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Luca Pentrella - Ing. Edile-Architettura (Roma)
L'esperienza ᅵ il tipo di insegnante piᅵ difficile.
Prima ti fa l'esame e poi ti spiega la lezione. [Anonimo]
Ma a cosa ti riferisci? Se trati di "atto d'obbligo" sicuramente stai
trattando, alla fonte, una pratica urbanistica dove, per l'intervento edile,
chi rilascia il permesso/dia richiede la pertinenzialitᅵ del parcheggio.
Cosa centra il locatore, o, come scrivi, il conduttore che utilizza il
parcheggio??
Ciao
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Rag. Sergio Lo Cascio - Tributarista
> Ma a cosa ti riferisci? Se trati di "atto d'obbligo" sicuramente stai
> trattando, alla fonte, una pratica urbanistica dove, per l'intervento
> edile, chi rilascia il permesso/dia richiede la pertinenzialitᅵ del
> parcheggio.
>
> Cosa centra il locatore, o, come scrivi, il conduttore che utilizza il
> parcheggio??
Provo a spiegarmi meglio:
Per effettuare un cambio di destinazione d'uso ho un incremento dello
standard parcheggi (pubblici), fissato dal comune nelle NTA per ogni
tipo di destinazione. Per cui standard della nuova destinazione -
standard dela vecchia, la differenza va "reperita". Ora con questo
termine delle NTA ho inteso che o ce li ho io, privato, i parcheggi e li
metto a disposizione del pubblico (cfr parcheggio clienti) o me li
affitto da qualcuno e sempre li metto a disposizione. Il comune perᅵ non
si fida dela mia buona volontᅵ di ottemperare a quanto prescritto e mi
impone un atto d'obbligo. da qui in poi siamo a quanto scrivevo nel post
precedente, ovvero: non avendo io i parcheggi, me li affitto da un terzo
e li metto a disposizione dei clienti, i contratti hanno una durata
stabilita. Ora se ad uno dei rinnovi devo cambiare il "fornitore" scatta
un nuovo atto d'obbligo? Immagino di sᅵ dato che al comune mi hanno
chiesto di allegare all'atto le piantine degli spazi reperiti.
Diciamola tutta: il problema ᅵ convincere il cliente e il futuro
"fornitore di posti in affitto" che non ᅵ un contratto a vita, o meglio
il contratto tra il cliente che chiede il cambio di destinaizone d'uso
ed il comune perdura finchᅵ mi interessa avere quella destinazione
d'uso; quello tra il cliente ed il fornitore puᅵ essere cambiato di
volta in volta aggiornando l'atto d'obbligo.
Spero di essere stato + chiaro :-)
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Luca Pentrella - Ing. Edile-Architettura (Roma)
L'esperienza ᅵ il tipo di insegnante piᅵ difficile.
> Il comune perᅵ non
> si fida dela mia buona volontᅵ di ottemperare a quanto prescritto e mi
> impone un atto d'obbligo. da qui in poi siamo a quanto scrivevo nel post
> precedente, ovvero: non avendo io i parcheggi, me li affitto da un terzo
> e li metto a disposizione dei clienti, i contratti hanno una durata
> stabilita. Ora se ad uno dei rinnovi devo cambiare il "fornitore" scatta
> un nuovo atto d'obbligo? Immagino di sᅵ dato che al comune mi hanno
> chiesto di allegare all'atto le piantine degli spazi reperiti.
I posti auto pertinenziali devono essere di tua proprietᅵ.
Immagina il caso limite che allo scadere del contratto di affitto il
proprietario non ti rinnovi il contratto, e che non riesci a reperire i
posti auto che ti servono, che fai? Chiudi le attivitᅵ commerciali ?
Cambi nuovamente la destinazione d'uso dell'edificio, visto che il
cambio che hai ottenuto era subordinato alla disponibilitᅵ dei posti auto?
Ciao.
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Albert.one
Albert.one ha scritto:
E spesso anche oltre, poichᅵ, nella maggior parte dei casi, si tratta di un
impegno unilaterale irrevocabile.
Ciao
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Oppure il comune batte cassa con la monetizzazione e si cerca il tutto per
tutto per non pagare. Legalmente, perᅵ, per costituire un vincolo
pertinenziale, carissimo Ing, :-))) devi essere proprietario esclusivo o,
diversamente, in presenza di altri diritti reali a tempo indeterminato (uso
e usufrutto), ovvero proprietario pro-quota, occorrono le firme di tutti i
comunisti (non quelli rossi).
Con un contratto di locazione non puoi disporre nulla sulle proprietᅵ
altrui.
Ciao
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> Ma mi pare che questo punto fosse giᅵ stato chiarito.
> O no? Ing?
La comunicazione scritta ᅵ soggetta ad incomprensioni quasi come quella
verbale se non di +.:-)
Quel che ho capito ᅵ che secondo la vostra opione o lo spazio da
destinare a parcheggio ᅵ di proprietᅵ di colui che stipula l'atto
d'obbligo o non si puᅵ fare nulla.
Mi pare un pᅵ riduttivo nel senso che io la vedrei, da bravo ingegnere,
piuttosto dal punto di vista pratico: caro comune tu non vuoi la gente
parcheggiata in doppia fila davanti al mio studio professionale, quindi
mi obblighi a trovargli dei parcheggi che di solito non sono disponibili
al pubblico ed in effetti non sono propriamente pubblici ma solo a
servizio dei miei clienti visto che ᅵ per quello che me li chiedi.
Per cui poco importa se lo spazio ᅵ mio, ᅵ affittato, me lo prestano, ma
basta che tu, comune, sia garantito che questo spazio ci sia.
A questo punto mi permetto di aprire anche una polemica qualunquista: ma
come fa il comune a verificare nel tempo che sti posti ci siano sempre? :-/
Allora, se il comune s'inventa un istituto giuridico non previsto dalla
normativa italiana, questo e il conduttore possono fare quello che vogliono,
prendendosi ciascuno le proprie responsabilitᅵ. Nel momento in cui, io
proprietario del posto auto, vengo a conoscenza di un impegno unilaterale
simile, m'incazzo, lo considero un sub-affitto non autorizzato, cito in
giudizio conduttore e comune, risolvo il contratto d'affitto e chiedo anche
il risarcimento danni.