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carico limite platea - cha palle!!!

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lee

unread,
Mar 14, 2006, 1:09:18 PM3/14/06
to
me lo sono detto da solo onde evitare che me lo dicano gli altri.
Dopo "approfondito" studio sono giunto alla conclusione che a parità
di tutte le condizioni, e fermo restando il discorso dei cedimenti e
del volume significativo di terreno, il carico limite di una platea e
sempre superiore a quello di una trave a T rovescia e che per la
platea, anche s ec'è il piano interrato è possibile assumere D
(profondità piano di posa) come l'atezza media dello scavo.
Questa era la risposta alla domanda posta circa 100 post fa, che poi a
dato inizio pure al progetto di elaborare un foglio di calcolo fatto da
noi. Almeno questa soddisfazione !
Graditi commenti
Saluti

ElViRoPlAcE

unread,
Mar 14, 2006, 2:10:28 PM3/14/06
to
Caro Lee,

non per rientrare in polemica ma tu sei sempre il meccanico dello scavo in
centro a Milano con tiranti di qualche migliaio di post fa ... Ti consiglio
vivamente di studiare geotecnica approfonditamente, poi se vuoi fondazioni
... non per girare il coltello nella piaga ma ti mancano le basi ... ;-)

I post sono stati ridondanti e l'idea del foglio di calcolo nasce dal
cercare di mettere fine ad un dispendio di energie a far digerire agli
"strutturisti" la meccanica del terreno facendogliela fare proprio a loro
(ottimo sistema per ripassare senza trovare sempre la pappa pronta ... si
chiama anche spirito critico). Per semplici passi, per poi passare al FEM o
ad altro come evidenziato da qualcuno ...

Prendo spunto da te per commentare anche altri post relativi alla costante
di Winkler per porre un altro dubbio ... ma siete proprio sicuri che sia
costante o la assumete variabile. Ho seguito i post senza commentare ma
nessuno mi sembra abbia evidenziato che la costante di Winkler è calcolata
in funzione dei carichi trasmessi e dei cedimenti maturati. A questo punto
qualcuno di voi potrebbe obbiettare ma se io non la metto nel mio codice di
calcolo come faccio a fornire al geotecnico o a chi per lui i carichi da
impiegare per la determinazione di Winkler? A questo punto si dovrebbe
evidenziare che il processo solutivo dell'interazione terreno-struttura è
gioco forza iterativo e si spera convergente.

Per il momento non ho altro da dire se non osservare che dopo l'entusiasmo
iniziale il gruppo lavoro si è fermato ...

Ciao M.

Anyt

unread,
Mar 14, 2006, 3:31:18 PM3/14/06
to
Per tener conto di tutto e sempre per la trave di fondazione, (la
platea è più particolare), secondo me è più semplice fare così:
Calcolo il cedimento in funzione del carico medio trasmesso in
fondazione e divido q per il cedimento. Ottengo il Kw in funzione di
tutti i parametri.
Il problema è il calcolo del cedimento.
Si possono fare dei fogli di calcolo per la stima del cedimento con uno
dei metodi illustrati in letteratura - (io uso Schmertmann, ma si può
usare Terzaghi-Peck, oppure Burland e Burbidge o gli altri classici
della geotecnica (questi ultimi poco pratici aggiungo)) e così con un
colpo solo hai la stima del cedimento e il Winkler.
Per la platea anch'io ho sempre un pò di dubbi ma alla fine fin'ora
considero, per calcolare il Kw con il metodo detto prima, una
superficie avente i lati pari alle semilunghezze tra i pilastri, se non
è nervata. E' un pò artigianale come cosa ma considerare una platea
magari di 150 mq, con gli spessori che generalmente si adottano, come
"infinitamente rigida" mi pare non molto verosimile. In tal caso dovrei
determinarmi i cedimenti equivalenti (piastra flessibile), che su un
caso semplice, (esercizio di geotecnica) è facile ma in un caso reale
è quasi impossibile e sarebbe veramente dispendioso. (Ovviamente
dipende dal progetto!)
Comunque dopo un paio di giri la determinazione di Kw converge. (se in
partenza non mi discosto eccessivamente dal valore finale).
Perché lee vuole sapere se il carico limite della platea è sempre
maggiore di quello della trave rovescia?
Se applico Terzaghi classico (ad esempio) su un terreno fi=28° c=0 ,
gamma1=gamma2= 1400 Kg/mc, trave B=1.00m e L=infinito posta a -1.10 m
dal piano 0.00 ottengo qamm=1.15Kg/cmq
Se calcolo il qamm per la piastra 4x4 sullo stesso terreno, ma posta
sul piano 0.00 ossia D=0, ottengo qamm=0.95Kg/cmq. (Ovviamente non è
un caso reale).
Se si tratta solo di una curiosità matematica, prendi la formula di
terzaghi (ad esempio), mettici le espressioni dei coefficienti di forma
e determinati la funzione rapporto tra il carico ultimo di una piastra
e quello di una trave di lunghezza finita o infinita. Chissà cosa esce
( Boh?)
Ciao.

Tigers

unread,
Mar 15, 2006, 2:54:52 AM3/15/06
to
ElViRoPlAcE ha scritto:
> Caro Lee,
[snip]

>
> Prendo spunto da te per commentare anche altri post relativi alla costante
> di Winkler per porre un altro dubbio ... ma siete proprio sicuri che sia
> costante o la assumete variabile. Ho seguito i post senza commentare ma

Tutti i parametri, geotecnici e non, sono variabili. Qualcuno piu' altri
meno. Il problema e' che non possiamo tenere conto di tutto, se no per
fare il calcolo di una palazzina ci vorrebbe troppo tempo e troppi
soldi. Col rischio di avere sbagliato a stimare la variabilita' dei
parametri!

IMHO meglio prendere una ragionevole semplificazione e portarla fino in
fondo in modo coerente e compatibile con le ipotesi fatte. Se le ipotesi
sono buone le strutture saranno corrette, indipendentemente dal resto.

[snip]


--
Ciao, Tigers
[cit.] .. perchè la curva d'apprendimento di google è storicamente tra
le più ripide ... e.
www.tigers.3000.it

blizzard

unread,
Mar 15, 2006, 2:59:34 AM3/15/06
to
lee ha scritto:


scusa ma ragioneria dove l'hai fatta? :)

Alien

unread,
Mar 15, 2006, 4:10:12 AM3/15/06
to
lee ha scritto:

la formula generale per il carico limite è quella proposta da Brinch -
Hansen e diversi parametri li trovi sull'abaco del Terzaghi ; con le
dovute correzioni è possibile utilizzarla anche per le fondazioni con
carichi eccentrici su 2 differenti dimensioni.
Per il calcolo del cedimento utilizzerei la formulazione di Boussinesque
con i relativi abachi per il calcolo dei parametri , attenzione alla
tipologia di terreno e ai cedimenti a BT e LT (coefficienti di poissons
differenti)

Ciao

--

questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it


Nobody

unread,
Mar 15, 2006, 4:15:51 AM3/15/06
to
ElViRoPlAcE wrote:
> Caro Lee,

>
>
> Per il momento non ho altro da dire se non osservare che dopo l'entusiasmo
> iniziale il gruppo lavoro si è fermato ...
>

Anche io ho notato un certo affievolimento.
Comunque per quanto mi riguarda (anche per curiosità personale...al di
la dell'aspetto meramente geotecnico) sto cercando di "dialogare" con la
DLL di Jilani, e tranne alcuni problemi direi che sostanzialmente ho
risolto....quindi se tutto procede in modo corretto si dovrebbe avere
un'interfaccia completamente staccata dalla logica....ovvero quello a
cui voglio tendere è quello di avere un "motore" che può essere
indifferente chiamato da VB, C++ o altri linguaggi

Inoltre c'è stato uno scambio epistolare con DOCStone....(anche se non
ho avuto conferma di lettura) e credo che stia lavorando in Background

Gli altri non so.....

Comunque esprimo la mia opinione...che è stata più volte contestata:
Senza avere neanche una minima bozza di interfaccia non si può andare
avanti!....se qualcosa non si usa non piò crescere ma rimarrà un mucchi
di formule!


IMHO conviene partire dal risolvere problemi "semplici" e via via
"complicarli"...però di geotecnica ho solo nozioni di base....la via la
deve tracciare qualche geotecnico/geologo....io posso solo limitarmi a
copiare le formule :-)


--

Ciao, Nobody

[cit.]...Le strutture non cadono mai,
ma quando cadono fanno un gran casino!

mail: indirizzomail Toglimi chiocciola gmail punto com

lee

unread,
Mar 15, 2006, 4:52:50 AM3/15/06
to
allora facciamo così visto che siete tutti dei grandi geotecnici :
come si calcola il q lim di una platea 10,4 x 14,40 ad una profondità
di 2 m dal piano di campagna?
Io personalmente ho applicato la formula trinomia per una trave
superficiale ed ho riscontrato in tutte le terorie un aumento del q lim
ripetto ad una t rovescia.

lee

unread,
Mar 15, 2006, 4:53:08 AM3/15/06
to

lee

unread,
Mar 15, 2006, 4:54:22 AM3/15/06
to
scusa ma il calcolo, se è valido per tutte le fondazioni superficiali,
dovresti farlo nelle stesse condizioni e non considerare una pplatea
poggiata sul piano di campagna e confrontarlo con un at approfondità
di 1,10.
saluti

Tigers

unread,
Mar 15, 2006, 5:09:42 AM3/15/06
to
Alien ha scritto:

> lee ha scritto:
>
>> me lo sono detto da solo onde evitare che me lo dicano gli altri.
>> Dopo "approfondito" studio sono giunto alla conclusione che a parità
>> di tutte le condizioni, e fermo restando il discorso dei cedimenti e
>> del volume significativo di terreno, il carico limite di una platea e
>> sempre superiore a quello di una trave a T rovescia e che per la
>> platea, anche s ec'è il piano interrato è possibile assumere D
>> (profondità piano di posa) come l'atezza media dello scavo.
>> Questa era la risposta alla domanda posta circa 100 post fa, che poi a
>> dato inizio pure al progetto di elaborare un foglio di calcolo fatto da
>> noi. Almeno questa soddisfazione !
>> Graditi commenti
>> Saluti
>
> la formula generale per il carico limite è quella proposta da Brinch -
> Hansen e diversi parametri li trovi sull'abaco del Terzaghi ; con le
> dovute correzioni è possibile utilizzarla anche per le fondazioni con
> carichi eccentrici su 2 differenti dimensioni.
> Per il calcolo del cedimento utilizzerei la formulazione di Boussinesque
> con i relativi abachi per il calcolo dei parametri , attenzione alla
> tipologia di terreno e ai cedimenti a BT e LT (coefficienti di poissons
> differenti)
>
> Ciao

Il vero problema e' sapere quale sia il coefficiente di Poisson, che fra
l'altro se non ricordo male varia col grado di addensamento e quindi con
la profondita'... Mmmmh

Tigers

unread,
Mar 15, 2006, 5:12:06 AM3/15/06
to
Nobody ha scritto:

> ElViRoPlAcE wrote:
>> Caro Lee,
>>
>>
>> Per il momento non ho altro da dire se non osservare che dopo
>> l'entusiasmo iniziale il gruppo lavoro si è fermato ...
>>
>
> Anche io ho notato un certo affievolimento.
[snip]

Beh, direi che dipende da chi deve coordinare: io mi sono proposto come
latore di idee e tester, ma se non c'e' un contenitore in cui mettere le
idee diventa difficile.

> Comunque esprimo la mia opinione...che è stata più volte contestata:
> Senza avere neanche una minima bozza di interfaccia non si può andare
> avanti!....se qualcosa non si usa non piò crescere ma rimarrà un mucchi
> di formule!

IMHO e' un modo confusionario di programmare: se poi si vuole fare una
certa modifica magari risulta difficile perche' bisognerebbe
riprogettare una parte dell'interfaccia ed allora capita che per
pigrizia si rimandi. Cosi' si perde parte dell'usabilita' del SW.

> IMHO conviene partire dal risolvere problemi "semplici" e via via
> "complicarli"...però di geotecnica ho solo nozioni di base....la via la
> deve tracciare qualche geotecnico/geologo....io posso solo limitarmi a
> copiare le formule :-)

Esatto.

Alien

unread,
Mar 15, 2006, 5:32:52 AM3/15/06
to
Tigers ha scritto:


> Il vero problema e' sapere quale sia il coefficiente di Poisson, che fra
> l'altro se non ricordo male varia col grado di addensamento e quindi con
> la profondita'... Mmmmh

In questo caso o ti affidi ad un geotecnico/geologo oppure guardi alcune
tabelle in funzione del materiale e ipotizzi il coeff di poissons
ricordando che per un valore pari a 0,5 si opera a volume costante quindi
i valori opportuni dovrebbero essere minori di 0,5 ed in generale attorno
a 0,3 (comunque se non erro esistono tabelle).
Comunque per un buon calcolo occorre sapere la natura del terreno in
particolare se si sta trattando di un terreno coesivo oppure no ed in
effetti la geotecnica semplificata è comunque una bestemmia nel senso che
dietro alle formulette c'e' una teoria e un campo di validità ben preciso
e che non dovrebbe prescindere da una conoscenza dettagliata del terreno
che si sta considerando (prove di laboratorio)

Tigers

unread,
Mar 15, 2006, 5:37:38 AM3/15/06
to
Alien ha scritto:

> Tigers ha scritto:
>
>
>> Il vero problema e' sapere quale sia il coefficiente di Poisson, che fra
>> l'altro se non ricordo male varia col grado di addensamento e quindi con
>> la profondita'... Mmmmh
>
> In questo caso o ti affidi ad un geotecnico/geologo oppure guardi alcune
> tabelle in funzione del materiale e ipotizzi il coeff di poissons
> ricordando che per un valore pari a 0,5 si opera a volume costante quindi
> i valori opportuni dovrebbero essere minori di 0,5 ed in generale attorno
> a 0,3 (comunque se non erro esistono tabelle).

Certo, conosco il procedimento, ma non era questo il punto: capisci
anche tu che cercare di fare un calcolo raffinato con valori presi "a
caso" dalle tabelle non e' il massimo...

> Comunque per un buon calcolo occorre sapere la natura del terreno in
> particolare se si sta trattando di un terreno coesivo oppure no ed in
> effetti la geotecnica semplificata è comunque una bestemmia nel senso che
> dietro alle formulette c'e' una teoria e un campo di validità ben preciso
> e che non dovrebbe prescindere da una conoscenza dettagliata del terreno
> che si sta considerando (prove di laboratorio)
>
> Ciao

Il problema e' che non sempre si hanno i soldi per prove diverse da
quelle in situ (e molte volte neanche quelle).

Alien

unread,
Mar 15, 2006, 5:59:59 AM3/15/06
to
Tigers ha scritto:


> Certo, conosco il procedimento, ma non era questo il punto: capisci
> anche tu che cercare di fare un calcolo raffinato con valori presi "a
> caso" dalle tabelle non e' il massimo...

Hai perfettamente ragione infatti è un non senso


> Il problema e' che non sempre si hanno i soldi per prove diverse da
> quelle in situ (e molte volte neanche quelle).

io sono ancora studente ma capisco certamente che dalla teoria alla
pratica ne passa di strada nel senso che all'uni si fa i raffinati , prove
di ogni genere per avere il controllo massimo dei materiali ma nella
realtà il budget conta più di un progetto e le prove geotecniche costano ,
credo che un'edometrica venga sui 250€ e una triassiale leggermente di più
figuriamoci poi una prova in sito.

lee

unread,
Mar 15, 2006, 7:08:30 AM3/15/06
to
ho letto con un po di attenzione in più i post inviatemi ed ho capito
che non sono il solo ad evere le idee un po confuse nel campo in
questione , io lo ammetto però.
Il problema fondamentale è che nella pratica quotidiana, bisogna
"arrangiarsi" necessaraimente con quello che si ha a disposizione, è
inutile parlare di formulazioni teoriche arzigogolate, prove in situ,
teorie universitarie più o meno attendibili. Nella realtà la maggior
parte dei software in commercio schematizzano il terreno come un "letto
di molle" alla winckler e tale parametro (anche a me sebra assurdo
però è così) è il numero magico che mi caratterizza in tutto e per
tutto il terreno (altro che coefficienti, moduli ect).Ora, io mi sono
posto il problema di quale K dare ad una platea di fondazione e di come
si calcola, con gli elementi che abbiamo a disposizione tutti i giorni
cioè quel minimo che ti fornisce il geologo,il q lim prendendo spunto
da una relazione geologica in cui il geologo fa questo calcolo e a
parità di tutte le condizioni trva una q lim per la platea maggiore
rispetto a quella per una t rovescia. Allora mi sono chiesto se è
possibile applicare le stesse relazioni usate per la T rovecia
(fondazione nastriforme) anche per la platea e, nel caso di
comportamento rigido della stessa (la mia è una platea nervata con uno
spessore di 50 cm e nervature 50x100, mi sono risposto che è possibile
ed applicando tali relazioni, a parità di tutte le altre condizioni
tale valore è effettivamente superiore.
questo è tutto
ma comunque anche quelli che girano su to forum e che dicono di capirne
più di me non mi hanno ancora risposto in merito a che k si
attribuisce alla platea e quale è il procedimento per calcolare il q
lim.
E' inutile dire dipende dal terreno e dalle caratteristiche dello
stesso, questo si sa, ma il procedimento quale è ?
saluti

Alien

unread,
Mar 15, 2006, 7:46:14 AM3/15/06
to
Non vorrei insistere anche perchè non sono Ing ma aspirante e quindi sulla
pratica sono molto acerbo ma le formule di Terzaghi e Brinch - Hansen sono
veramente molto utilizzate nella Geotecnica , ti consiglio di cercare
queste formule e utilizzarle perchè non mi sembrano così complesse come si
possa credere ma semplicemente devi leggere il significato di ciascun
termine che compare nella formula e adattarlo al tuo caso.
La Brinch - Hansen oltretutto ti modella esattamente entrambe le direzioni
materializzandole nella formula mentre in quella della trave rovescia vi è
l'approssimazione classica della dimensione prevalente rispetto all'altra.
Ho cercato su internet e c'e' proprio un software che utilizza le
formulazioni classiche che ho citato sopra

http://www.geostru.com/Italia/schedesoftware/Loadcap.htm

In zona sismica avevo sentito della formula di Paolucci-Pecker ma
sinceramente non l'ho approfondita.

Prova guardare a questo link , mi pare sia spiegata benissimo a pagina 7.

http://staff.polito.it/pierpaolo.oreste/Geoapp2a.pdf

DOCstone

unread,
Mar 15, 2006, 9:05:52 AM3/15/06
to
*Nobody* ha scritto:

>
> Inoltre c'è stato uno scambio epistolare con DOCStone....(anche se
> non
> ho avuto conferma di lettura)

Si, ho letto solo adesso e ti ho risposto.

> e credo che stia lavorando in
> Background

Sto raccogliendo del materiale, sto valutando quello che c'è in giro
per prendere degli spunti. Se volete vi posto dei link.

> Comunque esprimo la mia opinione...che è stata più volte contestata:
> Senza avere neanche una minima bozza di interfaccia non si può andare
> avanti!

Io un canovaccio di interfaccia l'avevo lanciato: una maschera di
inputin una pagina, un output discorsivo in una pagina, fogli di
sviluppo a volontà, sempre rimanendo in ambito foglio di calcolo.

>
> ...la via la deve tracciare qualche geotecnico/geologo....io posso
> solo limitarmi a copiare le formule :-)

E' anche la mia opinione. Siccome esistono varie formulazioni per il
calcolo della capacità portante e dei cedimenti, occorre che un
geotecnico ne prenda una alla volta, sviluppi la formula, sviluppi
contestualmente il pezzettino di relazione geotecnica corrispondente e
passi tutto a uno sviluppatore, che la implementerà nel calderone. Poi
si discute e ciascuno sviluppatore esprimerà _espressamente_ il suo
favore. Poi si passa a un'altra teoria.

Io avrei voluto cominciare proprio da terzaghi, scegliendo ad esempio
la formulazione di Ng (se tabellare con interpolazione lineare, se
nella formulazione di Brinch-Hansen o in quella di Jilani Khaldi) poi
il fattore di forma (considerare fondazione quadrata quella con
rapporto B/L<?), ecc.
Però ci sono geotecnici specialisti qui e credo che tocchi a loro.

--
Ciao, DOCstone


gitac

unread,
Mar 15, 2006, 3:53:50 PM3/15/06
to

"lee" <mas...@katamail.com> ha scritto nel messaggio
news:1142424510.8...@z34g2000cwc.googlegroups.com...
........

>Nella realtà la maggior
>parte dei software in commercio schematizzano il terreno come un "letto
>di molle" alla winckler e tale parametro (anche a me sebra assurdo
>però è così) è il numero magico che mi caratterizza in tutto e per
>tutto il terreno (altro che coefficienti, moduli ect).


Attenzione agli SVARIONI: La costante K di Winkler NON E' una caratteristica
del TERRENO ma lo è del complesso TERRENO-FONDAZIONE.
Rappresenta la pressione trasmessa DA QUELLA FONDAZIONE A QUEL TERRENO che
gli fa compiere un abbassamento unitario!!
Eppure ho sentito parlare anche geologi della costante K di Winkler come di
una caratteristica propria del terreno.
Mahhhhh!
gitac


DOCstone

unread,
Mar 15, 2006, 4:10:48 PM3/15/06
to
*Tigers* ha scritto:

> Nobody ha scritto:
>> ElViRoPlAcE wrote:
>>>
>>> Per il momento non ho altro da dire se non osservare che dopo
>>> l'entusiasmo iniziale il gruppo lavoro si è fermato ...
>>
>> Anche io ho notato un certo affievolimento.
>
> Beh, direi che dipende da chi deve coordinare

Siamo partiti giusto una settimana fa (7 marzo) e da allora ci sono
stati già diversi thread sulla geotecnica inerenti aspetti generali di
impostazione.
Tutto sta a fugare la diffidenza iniziale e a scrivere la prima
cellula, intorno alla quale si catalizzerà il resto per normale
accrescimento.

Vorrei che un geotecnico scegliesse uno dei metodi di calcolo della
capacità portante (informando gli altri della scelta per evitare
sovrapposizioni):
1-Terzaghi puro
2-Eurocodice 7 _RATIFICATO_
3-Brinch-Hansen
4-Meyerhoff
5-Vesic-Caquot
6-...
Poi fa una relazione discorsiva sul procedimento di calcolo e sui
fondamenti, individuando in particolare dati di input e quelli di
output, e la posta nel ng o fa l'upload su ngidic2 at gmail dot com.

Poi un informatico dalla relazione scrive il codice (siete d'accordo
sul foglio di calcolo?) secondo lo schema
1-Foglio di input collettivo
2-Foglio di output collettivo
3-Foglio di calcolo specifico
e lo carica su ngidic2.
Poi si discute, si approva e si passa a un'altra teoria.
Infine si confrontano le teorie e si passa ai cedimenti.

Se ci sono altre idee sul metodo ben vengano.
Se vogliamo iniziare, iniziamo :-)

--
Ciao, DOCstone


lee

unread,
Mar 16, 2006, 10:03:48 AM3/16/06
to
ti ringrazio, forse pur non essendo in ing sei stato l'unico veramente
di aiuto.
I riferimenti che mi hai dato mi sono stati utili anche a riconferma di
quello che affermavo, che puoi anche tu verificare : a parità di tutte
le condizioni (considerando le formule di cui discutiamo ) e
trascurando per un attimo il discorso dei cedimenti e del volume
significativo, il q lim di una plate è sempre sup a quello di una
fondazione nastriforme.
saluti

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