La stroncatura e' bene argomentata, cosa che supera totalmente ogni
ipotesi di conflitto di interesse. Inoltre non e' un produttore:
"Consorzio Cortexa è un progetto associativo nato nel 2007 che riunisce
le più importanti aziende specializzate nel settore dell’Isolamento
Termico a Cappotto in Italia, aziende che hanno creduto nella forza di
un percorso comune e che condividono la stessa filosofia di attenzione
e priorità per la qualità del costruire, nel rispetto dell’ambiente."
Nomi dei soci: Sikkens, Licata, Waler, Viero, STO, Saint-Gobain,
Sigma Coatings, Baumit, Colorificio Paulin, Boero, Caparol, Univer,
Alligator, IVAS, Settef, Mapei, Röfix.
Associati primari: Dosteba, Soprema, Ejoy, Isolconfort, Sriferite,
BASF, Alpac, ENI Versalis
Associati tecnici: ANVIDES, ANFIT, AIPE, FIVRA.
Riconosce qualche nome ?
E' una autodichiarazione, quindi con il valore di una
"dichiarazione dell'oste" sulla qualita' del proprio vino.
La DoP e' una dichiarazione del fabbricante che fornisce
le informazioni relative alle caratteristiche essenziali del
suo prodotto che vuole offrire al mercato.
Dal comma 1 e comma 3 dell'art.4 del Regolamento UE n.305/2011
del 9 marzo 2011:
"1. Quando un prodotto da costruzione rientra nell'ambito di
applicazione di una norma armonizzata o è conforme a una
valutazione tecnica europea rilasciata per il prodotto in
questione, il fabbricante redige una dichiarazione di
prestazione all'atto dell'immissione di tale prodotto sul mercato."
"3. Nel redigere la dichiarazione di prestazione, il fabbricante
si assume la responsabilità della conformità del prodotto da
costruzione a tale prestazione dichiarata. Salvo oggettive
indicazioni contrarie, gli Stati membri presumono che la
dichiarazione di prestazione redatta dal fabbricante sia precisa e
affidabile."
In inglese il documento e' titolato "Declaration of performance"
da cui l'acronimo "DoP", ma in italiano sarebbe DdP.
Abbiamo inoltre ETA = European Technical Assessment
TAB = Technical Assessment Body
La DoP/DdP dovrebbe prevedere i seguenti punti:
1. Codice di identificazione unico del prodotto-tipo
MANCANTE
2. Numero di tipo, lotto, serie o qualsiasi altro elemento che consenta
l'identificazione del prodotto da costruzione ai sensi dell'articolo
11, paragrafo 4:
comma 4. I fabbricanti assicurano che i loro prodotti rechino un
numero di tipo, lotto, serie o qualsiasi altro elemento che
ne consenta l'identificazione, oppure, se la dimensione o la
natura del prodotto non lo consente, che le informazioni
richieste figurino sull'imballaggio o in un documento di
accompagnamento del prodotto da costruzione
MANCANTE
3. Uso o usi previsti del prodotto da costruzione, conformemente alla
relativa specifica tecnica armonizzata, come previsto dal
fabbricante:
MANCA riferimento alla STA (HTS in inglese)
4. Nome, denominazione commerciale registrata o marchio registrato e
indirizzo del fabbricante ai sensi dell'articolo 11, paragrafo 5
5. Se opportuno, nome e indirizzo del mandatario il cui mandato copre
i compiti cui all'articolo 12, paragrafo 2
6. Sistema o sistemi di valutazione e verifica della costanza della
prestazione del prodotto da costruzione di cui all'allegato V:
Dichiarato Sistema 4 cioe':
Sistema 4 — Dichiarazione della prestazione delle caratteristiche
essenziali del prodotto da costruzione effettuata dal fabbricante
in base agli elementi che seguono:
a) il fabbricante effettua:
i) la determinazione del prodotto-tipo in base a prove di tipo,
a calcoli di tipo, a valori desunti da tabelle o a una
documentazione descrittiva del prodotto;
ii) il controllo della produzione in fabbrica;
b) l'organismo notificato non ha compiti da svolgere.
7. Nel caso di una dichiarazione di prestazione relativa ad un prodotto
da costruzione che rientra nell'ambito di applicazione di una norma
armonizzata:
(nome e numero di identificazione dell'organismo notificato, se
pertinente)
ha effettuato .............. secondo il sistema ..............
(descrizione dei compiti di parte terza di cui all'allegato V)
e ha rilasciato ........
(certificato di costanza della prestazione, certificato di conformità
del controllo della produzione in fabbrica, relazioni di
prova/calcolo — a seconda dei casi)
E qui proprio non ci siamo. Ad esempio, scrivere UNI EN ISO:9001:2015
non e' un certificato di conformità.
8. Nel caso di una dichiarazione di prestazione relativa ad un prodotto
da costruzione per il quale è stata rilasciata una valutazione
tecnica europea:
(nome e numero di identificazione dell'organismo di valutazione
tecnica, se pertinente)
ha rilasciato .......
(numero di riferimento della valutazione tecnica europea)
in base a ........
(numero di riferimento del documento per la valutazione europea)
Qui si dichiara implicitamente che non e' stata rilasciata alcuna
valutazione tecnica europea sul prodotto di cui alla DoP.
Notare che la sequenza numerica non e' vincolante, quindi scrivere
"non applicabile" non ha senso. Ecco un esempio:
<
https://www.ikodop.eu/DopList.aspx?r=IT&b=IKOENERTHERM#>
Ecco un esempio della Sikkens:
<
https://www.sikkens.it/content/dam/akzonobel-painters/sikkens/it/content/deumidificanti-flex-landing/6-2-white36/dop_renovatherm_white_36_eco.pdf>
> Detto questo, continuo ad essere scettico e a non voler prendere in
> considerazione questo genere di prodotti, almeno fino al momento in cui
> avrò capito dove sta l'inghippo
Guardi, ecco cosa Cortexa richiede ai soci:
* proporre unicamente prodotti a norma, in base alle norme e leggi di
volta in volta vigenti;
* proporre Sistemi di Isolamento a Cappotto dotati di certificazione
ETA secondo ETAG 004 o EAD 040083-00-0404 e di marcatura CE di
sistema;
* essere dotate di una Accademia di Formazione impegnata nella
formazione tecnica relativa al Sistema di Isolamento Termico a
Cappotto, secondo la qualità definita da Cortexa;
* promuovere la corretta Posa del Sistema a Cappotto secondo il Manuale
Cortexa per l’Applicazione del Sistema a Cappotto e rispettare tutti
i requisiti tecnici indicati nel Manuale stesso;
* essere dotate di un servizio tecnico strutturato pre e post-vendita
per i Sistemi di Isolamento Termico a Cappotto, che includa un
supporto specifico anche per la fase di cantiere.
Il punto interessante e' il secondo, quello della certificazione.
Credo che possiamo concordare che in generale,
a temperature in cui non c'e' eccessiva irradiazione termica,
uno dei migliori isolanti e' il vuoto, quindi possiamo avere un
riferimento con la conducibilita' termica del vuoto.
NB: 0,0020 W/(m·K) puo' anche essere scritto 2 mW/(m·K) cosi'
evitiamo di perderci con gli zeri (una scusa per chi si inventa i
numeri e' di avere sbagliato la conta degli zeri ...).
Vediamo lo stato dell'arte degli isolanti superlativi:
<
https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1876610216302946/pdf>
Cominciamo con pagina 3 (174 sul documento), con la figura 1.
Sappiamo che il vuoto assoluto sulla terra in pratica non esiste,
ma abbiamo vari livelli di vuoto e quindi nel grafico abbiamo
diverse indicazioni di pressione dell'aria.
Si parte da 0,01 mbar per arrivare a 1 bar (1000 mbar cioe' la
pressione dell'aria sul livello del mare. 0,01 mbar corrispondono
a 1 Pa, quindi si sta considerando l'ambito del vuoto "medio"
(definito per valori da 3000 Pa giu' fino a 0,1 Pa); come
pietra di paragone, il vuoto di un bulbo incandescente era tra
10 Pa a 1 Pa. Il vuoto di un thermos va da 1 Pa a 0,01 Pa (vuoto
spinto per thermos professionali).
In ordinata leggiamo i valori di 5 mW/(m·K), 10 mW/(m·K) e cosi'
via (scala lineare). I valori nei riquadri sono il diametro della
microsfera di vuoto nel materiale. Con diametri di 0,001 mm si
ottiene lo stesso risultato di 5 mW/(m·K) con un vuoto di poco
inferiore a 100 mbar, di un diametro di 1 mm, con un vuoto di
poco meno di 0,1 mbar.
Negli esperimenti del documento, si usa un serbatoio a doppia
parete che viene riempito con il materiale isolante in prova
e poi si fa il vuoto nella doppia parete. Il serbatoio quindi
funzione come un thermos e il materiale isolante serve a
ridurre la trasmissione per irradiazione (in un thermos
conduzione e convenzioni sono ridotti al minimo e quindi prevale
la trasmissione per irradiazione).
I "pori" usati nella applicazione sono "aperti", di modo che
esercitando il vuoto nell'intercapide, si ottiene il vuoto
anche nei pori. Insomma, le microsfere devono essere "porose" :-)
Notare che l'ambito di temperature nelle prove e di 48°C che
potremo pensare ad un ambiente estivo (isolamento dal calore).
La scala a pagina 7 figura 5 e' piu' fine, e si parte da
5 mW/(m·K). Ebbene, i valori piu' bassi misurati si agirano
intorno a 10 mW/(m·K) cioe' 5 volte piu' alti dei 2 mW/(m·K)
proposti dal mitico prodotto. E notare, abbiamo una doppia
parete in cui e' stato applicato il vuoto (poco sopra 0,01 mbar
cioe' 1 Pa fino a 0,1 mbar, cioe' 10 Pa).
A valori atmosferici (970 mbar) leggiamo da 35 mW/(m·K) per la
"fumed silica" fino a 60 mW/(m·K) per la "fine-grained expanded
perlite" a 183 kg/m3.
"Fumed silica has with 34.6 mW/(m·K) the lowest effective thermal
conductivity of the investigated materials at ambient pressure."
Notare pero' che la perlite lavora meglio del "fumed silica"
con un vuoto sotto circa 0,2 mbar (scala logaritmica segnata con
tratti leggeri), ove si incrocia la caratteristica in rosso con
quella della perlite "coarse-grainded expanded" da 73 kg/m3.
Notare che i materiali scelti sono a costo moderato, quindi
potrebbero esserci materiali "costosi" con prestazioni piu'
spinte. Ma per arrivare a 2 mW/(m·K) ...
Ed ancora, il vuoto nell'edilizia:
<
https://www.iea-ebc.org/Data/publications/EBC_Annex_39_Report_Subtask-A.pdf>
"At a low gas pressure (100 Pa) and at room temperature the total
thermal conductivity of the core material is about 0.004 W/(m·K) -
0.001 W/(m·K) from infrared radiative heat transfer and
0.003 W/(m·K) due to heat conduction via the solid skeleton. The
thermal conductivity increases with the internal gas pressure to
about 0.020 W/(m·K) at ambient pressure. At 10°C the impact of water
content on the thermal conductivity was found to be linear with an
increase of about 0.0005 W/(m·K) per mass% of adsorbed water."
Insomma, quei 2 mW/(m·K) non si vedono neanche con il bincolo.
Ancora:
<
https://www.iea-ebc.org/Data/publications/EBC_Annex_39_Report_Subtask-B.pdf>
Insomma, per scendere a 4 mW/(m·K) ci vuole il vuoto ... come fanno
con le "pitture" ?
Ecco le proprieta' tipiche dei pannelli a vuoto:
<
https://www.iea-ebc.org/Data/publications/EBC_Annex_39_PSR.pdf>
Hmmm, credo che dovremo pensare a qualche seminario sul tema con
l'aiuto di qualche esperto sul campo.