vorrei chiedere se qualcuno sa se C'è L'OBBLIGO DEL POLO A TERRA NEGLI
IMPIANTI FOTOVOLTAICI
in quanto ho sentito 2 case costruttrici di pannelli in amorfo le quali mi
dicono
una che è obbligatorio il collegamento a terra e l'altra no a chi devo
credere?
avete anche dei riferimenti di norme che possa confrontare? per risolvere
tale problema perchè sono mezzo disperato!!
in attesa di risposte
saluti
maverick
> vorrei chiedere se qualcuno sa se C'è L'OBBLIGO DEL POLO A TERRA NEGLI
> IMPIANTI FOTOVOLTAICI
La domanda e' molto tecnica, in caso non ottenga risposte valide, provi su:
it.industria.elettrotecnica.normative
> in quanto ho sentito 2 case costruttrici di pannelli in amorfo le quali mi
> dicono
>
> una che è obbligatorio il collegamento a terra e l'altra no a chi devo
> credere?
Puo' anche dipendere dal tipo di conversione e di impianto installato.
> avete anche dei riferimenti di norme che possa confrontare? per risolvere
> tale problema perchè sono mezzo disperato!!
Non le ho, perche' costano troppo, ma credo che l'informazione sia
contenuta nella:
Guida CEI 82-25 “Guida alla realizzazione di sistemi di generazione
fotovoltaica collegati alle reti elettriche di Media e Bassa tensione”
oppure nelle norme CEI che riguardano anche il fotovoltaico:
Norma CEI 11-1 "Impianti elettrici con tensione superiore a 1 kV in
corrente alternata"
Norma CEI 11-20 “Impianti di produzione di energia elettrica e gruppi di
continuità collegati a reti di I e II categoria”
Norma CEI 64-8 "Impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non
superiore a 1000 V in corrente alternata e a 1500 V in corrente continua"
Le ricordo che in Italia, le installazione che seguono le prescrizioni
CEI sono considerati automaticamente <installazioni a regola d'arte>.
--
Roberto Deboni
[Messaggio Usenet via Tiscali su text.giganews.com. Se leggete via Web
il sottoscritto informa che non conosce o partecipa al sito/forum Web.]
Se metto il polo a terra sono più sicuro in caso di pericolo o no?
se si mi potrebbe spiegare gentilmente bene sul fatto perchè sono sicuro..
la ringrazio per il tempo che mi dedica nel rispondermi
maverick
"Roberto Deboni" <ne...@analisienergie.it> ha scritto nel messaggio
news:d6adnR-7zvNvaJXR...@giganews.com...
Semplice ... basta chiedere a chi sostiene l'obbligatorietà i
riferimenti normativi.
A parte il fatto che non mi è chiaro tecnicamente cosa sia L'OBBLIGO DEL
POLO A TERRA ... perché detto così non si capisce un tubo.
Parliamo dei pannelli al silicio ... lato BT quindi?
Credo che il problema del polo a terra si intenda dopo l'inverter.
Sono incerto se la problematica riguardi solo impianti ad isola o anche
quelli collegati alle rete elettrica.
Magari nel altro NG c'e' uno con la risposta pronta.
Hmmm ... ora mi rendo conto che la mia confusione e' dovuta ad
insufficienza di informazioni: che tipo di protezione e' stato scelto ?
Sistema TN (vuole dispersore di terra dedicato) ? IT ? TT ?
Io non seguo le norme CEI, ma studio gli impianti di volta in volta ed
implemento una soluzione ad hoc, quindi non posso aiutare.
Ma nel NG it.industria.elettrotecnica.normative ci puo' essere qualcuno
con maggiore dimestichezza delle norme CEI.
può non esser tempo sprecato anche provare con it.mestieri.elettricisti :
> Io non seguo le norme CEI, ma studio gli impianti di volta in volta ed
> implemento una soluzione ad hoc, quindi non posso aiutare.
Io invece sono circa venti anni che progetto impianti di cui la maggior
parte elettrici (oltre a fare il docente).
Ma non ho esperienza di fotovoltaico, sia per scelta sia perché è un
mercato un po' bastardo fatto di clientelismi ed amicizie.
Detto questo, dal basso della mia esperienza, non vedo perché le
connessioni lato rete Enel non debbano essere come da sempre stabilito
dalle norme ... ovvero: neutro connesso al neutro e in definitiva
connesso a terra, conduttore di protezione a terra, fase che fa da fase.
L'unico dubbio resta il lato BT ,lato pannelli per intenderci, dove non
vedo niente di male nel fare un ancoraggio a terra che probabilmente è
già predisposto all'interno dell'inverter.
Riguardo agli obblighi vale sempre il discorso che chi ne cita
l'esistenza deve dimostrarla, altrimenti è poco più che un parolaio che
parla per sentito dire.
In ogni caso direi che è un problema del tutto marginale visto che dal
lato bassa tensione dovremmo essere nelle condizioni di bassa tensione
di sicurezza (sempre che i pannelli non vengano cablati in serie facendo
venire meno la condizione di bassa tensione ... ma ripeto non ho
esperienza specifica).
Non esiste un tale NG.
Se invece intende uno dal nome simile sotto la gerarchia "free.it" tenga
presente che con certi provider possono esserci problemi nel accedere a
tutte le gerarchie complete.
In ogni caso, nella mia esperienza, e' piu' difficile trovare
elettricisti informati su problematiche cosi' specifiche, in genere
conoscono bene quello che e' la routine dell'impiantistica ordinaria dei
fabbricati residenziali, per il resto si attendono alle prescrizioni dei
progettisti e ho la sensazione che non li trova nei mestieri degli
elettricisti, ma se proprio vuole generalizzare, un gruppo puo' essere
quello di ingegneria.
In ogni caso, con il nome giusto, tentar non nuoce.
CEI ... e' opportuno ricordarlo, perche' non sono legge, ma una
soluzione possibile dell'affrontare l'obbligo giuridico di rispetto
della regole d'arte.
> ovvero: neutro connesso al neutro e in definitiva
> connesso a terra, conduttore di protezione a terra, fase che fa da fase.
Questo se il sistema di coordinamento delle protezioni e' di tipo TN ...
> L'unico dubbio resta il lato BT ,lato pannelli per intenderci, dove non
> vedo niente di male nel fare un ancoraggio a terra che probabilmente è
> già predisposto all'interno dell'inverter.
Non sono d'accordo. A che serve ?
Cosi' mi crea una differenza di potenziale artificiosa per contatti
sull'altro polo. E se la "bassa tensione" e' dell'ordine di svariate
centinaia di volt ... la sberla non e' uno scherzo ;-)
> Riguardo agli obblighi vale sempre il discorso che chi ne cita
> l'esistenza deve dimostrarla, altrimenti è poco più che un parolaio che
> parla per sentito dire.
Anche perche' cosi' si capisce il tipo di coordinamento di protezioni ha
in mente.
Insomma, piu' che ad una domanda tecnica, mi pare che stiamo rispondendo
ad un quiz a premi ... :-)
Si trova nel gruppo nominato nel follow-up ... in ogni caso fatte come
volete, ho cercato solo di suggerire come Usenet andrebbe usato dal
punto di vista dei progettisti di Usenet ...
Forse basterebbe vedere uno schema di connessioni tanto per non dare
risposte alla 'lascia o raddoppia'.
In ogni caso lasciare dei potenziali, bassi o alti che siano non
ancorati a terra non garantisce la protezione.
Anche un cablaggio IT presenta problemi di accoppiamenti capacitivi che
per un comune mortale potrebbero non essere salutari.
Comunque si parla a vuoto anche perchᅵ non sappiamo ancora cosa ᅵ sto
POLO A TERRA ... obbligatorio ... cosᅵ come dice un se dicente
'installatore'.
Parliamo di messa terra di un polo lato campo fotovoltaico. Esistono
due modalità di messa a terra: hard grounded e resistive grounded,
ovvero connessione franca a terra e connessione attraverso una
resistenza. Questo tipo di collegamento serve infatti a limitare la
differenza di potenziale tra la terra e uno dei due poli del
generatore, per questo può essere anche di tipo resistivo.
Nel caso di moduli in tecnologia silicio amorfo, lo scopo è quello di
limitare i rischi di corrosione galvanica ed il polo che va "messo a
terra" è il negativo.
Con altre tecnologie, come il monocristallino all-back-contact, va
"messo a terra" il polo positivo, per evitare l'accumulo di cariche
che riducono l'efficienza di conversione del modulo stesso.
La necessità tecnica è legata alla tecnologia realizzativa dei moduli
FV, quindi devi "credere" al costruttore di questi, è lui che comanda.
La messa a terra del campo FV è, in generale, possibile solo con
inverter FV dotati di trasformatore di isolamento. I produttori di
inverter forniscono kit o opzioni di messa a terra al momento
dell'ordine.
Saluti,
simone.bern
Oh! Questo e' interessante. Quindi la messa terra e' proprio sul lato CC
e non e' per la protezione dalle scosse, bensi' per la protezione
dell'impianto. Interessante.
> Con altre tecnologie, come il monocristallino all-back-contact, va
> "messo a terra" il polo positivo, per evitare l'accumulo di cariche
> che riducono l'efficienza di conversione del modulo stesso.
C'e' sempre da imparare.
> La necessit� tecnica � legata alla tecnologia realizzativa dei moduli
> FV, quindi devi "credere" al costruttore di questi, � lui che comanda.
Mi domando se l'installatore conosce i motivi come li ha descritti lei
oppure semplicemente sta seguendo ciecamente le direttive senza capire
nulla ... ;-)
> Parliamo di messa terra di un polo lato campo fotovoltaico. Esistono
> due modalità di messa a terra: hard grounded e resistive grounded,
>
Finalmente una persona che e' entrata nella discussione , sapendo cosa
veniva chiesto e non per riempire il ng di discorsi....
grazie
Un vero peccato che proprio tu abbia fatto l'esatto contrario ...
> Un vero peccato che proprio tu abbia fatto l'esatto contrario ...
Lo so , ma mi sono limitato a una riga , non come qualcuno che scrive un
poema (per non scrivere niente) e non era riferito a te......
interessante il tuo discorso..
dell'hard grounded e resistive grounded hai qualche link o documenti in pdf
che puoi allegare e/o postarmi cosi posso stamparmi e mostrarle al
titolare??
perchè tale problema è la prima volta che mi capita di occuparmi della parte
progettuale di un impianto in amorfo e vorrei uscirne avendo certezze di cio
che mi viene detto cosi la prossima volta tutto mi risultà più chiaro.
saluti
Maverick
"simone.bern" <ar...@iol.it> ha scritto nel messaggio
news:6af5ee7e-0398-4e16...@5g2000yqz.googlegroups.com...
> dell'hard grounded e resistive grounded hai qualche link o documenti in
> pdf che puoi allegare e/o postarmi cosi posso stamparmi e mostrarle al
> titolare??
Qui c'� qualcosa.
http://download.sma.de/smaprosa/dateien/7418/Duennschicht-UIT093821.pdf
Bye
Gigi
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