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Rapporti a.illuminanti: 1/8 è troppo?

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Studio Filippini

unread,
Jun 28, 1998, 3:00:00 AM6/28/98
to

Sottopongo a tutti un problema: il rapporto tra superficie vetrata apribile
e superficie utile di pavimento (con le ben note modalità di calcolo etc
etc) è fissato attualmente in 1/8 nella stragrande maggioranza dei casi.
Questo si traduce, anche per la tipologia prevalente di alloggi e stanze che
il mercato richiede, in facciate "bucherellate" di serramenti molto grandi e
spesso incoerenti tra di loro.
Chiunque dia un'occhiata ad un edificio in costruzione se ne può rendere
conto.

Quello che vi chiedo è: a prescindere da considerazioni di tipo economico,
ritenete che il rapporto di 1/8 sia corretto, vada aumentato in un senso
(1/10 ad es.) o nell'altro (es. 1/6), vada bene egualmente per tutte le
stanze a prescindere dalla loro destinazione, .... e chi più ne sa più ne
dica.

Personalmente ritengo che un rapporto di 1/10 nella stragrande maggioranza
dei casi sia più che sufficiente.

Studio di Progettazione
Ing. Filippo Filippini
Erbusco (BS)


Luciano Burro

unread,
Jun 28, 1998, 3:00:00 AM6/28/98
to
ciao Filippo,
io ho frequentato un corso di bioarchitettura di sei mesi promosso
dall'ANAB e personalmante ritengo che se l'edificio viene realizzato
esternamente ma soprattutto internamante in modo intelligente un
rapporto di 1/8 sia tanto fose troppo.


ciao Lucio

vcard.vcf

giorgio faveria

unread,
Jun 28, 1998, 3:00:00 AM6/28/98
to

"Studio Filippini" <filippo....@numerica.it> wrote:


Sono assolutamente d'accordo. L'uomo da sempre ha bisogno (anche
psicologicamente) di protezione dalla luce eccessiva. L'edilizia
preindustriale (rurale, nobile o fortificata che fosse) aveva aperture
con rapporti a.ill. ben al di sotto dell' ottavo. Tutti noi oggi ci
ritroviamo a limitare la luce dall'esterno con tende, persiane ed
avvolgibili....

geom. Giorgio Faveria (ALBA - Cuneo)

GiS

unread,
Jun 29, 1998, 3:00:00 AM6/29/98
to

In article <6n52k2$qcb$1...@lx03.uu.ml.org>, "Studio Filippini"
<filippo....@numerica.it> wrote:

>[..]


>Personalmente ritengo che un rapporto di 1/10 nella stragrande maggioranza
>dei casi sia più che sufficiente.

Questa dei R.A.I. rischia spesso di essere una delle solite italianate.
Almeno nei (frequenti) casi di interventi sull'esistente un simile rapporto
rigidamente fisso, IMHO lo ritengo abbastanza sciocco. Piu' che mai diverse
sono le condizioni in base alle quali un 1/8 puo' essere piu' che sufficiente
o invece anche al limite della sufficienza.

Senza considerare che spesso per amor del quieto vivere si e' costretti a
indicare serramenti interni piu' o meno fittizzi che riducano la superficie di
un locale pur di far tornare il rapporto ...

In casi di nuova costruzione invece la questione della sufficienza o meno puo'
essere valutata diversamente. Ma rimane il discorso precedente, che sempre
IMHO, vede un rapporto fisso (qualunque sia) sempre e comunque mal adattarsi
alle diverse condizioni di illuminazione, esposizione, destinazione.

Dunque il problema non e' forse 1/8 o 1/10. Ma la rigida soglia di un rapporto.

Eppero', a pensarci bene, non vedo facili soluzioni in alternativa. Chi potrebbe
mai augurarsi di lasciare alla libera discrezione interpretativa di certi
tecnici una decisione di questo genere ? Io no. Tuttosommato fintanto che stanno
cosi' le cose, preferisco quindi il rapporto fisso, ottavo o decimo che sia.

--
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audaces fortuna iuvat -| sostituire z con s |-
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Liz

unread,
Jun 29, 1998, 3:00:00 AM6/29/98
to

On Sun, 28 Jun 1998 18:17:39 GMT, g.fa...@areacom.it (giorgio faveria) wrote:

>Sono assolutamente d'accordo. L'uomo da sempre ha bisogno (anche
>psicologicamente) di protezione dalla luce eccessiva. L'edilizia
>preindustriale (rurale, nobile o fortificata che fosse) aveva aperture
>con rapporti a.ill. ben al di sotto dell' ottavo. Tutti noi oggi ci
>ritroviamo a limitare la luce dall'esterno con tende, persiane ed
>avvolgibili....

Adesso parlo non da architetto ma da essere di questa terra:
"quanto e' bella la luce del sole...... e che male c'e' a filtrarla attraverso
una tenda ?"

Da architetto inevitabilmente il mio pensiero si riflettera' su quello che
faro', ma devo e dovro' tenere conto anche di altri fattori, come per esempio il
fatto che la zona dove lavoro e' molto ventosa.....
Nella mia piccola esperienza 1/8 si e' sempre dimostrato necessario e
sufficiente, anche se a volte e' stato difficile verificarlo..... ma che mi dite
della forma della apertura ?
Una apertura stretta e lunga illumina peggio di una piu' "proporzionata"......
puo' capitare che a parita' di superficie illuminante la luce che entra
nell'ambiente non sia sufficiente, tutto sommato con il rapporto fisso a 1/8 si
evita di avere locali troppo poco illuminati anche in rapporto alla forma della
apertura.

Liz

mama

unread,
Jun 29, 1998, 3:00:00 AM6/29/98
to

Studio Filippini ha scritto nel messaggio <6n52k2$qcb$1...@lx03.uu.ml.org>...

>Quello che vi chiedo è: a prescindere da considerazioni di tipo economico,
>ritenete che il rapporto di 1/8 sia corretto, vada aumentato in un senso
>(1/10 ad es.) o nell'altro (es. 1/6), vada bene egualmente per tutte le
>stanze a prescindere dalla loro destinazione, .... e chi più ne sa più ne
>dica.


Tanto per iniziare, il concetto di "aero-illuminante" non è particolarmente
fertile; luce ed aria non hanno natura e necessità similari (caso classico:
vetrocemento per lasciar filtrare la luce e feritoie in alto ed in basso per
l'aerazione: alcuni regolamenti edilizi ben fatti, in questo caso, concedono
rapporti aeranti meno restrittivi rispetto a quelli illuminanti).

Poi il concetto dello standard rigido, ovviamente, non è architettonico ma
didattico, per progettisti poco capaci e disposti a tutto (dunque si impone
un rapporto aero-illuminante per limitare i danni fatti da chi non è in
grado di progettare e invece progetta). Ogni stanza, ogni luogo della casa
ha necessità di illuminazione ed aerazione diverse (ad esempio: il bagno può
essere protettivo, con piccole finestre trasparenti, ma con un buon ricambio
d'aria, mentre un soggiorno può essere semi-pubblico, con vetri fino al
pavimento....).

Ciao.

Studio BOSETTI & GATTI

unread,
Jun 29, 1998, 3:00:00 AM6/29/98
to

>Sottopongo un problema: il rapporto tra superficie vetrata

>apribile
>e superficie utile di pavimento (con le ben note modalità di calcolo etc
>etc) è fissato attualmente in 1/8 nella stragrande maggioranza dei casi.
>Questo si traduce, anche per la tipologia prevalente di alloggi e stanze
>che
>il mercato richiede, in facciate "bucherellate" di serramenti molto grandi
>e spesso incoerenti tra di loro.
>Chiunque dia un'occhiata ad un edificio in costruzione se ne può rendere
>conto.
>Quello che vi chiedo è: a prescindere da considerazioni di tipo economico,
>ritenete che il rapporto di 1/8 sia corretto, vada aumentato in un senso
>(1/10 ad es.) o nell'altro (es. 1/6), vada bene egualmente per tutte le
>stanze a prescindere dalla loro destinazione, .... e chi più ne sa più ne
>dica.
>Personalmente ritengo che un rapporto di 1/10 nella stragrande maggioranza
>dei casi sia più che sufficiente.
>Studio di Progettazione
>Ing. Filippo Filippini
>Erbusco (BS)
==============
E' evidente che l'unificazione ad 1/8 della superficie aeroilluminanete per
tutti i locali è irragionevole sotto almeno due profili:
1. l'equiparazione tra superficie aerante (alla quale possono invece
concorrere aperture "opache" ma apribili) e quella illuminante (alla quale
possono concorrere aperture "trasparenti" anche se non apribili);
2. l'equiparazione di tutti i vani abitabili (quando ad esempio le camere
da
letto, intuitivamente, non necessitano di eccessiva illuminazione
naturale).
Ci sono poi fattori non secondari che incidono sulla efficacia del
rapporto, quali:
1. la presenza o meno di gronde, portici o altri aggetti sopra il vano
illuminante,
2. la profondità del locale rispetto all'altezza della parete in cui è
ricavato il vano illuminante, ecc. ecc.
In genere, sulla base dell'esperienza, potrebbero considerarsi sufficienti
i seguenti rapporti:
X..................................................... illuminante......
aerante
piano terra: zona giorno.........................1/10................1/10
piano terra: zona notte ..........................1/12............... 1/10
piani superiori: zona giorno ....................1/12 .............. 1/12
piani superiori: zona notte ......................1/15................1/12
Tuttavia l'ostacolo da superare è il d.m. 5 luglio 1975
http://www.bosettiegatti.com/normestatali/1975_dm0507.htm
che impone una superficie vetrata apribile comunque almeno pari a 1/8.
Personalmente ritengo che i regolamenti locali di igiene possano comunque
stabilire rapporti diversi (anche inferiori) in quanto il predetto d.m.
fornisce istruzioni di massima (legasi l'art. 218 del t.u. leggi sanitarie
approvato con r.d. n. 1265 del 1934) e non vincolanti in assoluto per la
compilazione dei regolamenti locali.
Certo, ci vogliono coraggio e iniziativa da parte degli amministratori
locali e la voglia di andare contro le presumibili opposizioni delle ASL.
Studio BOSETTI & GATTI
consulenza agli enti locali in materia
urbanistica, edilizia e di lavori pubblici
25030 - CASTEL MELLA (Brescia)
fax 0302588105
http://www.bosettiegatti.com
e-mail: stu...@bosettiegatti.com

Studio Filippini

unread,
Jun 30, 1998, 3:00:00 AM6/30/98
to

mama ha scritto nel messaggio <6n8l33$ibo$1...@lx03.uu.ml.org>...

>Tanto per iniziare, il concetto di "aero-illuminante" non è particolarmente
>fertile; luce ed aria non hanno natura e necessità similari (caso classico:
>vetrocemento per lasciar filtrare la luce e feritoie in alto ed in basso
per
>l'aerazione: alcuni regolamenti edilizi ben fatti, in questo caso,
concedono
>rapporti aeranti meno restrittivi rispetto a quelli illuminanti).
>
>Poi il concetto dello standard rigido, ovviamente, non è architettonico ma
>didattico, per progettisti poco capaci e disposti a tutto (dunque si impone
>un rapporto aero-illuminante per limitare i danni fatti da chi non è in
>grado di progettare e invece progetta). Ogni stanza, ogni luogo della casa
>ha necessità di illuminazione ed aerazione diverse (ad esempio: il bagno
può
>essere protettivo, con piccole finestre trasparenti, ma con un buon
ricambio
>d'aria, mentre un soggiorno può essere semi-pubblico, con vetri fino al
>pavimento....).
>


1) Io ho sempre pensato che a condizionare verso l'alto il rapporto fosse la
necessità di una buona aerazione. C'è qualche filologo che sa spiegare la
genesi di questo famoso 1/8, da cosa muove e perché?

2) Anche a me danno fastidio gli standard rigidi, ma penso (come in ogni
campo della vita, naturalmente) che per colpa di pochi (incompetenti o
troppo attaccati al denaro) i restanti molti si trovano vessati da
regolamenti cervellotici.
Non vedo una soluzione. Invito però gli urbanisti (coloro che stilano, alla
fin della fiera, i PRG ed i regolamenti edilizi) ad occuparsi di queste che
possono apparire "minuterie" ma che secondo me influenzano il paesaggio
urbano e la qualità dello spazio in maniera sensibile.

Ciao

GiS

unread,
Jun 30, 1998, 3:00:00 AM6/30/98
to

In article <35979710...@news.uu.ml.org>, lu...@infol.it (Liz) wrote:

>Adesso parlo non da architetto ma da essere di questa terra:
>"quanto e' bella la luce del sole...... e che male c'e' a filtrarla attraverso
>una tenda ?"

Ohila' bentornata !

Ma perche' "non da architetto ma ..." ?

Mi stai confermando che gli architetti sono una cosa (indefinita e indefinibile)
e gli esseri umani un'altra ? ;)

E vista la tua insana passione per le citazioni varda cosa ti ho trovato :

" Qualsiasi informazione che comporti un cambiamento del progetto sarà
trasmessa al progettista dopo, e soltanto dopo, che tutti i disegni sono
stati completati. In casi semplici, che presentino una soluzione
ovviamente giusta ed una ovviamente sbagliata, è spesso più saggio
scegliere quella sbagliata, in modo da avere già pronta la conseguente
modifica."

ciao,

--
= GiS = -------------

audaces fortuna iuvat || sostituire z con s ||
---------------------

Liz

unread,
Jun 30, 1998, 3:00:00 AM6/30/98
to

gi...@usa.net (GiS) wrote:

>>Adesso parlo non da architetto ma da essere di questa terra:
>>"quanto e' bella la luce del sole...... e che male c'e' a filtrarla attraverso
>>una tenda ?"
>
>Ohila' bentornata !

Grazie, sono in clima di vacanze, anche se continuo a lavorare, ma che caldo !!!

>Ma perche' "non da architetto ma ..." ?
>
>Mi stai confermando che gli architetti sono una cosa (indefinita e indefinibile)
>e gli esseri umani un'altra ? ;)

No, o forse si, insomma io amo il sole x esempio, e avrei la tentazione che ne
so, di fare finestre a nastro, ma come ark. devo tenere conto della zona in cui
mi trovo che e' molto ventosa, e poi penso che una veduta sia migliore se si
configura come una "fessura" dalla quale si intravede un bel panorama, che per
questo diventa ancora piu' prezioso.
.......Non volevo intendere che gli ark sono chissa' che, come un giornale
locale che scrisse "morti 2 uomini e 1 contadino !!!!! ; )

>E vista la tua insana passione per le citazioni varda cosa ti ho trovato :

Insana ???

>" Qualsiasi informazione che comporti un cambiamento del progetto sarà
>trasmessa al progettista dopo, e soltanto dopo, che tutti i disegni sono
>stati completati. In casi semplici, che presentino una soluzione
>ovviamente giusta ed una ovviamente sbagliata, è spesso più saggio
>scegliere quella sbagliata, in modo da avere già pronta la conseguente
>modifica."

Adesso la stampo e l'attacco in bella vista..... ma chi e' l'autore ?

ciao, Liz


GiS

unread,
Jul 1, 1998, 3:00:00 AM7/1/98
to

In article <3598eae0...@news.uu.ml.org>, lu...@infol.it (Liz) wrote:

> gi...@usa.net (GiS) wrote:

>Insana ???
Insana. E non c'e' niente di male.

>>[..]


>Adesso la stampo e l'attacco in bella vista..... ma chi e' l'autore ?

Fa parte delle famose Leggi di Murphy. Mi pare almeno.

--
= GiS = -------------

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