"
www.studiomirano.it" ha scritto nel messaggio
news:ljb76i$kfl$1...@speranza.aioe.org...
On 24/04/2014 16:19,
ali...@libero.it wrote:
> ... > Che significa? Il 2xcento e' il tasso di capitalizzaz. per ottenere
> > la rendita. Bravo, e tu cosa cercavi invece?
>
> Non cercavo nulla Tigers, dico solo a "studiomirano" che c'e' l'obbligo da
> parte dell'AdT di mettere il
2xcento, chiaramente con i val. riferiti al biennio 88-89,
> quindi se l'impianto dura 20 anni e la capitalizzaz. porta al paradosso di
> 50 x ammortizzarlo
(!!!) non ci possiamo fare niente, sta a noi tecnici casomai abbassare
il valore della rend. da capitalizzare,
il saggio e' quello e basta. Tra l'altro x le cat. D e' quello, non e'
che ora scopriamo l'acqua calda.
>
non condivido.
A me della circolare interessa poco........io scrivo quello che IO
ritengo giusto, se secondo loro � diverso, che lo contestino..........
inoltre al posto del quadro H1 del docfa, si pu� compilare il quadro H2
in cui metti direttamente la rendita.
Se il tecnico ritiene che quei pannelli rendino "X" euro all'anno, pu�
mettere quel valore, senza neppure pensare al valore totale o al saggio
Comunque, nel caso specifico, il 2% va a nostro favore, perch� un saggio
pi� alto porterebbe una rendita maggiore, quindi ben
venga............quindi anche io sceglierei di mettere il 2%, poich� va
a mio favore e, essendo scritto in una circolare, � incontestabile
dall'Ade
--
www.studiomirano.it
La valutazione va eseguita con il metodo del costo (o l'Approccio del Costo,
come definito nella circolare 6/2012 dell'Agenzia del Territorio), c'� poco
da scegliere dato che gli impianti realizzati non hanno un significativo
mercato da cui attingere valori (si acquistano gli impianti da costruire dal
fornitore, non si acquistano quelli gi� realizzati, salvo in rari casi)
i valori da utilizzare sono i prezzi dei diversi fattori produttivi che lo
compongono, tradotto: la somma di tutti i costi sostenuti (acquisto
materiale, mano d'opera per l'istallazione, spese tecniche, oneri, , ecc...)
proprio in questo periodo mi sto occupando di una serie di ricorsi contro
alcuni accertamenti della rendita, ove per� partiamo zoppi, in quanto i
colleghi cha hanno accampionato gli impianti ed i relativi fabbricati sono
stati dei PECORONI, andando a chiedere il valore al tizio allo sportello,
senza verificare l'attendibilit� del valore.
in un caso mi sono reso conto che un impianto pagato (chiavi in mano) Euro
200mila era stato accampionato presumendo un valore all'attualit� di circa
Euro 500mila, il genio poi - resosi conto della cavolata fatta - ha
depositato un nuovo docfa dove � andato ad abbattere la rendita,
procedimento non certo passato inosservato. oggi siamo in commissione
tributaria e nelle controdeduzione dell'agenzia sostiene che l'effettivo
valore sia di circa Euro 300mila.
in un altro caso, il tecnico che ha fatto l'accatastamento ha inserito i
valori tabellari suggeriti dal tizio allo sportello, che fortunatamente
erano piuttosto allineati a quelli reali (perch� il tecnico non ha computato
bene le dimensioni del fabbricato) , poi al momento dell'accertamento, di
sua iniziativa ha depositato una serie di documenti (in parte di spese
sostenute da terzi ed in parte che ancora non ho avuto modo di verificare),
fatto sta che la valutazione dell'Agenzia dista da quella reale (costi
effettivamente sostenuti e documentati) di quasi 4milioni (valore riferito
all'attualit�).
tenendo conto che riconducendo i valori attuali al bienni '88/89 si
dimezzano si ottiene per ogni 100mila euro di differenza all'attualit� circa
1000 euro di differenza di rendita; su impianti e/o immobili di piccole
dimensioni � un valore ininfluente, ma se le dimensioni aumentano la cifra
inizia a diventare importante, soprattutto se l'Agenzia inizia ad imputare
le imposte, il profitto del promotore, i costi di commercializzazione o gli
oneri finanziari, ecc...
credo che questi due esempi possano spiegare bene i danni che si rischia di
fare al cliente con una valutazione non debitamente ponderata.
di queste situazioni ne ho in varie zone d'italia, per cui non credo che sia
un caso isolato, un'iniziativa di qualche funzionario, ma credo che siano
arrivate delle indicazioni precise dall'alto, forse anche in ragione della
riforma del catasto.
ad ogni modo, personalmente opto e cerco di far optare i colleghi per la
valutazione con il metodo del costo, pi� agevole da dimostrare in caso di
accertamento, piuttosto che un metodo reddituale, in quanto il rendimento
dell'impianto non � certo e farlo con i dati forniti dal produttore si
rischia di indicare un rendimento che forse l'impianto non potr� garantire.
non prendo in considerazione, e faccio togliere, i dati tabellari proposti
dall'Agenzia.
la circolare 6/2012 dell'Agenzia del Territorio (oggi Agenzia delle Entrate)
non � altro che un estratto del Manuale Operativo delle Stime Immobiliari
dell'Agenzia stessa, nota storpiatura degli IVS, che suggerisco di leggere
al fine di prevenire spiacevoli sorprese a voi ed ai vostri clienti.