A suo tempo avevo fatto una serie di esperimenti proprio a riguardo.
Ecco le considerazioni, alcune "sperimentali", altre per ovvia
valutazione tecnica.
1) e' fondamentale che i cavi che collegano la batteria alternativa
siano piu' corti possibili, come minimo, non piu' lunghi di quelli
esistenti, e possibilmente anche piu' grossi (possono esserci problemi
con il connettore: ho risolto saldando a stagno riscaldando il "nodo"
sul fornello a gas, non avendo un saldatore da 200W o piu')
2) per quanto riguarda la questione del funzionamento piu' prolungato
(grazie alla batteria piu' grossa, suppongo voglia avere una maggiore
autonomia), basta semplicemente defalcare di un 30% la potenza massima
per cui e' stato venduto l'UPS. E' una mia valutazione empirica e visto
che non mi si e' bruciato nulla, direi che e' sufficiente. Non ho
provato a farlo funzionare alla massima potenza (non volendo "friggere"
l'oggetto) e quindi non so se cosa accadrebbe. Preciso che utilizzavo il
modello piu' economico della Trust, quindi ovviamente non mi fidavo
molto delle prestazioni declamate.
3) la chimica e' la stessa, salvo non si trovi e si abbia la
possibilita' le tensioni di intervento della protezione di fine scarica.
Io avevo provato con una batteria al piombo da 54 Ah ed il risultato e'
stato che mi interrompeva il funzionamento troppo presto,
quando ancora la batteria aveva abbondante carica residua
(sostanzialmente la tensione operativa delle batterie al piombo per auto
e' leggermente piu' bassa di quella delle batterie sigillate gel del
tipo che normalmente trovate negli UPS commerciali e quindi il circuito
di intervento vedeva troppo presto una tensione piu' bassa di quella su
cui era regolato
4) il grosso problema e' la ricarica (specialmente se la chimica e'
diversa, anzi, la tensione di "mantenimento" delle gel mi ha rovinato
una batteria al piombo per auto - con il senno di poi avrei dovuto
immaginarmelo, insomma, e' l'esperienza della "pratica", verso l'ipotesi
banale). Se la batterie e' dello stesso tipo (GEL) e poco piu' grande (9
Ah invece della 7Ah ?), l'unica conseguenza e' che ci vuole di piu'
perche' si riprenda la piena carica dopo un intervento (se si e'
sfruttato tutta l'autonomia disponibile)
E l'ultimo punto ci porta ad una considerazione interessante. Negli UPS
economici, le batterie sono sottodimensionate, ovvero, vengono spremute
cosi' tanto nel caso di un intervento fino allo spegnimento (scarica
totale) che durano pochi cicli prima che l'autonomia si riduca ad un
paio di minuti simbolici o meno (la batteria sembra ancora buona ad un
verifica superficiale, ma se la mettete sottosforzo non ha neanche
lontanamente la capacita' da nuova). Ebbene, se vi trovate in una zona
in cui capita spesso che l'UPS debba intervenire, l'installazione di una
batteria leggermente maggiorata, tipo un 12 Ah invece di un 7 Ah, con la
stessa chimica (gel-gel, etc.), e se fatte attenzione a spegnere l'UPS
entro i tempi con cui la batteria originale si sarebbe esaurita, vi
garantisce di avere realmente i 200-300 cicli promessi dal fabbricante
delle batterie. Il tutto dovrebbe funzionare senza alcuna modifica delle
regolazioni dell'UPS. Nella mia esperienza pratica, ho installato un
14Ah al posto di un 12Ah, giocando sul fatto che le dimensioni sono le
stesse, e mi sta durando di piu' di quella da 12Ah
(gia' sostituite in dieci anni).
Infine, se si usa l'UPS come inverter (ovvero solo per la conversione da
12Vcc a 230Vac, ed effettuando la ricarica con carica batteria dedicato,
da utilizzare dopo ogni intervento e poi staccare finita la carica,
lasciando la funzione di mantenimento carica all'UPS), non vedo perche'
non possa funzionare senza problemi (soddisfatte le cautele sulla
potenza massima e la lunghezza dei cavi) anche con batterie piu' grosse
fino a 3-4 volte (oltre, temo che la corrente di mantenimento caria
dell'UPS non sia piu' sufficiente).