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Assenza elaborato planimetrico

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Elena

unread,
Jun 3, 2013, 6:59:09 AM6/3/13
to
Buongiorno a tutti,
devo redigere una variazione catastale di un alloggio per il quale sono state apportate solo modifiche alla distribuzione interna dei locali.
Trattasi per l’appunto di un alloggio all’interno di un condominio a tre piani fuori terra + interrato con autorimesse e cantine.
Attualmente non è presente l’elaborato planimetrico, devo farlo?
Grazie.
Buon pomeriggio.

Bob

unread,
Jun 3, 2013, 7:02:09 AM6/3/13
to
Il 03/06/2013 12.59, Elena ha scritto:
> Buongiorno a tutti,
> devo redigere una variazione catastale di un alloggio per il quale sono state apportate solo modifiche alla distribuzione interna dei locali.
> Trattasi per l�appunto di un alloggio all�interno di un condominio a tre piani fuori terra + interrato con autorimesse e cantine.
> Attualmente non � presente l�elaborato planimetrico, devo farlo?
> Grazie.
> Buon pomeriggio.

No.

--
Saluti. Bob


Elena

unread,
Jun 3, 2013, 7:05:49 AM6/3/13
to
Ma devo indicare comunque le proprietà confinanti?

Bob

unread,
Jun 3, 2013, 7:17:02 AM6/3/13
to
Il 03/06/2013 13.05, Elena ha scritto:
> Ma devo indicare comunque le propriet� confinanti?

Solo le normali coerenze: altra u.i., mapp. xxx, cortile comune, ecc ecc.


--
Saluti. Bob


Elena

unread,
Jun 3, 2013, 7:25:35 AM6/3/13
to
Grazie mille!

Sconosciuto

unread,
Jun 3, 2013, 10:30:26 AM6/3/13
to


"Elena" ha scritto nel messaggio
news:e4c064b4-8ab7-4321...@googlegroups.com...

Grazie mille!


vi sono delle indicazioni che prevedono che, ove non presente l'elaborato,
nella planimetria sia indicato l'intera sagoma del/ piano/i ove è dislocata
l'unità.

in forza di quello, io spesso inserisco anche un elaborato parziale dei
piani trattasi, con l'indicazione della/e sola/e unità interessate e/o di
cui sono certo dell'identificazione.

saluti



PS la rappresentazione del vano scale, con attribuzione del subalterno, crea
spesso dei problemi, in quanto oltre a dover essere rappresentato nella sua
interezza il bcnc è da dimostrare che sia effettivamente a comune di tutte
le unità immobiliari di cui indichi che è bene comune.
mi sono trovato a discutere con il tizio che riceve i docfa, perché in un
edificio di 10 appartamenti (tutti di proprietà di due fratelli, con quote
diverse) avevo messo la centrale termica (che serve tutti gli appartamenti)
come bcnc a tutti i sub, con tanto di dichiarazione nella relazione. lo
zelante addetto, voleva un atto ricognitivo notarile, dato che in una
planimetria di un appartamento la centrale termica non era rappresentata e
pertanto -secondo lui- non era a comune di quell'appartamento. poco
importava il fatto che le colonne dalla caldaia arrivavano sino
all'appartamento incriminato sin dall'epoca antecedente alla successione (i
fratelli avevano acquistato alcuni appartamenti dall'impresa del padre ed ne
aveva ereditati gli altri, che il padre si era assegnato a seguito della
liquidazione della società), oltre che alle dichiarazioni congiunte dei due
fratelli (all'epoca si consegnavano ancora allo sportello i docfa e si
poteva allegare dei documenti a supporto).


Bob

unread,
Jun 3, 2013, 10:45:34 AM6/3/13
to
Il 03/06/2013 16.30, Sconosciuto ha scritto:
> lo zelante addetto, voleva un atto ricognitivo notarile

A caldo l'unico commento che mi viene in mente č:
ma vaffan.........

--
Saluti. Bob


www.studiomirano.it

unread,
Jun 3, 2013, 11:06:34 AM6/3/13
to
On 03/06/2013 16:45, Bob wrote:
> Il 03/06/2013 16.30, Sconosciuto ha scritto:
>> lo zelante addetto, voleva un atto ricognitivo notarile
>
> A caldo l'unico commento che mi viene in mente �:
> ma vaffan.........
>

invece non ha tutti i torti. Anzi, ha tolto al tecnico una responsabilit�.
Non bisogna mai costituire, variare o fare altre operazioni sui BCC e
BCNC se non abbiamo un titolo che lo giustifica



--
www.studiomirano.it

Bob

unread,
Jun 3, 2013, 11:29:48 AM6/3/13
to
Il 03/06/2013 17.06, www.studiomirano.it ha scritto:
> Non bisogna mai costituire, variare o fare altre operazioni sui BCC e
> BCNC se non abbiamo un titolo che lo giustifica

Direi invece che vige l'inversione della prova: non accatasto in capo ad
una persona una unità immobiliare o porzione se non ho il titolo che lo
giustifica. Tutto il resto - se è pacifico che sia così, come il caso
esposto, e qualora vi sia la necessità di farlo - lo accatasto come BCNC
o BCC.

E' poi mi si deve spiegare da dove deriva l'usanza (ho detto proprio
usanza perché non trovo riferimento alcuno nella normativa vigente e
pregressa) di rappresentare su tutte le planimetrie le parti comuni
nella loro interezza (nel caso specifico la caldaia). A che pro poi?

--
Saluti. Bob


Sconosciuto

unread,
Jun 3, 2013, 11:38:48 AM6/3/13
to
"www.studiomirano.it" ha scritto nel messaggio
news:koibdn$3op$1...@speranza.aioe.org...

On 03/06/2013 16:45, Bob wrote:
> Il 03/06/2013 16.30, Sconosciuto ha scritto:
>> lo zelante addetto, voleva un atto ricognitivo notarile
>
> A caldo l'unico commento che mi viene in mente è:
> ma vaffan.........
>

invece non ha tutti i torti. Anzi, ha tolto al tecnico una responsabilità.
Non bisogna mai costituire, variare o fare altre operazioni sui BCC e
BCNC se non abbiamo un titolo che lo giustifica



--
www.studiomirano.it


in quel caso avevamo i titoli di provenienza, con cui l'appartamento era
stato ceduto con la quota di comproprietà sulle parti a comune di legge, per
uso e/o consuetudine; e non c'era dubbio che la centrale termica lo era per
uso, fra l'altro anche l'atro comproprietario lo riconosceva pacificamente.

il catasto non è probatorio, salvo i casi noti, ai fini della proprietà, per
cui l'addetto non aveva alcun titolo per rifiutarsi di accertarlo, e fra
l'altro il deposito dell'EP con l'identificazione dei bcnc sarebbe potuto
servire proprio per la predisposizione di un eventuale atto ricognitivo.
nulla servi allo scopo, quando feci notare la cosa, lui si limitò a asserire
che avrei dovuto predisporre l'elaborato con i subalterni letterali e con
quello avrei dovuto fare l'atto, poi avrei potuto sostituire i sub.
letterali con i numeri ed avrei potuto fare la variazione citando gli
estremi dell'atto in relazione.

all'epoca lasciai perdere, dato che uno dei due fratelli avevano intenzione
di eseguire delle opere manutentive (fra cui realizzazione di impianti di
riscaldamento autonomi) e di sciogliere la comproprietà sugli appartamenti
ereditati.
per cui con nell'atto di assegnazione hanno specificato che la centrale
termica sarebbe stata assegnati in proprietà esclusiva ad uno solo di essi.



www.studiomirano.it

unread,
Jun 3, 2013, 11:46:14 AM6/3/13
to
On 03/06/2013 17:29, Bob wrote:

>
> Direi invece che vige l'inversione della prova: non accatasto in capo ad
> una persona una unità immobiliare o porzione se non ho il titolo che lo
> giustifica. Tutto il resto - se è pacifico che sia così, come il caso
> esposto, e qualora vi sia la necessità di farlo - lo accatasto come BCNC
> o BCC.
>

>

non sono d'accordo.
Quando accatasto o so di chi è cosa, oppure non accatasto. Non mi vado a
prendere responsabilità che non mi appartengono.




--
www.studiomirano.it

Cirano

unread,
Jun 3, 2013, 1:42:28 PM6/3/13
to
Nel suo scritto precedente, Bob ha sostenuto :

>
> E' poi mi si deve spiegare da dove deriva l'usanza (ho detto proprio usanza
> perché non trovo riferimento alcuno nella normativa vigente e pregressa) di
> rappresentare su tutte le planimetrie le parti comuni nella loro interezza
> (nel caso specifico la caldaia). A che pro poi?

era la prassi degli accatastamenti ante circ. 2/84

--
Cirano


Bob

unread,
Jun 3, 2013, 3:10:50 PM6/3/13
to
Cirano <cir...@qqrq.it> ha scritto:
Non ho Trent'Anni di catasto alle spalle. Prassi dettata da ...?
Per questo ho scritto che non trovo alcun riferimento
normativo.

--
Saluti. Bob



----Android NewsGroup Reader----
http://www.piaohong.tk/newsgroup

Cirano

unread,
Jun 3, 2013, 3:50:03 PM6/3/13
to
Dopo dura riflessione, Bob ha scritto :
> era la prassi degli accatastamenti ante circ. 2/84
>>
>
> Non ho Trent'Anni di catasto alle spalle. Prassi dettata da ...?
> Per questo ho scritto che non trovo alcun riferimento
> normativo.

dettata dal fatto che lavoriamo per vivere...


Pietro

unread,
Jun 4, 2013, 5:23:17 AM6/4/13
to
Il 03.06.2013 13:25, Elena ha scritto:
> Grazie mille!
>
Elena, io in casi come il tuo mi procuro la scheda precedente e la
rifaccio pari pari variando solo gli interni.

Bob

unread,
Jun 4, 2013, 6:43:09 AM6/4/13
to
Anche te come Il Grande Fardello:
"lega lu ciucciu 'ndo vᅵle lu ciucciu"


--
Saluti. Bob


Cirano

unread,
Jun 4, 2013, 7:07:39 AM6/4/13
to
Bob ha detto questo martedᅵ :
tu non sai come si lavorava 30 anni fa in catasto; misuri le cose con
il metro che si usa adesso.

Buon per te che sei giovane. Credi che ci fosse la diffusione di
documenti e normative che c'ᅵ adesso? Credi che ci fosse google? credi
che ci fossero libri a iosa e corsi, convegni ecc... come adesso?

Il mestiere si imparava passando quasi tutte le mattine in catasto e
parlando con i colleghi piᅵ esperti di problemi reali e di soluzioni
che funzionavano. E contava principalmente protocollare tipi e
denuncie, risolvendo cosᅵ i problemi dei clienti.

Oh certo sembra di parlare della preistoria, perᅵ cosᅵ la cosa
funzionava, i giovani volonterosi potevano farsi strada e campare vita
onestamente. Oggi non so come sia esattamente la situazione, vado
raramente al catasto, ma mi pare che di errori se ne commettano tanti
anche oggi.

--
Cirano


Sconosciuto

unread,
Jun 4, 2013, 9:33:01 AM6/4/13
to
"Cirano" ha scritto nel messaggio news:kokhh4$nu0$1...@dont-email.me...
quoto pienamente.

e tengo a far presente che anni addietro il catasto non aveva l'importanza
che riveste oggi giorno, la tassazione era modesta e la mancata conformitᅵ
non comportava la nullitᅵ degli atti di trasferimento.

oggi che le cose sono piᅵ complesse, ma che c'ᅵ anche maggior fruibilitᅵ
delle disposizioni e dei manuali, devo riconoscere che la qualitᅵ ᅵ piᅵ
bassa (anche se riconosco che la minima qualitᅵ ᅵ stata raggiunta all'epoca
del primo condono edilizio, ma riconosco che la cosa era dovuta ad ovvie
ragioni).

che all'epoca del primo condono avevo ancora i pantaloni corti....

www.studiomirano.it

unread,
Jun 4, 2013, 9:51:42 AM6/4/13
to
il problema ᅵ che si applicano le norme e la rigiditᅵ attuale anche alle
vecchie pratiche.
Si prendono in mano vecchi progetti, planimetrie, ecc... e si dice "
a...ma non ᅵ conforme....manca...." senza tenere conto che la prassi di
40 anni fa magari non prendeva neppure in considerazione il dovere fare
varianti o produrre il tal documento.



>
> Oh certo sembra di parlare della preistoria, perᅵ cosᅵ la cosa
> funzionava, i giovani volonterosi potevano farsi strada e campare vita
> onestamente. Oggi non so come sia esattamente la situazione, vado
> raramente al catasto, ma mi pare che di errori se ne commettano tanti
> anche oggi.
>


--
www.studiomirano.it

rquadri

unread,
Jun 4, 2013, 9:58:10 AM6/4/13
to

> > dettata dal fatto che lavoriamo per vivere...

> Anche te come Il Grande Fardello:
> "lega lu ciucciu 'ndo v�le lu ciucciu"

In quale modo rappresentare aree comuni a piu appartamenti se non esisteva
elaborato planimetrico ?
Disegnandolo su tutte le schede catastali che avevano diritto alle
suddette aree comuni.
Ovviamente atti notarili in mano



--


questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it


Bob

unread,
Jun 4, 2013, 10:07:24 AM6/4/13
to
Il 04/06/2013 15.33, Sconosciuto ha scritto:
> tu non sai come si lavorava 30 anni fa in catasto; misuri le cose con
> il metro che si usa adesso.
> Buon per te che sei giovane. Credi che ci fosse la diffusione di
> documenti e normative che c'è adesso? Credi che ci fosse google? credi
> che ci fossero libri a iosa e corsi, convegni ecc... come adesso?
> Il mestiere si imparava passando quasi tutte le mattine in catasto e
> parlando con i colleghi più esperti di problemi reali e di soluzioni
> che funzionavano. E contava principalmente protocollare tipi e
> denuncie, risolvendo così i problemi dei clienti.
> Oh certo sembra di parlare della preistoria, però così la cosa
> funzionava, i giovani volonterosi potevano farsi strada e campare vita
> onestamente. Oggi non so come sia esattamente la situazione, vado
> raramente al catasto, ma mi pare che di errori se ne commettano tanti
> anche oggi.
> --
> Cirano

> quoto pienamente.
> e tengo a far presente che anni addietro il catasto non aveva
> l'importanza che riveste oggi giorno, la tassazione era modesta e la
> mancata conformità non comportava la nullità degli atti di trasferimento.
> oggi che le cose sono più complesse, ma che c'è anche maggior fruibilità
> delle disposizioni e dei manuali, devo riconoscere che la qualità è più
> bassa (anche se riconosco che la minima qualità è stata raggiunta
> all'epoca del primo condono edilizio, ma riconosco che la cosa era
> dovuta ad ovvie ragioni).
> che all'epoca del primo condono avevo ancora i pantaloni corti....


E' vero, mi considero giovane, frequento l'ambiente catastale da 21 anni
per l'esattezza, e parlando di metri e di misure mi accorgo che qualcuno
vuole usare ancora gli stessi a distanza di 30 anni.
Ciò che continuo a sostenere è che OGGI basta conoscere, saper leggere
le norme e farle applicare da chi di dovere, senza interpretazioni ad
personam che valgono oggi ma domani già non ci si ricorda più quello che
si è detto.
Non ho annotato le volte che ho varcato la soglia dell'ufficio con
circolari alla mano e (quasi) tutte le volte sono uscito sentendomi dare
ragione e portando a casa comunque il lavoro! Ma non mettevo il piede
fuori dalla stanza senza prima farmi promettere che ciò che si era detto
e fatto non era un'eccezione nei miei confronti, ma doveva essere la
regola PER TUTTI, altrimenti rischiamo di fare la figura dei cioccolatai
con i clienti. Qualche volta le promesse sono state mantenute, altre no.
Mi trovo ad operare prevalentemente in un Ufficio Provinciale dove prima
dell'attuale dirigente ve ne era uno con le palle che ascoltava con
serietà (non esaudiva) QUALSIASI proposta gli veniva inoltrata, ed aveva
creato i presupposti per agire correttamente e nella massima trasparenza
con ogni tipo di pratica e casistica che man mano si presentava. Ebbene
lo rimpiango!
Oggi la maggior parte degli impiegati ritiene di essere la fonte del
sapere e che la sua soluzione è corretta e quella del collega della
scrivania di fronte è solo una boiata. E' diventata una babele.

--
Saluti. Bob


Bob

unread,
Jun 4, 2013, 10:17:28 AM6/4/13
to
Il 04/06/2013 15.58, rquadri ha scritto:
> In quale modo rappresentare aree comuni a pi� appartamenti se non esisteva
> elaborato planimetrico ?
> Disegnandolo su tutte le schede catastali che avevano diritto alle
> suddette aree comuni.
> Ovviamente atti notarili in mano

Bene, se seguivo questo ragionamento sulla planimetria del mio
bell'appartamento al nono piano di un condominio di dodici dovevo
rappresentare tutti e dodici i piani con le scale, ascensori, disimpegni
comuni, ecc. ?
Continua ancora ad esserci qualcosa che non quadra, che dite?


--
Saluti. Bob


Il grande fardello

unread,
Jun 4, 2013, 11:02:58 AM6/4/13
to
In news:kokrdb$l2l$1...@speranza.aioe.org,
www.studiomirano.it <a...@a.com> typed:
> il problema è che si applicano le norme e la rigidità attuale anche
> alle vecchie pratiche.
> Si prendono in mano vecchi progetti, planimetrie, ecc... e si dice "
> a...ma non è conforme....manca...." senza tenere conto che la prassi
> di 40 anni fa magari non prendeva neppure in considerazione il dovere
> fare varianti o produrre il tal documento.
>

quoto e aggiungo che chiedevi il "nulla osta" per costruire la casa sul tuo
lotto di terra o terreno e alla fine se cambiava posizione, se ci facevi la
soffitta che non c'era disegnata, non faceva nulla: ti avevano dato il
"nulla osta" e t'eri fatto la casa.

--
Ciao


eddy.ligo

unread,
Jun 4, 2013, 2:08:01 PM6/4/13
to

"Cirano" <cir...@qqrq.it> ha scritto nel messaggio
news:koik9g$oll$1...@dont-email.me...
> Nel suo scritto precedente, Bob ha sostenuto :
>
>>
>> E' poi mi si deve spiegare da dove deriva l'usanza (ho detto proprio
>> usanza perch� non trovo riferimento alcuno nella normativa vigente e
>> pregressa) di rappresentare su tutte le planimetrie le parti comuni nella
>> loro interezza (nel caso specifico la caldaia). A che pro poi?
>
> era la prassi degli accatastamenti ante circ. 2/84
>
> --
> Cirano
>

Dipende che catasto. In linea di disposizioni la prassi era sbagliante anche
ante 2/84

L'elaborato planimetrico � documento nato con la circ 2/84 anterioremente
non era previsto nulla, se non che tutti i sub venivano messi nella "busta"
della particella
Per cui disegnare il piano non era la pratica corretta, sulla planimetria
andava segnata la propriet� e gli accessori ec.cantina, soffitta, con i
confinanti indicati per nome e cognome, non sub o part.
Nel caso di ville e villini si poteva inserire anche il giardino a scala
ridotta es.1/500-1/200 e al 100 l'abitazione.
Altro non era possibile n� tollerato dal ministero, - ancorch� giovane ero
l'incaricato dal ministro per l'istituzione dei catasti agricoli e le
verifiche ai catasti provinciali- e queste prassi strane non le accetavo,
ecco perch� ero odiato :) . L'unica prassi consentita oltre quella del '39
(il famigerato libretto rosso, tenuto segretissimo dai funzionari, che cos�
ci speculavano) era quella relativa al catasto di maria teresa
(l'austrungarico)




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