Devo ristrutturare la parte terminale di un aggregato edilizio.
La parte da ristrutturare rappresenta circa 1/3 della lunghezza complessiva
dell'aggregato che ovviamente risulta costruito in pi� fasi (parte
residenziale, cascina, garage, sopraelevazione ecc....)
Attualmente la parte da ristrutturare ha i solai crollati e le murature (al
piano primo in gran parte mandolate ) sono in cattivo stato di conservazione
ma risultano continue e ben ammorsate con la parte di fabbricato non oggetto
di intervento.
Avevo pensato di dichiarare che allo stato attuale la porzione di fabbricato
interessata, avendo i maschi murari di altezza 7 m non vincolati non apporta
nessun contributo di resistenza o rigidezza ai fabbricati adiacenti in caso
di evento sismico e quindi avrei proceduto alla demolizione e ricostruzione
con telaio indipendente in cemento armato.
Secondo voi � corretto o devo dare qualche ulteriore giustificazione
numerica?
Le alternative sarebbero:
1) Adeguamento della sola parte sulla quale si interviene modellando con una
certa rigidezza l'aggregato adiacente.
La schiera � per� di un unico proprietario anche se affittata a pi�
inquilini e la rigidezza introdotta con la nuova porzione di fabbricato che
andrei a demolire e ricostruire in blocchi semipieni in laterizio e con
solaio rigido nel piano non mi sembrerebbe trascurabile sul fabbricato
contiguo.
2) Miglioramento sismico
Impossibile perch� i solai dovranno essere ricostruiti da zero in
laterocemento in luogo di quelli in legno e ovviamente acustici, (quindi
addio 10 % in fondazione) e perch� praticamente si dovrebbe demolire tutto
per motivi statici e termici e ricostruire con blocchi semipieni.
Voi quale delle tre strade prendereste?
Grazie
la numero 0
--
Ing. Paolo Posani
"Tutti noi siamo profeti non tanto per scelta ma per necessitᅵ"
Intanto ti ringrazio per il parere. Penso che per i vari vincoli termici,
acustici e sismici sia quasi la scelta obbligata.
Magari sul fabbricato rimanente prescriverᅵ degli interventi locali come
catene per migliorare la staticitᅵ del fabbricato anche in conseguenza di
eventuali assestamenti derivanti dalla nuova struttura esistente.
E poi mi faccio firmare un bel foglio dal committente dove vengo esonerato
dal pagamento degli eventuali danni sul fabbricato residuo derivanti
dall'intervento.
E' lecito?
Ma non hai pensato ad un consolidamento murario, (previe opportune analisi)?
In genere sono sempre riuscito ad evitare la demolizione, per i solai
generalmente uso putrella e tavellone con riempimento in ca alleggerito e
doppia rete ( la putrella porta il getto ed il taglio il ca il resto),
ottengo una ottima semipiastra che permette (tramite opportune barre nelle
murature e nel solaio) un ottimo miglioramento sismico, la tecnica l'ho
impiegato per il restauro di danni da terremoto (zona 1) Per il
miglioramento termico si possono usare i soliti cappotti esterni od interni,
(risolvendo i ponti termici)
Con le iniezioni su murature molto degradate sono siuscito a riportare a 5/6
il coeff di sicurezza (da un teorico 0,9) senza dover forzare le iniezioni
(uso la bassissima pressione) e senza dover riempire tutti i vuoti (quando
raggiungo le condizioni di calcolo mi fermo) , sar� che mi occupo di
edifici antichi (spesso monumentali) ma la demolizione l'ho sempre
considerata l'iultima ratio