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Chicchi di grandine come arance ed il fotovoltaico

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Roberto Deboni DMIsr

unread,
Jul 11, 2019, 3:51:13 PM7/11/19
to
"Pescara, grandinata con chicchi grandi come arance: vetri
delle auto sfondati e 18 feriti in ospedale"

https://www.repubblica.it/cronaca/2019/07/10/news/
maltempo_10_luglio_meteo-230841938/

"... la violenza della grandine ha fatto molti danni in
tutta la città, con tetti danneggiati, parabrezza e vetri sfondati."

"... una lunga grandinata con chicchi del diametro fino a 5 centimetri."

Se sono stati spaccati i parabrezza delle auto, il pensiero corre
subito al fotovoltaico. Ed infatti, (ma e' un sito in conflitto di
interesse) una settimana prima:

<https://www.pvshield.com/blog/clima-anomalo-grandinata-eccezionale/?
utm_source=Facebook
+organic&utm_medium=Social&utm_term=grandinata&utm_content=Clima+anomalo.
+Grandinata+eccezionale>

"Sabato 22 giugno 2019, l’Emilia Romagna è stata oggetto di temporali
molto intensi anche con precipitazioni di grandine di dimensioni
anomale (5 cm di diametro) causando un’ingente quantità di danni a
case ed automobili, vegetazione e coltivazioni, oltre a ferire diverse
decine di persone."

Urca! Pescara e' solo un evento di tanti ?!

"Alcuni proprietari di pannelli fotovoltaici ci hanno segnalato il
danno con conseguente calo della produzione."

D'accordo, vogliono vendere e quindi forse hanno "esagerato" ?

Un sito, sempre del settore, minimizza:

<https://www.solarfarm.it/blog-italiano-en/resistenza-alla-grandine-
pannelli-fotovoltaici/>

"Anche se non esistono statistiche, le informazioni disponibili dicono
che la probabilità di danni da grandine ai moduli fotovoltaici è molto
bassa. Un chiaro indicatore di rischio è offerto dal premio richiesto
per le polizze assicurative per grandi impianti fotovoltaici industriali."

"Le polizze includono la copertura danni da grandine senza costi
aggiuntivi rispetto ai rischi generali [polizze all-risks]. Questo
vale anche per le polizze sugli impianti residenziali."

Finche' dura, meglio cosi': gli impianti fotovoltaici assicurati
non dovranno sborsare nulla, paghera' la loro assicurazione.
Senza premi aggiuntivi.

Pero' a livello "collettivo", il fatto che le assicurazioni paghino
e' solo un passaggio di cassa, ma il danno e' reale.

Ingannevole/distreante e' la tabella dal titolo pomposo
"test di resistenza alla grandine", che vi riproduco:

diametro massa velocita'
mm grammi m/s
-------------------------
12.5 0,94 16,0
15 1,63 17,8
25 7,53 23,0
35 20,70 27,2
45 43,90 30,7
55 80,20 33,9
65 132,00 36,7
75 203,00 39,5

perche' non ci dice nulla sui moduli fotovoltaici.
Riscontriamo solo cio' che sappiamo da sempre: piu' pesante
e' un oggetto, piu' velocemente cade nell'atmosfera (una
piuma cade come un palla di piombo solo nel vuoto spinto).

Se non avete capito: quando vedete chicchi grossi come
palle da ping-pong, scappate, perche' scendono molto piu'
veloci dei "fastidiosi" piccoli chicchi di grandine a cui
siamo abituati. Quel "fastidio" punzecchiante con le palle
da ping-pong diventa una sberla non solo per la massa
quasi dieci volte maggiore, ma piu' per una velocita' il
50% maggiore (e l'energia cinetica, ovvero quello che vi
causa il "dolore", va con il quadrato della velocita').

Anzi, ho voglia di giocare con i numeri, completando la
tabella con l'informazione che i commerciali hanno "perso",
e' che sicuramente i laboratori che fanno le verifiche di
sicurezza, hanno incluso:

diametro massa velocità energia
mm grammi m/s joule
------------------------------------
12.5 0,94 16,0 0,1
15 1,63 17,8 0,3
25 7,53 23,0 2,0
35 20,70 27,2 7,7
45 43,90 30,7 20,7
55 80,20 33,9 46,1
65 132,00 36,7 88,9
75 203,00 39,5 158,4

un chicco che pesa un 73% in piu' scarica una energia del
115% maggiore. Un chicco da 2,5 cm pesa 4,6 volte un chicco
da 1,5 cm, ma colpisce con una energia 7,7 volte maggiore.

La grandine a cui siamo abituati finora, nei casi storicamente
comuni (quelli a cui la statistica assicurativa fa riferimento)
non arriva a piu' di 1,25 mm di diametro (ecco il perche' la
tabella parte da quel valore). I chicchi da 3,5 cm di Pescara,
non solo pesavano 22 volte di piu' (20,7/0,94), ma a causa
della velocita' terminale nell'aria maggiore del 70%, hanno
un impatto in termini di energia ben 64 volte maggiore !!!
22 volte significa intorno ad "un ordine" di grandezza maggiore.
64 volte significa che ci avviciniamo a "due ordini" di grandezza
maggiore.

Quello che il sito commerciale non ci dice e' "l'effetto" di
questa energia 64 volte maggiore ...

Ed ecco finalmente delle foto della realta', in un caso due anni
fa:

<http://www.marcodalpra.it/2017/09/grandine-e-fotovoltaico/>

"Nel Giugno 2017 la zona prealpina della provincia di Treviso è
stata flagellata da evento temporalesco violentissimo che ha visto
cadere chicchi di grandine grandi più o meno come arance."

Grandi come arance ? Quindi siamo proprio ai 3,5 cm di cui sopra.
Le foto ci mostrano chiaramente cosa succede ai moduli fotovoltaici:

<http://i2.wp.com/www.marcodalpra.it/wp-content/uploads/2017/09/
Foto_Panoramica_1024.jpg?resize=1024%2C780>

E non e' un bel vedere. Ma ecco il riscontro reale:

"Anche gli impianti fotovoltaici sono stati danneggiati da questo
evento “estremo”, ma visti i danni generalizzati, mi sarei aspettato
un numero di moduli rotti molto maggiore."

"Invece, dalle notizie sommarie che ho raccolto su alcuni impianti
domestici, si sono danneggiati circa 1 modulo su 10. Negli impianti
di grandi dimensioni mi risulta invece una percentuale molto più
bassa (circa 1 su 100)."

Non capisco per quale ragione negli impianti di grosse dimensioni
solo un modulo su 100 e' stato danneggiato: come se la grandine a
chicchi grossi si fosse concentrata sui tetti delle case abitate
(la statistica non contempla variazioni di densita' di eventi di
un tale fattore, per un fenomeno comune ai due).
L'unica ipotesi sensata e' che gli impianti industriali avessero
moduli a resistenza maggiorata agli impatti. Cosa anche plausibile,
nella ipotesi che l'addetto agli uffici acquisti di una attivita'
industriale sia un pelo piu' scaltro del pierino che si fa
installare l'impianto fotovoltaico a casa. Il pierino crede
all'oste che gli vende il vino, l'ufficio acquisti invece fa
controllare il vino da un esperto ...

Ma andiamo avanti:

"Prima di fare alcune considerazioni tecniche, vediamo alcune foto
che ho avuto la possibilità di scattare a due moduli danneggiati,
uno più recente della Sunpower, e uno del 2010 della Sanyo, quindi
tra i moduli a prestazioni più elevate presenti sul mercato.
Facevano parte di due impianti fotovoltaici domestici inferiori
a 6 kW."

Trovo interessante il ragionamento fatto dal blogger:

"Come si vede dalla foto il modulo è stato “bersagliato” in molti punti,
in modo più o meno forte. Dato che gli altri moduli fotovoltaici
dell’impianto non sono stati danneggiati, è evidente che questo modulo
è stato colpito da un chicco di grandine particolarmente pesante che ha
causato il primo danno al vetro frontale, dopodiché i restanti chicchi
di grandine, anche se più piccoli, hanno potuto lasciare il segno sul
vetro perché era menomato, e quindi non più in condizioni da resistere.
Significa che tutti i colpi “secondari” , nonostante il segno che hanno
lascito su questo modulo, non sono riusciti a scalfire gli altri moduli
fotovoltaici dell’impianto, che certamente sono stati anch’essi colpiti."

che si basa sulla nostra esperienza che una volta incrinato un vetro,
esso puo' assere danneggiato con colpi meno forti del primo.

L'evidenza dei danni si puo' vedere guardando il retro:

<http://i1.wp.com/www.marcodalpra.it/wp-content/uploads/2017/09/
Modulo_Sunpower_Foto-2800.jpg?resize=767%2C1024>

Il modulo continua a funzionare, ma le crepe sul vetro rifrangono i raggi
di luce, ovvero fanno calare l'efficienza di cattura della radiazione
solare. Aggiungo inoltre, che a mio parere, si apre la via a fenomoni di
corrosione, potendo l'umidita' penetrare ove la continuita' dell'EVA sia
stata eventualmente compromessa.

Concorda anche il blogger nella conclusione:

"Gli utenti con impianti fotovoltaici che hanno subito la grandinata
riportata, si sono resi conto che c’era un problema per la diminuzione
della potenza resa. In un caso c’era una evidente differenza tra
stringhe (gruppi di moduli collegati ad ingressi separati dell’inverter).
La frantumazione del vetro, infatti, “riduce” la quantità di luce
solare che raggiunge la cellula fotovoltaica, causando una riduzione
della potenza resa. Questo modulo, in poche parole, diventa una “palla
al piede”, compromettendo la produttività di tutto l’impianto."

"A questo proposito ricordo che gli impianti fotovoltaici collegati in
modo “classico” cioè a Stringhe, sono fortemente influenzati da ombre
o malfunzionamenti di ciascun modulo fotovoltaico."

"Inoltre, con il vetro frontale rotto, si perde buona parte
dell’isolamento elettrico, tanto che in presenza di pioggia o umidità,
l’inverter potrebbe presentare un errore di basso isolamento
(Low Iso o Iso Res) mettendo fuori servizio l’intero impianto."

Bravo il blogger anche ad affrontare la questione della responsabilita'
civile della proprieta':

"Il Modulo, non avendo più la resistenza meccanica prevista, potrebbe
svincolarsi dai supporti e cadere giù dal tetto, con rischio per le
persone che transitano o soggiornano nelle immediate vicinanze."

"Stesso ragionamento si potrebbe fare per le scaglie di vetro che
potrebbero lentamente staccarsi e cadere, in pezzi più o meno grandi;"

Spiegazione: il modulo va pensato come "incastrato" nei suoi supporti
e non offre giochi in caso di vento. Il "vetro" contribuisce in buona
parte alla rigidita' richiesta dal modulo per "stare dove deve stare".
Se pero' il vetro e' incriminato in molteplici direzioni, il modulo
tende piu' facilmente a flettere sotto la pressione del vento e quindi,
flettendosi, allontanarsi da uno dei supporti, fino a staccarsi da
quel lato. A quel punto il vento ha gioco facile a, prima sollevare il
modulo da un lato, "per pigliarlo meglio", e poi a strapparlo via dai
restanti supporti, magari non al primo colpo, ma dopo avere fatto
"sventolare" piu' volte il modulo pericolante.

Riguardo alle scaglie di vetro: all'inizio sono incollate dall'EVA,
ma sappiamo che cio' che e' "solo" incollato, non resiste per sempre.

Ora non resta che attendere le assicurazioni, prima la raccolta dati
dei sinistri (frequenza eventi e frequenza dei danni rilevanti) e poi
l'eventuale adeguamento dei premi. Sperando che pero' non si limitino
a scaricare i maggiori costi su tutti i clienti e non solo sugli
impianti fotovoltaici per cio' che e' pertinente solo al fotovoltaico.

234

unread,
Jul 12, 2019, 4:32:05 AM7/12/19
to
Il danno è oggettivamente reale, chiunque paghi, ma l'assicurazione ti
mette al sicuro. Prova tu a non assicurare la tua auto!
Le assicurazioni servono per questo: per coprire danni imprevisti. E ci
guadagnano cifre astronomiche.
Quindi non dire anche queste cazzate per far pubblicità... a che cosa?
Forse gli specchi delle tue brame non subiscono danni dalla grandine? E
tu non li assicuri perché "il danno è reale"??? E non li assicuri per un
terremoto che al FV non farebbe niente mentre al CSP a torre sballerebbe
tutti gli allineamenti e porterebbe la produzione praticamente a zero?
Sveglia, il carosello pubblicitario è finito! :)
___

Bowlingbpsl

unread,
Jul 12, 2019, 5:33:33 AM7/12/19
to
Roberto Deboni DMIsr wrote:

> Se sono stati spaccati i parabrezza delle auto, il pensiero corre
> subito al fotovoltaico. Ed infatti, (ma e' un sito in conflitto di

Una certa ossessione, nevvero? 3:-)

> Urca! Pescara e' solo un evento di tanti ?!

A Milano Marittima e' arrivato un fortunale/tromba d'aria che ha sradicato
non so quanti (un migliaio ?) di pini marittimi, oltre a danni assortiti.
Quindi?

> "Alcuni proprietari di pannelli fotovoltaici ci hanno segnalato il
> danno con conseguente calo della produzione."

Dio Santo, a Deboni fa lo stesso effetto di sventolare la muleta sotto al
naso del toro... calma, eh? :-P

> "Anche se non esistono statistiche, le informazioni disponibili dicono
> che la probabilità di danni da grandine ai moduli fotovoltaici è molto
> bassa. Un chiaro indicatore di rischio è offerto dal premio richiesto

Esatto. Per la loro intrinseca robustezza.
Dopo che notavo che gli operai ci camminavano tranquillamente sopra (con
le scarpe da antinfortunistica) mi hanno fatto notare che per incrinare il
quarzo, "proprio" deve cascare il cacciavite... e di punta. Condito di
sfiga.

> Pero' a livello "collettivo", il fatto che le assicurazioni paghino

Collettivo un cazzo.
E' un problema del proprietario dell'impianto... e/o dell'assicurazione,
se ha la polizza.

> e' solo un passaggio di cassa, ma il danno e' reale.

Facciamo un attimo di conti in tasca?
Un pannello costa poche centinaia di euro. Facciamo trecento.
Mano d'opera... piu' o meno altrettanta.

QUESTO e' il costo. Privato, non collettivo.

> perche' non ci dice nulla sui moduli fotovoltaici.

Un raro esempio di (involontaria) sincerita'. :-P

> "Anche gli impianti fotovoltaici sono stati danneggiati da questo
> evento "estremo", ma visti i danni generalizzati, mi sarei aspettato
> un numero di moduli rotti molto maggiore."

Per la sua robustezza intrinseca.

> Non capisco per quale ragione negli impianti di grosse dimensioni

Ma chi lo sa. La grandine viene un po' a macchia di leopardo: qui viene e
magari... la' non viene.
O magari chi scrive, ha visto un paio di grossi impianti con inclinazione
accentuata... ed anche questo "qualcosa" ha fatto.

> L'unica ipotesi sensata e' che gli impianti industriali avessero
> moduli a resistenza maggiorata agli impatti. Cosa anche plausibile,

Ci sta anche che l'acquisto da un unico fornitore di pannelli sia di un
genere di pannelli ben preciso, anziche' qualcosa raccogliticcio e tirato
al risparmio.
Non considero pertinenti i ragionamenti basati sull'osservazione... di due
o tre pannelli. Non due o tremila.

> Ora non resta che attendere le assicurazioni, prima la raccolta dati
> dei sinistri (frequenza eventi e frequenza dei danni rilevanti) e poi
> l'eventuale adeguamento dei premi. Sperando che pero' non si limitino

Ammesso che facciano qualcosa. Una rondine non fa primavera, ammesso che
non vogliano considerare il riscaldamento globale.


Fabrizio


Mario

unread,
Jul 12, 2019, 9:13:07 AM7/12/19
to
L'assicurazione per l'auto è obbligatoria verso terzi, non per i danni
propri, la devi fare apposita.
Io ho avuto varie assicurazioni sulle case, tutte escludevano gli eventi
naturali, sicuri che ora sia possibile, a costi possibili, se costa
vicino ai danni eventuali tanto vale sperare nella sorte.
Le assicurazioni prima di cacciare i soldi trovano tutti i cavilli, e
scrivono le clausole quasi invisibili.
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