gweleni <
diohfjb65wiuhvoa...@user.narkive.com> ha scritto:
> Ogni geometra a il suo metodo per riconfinare , la procedura servirebbe
> soltanto a controllare il lavoro del geometra se viene svolto in modo
> coretto , e vorrei ricordare che le mappe d’impianto sono l’unico mezzo
> di prova che permettono di poter stabilire lesto confine .
Un correttore ortografico sarebbe opportuno, anche se "a" senza acca
probabilmente non riuscirebbe a correggerlo.
Non è vero che ogni geometra ha il proprio metodo di riconfinare: il metodo
dev'essere uguale per tutti.
Quindi come dice l'articolo 950 CC si ricorre alla mappa catastale solo in
assenza di altri mezzi di prova.
Si comincia analizzando la volontà delle parti (contratto di compravendita).
Poi si analizzano i confini naturali o esistenti
Poi si sentono le testimonianze
In ultima analisi si utilizzano le "mappe catastali" considerando la formazione
e conservazione delle mappe catastali, nel senso più ampio del termine.
Per una buona riconfinazione non si può precindere da una buona confinazione.
Bisogna pertanto partire a ritroso:
1) Dalle mappe di impianto
2) dai frazionamenti ante circolare 2/88
3) dai frazionamento post circolare 2/88
Il controllo della procedura viene fatto in contraddittorio tra le parti o a
nomina di tecnico di fiducia di entrambi i confinanti.
La prima cosa da fare non è quella di nominare un tecnico di parte e fargli
fare la riconfinazione e poi avvertire il confinante, ma avvertire il
confinante che si intende apporre i termini di confine a "spese comuni".
Ciao geoNick
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