Il 04/06/2013 15.33, Sconosciuto ha scritto:
> tu non sai come si lavorava 30 anni fa in catasto; misuri le cose con
> il metro che si usa adesso.
> Buon per te che sei giovane. Credi che ci fosse la diffusione di
> documenti e normative che c'è adesso? Credi che ci fosse google? credi
> che ci fossero libri a iosa e corsi, convegni ecc... come adesso?
> Il mestiere si imparava passando quasi tutte le mattine in catasto e
> parlando con i colleghi più esperti di problemi reali e di soluzioni
> che funzionavano. E contava principalmente protocollare tipi e
> denuncie, risolvendo così i problemi dei clienti.
> Oh certo sembra di parlare della preistoria, però così la cosa
> funzionava, i giovani volonterosi potevano farsi strada e campare vita
> onestamente. Oggi non so come sia esattamente la situazione, vado
> raramente al catasto, ma mi pare che di errori se ne commettano tanti
> anche oggi.
> --
> Cirano
> quoto pienamente.
> e tengo a far presente che anni addietro il catasto non aveva
> l'importanza che riveste oggi giorno, la tassazione era modesta e la
> mancata conformità non comportava la nullità degli atti di trasferimento.
> oggi che le cose sono più complesse, ma che c'è anche maggior fruibilità
> delle disposizioni e dei manuali, devo riconoscere che la qualità è più
> bassa (anche se riconosco che la minima qualità è stata raggiunta
> all'epoca del primo condono edilizio, ma riconosco che la cosa era
> dovuta ad ovvie ragioni).
> che all'epoca del primo condono avevo ancora i pantaloni corti....
E' vero, mi considero giovane, frequento l'ambiente catastale da 21 anni
per l'esattezza, e parlando di metri e di misure mi accorgo che qualcuno
vuole usare ancora gli stessi a distanza di 30 anni.
Ciò che continuo a sostenere è che OGGI basta conoscere, saper leggere
le norme e farle applicare da chi di dovere, senza interpretazioni ad
personam che valgono oggi ma domani già non ci si ricorda più quello che
si è detto.
Non ho annotato le volte che ho varcato la soglia dell'ufficio con
circolari alla mano e (quasi) tutte le volte sono uscito sentendomi dare
ragione e portando a casa comunque il lavoro! Ma non mettevo il piede
fuori dalla stanza senza prima farmi promettere che ciò che si era detto
e fatto non era un'eccezione nei miei confronti, ma doveva essere la
regola PER TUTTI, altrimenti rischiamo di fare la figura dei cioccolatai
con i clienti. Qualche volta le promesse sono state mantenute, altre no.
Mi trovo ad operare prevalentemente in un Ufficio Provinciale dove prima
dell'attuale dirigente ve ne era uno con le palle che ascoltava con
serietà (non esaudiva) QUALSIASI proposta gli veniva inoltrata, ed aveva
creato i presupposti per agire correttamente e nella massima trasparenza
con ogni tipo di pratica e casistica che man mano si presentava. Ebbene
lo rimpiango!
Oggi la maggior parte degli impiegati ritiene di essere la fonte del
sapere e che la sua soluzione è corretta e quella del collega della
scrivania di fronte è solo una boiata. E' diventata una babele.
--
Saluti. Bob