescriverlo e farlo pagare all'impresa devo
avere le spalle ben coperte ed essere sicuro che effettivamente le verifiche
non tornino.
Quindi volevo fare:
Verifica di glaser con il ponte termico (ma con che umidità interna?)
Verifica della trasmittanza della parete e dei solai (ma non riesco a
trovare il valore limite e con quale umidità interna)
Con unidità interna media glaser è verificato.
Fai conto che qui da noi il 90% dell'edilizia residenziale economica fino
all'avvento della 192 era realizzata con il poroton da 25 con regolare legge
10 presentata.
> Andiamo con ordine, a presindere dalle leggi, le vecchie case con i
> "buoni" vecchi infissi dotati di spifferi non muffavano, perchè?
> Direi che il problema principale risiede negli infissi a tenuta e nella
> mancanza di ricambi d'aria. E' inutile a mio parere utilizzare una
> tinteggiatura traspirante quando magari è l'intonaco che non permette la
> respirazione delle pareti.
> Io controllerei se almeno i fori di areazione in cucina ci sono, se
> mancano inizierei nel prescriverli, faranno poco, ma sempre meglio di
> niente.
Sarei curioso di fare una verifica acustica della facciata con i fori di
areazione.
> In prima battuta cercherei i progetti e la relativa Legge 10 per vedere
> cosa è stato depositato e se il costruito corrisponde al progetto.
> Cercherei di far capire agli occupanti la necessità di cambiare aria nelle
> stanze, bastano 10 minuti al giorno per stanza, oltre si raffreddano le
> pareti.
I proprietari dicono di tenere la casa aperta tutte le mattine per un'ora.
> Se vuoi controllare l'umidità dovresti mettere degli igrometri e fare
> delle registrazioni per alcuni giorni, così da valutare il tasso di
> umidità medio dei locali.
> Infine proporrei una correzione almeno dei ponti termici, il top sarebbe
> un bel cappottino esterno, al limite uno interno con controparete (ma
> toglie mq).
Perchè non esterno?
In teoria l'impresa sarebbe tenuta a realizzare una parete con trasmittanza
tale da non permettere la formazione di condensa superficiale interna ( a
meno che non esistano valori minimi di trasmittanza da normativa). Ma con
che umidità interna devo fare le verifiche?
Il proprietario non è ovviamente obbligato ad aerare
prova a cercare qualche UNI per trovare i valori di riferimento per le
umidità.
Sottolineo necessità di verifica foro e aspirazione cucina (avevo un
inquilino che faceva la passata di pomodoro in casa e non aveva collegato la
cappa al tubo di esalazione: i vetri doppi U = 2,0 colavano acqua come
fossero un box doccia)
"giafan" <nonv...@iol.it> ha scritto nel messaggio
news:49d4ce19$0$1117$4faf...@reader3.news.tin.it...
> Non ho trovato i limiti di trasmittanza per la vecchia legge 10.
> Mi potresti indicare dove trovarli? Io sono in zona climatica D.
> Il proprietario è obbigato da qualche legge ad areare i locali?
> I proprietari dicono di tenere la casa aperta tutte le mattine per un'ora.
>
troppo, si freddano le pareti, bastano e avanzano 15 minuti. Il
problema è comunque che la casa non respira causa infissi troppo buoni,
mettici poi magari delle tinteggiature e degli intonaci poco porosi ed
ecco che l'umidità non riesce ad evaporare.
>> Infine proporrei una correzione almeno dei ponti termici, il top sarebbe un
>> bel cappottino esterno, al limite uno interno con controparete (ma toglie
>> mq).
> Perchè non esterno?
non hai detto che è una villetta a schiera? come la prenderebbero gli
altri proprietari nel vedere una facciata diversa dalla loro?
Sempre in tema di schiera, ma le altre unità come sono messe, hanno
problemi di muffe anche gli altri?
> In teoria l'impresa sarebbe tenuta a realizzare una parete con trasmittanza
> tale da non permettere la formazione di condensa superficiale interna ( a
> meno che non esistano valori minimi di trasmittanza da normativa). Ma con che
> umidità interna devo fare le verifiche?
Prova a vedere su qualche norma UNI o magari sul sito della ANIT se ci
fosse qualche indicazione. Prova a vedere con un igrometro che umidità
hai nell'abitazione ed effettua le verifiche con i valori reali.
L'impresa serebbe tenuta a rispettare le prescrizioni che fornisce il
tecnico nel progetto, ossia nella fu legge 10.
giafan ha scritto:
> Ho bisogno di aiuto riguardo una perizia su un'immobile che presenta
> gravi fenomeni di umidità da condensa superficiale.
> La situazione è la seguente.
> -Villetta aschiera nuova (di due anni fa)
OK
> -Richiesta di concessione antecedente la 192 e la 311.
Ma successiva alla L.10 direi... :)
> -Struttura in muratura ordinaria con blocchi poroton da 25 cm con 1.5 cm
> di intonaco per parte.
> -Solai in laterocemento a travetti e pignatte.
> -Ponti termici non isolati.
> -presenza di guarnizioni ermatiche su tutti gli infissi esterni (per
> motivi acustuci)
Va bene. La classica costruzione "di moda" 10 anni fa nelle nostre zone
"nordiche".
> Questo inverno si sono presentati estese formazioni di muffa partendo
> dai ponti termici (cordoli e travetti del solaio di copertura) fino ad
> estendersi su gran parte delle superfici delle pareti sia a Nord che a
> Sud ed Est e sul solaio di copertura ma non ad Ovest dove è presente
> un'altro ambiente scaldato .
Non mi sorprende.
> Se faccio la verifica di Glaser con Termus G secondo le uni13788 la
> parete risulta verificata con umidità interna media ma con umidità
> interna alta si ha la comparsa di condensa superficiale.
Comincerei a sincerarmi se applicare la UNI 13788 o la vecchia 10350,
ritirata nel 2003. Dipende da quando e' stato fatto il calcolo.
Tieni presente che l'umidita' media e' quella consigliata dalla UNI per
ambienti normali, e' l'umidita' alta di solito a dare problemi, ma IMHO
non e' quella che meglio corrisponde alla realta'.
> La soluzione ottima per questo problema sarebbe un bel cappotto esterno
> ma evidentemente molto costosa.
> Oggi mi hanno proposto anche una pittura termica traspirante speciale da
> disporre all'interno con spessore di 2 mm (l'avete mai provata?Io non mi
> fido)
Lascia perdere. Come puo' risolvere il problema della condensa? Mi sa di
una brutta pezza messa li' in qualche maniera.
> Vengo alle domande.
>
> - L'impresa anche di fronte ad una condizione drammatica delle
> murature (muffe verdastre estese ovunque) potrebbe non pagare affermado
> che il fabbricato è progettato per umidità interna media e non alta e
> affermando che la muffa è colpa del proprietario che non ha effettuato i
> dovuti ricambi di aria?
Uhm. Puo' dirlo certo. Io pero' partirei da qualcosa di piu'
terra-terra. Chi e' coinvolto in questa cosa? Impresario, progettista,
DL e, perche' no, comune. Chi non ha svolto i suoi compiti? Il
progettista che fa un calcolo di ENERGIA che prevede un ricambio di 0,5 V/h?
Inoltre aggiungo: non e' detto che il rispetto dei limiti della L10 sia
SUFFICIENTE per l'adempimento degli obblighi previsti dalla legge, e'
solo NECESSARIO. Faccio un esempio: acustica; un immobile puo'
rispettare i limiti sui requisiti acustici passivi ma se l'attivita'
genera cmq fastidio negli occupanti, la condanna puo' scattare lo stesso.
> - Come si determina il grado di umidità interna ipotizzando 4
> abitanti in una casa da 120 mq + utilizzo cucina + utilizzo servizi
> sanitari, doccia ecc..?
Mi sa che non puoi con metodi semplici, devi basarti sulla UNI.
> - E' normativamente corretto prevedere 0 ricambi di aria durante le
> ore notturne invernali essendo gli infissi esterni praticamente ermetici
> (dico questo in qianto le muffe si presentano soprattutto nella zona
> notte)?
Uh... E chi lo sa? I nostri calcoli "da legge 10" hanno il fine di
valutare il rendimento energetico degli impianti (all'epoca attraverso
il FEN) e con quel fine sono fatti. Per cui funzionamento continuo
dell'impianto e dati "standard". Anche oggi ci si chiede di verificare
le cose in condizioni "di progetto"
> Il problema dei ponti termici resterebbe comunque in quanto su questi si
> ha la formazione di condensa anche con umidità media.
Quindi il problema resta punto. Rimane solo da determinare Se all'epoca
la L10 "semplice" prevedesse la verifica di condensa. Se non leggo male
il DM 6.8.1994 NON riporta la UNI 10350 fra quelle applicative della
L.10 e del DPR 412.
L'unico riferimento che trovo e' la TAB 1b dell'allegato A del DM 13
dicembre 1993, che riporta il modello di relazione ministeriale dove e'
riportata la scheda tipo di una parete opaca con esplicita indicazione
di NON formazione di condensa superficiale. Come debba essere fatta
questa verifica pero' non lo dice nemmeno li'. La mia opinione e' che si
dovesse usare la UNI all'epoca vigente o imposta dalla legge.
Pero' non e' chiaro se con lo stesso spirito andassero verificati
puntualmente i ponti termici oppure se la verifica fosse riservata ai
soli elementi correnti.
Mi chiedo quanti a tutt'oggi effettuino la verifica di condensa
superficiale ad esempio in un PT di spigolo fra pareti...
--
Ciao, Tigers
[cit.] .. perchè la curva d'apprendimento di google è storicamente tra
le più ripide ... e.
www.tigers.3000.it - Skype: se proprio vuoi contattarmi chiedi...
Sicuro? Ma dove lo trovi scritto?
> Il proprietario non è ovviamente obbligato ad aerare
Sei sicuro? Le norme ASL non esistono?
> prova a cercare qualche UNI per trovare i valori di riferimento per le
> umidità.
>
> Sottolineo necessità di verifica foro e aspirazione cucina (avevo un
> inquilino che faceva la passata di pomodoro in casa e non aveva collegato la
> cappa al tubo di esalazione: i vetri doppi U = 2,0 colavano acqua come
> fossero un box doccia)[snip]
OK, quello puo' valere per bagni e cucine, ma nel resto della casa?
Passi per la zona notte che resta chiusa e con alte concentrazioni di
vapore, ma il resto?
In ogni caso il foro e' prescritto per altri motivi e potrebbe
legittimamente non esserci in caso ad esempio di piastra elettrica.
Diverso il discorso della cappa che molto probabilmente e' un obbligo ASL.
All'interno io al massimo metterei una barriera al vapore.
La resistenza al vapore deve diminuire partendo dall'interno ed andando
verso l'esterno per evitare l'accumulo di umidità nelle pareti; uno
strato traspirante all'interno, nel migliore dei casi, non serve a
nulla.
Casper
Non sapendo i livelli di umidità la risposta è generica:
1. ricambi la norma prescrive (anche in L.10) 0,5 vol/h in ricambio, è il
minimo
2. con gli infissi attuali, troppo "buoni" e le pareti non traspiranti il
ricambio naturale non c'è, personalmente ho risolto togliendo un pezzo di
guarnizione in gomma dagli infissi, così ho ristabilito il ricambio, (l'ho
fatto a casa mia oltre 20 anni fa e funziona)
3. il ricambio aprendo le finestre è solo momentaneo, abbassa l'umidità solo
in quel momento, e raffredda le pareti, così dopo un pò di tempo si
ripresenta l'umidità.
4. tempi di accensione del riscaldamento: spesso specie al nord, il corretto
regime è quello dell'attenuazione non dello spegnimento, specie se si usa il
poroton, altrimenti il ciclo temp ed umidità non si stabilizza, inoltre è
l'unico vero modo economico per risparmiare sul riscaldamento. Tutti i miei
impianti, esclusi quelli con presenza saltuaria, sono, da oltre 25 anni,
progettatia regime di attenuazione, mi permette di ridurre la caldaia e
sfruttare l'effetto accumulo.
ROTFL! :-) e pensare che ci sono produttori che fanno di tutto per far
rientrare i loro infissi in classe 4! :-)
In effetti è l'unica soluzione.
So di diversi casi in cui, proprio sfruttando le agevolazioni fiscale
del 55%, gente che non ha mai avuto problemi di condensa, adesso li ha! :-)
Ecco, perchè quest'anno dovendo cambiare gli infissi a studio ho messo i
peggiori che ho trovato, fregandomene delle norme e dei contributi, ho speso
neanche la metà, quindi il contributo me lo sono preso tutto in una volta ;)
Tutta la normativa tecnica degli ultimi 10/12 anni è almeno da rivedere se
non da buttare, è infarcita di teorie demagogiche che fanno a pugni con la
realtà, almeno con la mia di 30 anni di professione.
Ad esempio i ponti termici, in teoria è possibile evitarli, ma in pratica,
anche per i costi, non è possibile non averceli, per cui ponti
termici=condensa= muffe= gente che si lamenta
anche se non ha dettagli tecnici, riporto un vecchio detto del Veneto: "el
cativo marangon fa sana la casa"
>> - la pittura termica traspirante non aumenta l'isolamento termico
>> che serve ad evitare la condensa (perchè è questo il problema, cioè
>> trasmittanza elevata) ed è una ipotesi desolatamente priva di alcun
>> fondamento tecnico.
>
> Concordo pienamente . Oggi mi hanno portato la scheda tecnica del
> prodotto.
Ho letto qualcosa di simile: si tratterebbe di un prodotto che riduce
l'umidità della muratura aumentandone le prestazioni termoisolanti. Ho
cercato inutilmente una scheda di capitolato e/o dei dati tecnici.
> Verifica di glaser con il ponte termico (ma con che umidità interna?)
UNI EN ISO 13788:2003
--
pietro.b
http://pib.netsons.org
Message-ID: <pl8dc4lf695ka5ssg...@4ax.com> oppure
http://groups.google.it/group/it.arti.architettura/browse_frm/thread/f5af37aa9d0a8810/896f8cb6e5ed43be
--
pietro.b
http://pib.netsons.org
Dipende. Le UNI ti danno anche un metodo di calcolo da applicare alle
condizioni interne che vuoi tu, oltre al loro metodo "standard" con
valori standard. Io interpreto cosi' il 192: usa la UNI con il metodo
per T e umidita' fisse.
> In queste condizioni la
> temperatura di
> saturazione corrisponde a 13,2 °C. Se la temperatura superficiale del
> ponte termico corretto o meno ha un valore minore di 13.2°C si è in
> presenza del rischio di condensazione superficiale. Con le latre UNI
> forse qualcosa di più, ma non lo so.
Se prendi le stesse condizioni di umidita' e temperatura non molto. Sono
quelle ad essere restrittive (corrispondono grossomodo all'avere sempre
alta presenza di umidita'.
> Se prendi le stesse condizioni di umidita' e temperatura non molto. Sono
> quelle ad essere restrittive (corrispondono grossomodo all'avere sempre
> alta presenza di umidita'.
Capito, dalla prima cosa discende la seconda, insomma le verifiche 192
sono più restrittive perchè fissano umidità e T gravose.