Il 02/10/2015 08:29, Aladino ha scritto:
> Tigers <
x...@yyy.com> wrote:
>
> Che la simulazione dell'impianto abbia dei controsensi è fuori dubbio,
> però ha anche almeno 2 motivi di esistere:
> 1° determinare una classe, ovvero il parametro di paragone della qualità
> energetiche dei fabbricati.
Senza dubbio, ma secondo te e' utile determinare una classe fasulla? E
che di fatto io possa scegliere fra diverse possibili classificazioni
per lo stesso edificio?
> E' vero che poi se faccio un impianto
> diverso modifico questa classe, ma è anche vero che le modifiche le
> posso fare anche dove l'impianto c'è. Del resto, determinare la classe
> solo per le qualità dell'involucro, darebbe comunque un risultato
> incompleto con dei controsensi...
Incompleto forse, ma con dei controsensi non direi.
> potrei avere la stessa classe su 2
> fabbricati uguali ma con impianti completamente diversi, ad esempio uno
> con caldaia a biomassa, pompa di calore per le stagioni intermedie e
> solare termico per l'ACS, l'altro con una vecchia caldaia a gasolio...
Perdonami ma e' gia' cosi': la classe dell'involucro viene comunque
determinata e come dici tu e' uguale per fabbricati con impianti
diversi, serve a rendere piu' chiaro l'APE ed a dare piu' informazioni
utili. Basterebbe fermarsi li' se l'impianto non c'e'. Sarebbe piu'
chiaro ed onesto nei confronti di chi legge l'APE.
Per spiegare come potrebbe diventare il fabbricato installando un
impianto o mettendone uno diverso ci sono le apposite note.
> 2° dare un senso agli interventi di miglioramento sull'involucro. Va da
> se, niente impianto, niente consumi e di conseguenza nessun intervento
> ha senso. Ma se l'edificio viene comunque usato e vissuto, magari
> scaldato con una vecchia cucina economica e stufette varie, gli
> interventi di miglioramento potrebbero comunque avere senso di essere
> fatti... e come li calcoli se non c'è l'impianto, restando in un calcolo
> standarizzato?!
Se vuoi usare un APE per studiare interventi di miglioramento hai gia'
sbagliato strada in partenza.
> Se cominciamo a valutare gli usi reali non se ne esce
> più...
> Detto questo, lo so anch'io che con la simulazione si creano dei
> controsensi, ma non vedo molte alternative se si vuole arrivare ad una
> classe uniforme, che possa essere parametro di confronto tra qualsiasi
> edificio (con o senza impianto), a prescindere dall'utilizzo soggettivo?
Quindi secondo te inventare un impianto che non c'e' e' rendere la
classe uniforme ed indipendente dall'uso soggettivo?
Ripeto che la determinazione delle prestazioni del solo involucro c'e'
gia' e va comunque fatta. E quello sarebbe il parametro oggettivo valido
per tutti; perche' abbiano voluto andare oltre per forza sfugge alla mia
comprensione, ma il fatto stesso che ne stiamo discutendo tanto mi fa
capire che evidentemente la cosa ha senso per molti di voi...