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Non sono un internauta. Non ho proprio il collegamento. No ho neanche il
telefonino. Questo per dire che non avrei mai saputo se non da Sandrone
Dazieri, il mio editor, che nel newsgroup mi si accusa blandamente di
plagio.
Punto Primo: Epifanio Pennetta e' un personaggio storico. E' stato il capo
della polizia giudiziaria romana negli anni 20-30. Da qui il Naso di
Mussolini (Caso Gibson), Prova di Forza (caso Matteotti), Il Mostro di Roma
(caso Girolimoni). Nel 1944 non so se era il capo dell'ufficio politico di
Milano. Ma poteva esserlo. E questo mi interessa come scrittore. E aveva 56
o 57 anni. La mia e' docufiction, attenzione.
Punto secondo: Ho letto alla fine degli anni Ottanta Notti e nebbie di
Castellaneta. Lo confesso. L'avevo trovato un romanzo di altissimo livello
con dei pezzi formidabili da grande scrittore che mi ero letto e riletto e
forse anche segnato in certi punti con l'evidenziatore.
Notti e nebbie è fiction pura. Non ducufiction. E' raccontato in prima
persona. L'ombra del passato in terza. E gia' questo...
L'ho riletto, il Castellaneta, negli anni novanta (93?). Non ce l'ho in
casa. Non ce l'avevo sul tavolo mentre scrivevo L'ombra del passato. E
quindi non ho potuto copiare. Magari! Sono pronto a subire anche una
perquisizione, anche se potrei aver fatto sparire nel frattempo il corpus
delicti.
Mi rendo conto. Ho visto anche il tv movie che Marco Tullio Giordana ne ha
tratto verso la fine degli anni Ottanta. Mirabile esempio di regia senza
stravolgere il romanzo d'origine.
Ora ho qui in grembo il romanzo che sono andato a prendere oggi in
biglioteca. Sono andato a rivedere I passi incriminati. In effetti, sono
rimasto abbastanza esterrefatto da come certi passi mi siano rimasti per un
decennio scopriti nella memoria che ho d'elefante nonostante l'eta' orma
decrepita. Si', potrebbero essere (sono?) citazioni che vanno a tuto merito
di Castellanata che me le ha conficcate nella memoria. Grazie Carlo! Ma sono
in contesti differenti e portano a sviluppi del romanzo del tutto
imprevedibili (basti l'esmepio dell'operaio delatore che qui e' una delle
travi portanti della struttura fino all'epilogo a sorpresa con la moglie a
sua volta delatrice dopo un approccio in effetti molto simile che puo' far
gridare allo scandalo).
Per il resto, l'Ombra del passato c'entra con Notti... Come I cavoli a
merenda. Vedi il punto di vista (terza e prima persona, cioe' il diavolo e
l'acquasanta), il personaggio principale (Pennetta che ha un suo percorso
nel mio romanzo del tutto autonomo e indipendente e molto piu' dialettico),
I personaggio chiave (Angela, la giornalista; Lorenzo, il patigiano;
Carradori, il poliziotto), la trama che e' compeltamente diversa (con al
centro la storia d'amore fra Pennetta e Angela che è il motore del romanzo),
la cornice (prologo ed epilogo), I subplots (piazzale Loreto, Cardella
Garavaglia, ecc), inesistenti in Notti..., la Milano che esce dal mio
romanzo, il clima tetro e cupo in cui matura la storia, la squadra di
pennetta, ecc ecc.
Il resto: il ragazzo sui pattini (c'e' anche in un racconto di Moravia), il
delatore, la prostituta, l'indossatrice, l'attentato al bat, il gerarca sono
o suggestioni letterarie o topoi della letteratura d'azione (faccio notare
che sin dal primo romanzo Pennetta ha avuto una prostituta confidente che
gli ha risolto alcuni problemi d'indagine come accade nella realta'
quotidiana).
Infine, mi fa piacere che l'Ombra... Sia stato letto con un'attenzione quasi
spasmodica che forse non si meritava. Castellaneta è un grande scrittore, io
non ancora. Per un giudizio finale non posso che invitare tutti I giallisti
e non a leggere I due romanzi e a farsi un'opinione sulla vexata questio.
Attendo sereno l'eventuale crocifissione o lapidazione.
Lucio Trevisan.