cercherò inizialmente di essere breve e conciso, dato che NON HO LA PRETESA
di risolvere il problema sul ng, ma di acquisire informazioni e consigli in
merito ad esperienze di fondazioni sopra notevoli spessori di terreno "di
riporto".
La eterogeneità della situazione, e la mia giovane esperienza mi fanno sempre
avanzare molto cautelativamente su ogni nuovo caso che devo affrontare.
La situazione è la seguente: futura lottizzazione industriale (capannoni in
CA) su di un'area di ex-cava, che è stata tombata con materiali eterogenei
(macerie, bitumi, argille, terreno vegetale, etc).
Ho in mano le indagini geognostiche e da queste risulta sia una eterogeneità
della qualità del materiale sia planimetrica.
Vi sono spessori di ritombamento che variano tra i 4 e gli 8-9 m, al di sotto
si trova il terreno in posto, che è una ghiaia in matrice sabbioso-limosa
(Nspt 20-30).
Vorrei cercare di economizzare, se possibile e dove possibile, cercando di
non utilizzare ovunque pali.
Avete avuto esperienze simili?
Fondazioni superficiali, dove vi fosse una buona omogeneità di materiail e
spessore del riporto, sono secondo voi da escludere a priori?
In post passati ho letto che alcuni di voi suggerivano il jet-grouting, ma è
una tecnologia che non conosco e che numericamente non saprei trattare.
Avete qualche riferimento bibliografico in merito?
In altri post vi erano suggerimenti verso il miglioramento del terreno con
vibroflottazzione (pali di ghiaia) su cui poi appoggiare i plinti.
Anche in questo caso non saprei quantificare ne il vantaggio economico, ne la
reale fattibilità della vibroflottazzione con sostituzione del materiale in
questo tipo di riporto. Il confinamento laterale (lo spanciamento) delle
colonne di ghiaia può essere assicurato anche in un materiale simile??
Bibliografia in merito?
Devo contattare direttamente la Keller ?! Avete altre ditte da suggerire?
Ringrazio anticipatamente tutti voi per la cortesia di avermi letto fin qui e
per ogni suggerimento che vogliate avanzare.
Grazie,
Rick.
> Avete avuto esperienze simili?
si dopo innumerevoli studi si sono fatti i pali, grossi, uno sotto ogni
pilastro.
--
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>Rick ha scritto:
>
>> Avete avuto esperienze simili?
>
>si dopo innumerevoli studi si sono fatti i pali, grossi, uno sotto ogni
>pilastro.
il jetgrouting lo avete preso in considerazione?
o la scelta era se fare fondazioni superficiali o pali?
Grazie,
Rick.
Il jetting costa un'esagerazione rispetto a pali di grande diametro. C'è una
grande incidenza dell'installazione dell'impianto: se la bonifica può essere
programmata tutta in una fase potrebbe essere conveniente visto anche che si
possono bonificare i materiali sotto i pavimenti industriali (se molto
schifosi), non solo le zone sotto i plinti. Se si tratta di tanti piccoli
interventi che presumibilmente verranno realizzati in tempi diversi e non
c'è la necessità di bonificare i terreni sotto i pavimenti industriali, la
soluzione di pali trivellati è la più conveniente. Da valutare caso per caso
se monopalo o plinti su 3/4 pali di medio diametro.
> o la scelta era se fare fondazioni superficiali o pali?
Esatto, s'è pensato pure di usare la tecnica (ora i sfugge il nome) di
togliere tanto terreno pari al peso dell'opera, ma alla fine i pali si
sono rivelati la migliore scelta e anche in tyermini economici ed in
praticità lavorativa. Però chissà forse dalle tue parti fare il jet
grounding è molto comune.
> Ho in mano le indagini geognostiche e da queste risulta sia una
> eterogeneità
> della qualità del materiale sia planimetrica.
>
> Vi sono spessori di ritombamento che variano tra i 4 e gli 8-9 m, al di
> sotto
> si trova il terreno in posto, che è una ghiaia in matrice sabbioso-limosa
> (Nspt 20-30).
Qui sta la chiave. L'eterogeneità.
> Vorrei cercare di economizzare, se possibile e dove possibile, cercando di
> non utilizzare ovunque pali.
Te lo sconsiglio.
>
> Avete avuto esperienze simili?
Indirettamente. Nel senso che quando sono stato interpellato per situazioni
simili, ho consigliato o bonifica completa per spessori modesti, o
palificazione. L'indirettamente è riferito a cause di cui sono a conoscenza.
Per risparmiare si è scelto di palificare solo il perimetro del fabbricato.
Il pavimento industriale ha pensato bene di sprofondare per alcune decine di
cm.
>
> Fondazioni superficiali, dove vi fosse una buona omogeneità di materiail e
> spessore del riporto, sono secondo voi da escludere a priori?
Vedi tu. Devi conoscere molto bene il sottosuolo.
Imho è modo rischioso di risparmiare.
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Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
>La situazione è la seguente: futura lottizzazione industriale (capannoni in
>CA) su di un'area di ex-cava, che è stata tombata con materiali eterogenei
>(macerie, bitumi, argille, terreno vegetale, etc).
>Fondazioni superficiali, dove vi fosse una buona omogeneità di materiail e
>spessore del riporto, sono secondo voi da escludere a priori?
No, ma come fai ad essere sicuro che ci sia una buona omogeneita' e
spessore del riporto, visto che a quanto dici dentro quella discarica
c'e' andato di tutto e di piu' (da un punto di vista dei materiali)?
Il jet grouting non so quanto convenga in una situazione in cui hai
aree ad alta permeabilita' (dove ci sono le macerie) in cui ti si
infila il cemento ed aree impermeabili. O ritari di continuo le
odalita' di esecuzione (e diventi matto, visto l'eterogeneita') o
rischi di non ottenere i risultati sperati.
Alla fine, secondo me, ti costa meno fare dei pali che si intestano
nella ghiaia.