> Ho letto nei vari depliant delle ditte fornitrici che le travi REP, a
> maturazione avvenuta del calcestruzzo, si comporta come una trave
> mista acciaio-calcestruzzo.
> Vorrei sapere da quelli che tra voi hanno gią avuto una esperienza con
> questo tipo di prodotto se conoscete il metodo di calcolo per il loro
> dimensionamento.
> Vi ringrazio in anticipo per le eventuali risposte.
Distingui le fasi in:
a- prima fase subito dopo il getto (il calcestruzzo non ha ancora fatto
presa)
I solai, a meno che non previsti in autoportanza, saranno puntellati ad
una distanza D dalla trave.
In questa fase alla trave REP afferisce il peso del getto e del solaio
per una fascia di larghezza pari a D/2 per ogni lato cui si appoggia
solaio.
Lo schema di calcolo della trave REP, in questa fase e' quella di
semplice appoggio, mentre lo schema resistente della trave e' a
traliccio con corrente teso inferiore corrispondente al piatto.
In maniera semplice, detto Mo il masssimo momento flettente in questa
fase, determini lo sforzo di trazione sul piatto inferiore e quello di
compressione sul tondino compresso superiore del traliccio dela REP.
Verifichi quest'ultimo a carico di punto, verifichi a taglio le
diagolani del traliccio REP e determini la tensione normale sul piatto
inferiore.
N.B.: In taluni casi la trave REP potrebbe anch'essa essere puntellata
in piu' punti. In questa evenienza lo schema di calcolo della prima fase
e' a travata continua su piu' appoggi, e si dovranno determinare anche
le reazioni dei puntelli.
Tali reazioni verranno a mancare quando, dopo aver atteso la
stagionatura del getto, i puntelli saranno tolti. La rimozione dei
puntelli, dal punto di vista statico, comporta l'applicazione delle
relative reazioni (ora mancanti) sulla trave nel suo schema definitivo
di vincoli.
Indichi con:
"sf1a" la tensione normale sul piatto inferiore della trave REP.
"Sf2a" la tensione sul corrente del traliccio
"Sc1a" la tensione sul cls (che evidentemente č nulla)
b- seconda fase, in cui il cls ha fatto presa, tutti i puntelli sono
stati rimossi.
Lo schema di calcolo varia in funzione della tua organizzazione
strutturale. I carichi da considerare adesso sono solo quilli aggiuntivi
rispetto a quelli considerati in prima fase, ed in particolare:
- pesi propri della parte di solai che prima gravavano sui puntelli dei
solai
- reazioni di eventuali puntelli rimossi delle travi
- pesi permanenti (per esempio massetti, pavimentazioni, tramezze e
quant'altro)
- accidentali
La sezione reagente adesso e' quella composta acciaio-cls.
Determini lo stato tensionale nella sezione coposta a tempo zero ed a
tempo infinito (in cui si sono esaurite le deformazioni viscose).
Indichi con:
"sf1b" la tensione determinata nel piatto della trave in questa fase;
"sf2b" la tensione sul corrente superiore del traliccio (se questo e'
preso in conto come armatura resistente a compressione)
"sf3b" tensione su eventuali armature aggiuntive
"Sc1b" la massima tensione di compressione nel cls (che adesso non e'
nulla)
La verifica della sezione e' immediata:
tensione totale nel piatto: Sf1=Sf1a + Sf1b < Sfamm
tensione nel cls : Sc1= Sc1b < Scamm
ecc.. ecc..
Un saluto. Gio
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ti ringrazio per la sollecita risposta
Maurizio
Io ho usato sistemi simili di altre ditte.
Ho notato alcuni "escamotage" di ordine pratico legati alle ipotesi di
verifica assunte.
L'uso di tali travi e' conveniente quando una grossa fetta di carico
permanente (ad es. tutto il peso del solaio) e' possibile scaricarla
sulle reticolati in prima fase (semplice appoggio). In tal modo tutti
i sovraccarichi aggiunti dopo la maturazione del getto sono gli unici
che sollecitano anche il cls. In questo modo si riesce a ridurre la
sollecitazione a taglio sul cls (alcuni fanno assorbire il taglio
tutto ai diagonali in acciaio) e i momenti sugli appoggi (momenti di
continuita') che in una trave continua sono i piu' vincolanti.
Premesso cio', i produttori spesso usano introdurre una
ridistribuzione dei momenti di circa l'85%, cosi' da incrementare i
momenti in campata e ridurre sugli appoggi (riduzione dell'area degli
spezzoni aggiuntivi superiori e meno problemi col cls compresso).
Fatto cio', anche se spesso non e' esplicitamente scritto, eseguono la
verifica all'appoggio a FILO pilastro. Con pilastri di dimensioni
considerevoli cio' permette loro di risparmiare ulteriore area di
spezzoni aggiuntivi e di essere concorrenziali rispetto ad un usuale
dimensionamento di trave in c.a., dove penso tutti verifichino in asse
appoggio e senza ridistribuzioni.
Anche se il solaio non e' autoportante e quindi praticamente tutto il
permanente e' portato in seconda fase, le ipotesi assunte permettono
sempre di risparmiare materiale e essere concorrenziali rispetto ad
una usuale trave in opera.
Infatti, come gia' detto, il probelma delle travi contine e' agli
appoggi e li' la sezione e' di cls armato ordinaria.
Alcuni giustificano la ridistribuzione parlando di verifica della
trave mista acciaio-cls dopo aver maturato il fluage. Pero' sarebbe
doverosa anche una verifica a breve termine (ridistribuzione zero)
Resta da capire se il progettista sia disposto ad accettare tali
ipotesi di calcolo. Da parte mia ho visto che e' piuttosto difficile
contrastare le decisioni che prendono (spesso per preventivi gia'
consegnati), anche se tante volte mi viene da pensare: "ma allora
potrei anch'io tirare allo stesso modo nel dimensionamento delle travi
in opera". Non sono poi mai riuscito a tirare sul serio nei miei
calcoli. Non mi fido.
Anche a me piacerebbe conoscere pareri ed esperienze di chi ha usato
tali sistemi, dato che i veri "trucchi" usati nelle verifiche spesso
non si conoscono e non c'e' alcuna letteratura a proposito (che io
sappia).
Ciao
Filippo B.
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