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calcolo consistenza categoria C

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MD

unread,
Mar 13, 2003, 2:06:42 PM3/13/03
to
dunque:

consistenza catastale = quella "vecchia maniera" nella quale si contano vani
(cat. A) o mq. (categoria C)

superficie catastale = quella dei dati metrici, espressa sempre in metri
quadrati

Per la categoria C (nuova categoria T) abbiamo:

superficie catastale:

100% della superficie dei locali aventi funzione principale nella specifica
categoria e dei locali accessori a servizio diretto di quelli principali;
50% locali accessori se comunicanti con i locali di cui alla precedente
lettera a);
25% se non comunicanti
10% dei balconi, terrazze e simili
10% o 20% area scoperta o a questa assimilabile...........
ecc..ecc..dall'help di docfa 3


ma per la consistenza catastale????C'è qualche norma precisa??Io ho trovato
solo per i negozi 100% loc. principale e 50% retro
Ma per esempio per una tettoia con come accessoria una legnaia?Oppure la
cantina annessa a un garage???E giusto seguire gli stessi criteri elencati
nella determinazione della superficie catastale??In questo modo avremo
consistenza catastale = superficie catastale "netta" siccome la superficie
catastale conteggia anche i muri

Se avete estremi di norme o link......


--


*********************
rimuovi le tre zeta dopo geodario per rispondere
(sempre che ci siano!)

Albert.one

unread,
Mar 14, 2003, 2:07:03 AM3/14/03
to
Cerca : L. 1249/39 istruzione II
la trovi anche su
http://www.collegio.geometri.pi.it/catasto/istruzione_4.htm

Computo della consistenza catastale per le categorie del gruppo C.

La consistenza catastale delle unità immobiliari da accertarsi
nelle categorie del gruppo C del quadro generale si misura assumendo come
elemento unitario il metro quadrato, e si computa determinando in primo
luogo le superfici interne (cioè quelle degli spazi compresi fra le
pareti) degli ambienti - principali ed accessori - che costituiscono
l’unità immobiliare.

Dal computo sarà esclusa la superficie dei locali e delle aree
che costituiscono le dipendenze (cioè tettoie, cortili, aie, giardini,
ecc..) siano esse di uso comune o siano di uso esclusivo dell’unità
immobiliare considerata.

Si ottiene poi la consistenza catastale in metri quadrati:

1) sommando:

a) la superficie utile degli ambienti principali;

b) la superficie utile degli ambienti accessori, trasformata, per
la sola categoria C/1 (negozi e botteghe) (1), per moltiplicazione con il
relativo coefficiente di ragguaglio (2) in superficie utile equivalente
principale;

2) apportando al risultato del conteggio un’aggiunta o detrazione - nei
limiti ammessi - sia per tener conto degli altri elementi della
consistenza effettiva - dipendenze - che nell’unità immobiliare sono uniti
agli elementi già considerati e ne aumentano le utilità ed i comodi, sia
per tener conto di utilità e svantaggi (particolari rapporti dimensionali,
posizione d’ angolo, ecc..) che siano particolari della unità immobiliare
rispetto alla maggior parte delle altre unità della medesima categoria e
classe ed influenti sul reddito;

L’altezza si deve misurare dal piano di calpestio dei vani situati più in
basso fino al piano della terrazza se l’edificio è coperto a terrazza o
fino alla linea reale di gronda se l’edificio è coperto a tetto inclinato,
ma ha il sottotetto non utilizzabile, oppure fino all’altezza media della
soffitta, o del locale sottotetto, se il sottotetto è utilizzabile;

b) se trattasi di unità immobiliari, che non occupano da cielo a
terra per tutta l’altezza l’edificio o la porzione di edificio di cui
fanno parte, il volume si calcola moltiplicando la superficie interna di
ciascun vano (principale od accessorio) per la rispettiva altezza tra
pavimento e soffitto. Per i vani coperti a volta od a soffitto inclinato e
per i vani a pavimento inclinato, si assumerà l’altezza media, così da
ottenere, con il prodotto della superficie utile per l’altezza, la
cubatura interna del vano.

(1) Quando la separazione fra bottega e retrobottega è costituita da
semplice divisorio, per decidere se i due locali debbano considerarsi come
un unico vano principale ovvero come un vano principale (bottega) ed un
vano accessorio (retrobottega) si deve tener conto non tanto della
struttura ed importanza del divisorio, o del materiale di cui esso è
costituito, quanto del fatto che due locali nel loro insieme costituiscono
o meno un vano analogo ad altri di edifici dello stesso tipo; si deve cioè
in sostanza accertare se l’ambiente unico che risulterebbe dall’abolizione
del divisorio ha una superficie ed un rapporto tra le dimensioni che siano
ordinarie in relazione alla località ed alla natura del fabbricato.

(2) I coefficienti di ragguaglio determinati per ciascuna classe della
categoria C/1, rappresentano i rapporti fra i redditi fondiari unitari
lordi degli accessori e quelli dei locali principali. Moltiplicando per
essi la superficie complessiva degli accessori si ottiene una superficie
ad essa economicamente equivalente ma omogenea a quella dei locali
principali e quindi sommabile.

3) arrotondando infine, il risultato del conteggio al metro quadrato.

I limiti ammessi per le aggiunte o per le detrazioni prevista dal
punto 2) al risultato del conteggio indicato al punto 1), sono del 10% per
tutte le categorie del gruppo C del quadro generale, tranne che per la
categoria C/1 per la quale sono del 20% (1).


Ciao e buon lavoro.

Albert.one


MD wrote:

> dunque:

> superficie catastale:


> --


--
questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it


MD

unread,
Mar 26, 2003, 2:27:57 PM3/26/03
to
ti ringrazio per la risposta ed i riferimenti legislativi, ho già scaricato
e letto la circolare, ti chiedo un chiarimento:

leggendo la frase sotto riportata (che proviene dall'istruzione II) ,
sembrerebbe che i locali accessori (tranne per la categoria C/1) vadano
sempre conteggiati al 100%, ma non mi sembra molto corretto.........

--

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