> Sono certo che nella zona dove mi
> trovo, non esiste alcune reperto archeologico. Non potrei in qualche
> modo richiedere l'annullamento del vincolo? Mi potreste dare un
> consiglio? Avevo pensato di rivolgermi ad un avvocato, fare causa al
> comune per negligenza per aver atteso troppo nel valutare la domanda.
l'annullamento del vincolo si ha dopo l'ispezione di un archeologo e
la sua relazione
in genere sono sempre negativi per il proprietario,
archeologia non sono solo tombe o complessi monumentali di grande
portata
basta che lui trovi 2 pietre vecchie e asserisce che siano
riconducibili a insediamenti agricoli o preistorici e sei bello che
fregato.
l'unica soluzione mi sembra sia quella dell'avvocato.
> l'annullamento del vincolo si ha dopo l'ispezione di un archeologo e
> la sua relazione
> in genere sono sempre negativi per il proprietario,
> archeologia non sono solo tombe o complessi monumentali di grande
> portata
> basta che lui trovi 2 pietre vecchie e asserisce che siano
> riconducibili a insediamenti agricoli o preistorici e sei bello che
> fregato.
> l'unica soluzione mi sembra sia quella dell'avvocato.
L'annullamento del vincolo proprio non esiste.
Semmai, dopo aver effettuato i necessari saggi, la soprintendenza
archeologica rilascer� parere dal quale risulta l'assenza di beni
archeologici.
L'inesistenza di beni archeologici non significa che non ci sia vincolo
o che questo sia annullato, ma soltanto che sul posto non � stato
ritrovato nulla, pertanto l'area rimarr� comunque assoggettata a tutela
paesistica.
Con tale parere, l'amministrazione comunale, tramite sub-delega
regionale rilascer� autorizzazione paesaggistica, da trasmettere alla
soprintendenza (ai beni paesaggistici in questo caso) che la pu�
annullare nei successivi 60 giorni dal ricevimento.
E' sottinteso che il comune, prima di rilasciare l'autorizzazione, dovr�
verificare la compatibilit� paesaggistica dell'intervento in essere,
ovvero disporre d'ufficio l'esecuzione dei necessari interventi da
effettuare al fine di rendere compatibile l'edificio.
Qualora la soprintendenza ai beni ambientali e paesistici non dovesse
annullare l'autorizzazione rilaciata dal comune, quest'ultimo, dopo i 60
giorni, pu� rilasciare il condono edilizio.
Non credere a chi asserisce che se soltanto si trovano 2 pietre vecchie
l'archeologo vincola tutto.
Innanzitutto perch� non mi pare proprio che esistano pietre "vecchie" o
pietre "nuove", ma soltanto eventuali ritrovamenti di interesse storico
o archeologico, che di certo non sono semplici sassi. Inoltre
l'archeologo, essendo dipendente o incaricato dalla soprintendenza
archeologica, � una figura professionale che conosce il proprio lavoro,
come chiunque all'interno di questo ng conosce il proprio, quindi non ha
alcun interesse a far vincolare sassi qualunque. Ci farebbe solo una
brutta figura...
Poi, personalmente, non credo che l'intervento di un legale possa
aiutarti a rimuovere il vincolo. Anzi...
Se il vincolo c'�, rimane anche con l'intervento di un avvocato.
L'avvocato, semmai, ti pu� sicuramente aiutare nel caso sia stata
commessa una illeggitimit� nell'apposizione del vincolo sul terreno, ma
stai sicuro che se risulta sulle mappe, la regione che ha redatto il
piano paesaggistico ha fatto i necessari passi.
Per quello che mi riguarda, per il tramite del tuo tecnico di fiducia,
tenterei un approccio diretto con la soprintendenza, al fine di studiare
insieme una idonea soluzione che permetta a tutti di stare tranquilli.
Ad esempio, mediante l'esecuzione di opere, concordate, che rendano
compatibile l'edificio rispetto al paesaggio in cui ricade.
A.
On 18 Ott, 15:19, "nntpserver.tele2.it" <a...@a.aa> wrote:
> leo ha scritto:
>
> > l'annullamento del vincolo si ha dopo l'ispezione di un archeologo e
> > la sua relazione
> > in genere sono sempre negativi per il proprietario,
> > archeologia non sono solo tombe o complessi monumentali di grande
> > portata
> > basta che lui trovi 2 pietre vecchie e asserisce che siano
> > riconducibili a insediamenti agricoli o preistorici e sei bello che
> > fregato.
> > l'unica soluzione mi sembra sia quella dell'avvocato.
>
> L'annullamento del vincolo proprio non esiste.
> Semmai, dopo aver effettuato i necessari saggi, la soprintendenza
> archeologica rilascerà parere dal quale risulta l'assenza di beni
> archeologici.
> L'inesistenza di beni archeologici non significa che non ci sia vincolo
> o che questo sia annullato, ma soltanto che sul posto non è stato
> ritrovato nulla, pertanto l'area rimarrà comunque assoggettata a tutela
> paesistica.
>
> Con tale parere, l'amministrazione comunale, tramite sub-delega
> regionale rilascerà autorizzazione paesaggistica, da trasmettere alla
> soprintendenza (ai beni paesaggistici in questo caso) che la può
> annullare nei successivi 60 giorni dal ricevimento.
>
> E' sottinteso che il comune, prima di rilasciare l'autorizzazione, dovrà
> verificare la compatibilità paesaggistica dell'intervento in essere,
> ovvero disporre d'ufficio l'esecuzione dei necessari interventi da
> effettuare al fine di rendere compatibile l'edificio.
>
> Qualora la soprintendenza ai beni ambientali e paesistici non dovesse
> annullare l'autorizzazione rilaciata dal comune, quest'ultimo, dopo i 60
> giorni, può rilasciare il condono edilizio.
>
> Non credere a chi asserisce che se soltanto si trovano 2 pietre vecchie
> l'archeologo vincola tutto.
> Innanzitutto perchè non mi pare proprio che esistano pietre "vecchie" o
> pietre "nuove", ma soltanto eventuali ritrovamenti di interesse storico
> o archeologico, che di certo non sono semplici sassi. Inoltre
> l'archeologo, essendo dipendente o incaricato dalla soprintendenza
> archeologica, è una figura professionale che conosce il proprio lavoro,
> come chiunque all'interno di questo ng conosce il proprio, quindi non ha
> alcun interesse a far vincolare sassi qualunque. Ci farebbe solo una
> brutta figura...
>
> Poi, personalmente, non credo che l'intervento di un legale possa
> aiutarti a rimuovere il vincolo. Anzi...
> Se il vincolo c'è, rimane anche con l'intervento di un avvocato.
> L'avvocato, semmai, ti può sicuramente aiutare nel caso sia stata
> commessa una illeggitimità nell'apposizione del vincolo sul terreno, ma
Concordo pienamente con il collega che ti ha fornito quest'ultima
versione.
L'inammissibilit� della domanda di Condono Edilizio prevede che il
vincolo sia pre-esistente alla data del 31/03/2003, se apposto in epoca
successiva non inficia la domanda presentata.
Credo di poter affermare che puoi stare tranquillo.
--
Saluti. Bob
On 21 Ott, 14:46, Bob <parliam...@newsgro.up> wrote:
> > buongiorno e grazie per le risposte precise ed esaurienti. Mi
> > sembra di aver capito che l'annullamento di un vincolo non sia
> > cosa facile nemmeno con l'opera congiunta di un archeologo ed un
> > avvocato. Forse la strada da intraprendere è un'altra. Qualche
> > giorno fa un geometra mi ha dato la seguente risposta: "Se non ho
> > capito male, dovresti essere nella zona dei castelli comunque, al
> > momento della realizzazione delle opere (entro il 31 marzo 2003),
> > non era vigente l'attuale PTPR (in vigore dal 2007), ma il solo
> > PTP del 1987. Se il vincolo non esisteva nel 1987 non c'e' alcun
> > problema e il nulla osta sarà positivo. Se il vincolo (fascia di
> > rispetto del bene lineare etc.) era già imposto il nulla osta
> > sara' negativo e verra' rigettata anche la domanda di condono
> > perche', con la legge 326/03, non è possibile ottenere condono per
> > opere realizzate in aree vincolate se non conformi agli strumenti
> > urbanistici." La mia risposta è stata che quando ho acquistato nel
> > dicembre del 2004, sull'area non c'era il vincolo che attualmente
> > è presente. A dimostrazione di cio', c'e' il certificato di
> > destinazione urbanistica che il notaio ha richiesto e che è
> > allegato all'atto di acquisto. Basterà questo per farmi stare
> > tranquillo? ho notato che in materia ci sono pareri contrastanti,
> > forse dipende dal fatto che ogni regione ha le sue regole e che
> > tali regole poi vengono integrate per ogni comune. Ciao
>
> Concordo pienamente con il collega che ti ha fornito quest'ultima
> versione.
> L'inammissibilità della domanda di Condono Edilizio prevede che il