news:12094655434759505...@diesel.cu.mi.it...
> Anzitutto grazie per la risposta.
>
> 11 metri con sezione 30x60, non � tanto ordinaria come casistica... Almeno
> secondo la mia esperienza.
Beh, si 30*60 l11 non � ordinaria,
> Per paletti intendo che ho alcune scelte obbligate, in particolare la
> sezione
>
> Per esercizio intendo stati limite di esercizio ovvero deformazioni
> ammissibili e apertura fessure.*
Ho capito, hai detto 45 kN/ml senza peso proprio, siccome alla fine tutto si
somma, personalmente e da molti anni uso cambiare il peso del cls nei casi
di sezioni ridotte, uso il cls alleggerito in funzione delle sollecitazioni
unitarie, ovvero cerco il cls pi� leggero che abbia l'R'ck idoneo, spesso
aggiungo resine che innalzano l'R'ck, per�, oggi, faccio attenzione a non
superare R'ck >50 altrimenti mi tocca portare tutto al Consiglio Sup. ed �
un'altra perdita di tempo, prima dell'avvento della "scuola napoletana" e
con le TA arrivavo ad usare cls classe 800/900
ci� mi consente di ridurre tutte le sollecitazioni, e rientrare nelle
norme rispetto al rapporto af/ac, che � diventato piuttosto stringente. (e
che non condivido, ma, oggi, Cestelli Guidi e Musumeci non fanno pi� testo)
Inoltre uso un vecchio trucco, come accennato, le casseforme non sono dritte
ma hanno una leggera controfreccia (il cavallino come dicevano i grandi
vecchi) quando disarmo il peso stesso della struttura tende ad eliminare la
controfreccia cos� ottengo un minor rischio di fessurazioni e una specie di
"post compressione" ( vecchio trucco di quando non esisteva il precompresso
e che Nervi, Cestelli, Boaga, Musumeci, Montuori usavano spesso, altrimenti
molte delle loro strutture non starebbero in piedi, una per tutte la "coda
del dinosauro" della Stazione Termini a Roma, ho avuto qualche cantiere in
cui il capocantiere era quello che aveva realizzato la coda, appunto, e poi
ci ho dovuto mettere le mani sulla stazione, piccolezze ma che interessavano
appunto la coda)
Altro trucco che uso spesso per i ponti , ma non credo che sia applicabile
nel caso specifico: uso travi IPE accoppiate e poi con getto di
completamentoche riporta la sezione: in pratica quello che si chiamava "il
ferro laccato" questo permette di calandrare le IPE con la controfreccia che
mi serve ed in maniera perfetta.
In questo modo le preoccupazioni per le fessurazioni non esistono, le
abbiamo verificate pi� volte anche applicando carichi di collaudo del 150%
ed in posizioni "folli" impossibili da relizzarsi in pratica - mi diverto a
fare collaudi con blocchi di cls di 1 mc accatastati in 4/5/6/7 strati in
modo da raggiungere carichi impossibili, e posti in posti impossibili, in
modo da poter studiare le reali deformazioni nei vari casi.
Ultimo trucco: in alcuni casi ho realizzato l'armatura fuori opera come una
reticolare "spaziale" ovvero in 3D, alcune volte �n alluminio, e poi
completando con il getto in cls alleggerito.
Mi sono ispirato alle travature principali delle ali degli aerei della 2
guerra mondiale in particolare al SIAI Marchetti trimotore, chiaramente
adattate, dopotutto se quella geometria reggeva le sollecitazioni dinamiche
di un bombardiere reggere le sollecitazioni statiche di una costruzione
diventa un gioco.
In questo caso la deformata diventa veramente minima ho fatto luci di 8m
carico 19 kN/ml peso proprio 45 N/m sezione 25x25 cm,all'interno di una
cassaforma 27x27 deformazione meno di 0.4 mm armatura in alluminio tubolare
di uso aereonautico ad elementi saldati, spessore variabile da 0,5 mm ad 1
mm per gli elementi principali, ancoraggi in alluninio fuso saldato alla
travatura e bulloni (inox per evitare corrosione da correnti parassite e
l'effetto "pila elettrica") di ancoraggio tra le piastre fuse , era il
massimo che potevo avere stante i vincoli progettuali, per� la realizzazione
� ante avvento scuola napoletana, appartengo alla scuola romana e milanese,
per cui non posso che essere critico su certi principi oggi di moda.