Il 22/01/2015 21:12, S.A. ha scritto:
>
>> 2. una casa puo' essere "calda" come un'altra in termini di temperatura ma
>> avere livelli di comfort molto diversi;
>
> Questa non l'ho capita. Se una casa è calda, è calda e basta, non vedo
> perchè 2 case ugualmente calde dovrebbero avere comfort diversi (a parità di
> umidità etc.).
>
Il comfort ambientale non è dato solo dalla temperatura: dipende anche
dall'umidità ambientale e dal modo in cui il calore raggiunge la
persona. In generale il comfort è una condizione soggettiva (io posso
star bene in un ambiente mentre un'altra persona può sentire
freddo/caldo, o viceversa).
Il calore arriva alla persona per contatto con l'aria ambiente e per
irraggiamento di pareti e mobìlio. Per i nostri ragionamenti qui
possiamo ritenere l'umidità fissa e concentrarci solo sull'effetto della
temperatura, visto che è di questo che si discute.
Il parametro sintetico che tiene conto delle due modalità di
trasmissione si chiama temperatura operante ed è la media tra la
temperatura dell'aria e di quella media radiante, pesata con le
conduttanze convettive e radiative. Semplificando si pone Top=(Ta+Tmr)/2
Esempio: se in un appartamento si misura una temperatura dell'aria di 20
°C e una temperatura superficiale media di muri e soffitti (trascuriamo
l'arredo) di 16 °C la Top=18 °C
Altro elemento da considerare è il calore specifico dei materiali
costituenti le superfici radianti: è la quantità di calore necessaria
per aumentare di 1 °C la massa di 1 kg del materiale.
Può anche essere interpretato come il calore immagazzinato nel materiale
a seguito del riscaldamento. Materiali con maggior calore specifico
accumulano più calore, però si scaldano più lentamente rispetto a
materiali con calore specifico più basso.
Maggior calore accumulato significa anche maggior quantità di calore
ceduta all'ambiente per irraggiamento.
Riprendendo l'esempio precedente: ho sempre la T aria di 20 °C ma la
temperatura media radiante è più alta, diciamo 18 °C, la Top= 19 °C
Quindi il comfort (per il solo aspetto della temperatura) è maggiore nel
secondo caso.
>> Se vuoi un esempio di strutture ben coibentate ma quasi senza massa entra
>> in una di quelle baracche/container coi pannelli in poliuretano. Come
>> pensi sia il comfort interno? Pari a quello di una casa in mattoni? Ed in
>> estate?
>
>
> Ecco appunto prendiamo una di queste baracche e pensiamo a come sarà il
> comfort d'inverno se c'è un riscaldamento acceso collegato a un termostato
> diciamo a 21° mentre fuori ci sono 5°: il comfort sarà ottimo con basso
> dispendio energetico.
>
> Viceversa se ho stessa struttura ma in muratura di spessa 40 cm, che però ha
> un coefficente di coibentazione minore rispetto alle lastre in poliuretano,
> ugualmente con riscaldamento acceso e termostato, avrò lo stesso comfort
> spendendo più energia.
>
Spenderai più energia per mantenere la stessa temperatura interna, ma il
comfort, per quanto detto sopra, è migliore in una casa in muratura.
Ho trascurato l'influenza dell'umidità, ma ti assicuro che in un
container non è salutare viverci (es. terremotati nei container...).
> Ma anche se decido di spegnere il riscaldamanto, il muro (che abbiamo
> ipotizzato meno coibente rispetto al poliretano) lascerà fuggire il calore
> più rapidamente del poliuretano e la casa si porterà a 5° (temperatura
> esterna) piùvelocemente.
> Ma è così difficile?
>
Il contrario: la casa in muratura ha una trasmittanza inferiore, ma il
calore accumulato nella muratura la fa raffreddare molto più lentamente
rispetto ad una parete sandwich in poliuretano.
> Non sono un ingegnere, ma al liceo ero bravo in fisica, se mi parlano della
> relatività ristretta ho delle difficoltà ma fino a coibentare un immobile mi
> pare di arrivarci.
>
> Se poi non è così spiegtelo però in maniera un po' dettagliata.
>
Se fai una breve ricerca trovi una quantità sterminata di materiale su
questi argomenti.
Gianluca
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