> io faccio cos :
> se vi sono cordoli in cemento armato , li schematizzo come elementi trave in
> ca, eventualemente aggiungendo carichi lineari per porzioni in muratura
> presenti tra cordolo e architrave. idem per elementi in acciaio
>
> oppure le tolgo dalle verifiche considerandole vincolate come bielle
> orizzontali, anche se va un p troppo a favore
> di sicurezza e spesso produce labilit , e cmq lo faccio sempre come primo
> giro altrimenti i risultati non sono significativi
>
> avevo sentito dire che qualcuno introduce una certa resitenza a trazione
> della muratura nell'architrave (naturalemente non cambia la situazione a
> taglio).
sull'edificio semplice che stavo trattando, concludo le tue
osservazioni dicendo che al contrario di quanto pensassi (e
ovviamente) le verifiche a presso flessione indotte da una
modellazione con voltini a biella, sono spesso come dici troppo a
favore di sicurezza..tanto che si ottengono spesso valori di momento
alla base al limite del momento ultimo, se non superiore....insomma
anche la statica non è un'opinione e ho pensato che essendovi
fortunatamente a volte dei cordoli al piano, ad estradosso dei
voltini, è possibile indicare solo quegli elementi con un materiale a
resistenza a taglio maggiore, e con la maggior resistenza a trazione
derivante da qualche barra di armatura liscia nel cordolo,
incrementare, secondo la formula di normativa, la resistenza a
flessione. Taglio e flessione superati, momento alla base dei maschi
ridotta dal comportamento shearbox scatolare...e si può decentemente
verificare un edificio.
Ne seguono poi altre considerazioni che ti accenno solo rapidamente:
come mai un maschio murario di spigolo, intersecante un muro
ortogonale di fondo non viene quasi mai verificato a causa della
trazione che si genera in esso?
dedicandoci del tempo ho finalmente compreso che un maschio simile si
comporta nel modello ad FEM come l'anima di un angolare a T...in
trazione.
Provando a modellare semplicemente i maschi murari in misura ridotta,
anche spezzandoli ma comunque tenendoli separati, la verifica può
essere paragonata a cio' che si farebbe effettivamente "a mano"
prendendo solo i maschi in una direzione e verifica, i maschi
nell'altra direzione e verifica. In pratica i muri ortogonali spostano
l'asse neutro ad un'estremitò del maschio perpendicolare che si sta
verificando...portandolo integralmente in trazione.
Chi abbia ragione, la normativa, la vera statica o l'effettivo
collegamento fra muri ortogonali, non so dirlo...o meglio....nel 2012
non capisco come mai fra tanti esperti non vi sia uno che abbia
finalmente buttato fuori un semplice programma FEM con elementi
anisotropi......bastava avere un elementi con il modulo di taglio G =
0 o qualcosa del genere...essendo la muratura in teoria da tenere in
considerazione con comportamento completamente fragile verticalmente
per taglio.
Mah...
Mat