Forse qualcuno si e' accorto che qualche volta ho scritto kW.h invece di kW*h.
La ragione e' quella di utilizzare una soluzione la piu' univoca e condivisa,
seppure evitando di appiattirsi sulla errata ed ambigua scelta della massa
(che in questo e' ottusa proprio perche' non si pone alcun dubbio sopra le
motivazioni della ottusita' di usare un simbolismo che non esiste nella
definizione ufficiale internazionale).
Ho osservato (o meglio ho fatto caso di recente) che un ente internazionale
utilizza una forma piu' intelligente del becero kWh, ovvero scrive kW.h
ove al "·" (punto a mezz'aria) previsto dalla normativa internazionale,
ma che non troviamo comodamente sulle tastiere, viene sostituito il
comune "." (punto). Percio' W.h, kW.h, MW.h, GW.h, TW.h e cosi' via.
Sono pero' indeciso, perche' essendo il punto usato "normalmente" come segno
di interpunzione (e come indicatore del decimale nella lingua anglosassone),
potrebbe anche ingenerare confusione se appare come alla fine frasa,
riportandoci percio' all'equivoco del "kW", unita' di potenza e lasciando
la lettera "h" come inizio della frase successiva, magari come apparente
simbolo, se il contesto lo porta a tale significato.
Mi domandavo se anche l'asterisco e' di uso cosi' frequente che il suo
uso possa portare ad equivoci e quindi chiede secondo voi se e' cosi',
ovvero se mi conviene restare su W*h, kW*h, MW*h, GW*h, TW*h, etc.
Ecco l'ente ed un esempio:
https://www.iaea.org/pris/CountryStatistics/CountryDetails.aspx?current=IT
Totale produzione indicata come 302600.00 GW.h
ovvero l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (IAEA).
Dalla brochure (lingua inglese, l'altra e' francese, l'italiano o il
tedesco invece non appare rappresentato: che sia questa la ragione ?)
del "Bureau international des poids et mesures" ovvero l'Ufficio
Internazionale dei Pesi e delle Misure, sul Sistema Internazionale
delle Unita', 8va edizione, 2006, si legge (pag.38):
"In forming products and quotients of unit symbols the normal rules of
algebraic multiplication or division apply. Multiplication must be
indicated by a space or a half-high (centred) dot (⋅), since otherwise
some prefixes could be misinterpreted as a unit symbol. Division is
indicated by a horizontal line, by a solidus (oblique stroke, /) or by
negative exponents."
http://www.bipm.org/utils/common/pdf/si_brochure_8_en.pdf
Il nocciolo della questione e' su cosa sia il chilowattora. Secondo
la normativa internazionale e gli anglosassoni, e' una unita' composita,
ovvero la combinazione di una unita' di potenza (W = watt) con una
unita' temporale (s = secondo).
Se e' cosi' allora si applicano le disposizioni, ovvero il paragrafo
appena citato in lingua inglese. E quindi il chilowattora va ritenuta
una unita' composita del kW e della h (ora). E la scrittura prevede
l'inserimento del punto centrato (⋅) ---> kW⋅h o in alternativa
di uno spazio ---> kW h (o mezzo spazio ?).
Alcuni affermano che nell'uso quotidiano sarebbe lecito omettere l'uso
del simbolo separatore delle due unita', quando non si creino
ambiguita'. Ad esempio sulla falsariga che scriviamo ms e non m⋅s
per indicare l'unita' composita metrisecondo. Peccato che la diffusa
confusione, sparsa per tutta la stampa di tutto il mondo, ad ogni
livello, tra potenza ed energia, che spesso inizia dalla confusione
nella trascrizione della unita', ove troviamo che tanti, anche ogni
giorno, scrivono kW invece di kWh, mi pare prova piu' che sufficiente
ed abbondamente per provare che invece l'elemento confusione ed
ambiguita' ci sia eccome.
Negli Stati Uniti paiono avere una certa sensibilita' sulla questione
e quindi troviamo queste delucidazioni su come utilizzare nei
documenti tecnici nazionali la normativa del BIPM (pag.23):
"Reference [4: ISO 31-0] suggests that if a space is used to indicate
units formed by multiplication, the space may be omitted if it does
not cause confusion. This possibility is reflected in the common
practice of using the symbol kWh rather than kW·h or kW h for the
kilowatt hour.
Nevertheless, this Guide takes the position that a half-high dot or
a space should always be used to avoid possible confusion; for this
same reason, only one of these two allowed forms should be used in
any given manuscript."
http://www.wmo.int/pages/prog/gcos/documents/gruanmanuals/NIST/sp811.pdf
Ovvero, il NIST (National Institute of Standards and Technology, un
ente di un livello simile - o superiore ? - al nostro CEI, Comitato
Elettrotecnico Italiano), se da una parte riconosce che e' invalso l'uso
di omettere lo spazio, chiude tassativamente il ragionamento con:
[Tuttavia, questa guida prende la posizione che un punto mezzo-alto o uno
spazio dovrebbe sempre essere utilizzato per evitare possibili confusioni;
per questo stessa ragione, SOLO UNA DI QUESTE DUE FORME consentite deve
essere usato in qualsiasi manoscritto dato.]
In Europa, specialmente in Germania ed Italia, vanno ... indietro,
considerando ancora oggi il chilowattora, anzi, per la precisione il
wattora, a cui poi vanno ad applicare tutto il sistema di suffisi del SI
(Sistema Internazionale), come una legittima unita' di misura a se stante,
rifiutando di accettare la posizione che sia ormai relegata come unita'
antiquata, a livello delle libbre, pollici, oncie e palmi.
Non si tratta di una mera pignoleria a se stante, tant'e' che non ho
problemi a scrivere "mc" invece di "m3" o "mq" invece di "m2"
quando mi sento ispirato cosi', perche' non mi pare che possa creare
confusione. Anzi scrivere "mt" qualche volta puo' anche evitare
ambiguita' locali sulla lettera "m".
Ma come gia' osservato, la confusione che gira intorno al chilowattora
e' notevole, e non credo di esagerare se ha pesanti ripercussioni
sulla vita di ogni giorno, quando poi l'elettorato prende decisioni
maleinformate, proprio a seguito della confusione tra potenza ed
energia, a cui e' difficile che mi si possa convincere non sia
anche riportabile l'ambiguita' di scrittura della unita' obsoleta.